Domenica, 18 Novembre 2018
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Edith Gabrielli ci parla di Artcity 2018 - tutto il programma

La direttrice del Polo museale del Lazio Edith Gabrielli ci parla di Artcity - dal 6 luglio al 8 settembre 2018

 

 

 

 

 

 

IL PROGRAMMA:

venerdì 6 luglio ore 21.00 | Danza | Museo Archeologico di Vulci (VT)

BACH DANCE SUITES 

a cura di Compagnia Virgilio Sieni

coreografia Virgilio Sieni

interpreti Noemi Biancotti, Linda Pierucci, Jari Boldrini, Maurizio Giunti

musica Suites per violoncello Solo di J.S. Bacheseguita dal vivo al violoncello dal M° Michele Tazzari

 

La Compagnia Virgilio Sieni è sostenuta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Toscana, Comune di Firenze

 

Le Suites per violoncello Solo di J.S.Bach formano il territorio sul quale dispiegare il discorso narrativo della danza. La successione architettonica di brani musicali da “abitare” ci guida verso la costruzione di costellazioni gestuali che lasciano spazio all’incontro dell’uomo con la simbologia del corpo e le figure dello spazio. 

La periferia dello spazio e l’attenzione ai valori sottili, tattili, nascosti del movimento, divengono i temi, insieme alla pietà, che agiscono le suite: atlante figurale e emozionale che mostra l’idea di marginalità, interstizio, raccoglimento, dimora, vuoto, accoglienza. 

Si potrebbe dire che ogni danza è alla ricerca delle peculiarità dello spazio che la ospita, indagandone le parti nascoste, i vuoti, attraverso la densità e il tono del movimento. Danze sussurrate, rituali da meditare che rinnovano il senso dell’adiacenza dell’uomo alla forza simbolica della danza nel suo disfarsi dei meccanismi quotidiani. 

Trame originate dalla vibrazione di energie raccolte in una successione di danze “nuove”, dal Solo al Quartetto, sulla rigenerazione dello spazio ma anche liturgie gestuali che, percorrendo i sentieri e le declinazioni poetiche della musica di Bach, ci invitano a una riflessione sull’abitare il mondo. 

Virgilio Sieni

 

VIRGILIO SIENI

Si forma in discipline artistiche e architettura dedicandosi parallelamente a ricerche sui linguaggi del corpo e della danza. Approfondisce tecniche di danza moderna, classica, release con Traut Streiff Faggioni, Antonietta Daviso, Katie Duck. Nel 1983, dopo quattro anni di studio sul senso dell’improvvisazione nei linguaggi contemporanei della danza tra Amsterdam, Tokyo e New York, fonda la compagnia Parco Butterflye nel 1992 la Compagnia Virgilio Sieni,affermandosi come uno dei protagonisti della scena contemporanea internazionale.

Dal 2003 dirige Cango Cantieri Goldonetta Firenze, il Centro Nazionale di produzione per la danza nato per sviluppare ospitalità, residenze, spettacoli e progetti di trasmissione fondati sulla natura dei territori.

Nel 2007 fonda l’Accademia sull’arte del gesto, contesto innovativo di formazione rivolto a professionisti e cittadini sull’idea di comunità del gesto e sensibilità dei luoghi.

Dal 2013 al 2016 è direttore della Biennale di Venezia-Settore Danza. 

Nel 2013 è nominato Chevalier de l’ordres des arts et de lettres dal Ministro della cultura francese.

Lavora per le massime istituzioni teatrali, musicali, fondazioni d’arte e musei internazionali, realizzando progetti sulla geografia della città e dei territori che coinvolgono intere comunità sui temi dell’individuo e della moltitudine poetica, politica, archeologica.

 

Museo Archeologico di Vulci – Viterbo - Località Vulci - 01011 Canino (VT)

tel. +39 0761 437787

biglietto intero € 2,00, ridotto € 1,00

 

 

sabato 7 luglio ore 21.00 | concerto-spettacolo | Villa Lante – Bagnaia (VT)

KRIMINAL TANGO 

a cura di Fanny & Alexander

con Marco Cavalcoli

e con l’Orchestrina Bluemotion:

pianoforte e Mellotron Andrea Pesce

contrabbasso Francesco Redig de Campos

batteria Cristiano De Fabritiis

e con la partecipazione di Chiara Lagani

ideazione Luigi De Angelis e Chiara Lagani

drammaturgia e costumi Chiara Lagani

progetto sonoro Luigi De Angelis e Andrea Pesce

regia Luigi De Angelis

produzione E / Fanny & Alexander col sostegno di Angelo Mai

si ringraziano Giorgina Pilozzi, Gianluca Falaschi, Nicola Fagnani, Paola Granato, Kinkaleri

 

Kriminal tango è il recital, spregiudicato e pirotecnico, del nostro Mediattore alle prese con le canzonette che ama. Dopo l’incarnazione con lo Scrooge dei fumetti, e a partire dal repertorio più famoso dell’adorato Fred Buscaglione, ammaliato forse dal bagliore un po’ vintage da anni del miracolo economico e storpiando i testi originali a suo uso e consumo, il nostro continua così a costruire il suo personaggio metamorfico: latin lover, un poco gangster, un poco amabile spaccone, scialacquatore e prodigo, ma anche avido e taccagno. Duro e furbo, “povero milionario”, guardia e ladro, cinico e romantico, lucido sognatore. I testi del suo concerto da avanspettacolo, riscritti sul filo teso dell’utopia liberale che lo anima, diventano una sorta di mostruoso manifesto, emblematico delle forti contraddizioni dei nostri tempi, e danno vita al più straniato dei concerti: discorso in musica sugli archetipi di ricchezza e povertà, sospeso tra mito, storia e sogno.

 

Fanny & Alexander è una bottega d’arte fondata a Ravenna nel 1992 da Luigi De Angelis e Chiara Lagani. Si aggregano stabilmente alla compagnia nel 1997 Marco Cavalcoli, attore e nel 2002 Marco Molduzzi, organizzatore. Fanny & Alexander produce spettacoli teatrali, laboratori, progetti video, installazioni, azioni performative, mostre fotografiche, pubblicazioni, convegni e seminari di studi, festival e rassegne.

Nel 2012 Fanny & Alexander fonda, insieme aErosAntEros, gruppo nanou e Menoventi, la E, cooperativa di artisti e organizzatori che ne cura la gestione dei progetti e delle creazioni.

 

Villa Lante, Via Jacopo Barozzi, 71 - 01100 località Bagnaia, Viterbo

tel +39 0761 288008

biglietto intero € 5,00, ridotto € 2,50

 

 

domenica 8 luglio ore 21.00 | concerto-spettacolo | Necropoli della Banditaccia - Cerveteri (RM)

KRIMINAL TANGO 

a cura di Fanny & Alexander

con Marco Cavalcoli

e con l’Orchestrina Bluemotion:

pianoforte e Mellotron Andrea Pesce

contrabbasso Francesco Redig de Campos

batteria Cristiano De Fabritiis

e con la partecipazione di Chiara Lagani

ideazione Luigi De Angelis e Chiara Lagani

drammaturgia e costumi Chiara Lagani

progetto sonoro Luigi De Angelis e Andrea Pesce

regia Luigi De Angelis

produzione E / Fanny & Alexander col sostegno di Angelo Mai

si ringraziano Giorgina Pilozzi, Gianluca Falaschi, Nicola Fagnani,Paola Granato, Kinkaleri

 

Kriminal tango è il recital, spregiudicato e pirotecnico, del nostro Mediattore alle prese con le canzonette che ama. Dopo l’incarnazione con lo Scrooge dei fumetti, e a partire dal repertorio più famoso dell’adorato Fred Buscaglione, ammaliato forse dal bagliore un po’ vintage da anni del miracolo economico e storpiando i testi originali a suo uso e consumo, il nostro continua così a costruire il suo personaggio metamorfico: latin lover, un poco gangster, un poco amabile spaccone, scialacquatore e prodigo, ma anche avido e taccagno. Duro e furbo, “povero milionario”, guardia e ladro, cinico e romantico, lucido sognatore. I testi del suo concerto da avanspettacolo, riscritti sul filo teso dell’utopia liberale che lo anima, diventano una sorta di mostruoso manifesto, emblematico delle forti contraddizioni dei nostri tempi, e danno vita al più straniato dei concerti: discorso in musica sugli archetipi di ricchezza e povertà, sospeso tra mito, storia e sogno.

 

Fanny & Alexander è una bottega d’arte fondata a Ravenna nel 1992 da Luigi De Angelis e Chiara Lagani. Si aggregano stabilmente alla compagnia nel 1997 Marco Cavalcoli, attore e nel 2002 Marco Molduzzi, organizzatore. Fanny & Alexander produce spettacoli teatrali, laboratori, progetti video, installazioni, azioni performative, mostre fotografiche, pubblicazioni, convegni e seminari di studi, festival e rassegne.

Nel 2012 Fanny & Alexander fonda, insieme a ErosAntEros, gruppo nanou e Menoventi, la E, cooperativa di artisti e organizzatori che ne cura la gestione dei progetti e delle creazioni.

 

Necropoli della Banditaccia, Piazza Santa Maria - 00053 Cerveteri (RM)

tel +39 06 9941354

Si consiglia l’uso di calzature adeguate

biglietto intero € 6,00, ridotto € 3,00

 

 

venerdì 13 luglio ore 19.00 e ore 21.30 | Danza Musica Parola | Museo Giacomo Manzù – Ardea (RM)

PRÉLUDE À L’APRÈS-MIDI D’UN FAUNE 

a cura di Daniele Cipriani Entertainment

coreografia Amedeo Amodio 

voce Vanessa Gravina

danzatori Susanna Elviretti, Umberto Desantis

flauto Massimo Mercelli

arpa Emanuela Degli Esposti

 

Edito nel 1876, il poema L'après-midi d'un faune di Stéphane Mallarmé segnò la storia del simbolismo nella letteratura francese: sospeso tra la realtà e il sogno, il risveglio pomeridiano del fauno ne ridisegnava i contorni di creatura duplice, animata da istinti e poeticamente ispirata, eternamente interrotta tra il desiderio e la conquista. L’opera divenne presto il fulcro di una fiorente ispirazione artistica, a cui dobbiamo la nascita di capolavori della musica e della danza del ‘900: Prélude à l'après-midi d'un faune, poema sinfonico di Claude Debussy (Parigi, 1894) ispirato alle righe di Mallarmé, aprì le porte all’impressionismo musicale e ad inedite atmosfere sonore che mescolavano melodia e dissonanza, rigore e dolcezza, alternando al tema dominante del flauto (voce e anima del fauno stesso) gli accordi dell’intera orchestra. Note celebri, che accompagnarono a loro volta Vaclav Nižinskij nella composizione coreografica dell’Après-midi d'un faune per la compagnia dei Ballets Russes (Parigi, 1912): moderno, “scandaloso”, immortale.

Nell’anno in cui ricorre il centenario della morte di Claude Debussy (Saint-Germain-en-Laye, 22 agosto 1862 - Parigi, 25 marzo 1918), Daniele Cipriani rendeomaggio al grande compositore francese riportando in scena L'après-midi d'un faune in una nuova rappresentazione originale in cui la musica si fonde con la danza, la parola e la scenografia. Teatro eccezionale dell’evento è il Museo Giacomo Manzù di Ardea (Roma - Polo Museale del Lazio), dal 1981 luogo dei tesori scultorei dell’artista Giacomo Manzoni (Bergamo, 22 dicembre 1908 - Roma, 17 gennaio 1991) e dei suoi numerosi disegni, incisioni e bozzetti dedicati al teatro, alla musica e alla danza. Furono proprio dell’artista bergamasco le scene de L'après-midi d'un faune nella versione coreografica di Amedeo Amodio, che debuttò al Festival dei Due Mondi di Spoleto nel 1972 e fu in seguito ripresa dal Teatro alla Scala di Milano con lo stesso Amodio accanto a Luciana Savignano, poi a Reggio Emilia con la compagnia Aterballetto e infine nuovamente alla Scala nel 1991 con interpreti Luciana Savignano e Gheorghe Iancu: un pas de deux di grazia e sensualità, tra contatti sospesi e fughe,  in cui le curve musicali accompagnano le sinuosità dei corpi danzanti. Oggi la vedremo danzare da due ballerini della compagnia Daniele Cipriani Entertainment.

La storica versione di Amedeo Amodio incontrerà di nuovo la scenografia di Manzù nel luogo che ne conserva l’opera e l’ispirazione, rievocando l’incontro, unico, tra due grandi artisti del nostro secolo. In omaggio ad un passato che continua ad ispirare il presente, la danza entra nel museo con il fascino della storia e il vigore della contemporaneità, in un evento che accorda le memorabili note di Claude Debussy (eseguite dal vivo da un flauto e arpa) con i disegni coreografici e scenografici di Amodio e Manzù, insieme alle parole e alla presenza dell’attrice Vanessa Gravina, nuova voce per il poema eterno di Stéphane Mallarmé. 

 

Amedeo Amodio

Allievo della scuola di ballo del Teatro alla Scala di Milano e poi danzatore del Balletto scaligero, i suoi interessi non si limitano alla danza, ma a ogni forma d’arte, stimolato anche dalle esperienze vissute in un teatro che in quel periodo si avvaleva di collaborazioni di artisti di grande spessore, registi, direttori d’orchestra, cantanti, scenografi coreografi ballerini, attori. La curiosità di ampliare le sue esperienzelo portano, all’età di 22 anni, a lasciare il Teatro alla Scala per iniziare la carriera di coreografo e ballerino da libero professionista e più tardi ad assumere la direzione artistica dell’allora nascente Aterballetto, la prima compagnia stabile di danza costituitasi al di fuori di un ente lirico, qualcosa di unico nel panorama della danza italiana. Per circa vent’anni, ad Amodio sono affidate le sorti dell’ensemble formato da ballerini solidi dal punto di vista tecnico, ricchi di espressività e capaci di essere interpreti raffinati di un repertorio vasto che porta la firma di grandi coreografi del ‘900, quali George Balanchine, Roland Petit, Antony Tudor, Léonide Massine, August Bournonville, Kenneth McMillan, Alvin Ailey, Glen Tetley, William Forsythe, Hans van Manen, Maurice Béjart, Micha van Hoecke, JiříKylian, Roland Petit, José Limón. 

