Martedì, 21 Novembre 2017
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A scatola chiusa c’è tutto un mondo. Intervista a Chiara Cardea e Silvia Mercuriati

La stagione dell’Eliseo si arricchisce ulteriormente, animando quelli che possono essere considerati spazi “altri” – foyer, platea, gallerie - e dando slancio a tutte quelle forme di teatro autoriale contemporaneo che faticano a farsi scoprire: nasce, così, Eliseo Off il cui primo spettacolo è A scatola chiusa | Andante cantabile con slancio. Un testo significativo in elementi scenici bislacchi, interpretato da Chiara Cardea e Silvia Mercuriati: due ottime attrici che, alla fine, stupiscono il pubblico con una richiesta che è insieme condivisione e invito alla diffusione. Tanto da incuriosirci e spingerci a porre loro delle domande...

 

A scatola chiusa | Andante cantabile con slancio è uno spettacolo molto curioso, ricco di citazioni eppure non citazionista perché le due protagoniste - chiuse nella loro scatola - paiono vivere autenticamente, nella maniera più tragica ma anche più comica, ciò che dicono e leggono. Come nasce questo testo?

CHIARA: Nasce da una frase Ovunque vai lascia profumo, una frase che mi disse mia nonna Rosetta anni fa. Nasce da una chiacchiera attorno a un tea con Roberta Pibiri, amica con cui condivido continuamente “visioni”. Nasce da frequenti confronti con Mariza Petrovic, amica e collega con la quale, ben prima di pensare all’idea di uno spettacolo, mi son più volte trovata a disquisire su questo fatidico “modo di stare al mondo”. Si arricchisce con Silvia Mercuriati, con cui ho l’onore di condividere la scena, che mi ha aiutata a vestire il testo e a schiuderne meglio gli aspetti più ermetici. Affonda poi le sue radici in una stanza delle meraviglie fatta di nonne, padri, madri, donne, uomini, libri, cantanti, poeti, pittori… dialoghi aperti. Perché la cultura è un dialogo per me. Un dialogo maieutico. Così come le relazioni.

 

Lo spettacolo, come rivelate una volta finiti gli applausi, fa parte di un omonimo progetto più ampio. Di che si tratta?

CHIARA: È un progetto in continua evoluzione nato attorno allo spettacolo con l’idea di svilupparne i contenuti attraverso anche l’uso di altre forme di espressione, con l’obiettivo di contagiare più persone possibili e di seminare cultura. Raccogliamo i frutti di queste diramazioni sul blog omonimo https://ascatolachiusa.jimdo.com

SILVIA: È la volontà di non fermarsi solo alla messa in scena, ma di sviluppare a pieno le tematiche che affrontiamo anche attraverso altre forme di arte.

 

Irma e Nora si trovano a dividere lo stesso spazio, con ossessioni simili e un modo di reagire alle stesse molto diverso. Chiara Cardea e Silvia Mercuriati, invece, come si sono incontrate?

CHIARA: Ci siamo conosciute nel 2010 lavorando al progetto Tricher di MO.Lem, abbiamo condiviso numerosi spettacoli (e non solo!) e mi auguro che ne condivideremo ancora. Ad esempio adesso stiamo lavorando a un nuovo progetto su Caravaggio scritto e diretto da Marco Ivaldi.

SILVIA: A Scatola Chiusa | Andante cantabile con slancio è il primo spettacolo che ci vede sole in scena, sicuramente i lavori realizzati negli anni precedenti ci hanno permesso di avere, oggi, questa sintonia sia nella fase di costruzione dello spettacolo che in scena.

Uno dei messaggi di A scatola chiusa | Andante cantabile con slancio parrebbe essere la difficoltà di comunicare al mondo esterno tutti quei valori che le grandi menti della cultura si sono impegnate a diffondere e a cui la massa sembra ormai sorda. Secondo voi da cosa dipende questo e come può il teatro contribuire a far udire nuovamente certe voci?

CHIARA: Il teatro non saprei, so come posso farlo io… il mio contributo è stato fare questo spettacolo e altri ancora se ne avrò l’occasione. Ma non basta. A questo aggiungo il mio impegno quotidiano a difendere e/o diffondere quel “profumo” che mi è stato trasmesso o che mi sono conquistata. Irma in un impeto di rabbia e turpiloquio dice: “Io cambio ogni giorno, sono differente! E mi faccio un culo pazzesco per tenere botta. Mi sporco, mi lavo, mi risporco e mi lavo ancora. La bocca me la sciacquo. Ogni volta che mi accorgo di dire stupidaggini”. Insomma è un lavoro continuo, un cesello, un “labor limae”.

SILVIA: Credo che il punto principale sia la sincerità e la semplicità nel confrontarsi con lo spettatore. Ripartire dal quel dialogo per poter parlare di qualsiasi cosa. Non bisogna dimenticare che il teatro è uno stimolo per andare oltre.

Un’ultima domanda: che cos’è lo stile per Chiara e Silvia?

CHIARA: Essere coerenti con se stessi dialogando con ciò che ci circonda.

SILVIA: Scoprire chi siamo e esserlo fino in fondo.

 

Cristian Pandolfino

9 novembre 2017

Pubblicità La Platea

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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