Per Aterballetto Amodio firma molte creazioni, alcune delle quali hanno visto la partecipazione di grandi interpreti come Elisabetta Terabust, Alessandra Ferri, Vladimir Derevjanko, Julio Bocca, Roberto Bolle, George Iancu, Alessandro Molin, Massimo Murru, Viviana Durante, Igor Yebra. La sua esperienza prestigiosa lo porta nel 1997 alla direzione del Corpo di Ballo dell’Opera di Roma - dove come danzatore in passato aveva vissuto un periodo fecondo di stimoli grazie all’incontro con Aurel Milloss - e nel 2003 del Teatro Massimo di Palermo. Coreografo ospite in molte Compagnie di balletto in Italia e negli Stati Uniti, riceve nell’aprile 2015 il “Premio alla carriera” nella giornata Internazionale della danza, e nella stessa giornata il Sindaco di Reggio Emilia gli consegna il “Primo Tricolore”, onorificenza che viene assegnata alle personalità che hanno dato lustro alla città.

 

Vanessa Gravina

Nasce a Milano e debutta giovanissima nel mondo della moda posando per alcuni dei maestri della fotografia tra i quali Avedon, Ferri, Frontoni, Gastel e Toscani.

All'età di sette anni l'esordio in radio con la commedia di Diego Cugia “Torno Subito”. Nel 1985 il debutto sul grande schermo con il film “Colpo di Fulmine” di Marco Risi, Nomination al Nastro d’Argento come miglior attrice. E' poi diretta per il cinema, tra gli altri, da Lattuada, Veronesi, De Crescenzo, Greco, Ponzi, Assous, Parent, Strecker, Herdt, Luciani. A diciassette anni entra al Piccolo Teatro di Milano dove Giorgio Strehler la dirige nella “La Donna del mare" di Ibsen.Numerose le collaborazioni in Francia che la portano a lavorare accanto ad artisti quali Gad Elmaleh e Valerie Donzelli, candidata al premio Oscar per la regia del Film “La guerre est déclarée”. È protagonista di numerose fiction cult degli ultimi venti anni di televisione, da "La Piovra" a " Incantesimo".

Nel 2001 vince la Grolla D'Oro come miglior attrice. Parallelamente a quella cinematografica e televisiva, molto attiva è la carriera dell’artista in campo teatrale. Tra i titoli più significativi ricordiamo “Nella Città l’inferno” di Suso Cecchi D’amico, “Pilato Sempre” di Albertazzi/Proclemer, “Le Troiane” e l' "Elettra" di Euripide, “Orestiade” di Eschilo, "Rudens" di Plauto, “Peccato che sia una sgualdrina” di John Ford, "Agata" di Rocco Familiari, "Capitano Ulisse" di Alberto Savinio, “La signorina Giulia” di Strindberg, “Vestire gli ignudi” di Pirandello, “Antigone” di Sofocle, “La bisbetica domata” di Shakespeare e “A piedi nudi nel Parco” di Neil Simon. Nelle ultime stagioni teatrali è stata protagonista, accanto ad Anna Bonaiuto e Manuela Mandracchia, in “Le Serve” di Genet, e con Geppy Gleijeses in “Il piacere dell’onestà” di Pirandello diretta da Liliana Cavani.

 

Massimo Mercelli è forse il flautista al mondo che vanta le più importanti dediche e collaborazioni con i maggiori compositori: hanno scritto per lui o ha eseguito le prime assolute di personalità del calibro di Penderecki, Gubaidulina, Glass, Nyman, Bacalov, Galliano, Morricone, Sollima. 

Allievo di Maxence Larrieu ed André Jaunet, ha intrapreso la carriera di solista e suona regolarmente nelle maggiori sedi concertistiche del mondo: Carnegie Hall di New York, Filarmonica di Berlino, Varsavia, Praga, Lubiana, Vilnius, Gasteig di Monaco, Teatro Colon di B. Aires, Mozarteum di Salisburgo, Concertgebouw di Amsterdam, MusikVerein di Vienna, Wigmore Hall di Londra, e nei festival di Ljubljana, Berlino, Santander, Vilnius, San Pietroburgo, Bonn, Rheingau, Jerusalem, collaborando con artisti quali Yuri Bashmet, Krzysztof Penderecki, Philip Glass, Ennio Morricone, Luis Bacalov, Ramin Bahrami, Albrecht Mayer, etc. 

Negli ultimi anni sono usciti il cd Massimo Mercelli performs Philip Glass con l’integrale della musica per flauto di Philip Glass edito da Orange Mountain Record, il cd Bach Flute Sonatas con Ramin Bahrami per DECCA ed è in uscita sempre per DECCA il nuovo cd Bach Sans Souci.

É stato membro della giuria di numerosissimi concorsi internazionali tra cui ricordiamo i concorsi di Ginevra, Parigi, New York, Pechino. Apprezzato didatta ha tenuto masterclass e docenze in Università e Conservatori di tutto il mondo.

Tra gli impegni futuri ricordiamo la 1° esecuzione di Jade concerto a lui dedicato da Richard Galliano al Festival di Izmir e quella di Warum? di Sofia Gubaidulina, anche esso a lui dedicato, al Teatro alla Scala di Milano.

 

Emanuela Degli Esposti, ha studiato a Bologna con A.Schirinzi e a Tel Aviv con J.Liber. Premiata in vari concorsi, ha suonato come 1° arpa con l’Orchestra del Maggio Fiorentino, le Orchestre della RAI di Napoli e Milano e la RSI di Lugano (con Mehta, Prètre, Muti, Gavazzeni, Oren, Chailly, Inbal, Berio, Ficher) Ha inciso per Fonit Cetra, Camus, Tactus, Bottega Discantica ed eseguito le principali composizioni per arpa e orchestra. Le sue pubblicazioni UT Orpheus sono state inserite nei principali concorsi d'Arpa (Israel Harp Contest, American H.S, Monaco). Autrice di un testo su C.P.E.Bach, ha più volte eseguito in concerto la sua trascrizione della “Ciaccona” di J.S.Bach. Titolare della cattedra di arpa al Conservatorio A.Boito di Parma, ha fatto parte della giuria di prestigiosi Concorsi internazionali (Israel International Harp Contest, Monaco, Belgrado, Rencontres Internationales de La Harpe en Ile de France) e tenuto concerti solistici e master al Royal College di Londra, al Real Conservatorio di Madrid, alla Chamber Opera di San Pietroburgo, nelle Accademie di Belgrado, Bucarest, Riga, Sofia, Lugano, Chigiana, Tadini, Assisi Umbria Festival, Villa Medici Giulini. Suona in duo con Ieuan Jones e dirige l'Orchestra d'ArpeLeonardo Primavera. Presidente dell'Associazione Italiana dell'Arpa, è direttrice artistica dell'International Harp Contest in Italy& Festival Suoni D'Arpa, giunto alla IX edizione.

 

Museo Giacomo Manzù, Via Laurentina km. 32 - 00040 Ardea (RM)

Tel +39 06 9135022

Ingresso libero fino a esaurimento posti

 

 

domenica 15 luglio ore 19.00 e ore 21.00 | Teatro immersivo | Museo Archeologico Nazionale – Formia (LT)

PAROLE DAL MUSEO, METAMORFOSI E ALTRE STORIE 

a cura di Marco Cavalcoli e Lorenzo Gioielli

 

Una raccolta di letture tratte da Ovidio e altri autori per scoprire il Museo e lasciarsi ispirare dalle storie della collezione, dai suoi spazi e dalle sue opere. Una scommessa possibile se immaginiamo il museo non solo come luogo della memoria ma anche come occasione di incontro tra le arti, dove prendono forma nuove visioni.

Le parole accompagnano i visitatori nelle stanze della collezione, dando voce ad immagini che ci raggiungono da secoli di distanza, in un ascolto immersivo che restituisce un tempo disteso e attento alla fruizione delle opere d'arte esposte.

 

MARCO CAVALCOLI ha al suo attivo una lunga carriera artistica e numerose collaborazioni in teatro (Teatrino Clandestino, Teddy Bear Company, Nextime Ensemble, Anagoor, Bluemotion), cinema e televisione.

Dal 1998 fa parte della compagnia Fanny & Alexander. Ha ricevuto due volte la nomination per il miglior attore italiano ai premi Ubu nel 2008 e nel 2012.

Lo spettacolo Him che lo vede protagonista è annoverato dal Corriere della Sera tra i 10 migliori spettacoli del decennio 2000-2009.

 

LORENZO GIOIELLI si diploma alla Bottega Teatrale di Firenze diretta da Vittorio Gassman. In teatro, come attore e regista, lavora tra gli altri con V.Gassman, G.Cobelli, P.Rossi Gastaldi, A.Proclemer, V.Marchioni, Lillo & Greg, P.Favino, A.Rohrwacher, A.Sandrelli, V.Raffaele, per il cinema e la televisione con P.Sorrentino, S.Sollima, S.Sibilia, N.Moretti, M.Rovere, P.Virzì. Ha pubblicato il suo primo romanzo "59 minuti" per Michele Di Salvo Editore nel 2005. Come autore ha vinto il Premio Fondi La Pastora per la drammaturgia contemporanea, il premio XXXI Gran Giallo Città di Cattolica con un racconto giallo che è stato pubblicato da Mondadori, il premio della critica Gianluca Favilla. E' direttore artistico dell'Accademia di recitazione, drammaturgia e regia Stap Brancaccio.

 

Museo Archeologico Nazionale, Via Vitruvio, 184 - 04023 Formia (LT)

Tel +39 0771 770382

biglietto intero € 3,00, ridotto € 1.50

 

 

da martedì 10 luglio a giovedì 19 luglio | Residenza creativa e laboratorio | Palazzo Altieri - Oriolo Romano (VT)

STORIA DEL TEATRO IN VOLUMI – VOL. I TEATRO GRECO 

a cura di Accademia degli artefatti

con Fabrizio Arcuri 

 

L’idea di questo progetto nasce dalla volontà di fare un punto sullo stato dello spettacolo dal vivo, e rilanciarne possibilità e modalità espressive. Da una parte lo studio di quello che è stato, e dall’altra la pratica e la verifica di nuovi dispositivi di racconto e di performance. Affrontare la storia del teatro per immaginare e viverne un suo avanzamento, e anche però per condividere con un pubblico vasto e trasversale la storia della ricerca di un senso e della pratica di un linguaggio. Il teatro quindi come luogo di uno sguardo dell’umano su stesso, e come pratica dell’artista alla ricerca di un posto nel mondo e di un posto per il mondo. 

 

Il primo volume si porterà dietro una forma più da assemblea partecipata, da studio della presenza scenica in epoca antica, della riattualizzazione di condizioni che ne facevano necessaria e impellente la esibizione. Leitmotiv di questa prima residenza sarà la condivisione con il pubblico e la sua partecipazione attiva, la presenza di esperti, la drammaturgia originale che fa da tessuto di base all’andamento del capitolo, pur elaborando naturalmente testi della tragedia greca.

La residenza coinvolgerà attraverso un laboratorio di studio e di analisi, drammaturghi, studiosi, attori, danzatori, cantanti e persone curiose che vogliano partecipare alla costruzione di un percorso.

Ci saranno diverse aperture pubbliche con conferenze spettacolo per arrivare all'apertura finale con una dimostrazione di lavoro.

 

Palazzo Altieri, Piazza Umberto I,01010 Oriolo Romano (VT)

Tel +39 06 99837145

aperture pubbliche giornaliere dalle ore16.00 alle ore 20.00

Laboratorio gratuito

info e prenotazioni+39 3455523049

 

 

giovedì 19 luglio ore 18.00 | Teatro | Palazzo Altieri - Oriolo Romano (VT)

STORIA DEL TEATRO IN VOLUMI – VOL. I TEATRO GRECO 

a cura di Accademia degli artefatti

con Fabrizio Arcuri

 

La STORIA del teatro per scoprire nuove storie del teatro. Non un racconto del passato, ma un viaggio fantascientifico tra i linguaggi e le forme e le voci dello spettacolo dal vivo. Nella rassegna In Scena sarà presentato il primo volume di questo lavoro: il Teatro Greco.

Ogni volume un diverso dispositivo, composto di momenti diversi, originali, precisi, giusti, per il tema preso in esame da ogni singolo volume: artisti invitati a praticare e ad insegnare agli spettatori le loro pratiche, conferenze di approfondimento, esercizi di narrazione, video performance, live set musicali, brevi laboratori di scenografia.

Il progetto prevede la costituzione di un comitato scientifico di base composto da 3 esperti di storia del teatro e di forme dello spettacolo dal vivo (Gerardo Guccini, Roberta Ferraresi, Luca Scarlini). Per ogni volume poi al comitato scientifico si aggiunge un esperto specifico, che sarà invitato anche a partecipare al momento performativo. 

LA STORIA DEL TEATRO IN VOLUMI è prima di tutto una macchina di spettacolo, un macchinario che lavora lo spettacolo, lo studia, lo immagina, lo produce. Un sistema di produzione spettacolare, che non tralascia nessun passaggio della catena del lavoro creativo, inclusa, forse, la sua distruzione. 

 

Accademia degli artefatti

Si forma all’inizio degli anni Novanta con lo specifico intento di promuovere, organizzare e diffondere la cultura teatrale. L’approccio al lavoro, con le sue contaminazioni fra arte figurativa, performance e installazioni, non comporta una cifra stilistica rigida o una coerenza estetica predefinita. 

La compagnia ha sviluppato una propria modalità prettamente teatrale, avendo il teatro – il suo senso e le sue crisi – come oggetto di continua riflessione e di declinazione del reale. Dopo un periodo di teatro fatto di immagini e di spazi abitati performativamente, dalla fine degli anni Novanta l’urgenza artistica si manifesta in una nuova attenzione alla drammaturgia contemporanea e in particolare anglosassone che, attraverso i testi di Sarah Kane, Martin Crimp, Tim Crouch e Mark Ravenhill, diventa luogo di costruzione e decostruzione del linguaggio stesso, come specchio e trama del reale e dei suoi mascheramenti. Il panorama della drammaturgia contemporanea su cui la compagnia ha lavorato e lavora si è poi allargato: Werner Rainer Fassbinder, Bertolt Brecht, Davide Carnevali, Joel Pommerat, Antonio Tarantino...Al centro di tutto, sempre l’idea della scena come luogo di dialogo e di relazione, e non come spazio che ospita oggetti artistici: il teatro e la performance sempre come occasione per riflettere sul reale e sul presente, restando reali e presenti. Il fondatore e regista della compagnia Fabrizio Arcuri, negli ultimi anni ha lavorato come regista residente in altre strutture coinvolgendo nei suoi lavori componenti storici o recenti della compagnia: in particolare nel triennio 2015-2017 è stato regista residente presso il Teatro Stabile d'Innovazione del Friuli Venezia-Giulia; e dal 2015 ha curato la regia di diverse produzioni del Teatro di Roma.

 

Palazzo Altieri, Piazza Umberto I,01010 Oriolo Romano (VT)

Tel +39 06 99837145

biglietto intero € 5,00, ridotto € 2,50

 

 

sabato 21 luglio ore 21.00 | Teatro | Museo Nazionale Etrusco Rocca Albornoz - Viterbo 

STORIE E CONTROSTORIE 

a cura di Ascanio Celestini

musiche Gianluca Casadei 

 

Sono storie dette a margine di altri spettacoli. Racconti scritti in fretta e poi riletti e ri-detti, messi da parte e ripescati. C’è toni mafioso, presidente del partito dei mafiosi e toni corrotto presidente del partito dei corrotti, ma c’è anche l’opposizione che gioca a bridge nel salottino privato del bar della mafia in via della corruzione. C’è il piccolo paese che forse ci sembra piccolo perché lo vediamo da lontano, o forse ci sembra ancora lontano, mentre è soltanto piccolo piccolo.

In “Confessione di un assassino” Joseph Roth fa dire a Golubcik che «le parole sono più potenti delle azioni - e spesso rido quando sento l’amata frase: “Fatti e non parole!”. Quanto sono deboli i fatti! Una parola rimane, un fatto passa! Di un fatto può essere autore anche un cane, ma una parola può essere pronunciata soltanto da un uomo». Nei miei racconti cerco di mettere insieme le parole e non i fatti. Certe volte non accade niente. Un meccanismo che si inceppa è l’unico avvenimento. Spesso i personaggi non hanno nome e le relazioni arrivano quasi ad azzerarsi. Ci sono le parole che diventano semplici come rotelle di un ingranaggio, come chiodi che tengono insieme dei pezzi di legno. I racconti di Storie e Controstorie sono microstorie che iniziano e finiscono in pochi minuti, una specie di concept album dove canzoni diverse raccontano un unico luogo. Qualcuna proviene dalla tradizione popolare, ma tutte hanno in comune l’improvvisazione. Salgo in scena senza copione e scaletta.

Ascanio Celestini

 

Gianluca Casadei, diplomato in fisarmonica classica con Patrizia Angeloni al Conservatorio di Latina “O.Respighi” ed in Musica Jazz con Renzo Ruggieri all'I.M.P “G. Braga” di Teramo, ha seguito diverse master class e seminari tra cui quelle con Stefan Hussong, Hans Maier, Fabio Rossato e Antonello Salis. Ha collaborato con Ascanio Celestini, Marco Paolini, Cliff Korman Ensemble, Tinto Penaflor, Paolo Vivaldi, Giuliano Sangiorgi (Negramaro), Alessandro Mannarino, Carlo Ambrosio, Giuseppe Spedino Moffa, Musica da Ripostiglio, Orchestra Sinfonica del Teatro di Russe, Lorenzo Monguzzi, Corimè, Gabriele Coen, Roma Orquesta Tango, Tarantula Rubra Ensemble, GabinDabirè, Nuove Tribù Zulu, Ottaedro, Dreidel, BalTabaren. Ha partecipato alla registrazione di diversi cd, tra i quali: JesceFore (Tarantula Rubra Ensemble, 2007), Parole Sante (Ascanio Celestini, Radio Fandango, 2007, anche coautore e collaborazione agli arrangiamenti - Premio Ciampi 2007 per miglior opera prima, secondo classificato al Premio Tenco 2008 per la stessa categoria), Eyntsvey… dreidel (Dreidel, Struwwelpeter, 2007, vincitore del Premio Opera Imaie 2009). Ha scritto musiche per spettacoli e performance teatrali, fra queste: La storia incantata (spettacolo finalista al XXIV Festival Nazionale del Teatro per Ragazzi di Padova e vincitore del Premio Titania-San Marino 2006). 

 

Ascanio Celestini, autore, attore, musicista e regista. I suoi testi sono legati ad un lavoro di ricerca sul campo e indagano nella memoria di eventi e questioni legate alla storia recente e all’immaginario collettivo. Tra i suoi spettacoli teatrali più conosciuti: Radio clandestina (2000), Scemo di guerra (2003), La pecora nera (2005), La fila indiana (2009), Pro patria (2011), Discorsi alla nazione (2013), Laika (2015) e Pueblo (2017). Laika e Pueblo, sono coprodotti da Romaeuropa e dal Teatro Stabile dell’Umbria e hanno debuttato a Romaeuropa Festival rispettivamente nel novembre 2015 e nell'ottobre 2017. Celestini lavora attivamente anche all'estero e in particolare tra la Francia e il Belgio. Come autore, regista e attore ha realizzato il film La pecora nera (2010) in concorso alla 67esima Mostra del cinema di Venezia, distribuito anche in Francia da BABE Film e vincitore di premi in tutt’Europa.Il suo ultimo film, Viva la Sposa (2015), prodotto da Malìa Film di Alessandra Acciai, Giorgio Magliulo e Roberto Lombardi e coprodotto dalla francese Aeternam Film di Parigi e dai fratelli Dardenne, è stato in concorso alle Giornate degli Autori a Venezia 2015. Ascanio ha inoltre realizzato il documentario Parole sante (2007) presentato al Festival internazionale del film di Roma nella sezione Extra. Contemporaneamente è uscito il suo primo disco, anch’esso intitolato Parole sante (2007), dove sono raccolte le canzoni presenti negli spettacoli. Tra le sue pubblicazioni si ricorda Storie di uno scemo di guerra (Einaudi 2005), La pecora nera (Einaudi 2006), Lotta di Classe (Einaudi 2009), Io cammino in fila indiana (Einaudi 2011) e Pro patria (Einaudi 2012).I suoi testi teatrali sono stati messi in scena in Francia, Portogallo, Belgio, Austria e Canada e sono tradotti in Francia, Germania, Inghilterra, Spagna, Danimarca, Svezia, Olanda, Romania, Portogallo e Repubblica Ceca.

 

Museo Nazionale Etrusco- Rocca Albornoz, Piazza della Rocca, 21b - 01100 Viterbo

Tel +39 0761 325929

biglietto intero € 6,00, ridotto € 3,00

 

 

domenica 22 luglio ore 18.30 e ore 21.30 | Teatro | Museo Archeologico Nazionale – Tarquinia (VT)

L’APPARENZA INGANNA 

a cura di Compagnia Lombardi - Tiezzi

di Thomas Bernhard

drammaturgia di Sandro Lombardi

regia Federico Tiezzi

personaggi e interpreti

Karl, un vecchio artista - Sandro Lombardi

Robert, suo fratello, un vecchio attore - Massimo Verdastro

scene di Gregorio Zurla

costumi di Giovanna Buzzi

luci di Gianni Pollini

produzione Associazione Teatrale Pistoiese/Compagnia Lombardi - Tiezzi

 

In un vecchio appartamento di Vienna, tra vecchi mobili scomodi, ricolmi di abiti e scarpe, e disseminato di vecchie fotografie, un vecchio signore in maglietta e mutande striscia sul pavimento alla ricerca della sua limetta per le unghie. Così Thomas Bernhard inizia L’apparenza inganna (1983). Il vecchio signore è Karl, che attende la visita di suo fratello Robert. Sono entrambi anziani. Sono stati l’uno giocoliere, l’altro attore. Adesso sono in pensione. Si fanno visita regolarmente ogni martedì e ogni giovedì. Il martedì è Robert che va da Karl, il giovedì Karl rende la visita a Robert. Costruito secondo un procedimento di alternanza tra monologhi e dialoghi, L’apparenza inganna racconta due solitudini: atroci, dolorose ma anche ridicole e beffarde. Il terzo polo della situazione è Mathilde, la defunta moglie di Karl. Il nucleo oscuro del contrasto è legato al testamento di Mathilde che ha lasciato la casetta dei week-end non al marito, ma a Robert. Da questo spunto si innesca un meccanismo a catena che porta i due a escogitare ogni possibile pretesto per soddisfare quelli che sembrano essere, con definizione beckettiana, i bisogni del tormento.

«A me gli attori / hanno sempre interessato / quelli notevoli», dice Karl a Robert. Anche a Bernhard hanno sempre interessato gli attori e questo emerge splendidamente dalla tessitura di una scrittura drammaturgica, consapevole quanto poche delle possibilità, delle psicologie, delle amarezze e delle euforie degli attori. E agli attori Bernhard offre anche con questo testo un combustibile straordinario. In due situazioni di speculare claustrofobia, nell’orizzonte limitato di una terra desolata dello spirito, è sorprendente l’ampiezza di registri e di stati d’animo, di sfumature e di invenzioni che il geniale drammaturgo austriaco offre ai suoi due personaggi. In uno stile asciutto e acido, Bernhard sciorina tutta una collezione di sofferenze e dispetti, richieste di aiuto mascherate da aggressioni, con il paradossale risultato di raggiungere una sinistra, corrosiva comicità.

Già realizzato con successo (Premio Ubu per la regia) nel 2000, il capolavoro di Thomas Bernhard è oggetto di un nuovo allestimento.

 

Compagnia Lombardi - Tiezzi

Con la nuova denominazione di "Compagnia Lombardi - Tiezzi", Sandro Lombardi e Federico Tiezzi si sono affermati, a partire dagli anni Ottanta, per l'equilibrio mostrato tra la volontà di sperimentazione e ricerca e la capacità di realizzare spettacoli classicamente all'interno della tradizione del teatro d'arte. Sono di questi anni alcuni significativi lavori nei quali la tendenza alla connessione fra le varie arti (musica, arti visive, danza) si intreccia a un approccio drammaturgico sempre più serrato dal punto di vista testuale: Scene di Amleto da William Shakespeare (1998 - 2000); Cleopatràs, 1996, L'Ambleto, 2001, ed Erodiàs, 2008, di Giovanni Testori; Gli Uccelli di Aristofane, 2005; Antigone di Bertolt Brecht, 2004; I giganti della montagna di Luigi Pirandello, 2007; Passaggio in India di Santha Rama Rau e Edward M. Forster, 2009. Contemporaneamente vengono affrontati con successo testi capitali della drammaturgia moderna: Zio Vanja di Anton Cechov 1999, Sogno di un mattino di primavera di Gabriele D'Annunzio, 2007, alternando con equilibrio classici come Alessandro Manzoni (I promessi sposi alla prova. 2010) ai contemporanei: da Thomas Bernhard a Luigi Pirandello fino all'esordiente Fabrizio Sinisi (La grande passeggiata, 2012). Un amore di Swann, da Marcel Proust, 2012, diretto da Federico Tiezzi sulla drammaturgia di Sandro Lombardi segna il concretizzarsi di un sogno ed è l'inizio del lavoro sulla Ricerca del Tempo perduto. La compagnia è stata presente, dal 1978 a oggi, nei principali festival internazionali: Bruxelles, Liegi, Amsterdam, Colonia, Amburgo, Monaco, Vienna, Londra, Parigi, Barcellona, Lisbona, Belgrado, Epidauro, Berlino, New York, Mosca, Tokyo. Tra i numerosi premi, ricordiamo il Premio Mondello, 1982; parecchi Premio Ubu: al Carrozzone come miglior gruppo sperimentale nel 1979 e nel 1980; a Magazzini Criminali per la scenografia di Crollo nervoso nel 1982; a Genet a Tangeri come miglior spettacolo dell'anno, 1984, e, nello stesso anno, a Federico Tiezzi per la scrittura drammaturgica; ancora a Tiezzi per la miglior regia con Come è di Samuel Beckett, 1987; a Sandro Lombardi come miglior attore nel 1988 per Artaud. Una tragedia e Hamletmaschine; a Tiezzi come miglior regia per Edipus e Porcile e nel 2000 per L'apparenza inganna; di nuovo miglior attore a Lombardi nel 1994 per Edipus e Porcile; nel 1996 per Cleopatràs e nel 2001 per L'Ambleto; agli Uccelli nel 2005 come miglior spettacolo dell'anno. Sandro Lombardi è stato inoltre insignito dell'Arlecchino d'Oro nel 2010 e del Premio Carlo Betocchi nel 2012.

 

Museo Archeologico Nazionale, Piazza Cavour 1, 01016 Tarquinia (VT)

tel +39 0766 856036

biglietto intero € 6,00, ridotto € 3,00

 

 

mercoledì 25 luglio dalle ore 13.30 alle ore 17.30; giovedì 26 e venerdì 27 luglio dalle ore 10.00 alle ore 14.00 | Laboratorio | Museo Archeologico Nazionale e Villa di Tiberio - Sperlonga (LT)

I CINQUE SENSI DELL’ATTORE a cura di Teatro del Lemming

 

Il laboratorio teatrale aperto a tutti (max 30 partecipanti) è realizzato all’interno degli spazi del Museo archeologico, cittadini e turisti avranno la possibilità di sperimentare il particolare metodo di lavoro della Compagnia. Nel corso degli anni, infatti, il Teatro del Lemming ha ideato e affinato un metodo di lavoro attoriale denominato I CINQUE SENSI DELL’ATTORE. Il lavoro laboratoriale, ruoterà sempre attorno al mito di ODISSEO, che verrà indagato a partire dai profondi movimenti emotivi ed inconsci che la figura mitica dell’eroe “del lungo viaggio” inevitabilmente suscita in ognuno di noi. Il lavoro laboratoriale, sarà quindi l’occasione per lavorare anche attorno alla memoria di Sperlonga, alla sua natura così strettamente legata al Mito e per valorizzarla attraverso l’utilizzo del linguaggio teatrale.

 

Museo Archeologico Nazionale e Villa di Tiberio, Via Flacca, km 16.300 - 04029 Sperlonga (LT)

Tel +39 0771 548028

Laboratorio gratuito

Si consiglia l’uso di calzature adeguate

info e prenotazioni3455523049

 

 

venerdì 27, sabato 28 e domenica 29 luglio ore 20.00 e ore 21.30 | Spettacolo itinerante all’aperto (max 33 spettatori a replica) | Museo Archeologico Nazionale e Villa di Tiberio – Sperlonga (LT)

ODISSEO - VIAGGIO NEL TEATRO 

a cura di Teatro del Lemming

con Alessio Papa, Chiara Elisa Rossini, Diana Ferrantini, Fiorella Tommasini, Katia Raguso, Marina Carluccio, Boris Ventura, Silvia Massicci, Rudi De Amicis

musica e regia Massimo Munaro

 

ODISSEO rappresenta uno degli spettacoli-manifesto del Teatro del Lemming. Il coinvolgimento sensoriale dello spettatore è al centro, come sempre negli spettacoli del gruppo, anche di questa drammaturgia. All’interno del lavoro, nell’incontro con le figure mitiche dell’Odissea, gli spettatori si smarriscono in un mare fatto di suoni, odori e sapori. Nel mare del teatro accade che il gruppo si frammenta e gli spettatori incontrano da soli o in piccoli gruppi i personaggi del mito: il morso della mela di Atena, la buccia d’arancia di Eolo, il girotondo con Nausicaa, la seduzione delle Sirene... La percezione complessiva, pur premiando la relazione con ogni singolo partecipante, è finalizzata al corpo totale degli spettatori: i 33 spettatori rappresentano così l’identità di Odisseo che, come quella dello spettatore teatrale, non può che darsi come molteplice e multiforme.

 

Il Teatro del Lemming, a partire dagli anni novanta, è riconosciuta come una delle Compagnie di punta del nuovo teatro italiano. Il lavoro di ricerca del Lemming si è da sempre rivolto alla definizione di un personalissimo linguaggio teatrale, in grado di realizzare un efficace coinvolgimento drammaturgico e sensoriale del singolo spettatore partecipante. Gli spettacoli della Compagnia, che presuppongono spesso la partecipazione di un numero limitato di spettatori, sono stati proposti con successo nei principali teatri e festival italiani ed europei. Fra i riconoscimenti ricevuti nel corso degli anni: il Premio Totola (da un giuria presieduta da Gianfranco De Bosio), il Premio Giuseppe Bartolucci (da un giuria presieduta dal critico Franco Quadri), e Silver Snowflake al Winter Festival di Sarajevo.

 

Museo Archeologico Nazionale e Villa di Tiberio, Via Flacca, km 16.300 - 04029 Sperlonga (LT)

Tel +39 0771 548028

biglietto intero € 5,00, ridotto € 2,50

Si consiglia l’uso di calzature adeguate

info e prenotazioni 3455523049

 

 

venerdì 27 luglio ore 19.00 | Spettacolo comico | Torre di Cicerone - Arpino(FR)

PASTICCERI, IO E MIO FRATELLO ROBERTO 

a cura di Compagnia Orsini

di e con Roberto Abbiati e Leonardo Capuano

assistente alla regia Elena Tedde

 

Due fratelli gemelli. Uno ha i baffi l’altro no, uno balbetta l’altro no, parla bello sciolto. Uno crede che la crema pasticcera sia delicata, meravigliosa e bionda come una donna, l’altro conosce la poesia, i poeti, i loro versi e li dice come chi non ha altro modo per parlare. Uno è convinto che le bignoline siano esseri viventi fragili e indifesi, l’altro crede che le bignoline vadano vendute, sennò non si può tirare avanti.

Il laboratorio di pasticceria è la loro casa. Un mondo che si è fermato alle quattro di mattina, il loro mondo: cioccolata fusa, pasta sfoglia leggera come piuma, pan di Spagna, meringhe come neve, frittura araba, torta russa, biscotto alle mandorle e bavarese: tutto si muove, vola, danza e la notte si infila dappertutto.

Due fratelli gemelli che, come Cyrano e Cristiano, aspettano la loro Rossana, e dove la vuoi aspettare se non in pasticceria?

Due fratelli pasticceri, se li vedi abbracciati, sembrano un albicocca. Profumano di dolci e ascoltano la radio: musica, molta musica.

 

Roberto Abbiati fonda con Bano Ferrari e Carlo Pastori il Teatro d’Artificio, e con Walter Muto e Franco Svanoni il gruppo musicale Badalabanda. Con la regia di Bolek Polivkarecita in La vera storia di Biancaneve e I love Canberra pur non parlando una parola di ceco. Partecipa allo spettacolo I tre porcellini di Giampiero Pizzol, per la regia di Carlo Rossi e con il Teatro d’Artificio allo spettacolo scritto da Francesco Niccolini The clown Shakespeare company. Con l’amico Francesco si cimenta nell’ambiziosa riscrittura e messa in scena del “Riccardo III” di Shakespeare: Riccardo l’Infermo, il mio regno per un pappagallo debutta nel 2001 al festival di Sucre in Bolivia, organizzato dal Teatro de los Andes. Fonda con un gruppo di disabili la compagnia “Yorik Spettacoli”.La storia straordinaria della prima giraffa di Francia è alla base dello spettacolo, Il viaggio di Girafe che porta tutt'ora in giro in Italia e all'estero (Marsiglia, Tolone, Edimburgo e al Dublin Theater Festival) con una piccola tenda e con Alessandro Calabrese e Luca Salata. Pasticceri, io e mio fratello Roberto con Leonardo Capuano debutta al festival Inequilibrio di Castiglioncello ancora in tournée. Roberto Abbiati ha lavorato anche nei film di Carlo Mazzacurati La giusta distanza e La Passione presentato alla 67 Mostra del cinema di Venezia. Dalla passione per“Moby Dick”nasce lo spettacolo di 15 minuti e per 15 spettatori, dal titolo Una tazza di mare in tempesta e con questo lavoro vince il premio Fiesole per le arti. Dallo spettacolo nasce il libro “Un tentativo di balena”edito da Adelphi di Matteo Codignola, con le illustrazioni dello stesso Abbiati. LAlbero della cuccagna con Renata Palminiello e Leonardo Capuano, debutta al Festiva Inequilibrio.

Abbiati fa il teatro anche a Salvador de Bahia, nel senso che lo ha costruito, in uno dei quartieri più violenti della città. La Jole film ha deciso di seguire questo lavoro producendo un documentario a cui sta lavorando con Erica Barbiani e Vera Tomasin di Videomante.

 

Leonardo Capuano, attore diplomato presso la Scuola di formazione teatrale Laboratorio Nove si è rivelato al pubblico nella duplice veste di attore ed autore con vari monologhi, quali “La cura”, che debutta al festival di Volterra nel 2000, “Zero Spaccato”, “La sofferenza inutile” e l’ultimo “Elettrocardiodramma”. Con l’attore Roberto Abbiati ha poi prodotto “Pasticceri”, spettacolo che ha realizzato numerose repliche, ottenendo un ottimo successo di pubblico e critica e che ancora oggi è nei teatri italiani. Ha lavorato anche con Renata Palminiello nello spettacolo “Due” e con la compagnia Lombardi-Tiezzi ne “Gli uccelli” di Aristofane . Da qualche anno lavora stabilmente con Umberto Orsini e conduce seminari sul lavoro dell’attore con un approccio legato alla fisicità del gesto e della voce. Capuano è portatore di un teatro rigoroso e accurato e di una visione personale della profondità dell’animo umano e delle sue contraddizioni.

 

Torre di Cicerone, Località Civitavecchia, 03033 Arpino (FR)

Si consiglia l’uso di calzature adeguate

Ingresso libero fino a esaurimento posti

 

 

venerdì 27 luglio ore 21.00 | Teatro | Monastero di Santa Scolastica - Subiaco (RM)

BELLO MONDO 

a cura di Teatro Valdoca

rito sonoro di e con Mariangela Gualtieri

con la guida di Cesare Ronconi

violoncello Stefano Aiolli

produzione Teatro Valdoca

con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Comune di Cesena

 

In Bello Mondo Mariangela Gualtieri cuce versi tratti soprattutto da Le giovani parole (Einaudi), ma inserisce anche poesie da raccolte precedenti, al fine di comporre una partitura ritmica che passa dall’allegretto al grave, dall’adagio fino al grande largo finale, col suo lungo e accorato ringraziamento al bello mondo, appunto, con la sua ancora percepibile meraviglia. La natura e le potenze arcaiche della natura sono in primo piano, con un io in ascolto delle minime venature di suono, con un tu al quale vengono rivolte parole d’amore, senza tuttavia trascurare la fatica del tenersi insieme. Vi è poi a tratti un noi accorato, straziato, rotto o severo, esortativo, secondo lo spirito epico delle più vive opere del Teatro Valdoca.

In questa occasione, dedicata a Subiaco, per la prima volta il rito sonoro dialogherà in alcuni tratti con musiche dal vivo eseguite dal violoncellista Stefano Aiolli, tentando la pietà, l’ardore e la dolcezza di cui il rito di musica e poesia è capace.

 

Mariangela Gualtieri è nata a Cesena, in Romagna. Si è laureata in architettura allo IUAV di Venezia. Nel 1983 ha fondato, insieme al regista Cesare Ronconi, il Teatro Valdoca, di cui è drammaturga. Fin dall’inizio ha curato la consegna orale della poesia, dedicando piena attenzione all’apparato di amplificazione della voce e al sodalizio fra verso poetico e musica dal vivo. Fra i testi pubblicati: Antenata (ed. Crocetti, Milano 1992), Fuoco Centrale (Giulio Einaudi ed. Torino 2003), Senza polvere senza peso (Giulio Einaudi ed., Torino 2006), Sermone ai cuccioli della mia specie (L’arboreto Editore, Mondaino 2006), Paesaggio con fratello rotto (libro e DVD, Luca Sossella Editore, Roma 2007), Bestia di gioia (Giulio Einaudi ed., Torino 2010), Caino, (Giulio Einaudi ed., Torino 2011), Sermone ai cuccioli della mia specie con CD audio (Valdoca ed. Cesena 2012), A Seneghe. Mariangela Gualtieri/Guido Guidi (Perda Sonadora Imprentas, 2012), Le giovani parole (Einaudi, 2015), Voci di tenebra azzurra (Stampa 2009 ed., 2016).

 

Stefano Aiolli nasce a Firenze nel 1991. A 12 anni comincia lo studio del violoncello privatamente, sotto la guida della prof.ssa Elisabetta Sciotti. Nel febbraio del 2013 consegue il Diploma Tradizionale con il massimo dei voti. Ha seguito corsi di perfezionamento con i Maestri Thomas De Menga e Rocco Filippini. Ha fatto parte del quartetto d’archi Kreutzer, con il trio d’archi Solaris ha tenuto concerti in Italia e in Francia (Festival “Musique en Morvan”) e partecipato a corsi di musica da camera con i Maestri Sergey Girshenko (insegnante presso il Conservatorio di Mosca, e ultimo allievo del grande violinista David Oistrak), Massimo Polidori (primo violoncello della Scala di Milano), Ettore Causa (insegnante alla Yale University)  Gaetano Adorno (maestro di quartetto al Conservatorio di Catania), Claudio Voghera (pianista del Trio Johannes), Rocco Filippini, Claire Cornelup (Conservatorio di Parigi), Pierre Cao (direttore d’ orchestra), Antonello Farulli (M° di viola al Conservatorio di Bologna), con il Quartetto di Torino. Con il Trio Cherubini ha tenuto una piccola tournée in Spagna. Nel 2012 ha vinto il concorso per entrare nella NJO (orchestra giovanile olandese). Fa parte della Shanghai International Youth Orchestra.

 

Teatro Valdoca nasce nel 1983 a Cesena, dal sodalizio fra il regista Cesare Ronconi e la drammaturga e poeta Mariangela Gualtieri. Cresciuta con l’attenzione rivolta agli artisti più innovativi di quegli anni, la Valdoca con i due spettacoli Lo spazio della quiete (1983) e Le radici dell'amore (1984) è presente fin da principio sulla scena europea con una cifra stilistica e poetica molto netta. Il Teatro Valdoca persegue con rigore e raffinatezza una ricerca a ridosso della parola poetica e del lavoro d’attore, creando spettacoli corali, ma anche lavori concentrati su pochi interpreti, in una scrittura scenica che fonde danza, arti visive e musica dal vivo. Tra gli spettacoli, vanno ricordati: Ruvido Umano (1986), Antenata (1992), Ossicine (1994), Fuoco Centrale (1995), Nei leoni e nei lupi (1997), Parsifal (1999) e la trilogia Paesaggio con fratello rotto (2005), a ragione considerata il vertice di questo percorso. Del 2011 è lo spettacolo Caino, altro grande affresco di Teatro Valdoca. Tra il 2012 e il 2014 Ronconi ha lavorato alla Trilogia della gioia, di cui hanno fatto parte O tu reale, scontrosa felicità (maggio 2012), Ora non hai più paura (febbraio 2013) e Arcaico Prossimo (maggio 2014); il 2013 ha visto inoltre il debutto di Le giovani parole, rito sonoro di Mariangela Gualtieri; il 2014 la nuova produzione di Teatro Valdoca, Voci di tenebra azzurra, preziosa pièce d’arte e poesia. Del 2015 sono i Comizi d’amore, work in progress che ha dato vita a tre eventi unici teatrali e del 2016 Porpora. Rito sonoro per cielo e terra, con musiche composte ed eseguite dal vivo da Stefano Battaglia e testi scritti e recitati da Mariangela Gualtieri. L’ultimo grande affresco, GIURAMENTI, nato da tre mesi di prove e vita in comune con dodici giovani esordienti presso L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, ha debuttato al Bonci nell’aprile 2017, ed è stato il nucleo da cui è scaturita la Trilogia dei Giuramenti, IL SEME DELLA TEMPESTA, al debutto al Napoli Teatro Festival nel giugno 2018. 

 

Monastero di Santa Scolastica, Via dei Monasteri, 22, 00028 Subiaco (RM)

Tel +39 0774 85525

Ingresso libero fino a esaurimento posti

 

 

domenica 29 luglio ore 21.00 | Danza | Museo archeologico nazionale G. Carettoni– Cassino (FR)

CARMINA BURANA 

a cura di Spellbound Contemporary Ballet

coreografia e regia Mauro Astolfi

interpreti Maria Cossu, Mario Laterza, Giuliana Mele, Giacomo Todeschi, Caterina Politi, Alice Colombo, Lorenzo Capozzi, Pablo Girolami, Aurora Stretti

musiche Aleksandar Sasha Karlic, Carl Orff, A. Vivaldi 

disegno Luci Marco Policastro 

scene Stefano Mazzola 

costumi Sandro Ferrone

una produzione realizzata con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali Dipartimento dello Spettacolo e dell’Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo di Maiori nell’ambito dei Grandi eventi della Regione Campania 

 

I Carmina Burana vennero ritrovati, numerosissimi (più di 300 componimenti di vario genere), in un manoscritto dell’abbazia di Benediktbeuren, da cui presero il nome. Vengono fatti risalire per la maggior parte al secolo XIII, quando non era troppo difficile, viaggiando per la Germania e la Sassonia, imbattersi nei goliardi (da cui il nome dato dalla tradizione italiana agli studenti universitari, che in realtà hanno poco o nulla da spartire con i loro omonimi medievali) o più propriamente clerici vagantes, letterati girovaghi studiosi della tradizione poetica greca e latina, cantori del vino, delle donne, del vagabondaggio e del gioco. Poesia burlesca, impudente, sovversiva: si parla senza troppi veli del corpo e della sua quotidiana avventura, se ne esplicano con gioia le funzioni, non si guarda all’altrove. Tace il linguaggio della ratio, si dimentica il decorum e si osa persino irridere audacemente al divino con le cosiddette ‘kontrafakturen’, ossia travestimenti di inni e motivi religiosi in canti profani che suonano come parodia degli evangeli, delle formule di confessione e delle litanie. Eros, dunque, riassorbe thanatos, l’homo faber si trasforma in homo ludens.

“Venus me telo vulneravit / aureo, quodcorpenetravit”… “Venere mi ha colpito con una freccia d’oro, che mi è penetrata nel cuore”: il corpo (a differenza di quello dei dannati nei ‘Giudizi universali’ della pittura medievale che non conosce alcuna floridezza nella resurrezione, soltanto degradazione, pustole e infermità), non è mai detto animale, basso, ‘sozzo’, bensì viene innalzato, liberato e goduto, come nei versi di Ovidio, Marziale e Catullo.

Da questo curioso magma di scurrilità plebea e raffinatezza cortigiana Mauro Astolfi trae – o per meglio dire, deduce in piena libertà, senza alcuna intenzione filologica – una coreografia tutta giocata tra ‘larghi’ e ‘sfrenatezze’ (del resto, è un artista a cui il ritmo ‘medio’ poco o nulla si addice) che agisce lo spazio quasi a volerlo contestare, divisa essenzialmente in tre momenti che scandiscono un crescendo liberatorio: si passa da una brutale aggressione sotto il cupo rombare della pioggia battente a una parte irriverente e grottesca che allude alle giullarate, per culminare infine nell’incendium cupiditatum, lo scatenamento delle passioni, che avviene nella taberna (qui anche – come spesso anticamente – bordello), luogo di appagamento degli istinti primari… Due i simboli chiave di questo balletto, calati in un’atmosfera inquietantemente metafisica: un grande armadio (visto, si direbbe, con gli occhi dell’infanzia che tutto colorano di mistero) e una tavola. Il primo (in cui i corpi dei ballerini si vanno quasi a riporre come abiti frusti), luogo di memorie, di segreti di ‘scheletri’ ipocritamente celati; la seconda, altare sacrificale della terrena voluptas, imbandita di corpi esibiti come cibarie tentatrici (Gola e Lussuria, essendo due vizi capitali, sono figli della medesima cova)…

‘Carmina burana’, dunque, come temerario ‘grido’ del dissenziente che si pone di fronte all’ ‘infrazione’ senza soverchia paura e al tabù con il palese desiderio di infrangerlo sfidando consapevolmente censure e anatemi, giocando a carte scoperte la quotidiana partita contro la morte, recuperando il caos di Pan attraverso l’armonia di Orfeo, accettando la realtà senza spiritualizzarla, magari sconfinando nella ‘trivialità’ e nell’ ‘osceno’… Non si aspettano futuri compensi, ma si vive nell’oggi, riconoscenti a divinità dal volto pagano che non minacciano castighi e non promettono compensi oltre ciò che può dare l’immediata contingenza: non dèi, ma più familiari demoni, da cui lasciarsi possedere e invasare, come Eros, il quale, a dire di Platone, “è un demone grande”, e come tutto ciò che è demoniaco è “qualcosa di mezzo tra il dio e il mortale”. Riccardo Reim

 

Spellbound Contemporary Ballet 

Nasce nel 1994, dietro volontà del coreografo Mauro Astolfi che fonda la Compagnia al rientro da un lungo periodo di permanenza artistica negli Stati Uniti. A partire dal 1996 Astolfi condivide il progetto produttivo con Valentina Marini con cui la Compagnia avvia un processo di intensa internazionalizzazione e di collaborazioni trasversali. La ricca progettualità artistica unita a una visione dinamica e in costante evoluzione del marchio hanno facilitato una ampia diffusione delle creazioni in contesti diversi, dai Gala ai programmi culturali televisivi, alle piattaforme e Festival di più continenti. Applauditissima per l’eccellenza degli interpreti e la versatilità del linguaggio coreografico Spellbound conta presenze nei maggiori teatri e Festival internazionali (Serbia, Germania, Francia, Croazia, Cipro, Thailandia, Svizzera, Spagna, Austria, Bielorussia, Stati Uniti, Messico, Giappone, Singapore, Taiwan, Israele, Inghilterra, Spagna, Svezia, Panama, Canada Russia e Corea del Sud). Modernità dei programmi, ricco repertorio sempre attivo, progetti di scambio e network in collegamento con la più fertile scena artistica europea, la rendono una tra le più apprezzate Compagnie italiane sul piano dell’offerta culturale internazionale. L’ensemble si avvicina al venticinquennale di attività, un arco di tempo in cui alla produzione di spettacoli di danza ha unito da sempre e con sempre maggiore interesse progetti di formazione ed educazione sia del pubblico che di almeno due generazioni di danzator

 

Museo archeologico nazionale G. Carettoni e area archeologica di Casinum, Via di Montecassino, 03043 Cassino (FR)

Tel 0776 301168

biglietto intero € 2,00, ridotto € 1,00

Si consiglia l’uso di calzature adeguate

 

 

martedì 31 luglio ore 21.00 | Teatro | Museo archeologico nazionale G. Carettoni– Cassino (FR)

TECNO-FILO’ TECHNOLOGY AND ME 

a cura di Jole Film

di e con Marco Paolini

audiovisivi e luci Michele Mescalchin

fonica Tiziano Vecchiato

direzione tecnica Marco Busetto

produzione Michela Signori per Jole film

 

“Non sono un esperto di Internet, non sono un utente dei social. Non conosco la meccanica quantistica, né le Neuroscienze e la fisica, né la robotica e le intelligenze artificiali. Ma tutto questo mi riguarda e mi interessa. So che la mia vita sta cambiando grazie o per colpa delle tecnologie che da queste innovazioni derivano e di cui faccio uso anch’io come i miei simili.

Provo a riflettere a voce alta su questo mettendo insieme piccole storie unite da un filo di ragionamenti.

Una volta, nelle veglie invernali si chiamavano filò le narrazioni degli anziani che raccontavano qualcosa di unico e prezioso.

Senza presunzione di riuscirci ritengo necessario provare a narrare il nostro tempo crisalide.”

Marco Paolini

 

Marco Paolini

Dagli anni Settanta al 1994 ha fatto parte di vari gruppi teatrali. È in uno di questi, il Teatro Settimo di Torino, che inizia a raccontare storie, nascono gli “Album”, i primi episodi di una lunga biografia collettiva che attraversa la storia italiana dagli anni ’60 ai giorni nostri. Nel 1999 ha fondato Jole film, la società con cui produce tutti i suoi spettacoli e con cui sviluppa la passione per il cinema e il documentario.

Noto al grande pubblico per Il racconto del Vajont si distingue quale autore e interprete di narrazioni di forte impatto civile (I-TIGI racconto per Ustica, Parlamento chimico, Il Sergente, Bhopal 2 dicembre ’84U 238, Miserabili) e per la capacità di raccontare il cambiamento della società attraverso i dialetti e la poesia sviluppata con il ciclo dei Bestiari. Appassionato di mappe, di treni e di viaggio, traccia i suoi racconti con un’attenzione speciale al paesaggio, al suo mutarsi e alla storia (come nel Milione). Artigiano e manutentore del mestiere di raccontare storie, sa portare quest’arte antica al grande pubblico con memorabili dirette televisive (tra cui ITIS Galileo e Ausmerzen. Vite indegne di essere vissute, seguiti da quasi due milioni di telespettatori su La7).

Dopo lo spettacolo Ballata di uomini e cani. Dedicata a Jack London, ad aprile 2016 debutta con i giovani attori del Teatro Nazionale Palestinese in Amleto a Gerusalemme con la regia di Gabriele Vacis. 

I suoi ultimi spettacoli, attualmente in tournée, sono Le avventure di Numero Primo e Tecno Filò entrambi dedicati alla scienza.

 

Museo archeologico nazionale G. Carettoni e area archeologica di Casinum, Via di Montecassino, 03043 Cassino (FR)

Tel 0776 301168

biglietto intero € 2,00, ridotto € 1,00

Si consiglia l’uso di calzature adeguate

 

 

giovedì 2 agosto ore 18.30 e ore 21.30 | Teatro | Palazzo Farnese - Caprarola (VT)

L’APPARENZA INGANNA L’APPARENZA INGANNA 

a cura di Compagnia Lombardi - Tiezzi

di Thomas Bernhard

drammaturgia di Sandro Lombardi

regia Federico Tiezzi

personaggi e interpreti

Karl, un vecchio artista - Sandro Lombardi

Robert, suo fratello, un vecchio attore - Massimo Verdastro

scene di Gregorio Zurla

costumi di Giovanna Buzzi

luci di Gianni Pollini

produzione Associazione Teatrale Pistoiese/Compagnia Lombardi - Tiezzi

 

In un vecchio appartamento di Vienna, tra vecchi mobili scomodi, ricolmi di abiti e scarpe, e disseminato di vecchie fotografie, un vecchio signore in maglietta e mutande striscia sul pavimento alla ricerca della sua limetta per le unghie. Così Thomas Bernhard inizia L’apparenza inganna (1983). Il vecchio signore è Karl, che attende la visita di suo fratello Robert. Sono entrambi anziani. Sono stati l’uno giocoliere, l’altro attore. Adesso sono in pensione. Si fanno visita regolarmente ogni martedì e ogni giovedì. Il martedì è Robert che va da Karl, il giovedì Karl rende la visita a Robert. Costruito secondo un procedimento di alternanza tra monologhi e dialoghi, L’apparenza inganna racconta due solitudini: atroci, dolorose ma anche ridicole e beffarde. Il terzo polo della situazione è Mathilde, la defunta moglie di Karl. Il nucleo oscuro del contrasto è legato al testamento di Mathilde che ha lasciato la casetta dei week-end non al marito, ma a Robert. Da questo spunto si innesca un meccanismo a catena che porta i due a escogitare ogni possibile pretesto per soddisfare quelli che sembrano essere, con definizione beckettiana, i bisogni del tormento.

«A me gli attori / hanno sempre interessato / quelli notevoli», dice Karl a Robert. Anche a Bernhard hanno sempre interessato gli attori e questo emerge splendidamente dalla tessitura di una scrittura drammaturgica, consapevole quanto poche delle possibilità, delle psicologie, delle amarezze e delle euforie degli attori. E agli attori Bernhard offre anche con questo testo un combustibile straordinario. In due situazioni di speculare claustrofobia, nell’orizzonte limitato di una terra desolata dello spirito, è sorprendente l’ampiezza di registri e di stati d’animo, di sfumature e di invenzioni che il geniale drammaturgo austriaco offre ai suoi due personaggi. In uno stile asciutto e acido, Bernhard sciorina tutta una collezione di sofferenze e dispetti, richieste di aiuto mascherate da aggressioni, con il paradossale risultato di raggiungere una sinistra, corrosiva comicità.

Già realizzato con successo (Premio Ubu per la regia) nel 2000, il capolavoro di Thomas Bernahrd è oggetto di un nuovo allestimento.

 

Compagnia Lombardi - Tiezzi

Con la nuova denominazione di "Compagnia Lombardi - Tiezzi", Sandro Lombardi e Federico Tiezzi si sono affermati, a partire dagli anni Ottanta, per l'equilibrio mostrato tra la volontà di sperimentazione e ricerca e la capacità di realizzare spettacoli classicamente all'interno della tradizione del teatro d'arte. Sono di questi anni alcuni significativi lavori nei quali la tendenza alla connessione fra le varie arti (musica, arti visive, danza) si intreccia a un approccio drammaturgico sempre più serrato dal punto di vista testuale: Scene di Amleto da William Shakespeare (1998 - 2000); Cleopatràs, 1996, L'Ambleto, 2001, ed Erodiàs, 2008, di Giovanni Testori; Gli Uccelli di Aristofane, 2005; Antigone di Bertolt Brecht, 2004; I giganti della montagna di Luigi Pirandello, 2007; Passaggio in India di Santha Rama Rau e Edward M. Forster, 2009. Contemporaneamente vengono affrontati con successo testi capitali della drammaturgia moderna: Zio Vanja di Anton Cechov 1999, Sogno di un mattino di primavera di Gabriele D'Annunzio, 2007, alternando con equilibrio classici come Alessandro Manzoni (I promessi sposi alla prova. 2010) ai contemporanei: da Thomas Bernhard a Luigi Pirandello fino all'esordiente Fabrizio Sinisi (La grande passeggiata, 2012). Un amore di Swann, da Marcel Proust, 2012, diretto da Federico Tiezzi sulla drammaturgia di Sandro Lombardi segna il concretizzarsi di un sogno ed è l'inizio del lavoro sulla Ricerca del Tempo perduto. La compagnia è stata presente, dal 1978 a oggi, nei principali festival internazionali: Bruxelles, Liegi, Amsterdam, Colonia, Amburgo, Monaco, Vienna, Londra, Parigi, Barcellona, Lisbona, Belgrado, Epidauro, Berlino, New York, Mosca, Tokyo. Tra i numerosi premi, ricordiamo il Premio Mondello, 1982; parecchi Premio Ubu: al Carrozzone come miglior gruppo sperimentale nel 1979 e nel 1980; a Magazzini Criminali per la scenografia di Crollo nervoso nel 1982; a Genet a Tangeri come miglior spettacolo dell'anno, 1984, e, nello stesso anno, a Federico Tiezzi per la scrittura drammaturgica; ancora a Tiezzi per la miglior regia con Come è di Samuel Beckett, 1987; a Sandro Lombardi come miglior attore nel 1988 per Artaud. Una tragedia e Hamletmaschine; a Tiezzi come miglior regia per Edipus e Porcile e nel 2000 per L'apparenza inganna; di nuovo miglior attore a Lombardi nel 1994 per Edipus e Porcile; nel 1996 per Cleopatràs e nel 2001 per L'Ambleto; agli Uccelli nel 2005 come miglior spettacolo dell'anno. Sandro Lombardi è stato inoltre insignito dell'Arlecchino d'Oro nel 2010 e del Premio Carlo Betocchi nel 2012.

 

Palazzo Farnese, Piazza Farnese, 1 - 01032 Caprarola (VT)

tel. 0761 646052

biglietto intero € 5,00, ridotto € 2,50

 

 

venerdì 3 agosto ore 21.00 | Danza | Comprensorio archeologico di Minturnae - Minturno (LT)

MEDITERRANEA 

a cura di Daniele Cipriani Entertainment

coreografia Mauro Bigonzetti

solisti e corpo di ballo di Daniele Cipriani Entertainment

interpreti:

uomo di terra Umberto Desantis

uomo di mare Francesco Moro

passo a due bianco Valentina Chiulli e Marco Fagioli

passo a due rosso Andrea Caleffi e Davide Pietroniro

 

Inno alla comunione e alle differenze delle culture che si sono confrontate nei secoli da una parte all’altra del Mare Nostrum Mediterranea si pone come un divenire continuo di suggestioni visive, sapientemente evocate da una colonna sonora, curata insieme a Paride Bonetta, in cui musiche popolari di rara suggestione si miscelano a trascrizioni còlte, da Mozart a Ligeti.

Contrasti culturali, diverse forme di spiritualità, il fascino dell’ignoto e della scoperta – temi epici che ricorrono fin dall’Odissea in chi ha ‘vissuto’ questo nostro mare- si trasformano in una danza dal flusso inarrestabile e dall’attacco poderoso e sensuale insieme. Dal linguaggio di formazione (il classico) Bigonzetti prende l’amore per le linee e la regola del legato, ma lo plasma con il suo spiccato gusto per la posa scultorea, esaltante i nervi, i muscoli, la possenza fisica maschile e femminile.

A 25 anni dal suo debutto, la coreografia più rappresentata nel mondo di Bigonzetti, viene ripresa con 20 danzatori solisti della Daniele Cipriani Entertainment.

“Mediterranea” non è un lavoro narrativo ma evocativo: una vera circumnavigazione del Mediterraneo, attraverso la musica delle culture che vi si affacciano e che fanno viaggiare lo spettatore nello spazio e nel tempo. Costruito con momenti di insieme alternati a passi a due, il balletto si dipana mettendo in risalto forza giovanile e bellezza, energia e velocità. I due protagonisti maschili, l’Uomo di Terra e l’Uomo di Mare, fungono da filo conduttore dello spettacolo. Alter ego l’uno dell’altro si incontrano e si scontrano in un complesso intreccio di sostegno e dipendenza reciproci.

Tutta la danza è costruita nella coesistenza di emozioni opposte: movimenti energetici e scanditi si alternano a passaggi estremamente lirici.

Il grande affresco Mediterraneo si chiude in un grande abbraccio finale tra i danzatori come simbolo di unione tra le diverse culture che animano questo Mare Nostrum.

La coreografia è magistralmente supportata dalle splendide luci curate da Carlo Cerri che sottolineano le diverse atmosfere evocative del balletto.

Nonostante i 25 anni trascorsi questo balletto è più che mai attuale perché specchio di queste nostre terre in cui tuttora si confrontano e si scontrano culture apparentemente diverse ma con una comune radice: il Mediterraneo.

 

Comprensorio archeologico di Minturnae, via Ferdinando II di Borbone - 04026 Minturno (LT)

Tel +39 0771 680093

biglietto intero € 5,00, ridotto € 2,50

 

 

sabato 4 agosto ore 21.00 | Danza | Museo Archeologico dell’Agro Falisco Forte Sangallo - Civita Castellana (VT)

DANCE DANCEDANCE - UNA MILONGA SPECIALE 

a cura di Gruppo Nanou

progetto e coreografie di Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci

in collaborazione con Marco Maretti

con Carolina Amoretti, Sissj Bassani, Rhuena Bracci, Marco Maretti

suono Roberto Rettura

tj Chiara Malena

prodotto da Nanou Ass. Cult.con il contributo di MIBACT, Regione Emilia-Romagna

 

Dance Dance Dance è l'organizzazione di una serata da ballo in cui vengono invitati spettatori e ballerini per partecipare ad una milonga speciale.

Durante la serata, il compito della performance è quello di infiltrarsi all'interno di un paesaggio in movimento. Presenze appaiono e animano rapidi intermezzi, si intromettono nell'agire abitudinario della sala da ballo.

Espandere la dimensione paesaggistica dei progetti coreografici sul ballo di sala del gruppo nanou fino ad abbracciare i gesti dei ballerini e gli spettatori coinvolti.

 

gruppo nanou nasce a Ravenna nel luglio del 2004 come luogo di incontro dei diversi linguaggi e sensibilità che caratterizzano la ricerca artistica di Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci e Roberto Rettura. In questo contesto corpo, il suono e l’immagine trovano un linguaggio comune nella coreografia, dando vita ad un’opera organica.

gruppo nanou concentra la propria ricerca sul corpo, inteso come: corpo sonoro, corpo/oggetto, corpo/luce, elementi che si situano sullo stesso piano del corpo del performer, il quale diviene segno tra i segni. Di conseguenza la coreografia è assunta come linguaggio comune alle diverse specializzazioni artistiche che dialogano sulla scena. Le produzioni hanno attraversato piazze importanti quali: Fabbrica Europa (Italy), Santarcangelo Festival of The Arts (Italy); Teatro Comunale di Ferrara (Italy); Drodesera (Italy); LesBrigittines (Belgium); Unidram (Germany); Nu Dance Fest (Slovensko).

 

Museo Archeologico dell’Agro Falisco- Forte Sangallo, Via del Forte, 01033 Civita Castellana (VT)

Tel + 39 0761 513735

Si consiglia l’uso di calzature adeguate

Ingresso libero fino a esaurimento posti

 

 

domenica 5 agosto | Danza | Museo Archeologico dell’Agro Falisco Forte Sangallo - Civita Castellana (VT)

ore 21.00 IN A LANDSCAPE 

a cura di Daniele Albanese compagnia stalker

danza e drammaturgia Daniele Albanese

assistenza alla drammaturgia Loredana Scianna e Maurizio Soliani

musiche originali Maurizio Soliani

tecnica Deborah Penzo

 

In a Landscape nasce nel 2008 come spettacolo per situazione urbana e diventa ben presto un assolo fondamentale nel percorso di compagnia Stalker, evolvendo e modificandosi seguendo gli sviluppi di ricerca della compagnia. Viene proposto, a partire dal 2010, in teatro e in spazi al chiuso non teatrali.

Si definisce attraverso una particolare struttura e organizzazione di spazio, movimento e suono, nella lettura geometrica del luogo dove si svolge e nell'emergere di un frammento, ed eco, di personaggio.

Sono stati isolati quegli eventi e meccanismi del vivere quotidiano e urbano che provocano cambiamenti e alterazioni di stato. Abbiamo definito questi meccanismi come Vento, non in senso atmosferico, ma come induttore e motore di cambiamenti e di dinamiche sonore e fisiche.

Come il vento atmosferico anche in questo caso ciò che agisce è invisibile; l’apparire, fisicamente e sonoramente, è il risultato di un passaggio, in un paesaggio urbano.

 

ore 21.40 IL COLORE SI FA SPAZIO 

a cura di Gruppo Nanou

progetto gruppo nanou + Daniele Torcellini

coreografie Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci

con Carolina Amoretti, Sissj Bassani, Rhuena Bracci, Marco Maretti e ospiti

suoni Roberto Rettura

luci Marco Valerio Amico + Daniele Torcellini

colori Daniele Torcellini

prodotto da Nanou Ass. Cult.

co-prodotto da Città di Ebla

con il sostegno di Cantieri Danza, E-production

con il contributo di MIBACT, Regione Emilia-Romagna, Comune di Ravenna, Fondo per la danza

d'autore della Regione Emilia Romagna 2017/2018

 

Il colore si fa spazio è un percorso coreografico che trova nell'astratto la drammaticità del colore. La compagnia di danza contemporanea gruppo nanou, affiancata da Daniele Torcellini (docente di cromatologia per le Accademie di belle arti di Genova e Verona), affronta luce e colore come strumenti per articolare uno spazio tridimensionale entro cui collocare l'attività performativa. Luci, colori e corpi che cambiano nel tempo determinano uno spazio instabile. Il dispositivo scenico e dei costumi, per mezzo di materiali fortemente connotati cromaticamente, illuminati da luci Led RGB cangianti, enfatizza l'instabilità percettiva perché sia i danzatori, sia il pubblico coinvolto, perdano il senso del confine tra ciò che è e ciò che appare.

Le dinamiche relazionali tra luce, colore, spazio e corpi si pongono in un continuo processo di definizione, alterazione, perdita e ricostruzione di assetti, entro un paradigma di instabilità permanente per la affermazione di un continuo spaesamento.

 

Al di fuori della mente e della coscienza di chi guarda il colore non esiste. Il nostro sistema visivo interpreta come colore una ristretta banda di radiazioni elettromagnetiche, prodotte dalle fonti di luce e riflesse, modificate, dai corpi nello spazio, con molte incertezze. Il colore è relativo, dipende dal contesto di riferimento – spaziale, storico, sociale e culturale che sia – da ciò che abbiamo visto prima, dalle nostre aspettative e dal nostro stato emotivo e dipende dalla luce che illumina.

 

Daniele Albanese si forma presso l' EDDC di Arnhem in Olanda (Hogheschool voor de kunsten,ora Artez), conseguendoun BA presso la Facoltà Teatro e studia con i grandi maestri del postmodernismo americano tra i quali Steve Paxton, Eva Karkzag, Lisa Kraus, BenoitLachambre. Lavora come interprete con Peter Pleyer, Tony Thatcher, Company Blu, Martin Butler, Mawson-Raffalt + Falulder-Mawson, Jennifer Lacey, Virgilio Sieni, Nigel Charnock, Karine Ponties, Enzo Cosimi.

Fin dal suo periodo di studi in Olanda inizia a creare propri spettacoli, la sua prima coreografia è del 1995. Nel 2002fonda la propria compagnia STALKER_Daniele Albanese con lo scopo di indagare la danza come linguaggio e presenta i propri spettacoli in importanti festival e teatri in Italia e all'estero – tra questi: RomaEuropa Festival, Vie dei Festival,Mas danza, Dock 11 – Berlin, Festival Grec (Barcellona, SP), Festival Sesc (San Paulo, BR), Teatro Comunale di Ferrara.Collabora come assistente artistico nella creazione di Benoit Lachambre Snakeskins. Vincitore del Bando Fondo Fare Anticorpi 2010.

Coreografo italiano selezionato per partecipare a DanceUnion 2011 – South Bank Centre (Londra).

La sua ultima creazione VON ha debuttato al Festival Les Hivernales – Avignon nel Febbraio 2017 e ha debuttato in Italia (prima nazionale) a Torinodanza Festival. VON è il progetto vincitore del premio Collaboraction#3 .Coreografo selezionato per il progetto Residance XL 2018  promosso dalla rete Anticorpi XL.

 

gruppo nanou nasce a Ravenna nel luglio del 2004 come luogo di incontro dei diversi linguaggi e sensibilità che caratterizzano la ricerca artistica di Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci e Roberto Rettura. In questo contesto corpo, il suono e l’immagine trovano un linguaggio comune nella coreografia, dando vita ad un’opera organica.

gruppo nanou concentra la propria ricerca sul corpo, inteso come: corpo sonoro, corpo/oggetto, corpo/luce, elementi che si situano sullo stesso piano del corpo del performer, il quale diviene segno tra i segni. Di conseguenza la coreografia è assunta come linguaggio comune alle diverse specializzazioni artistiche che dialogano sulla scena. Le produzioni hanno attraversato piazze importanti quali: Fabbrica Europa (Italy), Santarcangelo Festival of The Arts (Italy); Teatro Comunale di Ferrara (Italy); Drodesera (Italy); LesBrigittines (Belgium); Unidram (Germany); Nu Dance Fest (Slovensko).

 

Museo Archeologico dell’Agro Falisco- Forte Sangallo, Via del Forte, 01033 Civita Castellana (VT)

Tel + 39 0761 513735

Si consiglia l’uso di calzature adeguate

Ingresso libero fino a esaurimento posti

 

 

dal 6 agosto all’11 agosto dalle ore 16.00 alle ore 20.00 | laboratorio| Museo Nazionale delle Navi Romane – Nemi (RM)

 

11 agosto ore 19.00 | esito del laboratorio 

I FIGLI DELLA FRETTOLOSA 

a cura di Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari

I figli della frettolosa è un progetto di formazione teatrale sul tema della cecità rivolto ad attori e aspiranti attori, non vedenti, ipovedenti ma anche normodotati di qualunque provenienza ed età, interessati all’arte scenica ed alle sue differenti sfaccettature (scrittura, recitazione e regia). Il fine è quello di creare un esperienza integrata che utilizzi l’arte teatrale come mezzo per l’emancipazione sociale e culturale dell’individuo. Il lavoro si sviluppa in forma di laboratorio teatrale finalizzato alla messinscena di un evento spettacolare in cui i partecipanti affrontano il tema della diversità, della crisi e della perdita sia come racconto autobiografico di una esperienza personale sia come metafora di una condizione esistenziale che oggi, sempre di più, pare somigliare a quella di un cieco (precarietà, instabilità,assenza di prospettiva).

 

Museo Nazionale delle Navi Romane

Via del Tempio di Diana, 13

00040 Nemi (RM)

Laboratorio gratuito

infoeprenotazioni+39 3455523049

 

 

sabato 11 agosto ore 21.00 | Teatro | Museo Nazionale delle Navi Romane – Nemi (RM)

IO PROVO A VOLARE - OMAGGIO A MODUGNO 

a cura di Compagnia Berardi Casolari

di e con Gianfranco Berardi

e la partecipazione di 

Davide Berardi voce solista e chitarra

Bruno Galeone fisarmonica

regia e luci Gabriella Casolari

costumi Pasqualina Ignomeriello

con il sostegno di Festival Internazionale Castel dei Mondi

 

“Io provo a volare” è una drammaturgia originale, che a partire da cenni biografici di Domenico Modugno e dalle suggestioni delle sue canzoni, racconta la vita di uno dei tanti giovani cresciuti in provincia  pronti, sull’onda del mito, ad affrontare ogni peripezia per realizzare il sogno di diventare artisti. Ed è proprio attraverso la descrizione delle aspettative, delle delusioni, degli sforzi e degli inganni subiti da truffaldini incontri che si articola il viaggio fra comici episodi della realtà provinciale e alienanti esperienze metropolitane. La storia vede lo spirito di un custode di un teatrino di provincia che, a mò di vecchio capocomico, torna in scena ogni notte, a mezzanotte, in compagnia dei suoi musicisti all’interno del teatro, in cui mosse i primi passi.  

Così fra racconto, musica e danza, si rivivono episodi della sua vita: i sogni, gli incontri, gli stage, le prove, la fuga, la scuola, il primo lavoro e l’amaro rientro al paesino, al quale, dopo aver provato  tutte le strade possibili, è costretto a tornare.

Ma come se non bastasse, il piccolo e romantico cinema in cui aveva cullato il sogno artistico, non è più quello di una volta. Così per amore dell’arte e della propria felicità, il giovane decide di entrare di nascosto nel teatro e pietra dopo pietra demolirlo.

Il lavoro quindi, utilizzando la figura di Modugno come simulacro, rende omaggio agli sforzi ed al coraggio dei lavoratori in genere e dello spettacolo in particolare, che, spinti da passione, costantemente si lanciano all’avventura in esperienze giudicate poco dignitose, solo perché meno visibili.

Poesia e comicità sono gli ingredienti principali della pièce, che attraverso un uso sui generis della luce trasmette atmosfere emotive, suggestioni e ricordi  indimenticabili cercando di risvegliare nel pubblico quel sogno di libertà di cui Modugno si fece portavoce e simbolo.

 

note di regia

Il sogno, la realtà, la percezione dell’uno e dell’altra che ognuno di noi ha e di cui si convince  giorno dopo giorno sempre di più. La presunzione, il cieco perseguimento delle proprie idee, la dura e spesso ipocrita realtà con cui scontrarsi. L’errore, base della ricerca, grande assente in una società che riconosce i prodotti finiti e competitivi piuttosto che i processi con i suoi naturali tempi d’evoluzione. 

Il dolore, sola via in grado di consentire uno sviluppo della coscienza, limitata com’è ormai nella nutrizione e costretta ad una condizione di esperienza sempre più veloce e programmata. Il buio, il mistero, l’ignoto, mete di un individuo, di un me, alla ricerca di un sé perso  e confuso nelle mille tentazioni dell’Io.

L’Io, il sé, il sogno, la realtà, il teatro, portale del sentire, dell’intuire, canale per diagnosticare e guarire.

E così nasce Io provo a volare, il desiderio di ricostruire dentro di sé, intorno a noi, l’idea di nido per poter planare sicuri verso gioie sconosciute.

Così nasce un’indagine introspettiva che si allarga all’analisi di una condizione diffusa e condivisa; così da spunti autobiografici, biografici e da aneddotica racimolata fra miti, colleghi e coetanei, emerge la volontà di gridare un rifiuto  alla propria paura di affrontare il mondo, il desiderio di riconoscersi fragili, soli, la speranza di riscoprirsi onesti innanzitutto con sé stessi “vedere o non vedere, questo è il problema, guardare dritto in faccia la realtà che mi circonda e mi spaventa e affrontarla con coraggio per cercare di cambiare o tenere tutto quanto dietro un velo che mi copre gli occhi ed il cuore e m’impedisce di soffrire?…”

Intanto procediamo: Co.Co.Co., collaborativi in maniera costante e continuata, come il mondo del lavoro cinico ed alienante c’insegna, nel tentativo di ristrutturare il pollaio in cui da tempo svolazziamo tronfi e litigiosi.

COraggiosi, per favore, COstanti e COnvinti per la rivoluzione che porterà a smettere di essere pollastri rantolanti, illusi di volare come falchi nel blu dipinto di blu.

 

Compagnia Berardi Casolari

Nel 2001 Gianfranco Berardi, attore pugliese non vedente, lavorando nella produzione “Viaggio di Pulcinella alla ricerca di Giuseppe Verdi” di e con Marco Manchisi, incontra sulla scena l’attrice Gabriella Casolari, emiliana, con la quale inizierà un percorso che, dopo varie esperienze con diverse realtà produttive di calibro nazionale ed internazionale nel settore teatrale, cinematografico e radiofonico, convoglierà a maggio 2008 nella Compagnia Berardi Casolari. La poetica espressa dal gruppo appartiene a quella branca teatrale generalmente riconosciuta come teatro contemporaneo ed in particolar modo affonda le sue radici in quella corrente detta “nuova drammaturgia”.

La compagnia, infatti, fino ad oggi ha sempre messo in scena opere originali di drammaturgia contemporanea, scritte dagli stessi Berardi, Casolari ed annovera al suo attivo già due pubblicazioni di opere:Viaggio per amore – dal deficiente a Land Lover | Ubulibri Milano 2010; In fondo agli occhi | Editoria & Spettacolo – ottobre 2013. 

Si occupa principalmente di produzione, promozione e diffusione di spettacoli teatrali, con qualche parentesi dedicata alla formazione. Pur considerando prioritario l’aspetto popolare di ogni singolo lavoro, lo stile del duo apulo emiliano si muove fra il teatro tradizionale ed un linguaggio più sperimentale ed innovativo, tanto da definire i propri lavori vere e proprie “Tragicommedie”, in cui la miseria del vivere diventa spunto comico e la leggerezza veicolo per la riflessione.

 

Museo Nazionale delle Navi Romane, Via del Tempio di Diana, 13 - 00040 Nemi (RM)

Tel +39 06 9398040

biglietto intero € 3,00, ridotto € 1,50

 

 

sabato 11 e domenica 12 agosto dalle ore 16.00 alle 19.00 (max20 spettatori ogni 45 minuti) | Teatro di figura con attore | Casa di San Tommaso - Aquino (FR)

UNA TAZZA DI MARE IN TEMPESTA

liberamente tratto da Moby Dick di Melville

di Roberto Abbiati

con Roberto Abbiati, Johannes Schlosser

musiche e registrazioni a cura di Fabio Besana

scenografie costruite nei laboratori di scenotecnica di Armunia

in coproduzione con Armunia Festival Costa degli Etruschi

a cura di Teatro de gli Incamminati

 

Ogni volta che mi accorgo ad atteggiare le labbra al torvo, 

ogni volta che nell’anima scende come un novembre umido e piovigginoso,

ogni volta che il malumore si fa tanto forte in me…

allora dico che è tempo di mettermi in mare al più presto, questo è il mio surrogato della pistola e della pallottola.

 

Il mare. Che mare?

Il rumore del mare. Cosa ti fa venire in mente il rumore del mare?

Il Moby Dick di Melville. Un libro. Tutto il mare in un libro.

S’accende qualcosa ogni volta che lo si prende in mano, il libro, e allora poi si comincia a immaginare in grande, balene, velieri, oceani, via, le cose più esagerate.

 

Una piccola installazione, una piccola performance,

per poco pubblico che assista a piccoli oggetti che evochino grandi cose.

Tutto rubato da Melville, per pochi minuti.

Come se si fosse nella stiva di una baleniera. Tutto qui. 

 

Roberto Abbiati fonda con Bano Ferrari e Carlo Pastori il Teatro d’Artificio, e con Walter Muto e Franco Svanoni il gruppo musicale Badalabanda.Con la regia di Bolek Polivka recita in La vera storia di Biancaneve e I love Canberra pur non parlando una parola di ceco. Partecipa allo spettacolo I tre porcellini di Giampiero Pizzol, per la regia di Carlo Rossi e con il Teatro d’Artificio allo spettacolo scritto da Francesco Niccolini The clown Shakespeare company. Con l’amico Francesco si cimenta nell’ambiziosa riscrittura e messa in scena del “Riccardo III” di Shakespeare: Riccardo l’Infermo, il mio regno per un pappagallo debutta nel 2001 al festival di Sucre in Bolivia, organizzato dal Teatro de los Andes. Fonda con un gruppo di disabili la compagnia “Yorik Spettacoli”.La storia straordinaria della prima giraffa di Francia è alla base dello spettacolo, Il viaggio di Girafe che porta tutt'ora in giro in Italia e all'estero (Marsiglia, Tolone, Edimburgo e al Dublin Theater Festival) con una piccola tenda e con Alessandro Calabrese e Luca Salata. Pasticceri, io e mio fratello Roberto con Leonardo Capuano debutta al festival Inequilibrio di Castiglioncello ancora in tournée. Roberto Abbiati ha lavorato anche nei film di Carlo MazzacuratiLa giusta distanza e La Passione presentato alla 67 Mostra del cinema di Venezia. Dalla passione per“Moby Dick”n asce lo spettacolo di 15 minuti e per 15 spettatori, dal titolo Una tazza di mare in tempesta e con questo lavoro vince il premio Fiesole per le arti. Dallo spettacolo nasce il libro“Un tentativo di balena”edito da Adelphi di Matteo Codignola, con le illustrazioni dello stesso Abbiati. LAlbero della cuccagna con Renata Palminiello e Leonardo Capuano, debutta alFestivalInequilibrio.

Abbiati fa il teatro anche a Salvador de Bahia, nel senso che lo ha costruito, in uno dei quartieri più violenti della città. La Jole film ha deciso di seguire questo lavoro producendo un documentario a cui sta lavorando con Erica Barbiani e Vera Tomasin di Videomante.

 

Casa di San Tommaso, Via San Costanzo - 03031 Aquino (FR)

Tel +39 0776 728015

Ingresso libero fino a esaurimento posti

info e prenotazioni +39 3455523049

 

 

venerdì 24 agosto ore 21.00 | Spettacolo comico | Museo Archeologico Nazionale di Tuscania (VT)

PASTICCERI, IO E MIO FRATELLO ROBERTO 

di e con Roberto Abbiati e Leonardo Capuano

assistente alla regia Elena Tedde

a cura di Compagnia Orsini

 

Due fratelli gemelli. Uno ha i baffi l’altro no, uno balbetta l’altro no, parla bello sciolto. Uno crede che la crema pasticcera sia delicata, meravigliosa e bionda come una donna, l’altro conosce la poesia, i poeti, i loro versi e li dice come chi non ha altro modo per parlare. Uno è convinto che le bignoline siano esseri viventi fragili e indifesi, l’altro crede che le bignoline vadano vendute, sennò non si può tirare avanti.

Il laboratorio di pasticceria è la loro casa. Un mondo che si è fermato alle quattro di mattina, il loro mondo: cioccolata fusa, pasta sfoglia leggera come piuma, pan di Spagna, meringhe come neve, frittura araba, torta russa, biscotto alle mandorle e bavarese: tutto si muove, vola, danza e la notte si infila dappertutto.

Due fratelli gemelli che, come Cyrano e Cristiano, aspettano la loro Rossana, e dove la vuoi aspettare se non in pasticceria?

Due fratelli pasticceri, se li vedi abbracciati, sembrano un albicocca. Profumano di dolci e ascoltano la radio: musica, molta musica.

 

Roberto Abbiati fonda con Bano Ferrari e Carlo Pastori il Teatro d’Artificio, e con Walter Muto e Franco Svanoni il gruppo musicale Badalabanda.Con la regia di Bolek Polivkarecita in La vera storia di Biancaneve e I love Canberra pur non parlando una parola di ceco. Partecipa allo spettacolo I tre porcellini di Giampiero Pizzol, per la regia di Carlo Rossi e con il Teatro d’Artificio allo spettacolo scritto da Francesco NiccoliniThe clown Shakespeare company. Con l’amico Francesco si cimenta nell’ambiziosa riscrittura e messa in scena del “Riccardo III” di Shakespeare: Riccardo l’Infermo, il mio regno per un pappagallo debutta nel 2001 al festival di Sucre in Bolivia, organizzato dal Teatro de los Andes. Fonda con un gruppo di disabili la compagnia “Yorik Spettacoli”.La storia straordinaria della prima giraffa di Francia è alla base dello spettacolo, Il viaggio di Girafe che porta tutt'ora in giro in Italia e all'estero (Marsiglia, Tolone, Edimburgo e al Dublin Theater Festival) con una piccola tenda e con Alessandro Calabrese e Luca Salata. Pasticceri, io e mio fratello Roberto con Leonardo Capuano debutta al festival Inequilibrio di Castiglioncello ancora in tournée. Roberto Abbiati ha lavorato anche nei film di Carlo Mazzacurati La giusta distanza e La Passione presentato alla 67 Mostra del cinema di Venezia. Dalla passione per“Moby Dick”nasce lo spettacolo di 15 minuti e per 15 spettatori, dal titolo Una tazza di mare in tempesta e con questo lavoro vince il premio Fiesole per le arti. Dallo spettacolo nasce il libro “Un tentativo di balena”edito da Adelphi di Matteo Codignola, con le illustrazioni dello stesso Abbiati. LAlbero della cuccagna con Renata Palminiello e Leonardo Capuano, debutta al Festival Inequilibrio.

Abbiati fa il teatro anche a Salvador de Bahia, nel senso che lo ha costruito, in uno dei quartieri più violenti della città. La Jole film ha deciso di seguire questo lavoro producendo un documentario a cui sta lavorando con Erica Barbiani e Vera Tomasin di Videomante.

 

Leonardo Capuano, attore diplomato presso la Scuola di formazione teatrale Laboratorio Nove si è rivelato al pubblico nella duplice veste di attore ed autore con vari monologhi, quali “La cura”, che debutta al festival di Volterra nel 2000, “Zero Spaccato”, “La sofferenza inutile” e l’ultimo “Elettrocardiodramma”. Con l’attore Roberto Abbiati ha poi prodotto “Pasticceri”, spettacolo che ha realizzato numerose repliche, ottenendo un ottimo successo di pubblico e critica e che ancora oggi è nei teatri italiani. Ha lavorato anche con Renata Palminiello nello spettacolo “Due” e con la compagnia Lombardi-Tiezzi ne “Gli uccelli” di Aristofane. Da qualche anno lavora stabilmente con Umberto Orsini e conduce seminari sul lavoro dell’attore con un approccio legato alla fisicità del gesto e della voce. Capuano è portatore di un teatro rigoroso e accurato e di una visione personale della profondità dell’animo umano e delle sue contraddizioni.

 

Museo archeologico Nazionale di Tuscania, Largo Mario Moretti, 1 - 01017 Tuscania (VT)

Tel +39 0761 436209

Ingresso libero fino a esaurimento posti

 

 

domenica 26 agosto ore 19.00 | Danza | Necropoli di Tarquinia (VT)

BERMUDAS 

a cura di MK

direzione e coreografia Michele Di Stefano

con Philippe Barbut, Biagio Caravano, Marta Ciappina, Andrea Dionisi, Sebastiano Geronimo, Luciano Ariel Lanza, Giovanni Leone, Flora Orciani, AnnalìRainoldi, Laura Scarpini, Loredana Tarnovschi, Alice Cheophe Turati, Francesca Ugolini

ideazione e coreografia Michele Di Stefano

musica Kaytlin Aurelia Smith, Juan Atkins/Moritz Von Oswald, Underworld

luci Giulia Broggi in collaborazione con Cosimo Maggini

meteo Antonio Rinaldi

custom styling Marco Mazzoni

consulenza matematica Damiano Folli

organizzazione Carlotta Garlanda

logistica Francesca Pingitore 

coproduzione mk-klm e Bolzano Danza/Tanz Bozen

in collaborazione con AMAT Civitanova Casa della Danza, Residance/Dance Haus Milano, Dialoghi - residenze delle arti performative a Villa Manin Udine, Una diversa geografia/Villa Pravernara Valenza, Angelo Mai Roma, l’Arboreto di Mondaino

con il contributo della Regione Lazio

con il contributo MIBACT

 

Bermudas è un sistema coreografico pensato per un numero variabile di interpreti (da tre a tredici), intercambiabili tra loro. E’ dunque un organismo di movimento basato su regole semplici e rigorose che producono un moto perpetuo, adottabile da ogni performer come una condizione per esistere accanto agli altri e costruire un mondo ritmicamente condiviso.

 

Il lavoro è ispirato dalle teorie del caos, dalla generazione di insiemi complessi a partire da condizioni elementari, dai sistemi evolutivi della fisica e della meteorologia. Il risultato finale tende alla costruzione di un luogo carico di tensione relazionale, un campo energetico molto intenso (a cui il nome Bermudas ironicamente fa riferimento) attraversato da una spinta alla comunicazione immediata, necessaria per generare uno spazio sempre accessibile a qualunque nuovo ingresso. 

L’impianto coreografico dipende in maniera cruciale dalle caratteristiche singolari dei performer: immettere punti di vista differenti sull’uso dello spazio, la prossemica tra i corpi o il modo in cui viene percepita l’attività di danza in un rituale collettivo, trasforma immediatamente la coreografia in un progetto di incontro e mediazione tra individui che possono essere i più disparati e i più lontani tra loro per attitudine, organizzazione gestuale e intensità espressiva. E per gestione del malinteso.

Il sistema è costruito per essere inclusivo e permeabile; ogni apertura al pubblico è dunque una finestra aperta su uno dei possibili cast ma anche sull’unico obiettivo del lavoro: la costruzione di una danza che permetta continuamente alla danza di qualcun altro di trovare spazio.

 

Mksi occupa di coreografia e performance dal 1999 e ruota intorno ad un gruppo stabile di artisti costantemente in dialogo con altri performer e progettualità trasversali. Il gruppo è da subito invitato nei più importanti festival della nuova scena in Italia e all’estero con date in Giappone, Gran Bretagna, Germania, Indonesia, Stati Uniti, Spagna, Portogallo, Francia, Perù etc e una presenza costante sul territorio nazionale. Tra le produzioni recenti Robinson ha debuttato nel 2014 al Teatro Argentina di Roma ed è tuttora in tour.

Nel 2015 viene riallestito per il progetto RIC.CI (Reconstruction Italian Contemporary Choreography) il duetto di esordio della compagnia, e-ink, con due interpreti di Aterballetto.

Con Veduta (2016) il gruppo inizia un’indagine immersiva sul paesaggio e la prospettiva adattabile a qualsiasi orizzonte urbano. Bermudas (2017-18) è invece un lavoro sul moto perpetuo e il movimento puro, costruito per un folto numero intercambiabile di performer.

Nel 2014 Michele Di Stefano riceve il Leone d’argento per l’innovazione nella danza alla Biennale di Venezia.

La nuova produzione del gruppo sarà una collaborazione internazionale coprodotta da Torinodanza 2018.

 

Necropoli di Tarquinia, Necropoli di Monterozzi, Strada provinciale Monterozzi Marina - 01016 Tarquinia (VT)

Tel +39 0766 856036

Si consiglia l’uso di calzature adeguate

biglietto intero € 6,00, ridotto € 4,00

 

 

giovedì 30 agosto ore 19.00 e ore 21.30 | Danza | Museo Archeologico Nazionale e Villa di Tiberio - Sperlonga (LT)

DOUBLE POINTS: HELL

a cura di ATER – Associazione Teatrale Emilia Romagna

di ICK - Emio Greco e Pieter C. Scholten

coreografia, regia Emio Greco | Pieter C. Scholten

danza Maria Ribas & Anonymous

musiche varie, a cura di Pieter C. Scholten

luci Maarten Heijdra, Floriaan Ganzevoort

costumi Clifford Portier

produzione ICK amsterdam con il Ballet National de Marseille CCN

co-produzione Société des Auteurs et Compositeurs Dramatiques (SACD), Parigi; Festival di Avignone

debutto 14-07-2005 Festival di Avignone

ICK amsterdam riceve il sostegno del Performing Arts Fund NL e dalla città di Amsterdam

 

Double Points: HELL, creazione di Emio Greco e Pieter C. Scholten per il Festival di Avignone, può essere considerata uno studio su HELL, coreografia del 2006 per tutta la compagnia. Presentata, inoltre, nel 2008 all’Internationales Tanz Festival NRW su invito di Pina Bausch. 

In Double Points: HELL una ballerina danza con la sua ombra, il suo alter ego, il suo compagno, un voyeur. La segue, la guida, danza e lotta con lei. È un doppio, un partner nella danza, un amante e un avversario,affidabile e pericoloso allo stesso tempo. La danza si svolge nella tensione tra amore, fiducia, sessualità femminile e violenza, ponendoci questioni esistenziali. 

Double Points: HELL unisce le diverse strutture artistiche sulle quali EG | PC hanno lavorato nel corso della loro carriera. La ballerina e l’ombra ci sorprenderanno in un duetto sulla Quinta Sinfonia di Beethoven e su un indimenticabile, intenso tango. 

 

ICK (International ChoreographicArts Centre), diretto da Emio Greco e Pieter C. Scholten, è una piattaforma artistica che produce spettacoli di danza a livello internazionale, collabora con artisti ospiti e sviluppa vari progetti e programmi formativi. Nominata“Compagnia di danza contemporanea della città di Amsterdam” e compagnia di danza residente al Theater De Meervaart, ICK contribuisce allo sviluppo della danza in città. Lo stile di ICK si distingue per lo specifico linguaggio di danza sviluppato dai coreografi. L’istinto del corpo in movimento è sempre centrale nel loro lavoro. Il repertorio di ICK possiede la rara qualità di comunicare al pubblico diversi livelli di significato, oltre ad essere molto accattivante per la bellezza della danza. La compagnia è stata insignita di molti premi ed effettua regolarmente tournée all’estero.

 

EMIO GRECO I PIETER C. SCHOLTEN

Il primo – danzatore – nato nel Sud Italia, e il secondo – regista della scena teatrale alternativa in Olanda hanno unito i loro talenti negli anni ’90, facendo della loro duplice firma un’avventura coreografica. 

Partendo nel 1995 dalla curiosità per il corpo e le sue implicazioni interiori, creano la loro prima opera: il solo Bianco, che costituisce la prima parte della trilogia Fra Cervello e Movimento. La trilogia è accompagnata da un manifesto artistico che si sviluppa a partire dal corpo e dalla sua logica in sette principi. Questo manifesto è la base del nuovo linguaggio che hanno creato.

Per definire il loro lavoro, la loro originalità – in cui uniscono il rigore della ricerca e la forza dell’immaginazione – hanno inventato un nuovo termine: «Extremalism».

Emio Greco e Pieter C. Scholten, sin dagli albori della loro compagnia, battezzata EG I PC, hanno sviluppato un linguaggio contraddistinto da tensione e sincronicità che attinge tanto al vocabolario classico quanto alla danza postmoderna.

La teatralità delle loro creazioni, le originali coreografie e la forza della tecnica dei danzatori, sono strettamente inquadrati nella partitura coreografica costruendo in ogni pièce enigmatiche finzioni col corpo. Il corpo, questo sconosciuto, con le sue implicazioni, sembra dunque riflesso, come se fosse l’autore medesimo di queste narrazioni, assorto, immerso in spazi inaspettati, misteriosi che la scenografia luminosa, con giochi di colore o con la monocromia contribuisce a svelare, in dialogo con le musiche. 

Tra le loro creazioni più recenti: HELL (2008), La Commedia (2011), Rocco (2011), Passione in Due (2012), Double Points: Extremalism (2012), Addio Alla Fine (2012), Double Points: Verdi (2013), A Man without a Cause (2013), I Soprano (2014), Le Corpsdu Ballet National de Marseille, Boléro, Extremalism, Passione (2015), Momentum (2016), Corpi Ingrati, Apparizione (2017), Rocca (2018).

Nel corso della loro carriera, Emio Greco e Pieter C. Scholten hanno ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. Spesso le loro creazioni sono coprodotte da importanti festival e vengono presentate in tournée internazionali. 

Nel 2009, hanno fondato ICK a Amsterdam, Centro Internazionale d’arte coreografica, una piattaforma interdisciplinare e internazionale per talenti emergenti o già noti. 

Nominati nel 2014 alla direzione del Ballet National de Marseille, il loro comune progetto ruota attorno alla tematica del corpo, sotto diverse angolazioni: “il corpo in rivolta”, ossia il posto dell’artista nella società, “il corpo del balletto”, ossia la ricerca di una nuova forma di balletto contemporaneo.

 

Museo Archeologico Nazionale e Villa di Tiberio, Via Flacca, km 16.300 - 04029 Sperlonga (LT)

Tel +39 0771 548028

Si consiglia l’uso di calzature adeguate

biglietto intero € 5,00, ridotto € 2,50

 

 

venerdì 31 agosto ore 19.00 e ore 21.30 | Danza | Museo Nazionale Etrusco- Viterbo

DOUBLE POINTS: HELL

a cura di ATER – Associazione Teatrale Emilia Romagna

di ICK - Emio Greco e Pieter C. Scholten

coreografia, regia Emio Greco | Pieter C. Scholten

danza Maria Ribas & Anonymous

musiche varie, a cura di Pieter C. Scholten

luci Maarten Heijdra, Floriaan Ganzevoort

costumi Clifford Portier

produzione ICK amsterdam con il Ballet National de Marseille CCN

co-produzione Société des Auteurs et Compositeurs Dramatiques (SACD), Parigi; Festival di Avignone

debutto 14-07-2005 Festival di Avignone

ICK amsterdam riceve il sostegno del Performing Arts Fund NL e dalla città di Amsterdam

 

Double Points: HELL, creazione di Emio Greco e Pieter C. Scholten per il Festival di Avignone, può essere considerata uno studio su HELL, coreografia del 2006 per tutta la compagnia. Presentata, inoltre, nel 2008 all’Internationales Tanz Festival NRW su invito di Pina Bausch. 

In Double Points: HELL una ballerina danza con la sua ombra, il suo alter ego, il suo compagno, un voyeur. La segue, la guida, danza e lotta con lei. È un doppio, un partner nella danza, un amante e un avversario,affidabile e pericoloso allo stesso tempo. La danza si svolge nella tensione tra amore, fiducia, sessualità femminile e violenza, ponendoci questioni esistenziali. 

Double Points: HELL unisce le diverse strutture artistiche sulle quali EG | PC hanno lavorato nel corso della loro carriera. La ballerina e l’ombra ci sorprenderanno in un duetto sulla Quinta Sinfonia di Beethoven e su un indimenticabile, intenso tango. 

 

ICK (International Choreographic Arts Centre), diretto da Emio Greco e Pieter C. Scholten, è una piattaforma artistica che produce spettacoli di danza a livello internazionale, collabora con artisti ospiti e sviluppa vari progetti e programmi formativi. Nominata“Compagnia di danza contemporanea della città di Amsterdam” e compagnia di danza residente al Theater De Meervaart, ICK contribuisce allo sviluppo della danza in città. Lo stile di ICK si distingue per lo specifico linguaggio di danza sviluppato dai coreografi. L’istinto del corpo in movimento è sempre centrale nel loro lavoro. Il repertorio di ICK possiede la rara qualità di comunicare al pubblico diversi livelli di significato, oltre ad essere molto accattivante per la bellezza della danza. La compagnia è stata insignita di molti premi ed effettua regolarmente tournée all’estero.

 

EMIO GRECO I PIETER C. SCHOLTEN

Il primo – danzatore – nato nel Sud Italia, e il secondo – regista della scena teatrale alternativa in Olanda hanno unito i loro talenti negli anni ’90, facendo della loro duplice firma un’avventura coreografica. 

Partendo nel 1995 dalla curiosità per il corpo e le sue implicazioni interiori, creano la loro prima opera: il solo Bianco, che costituisce la prima parte della trilogia Fra Cervello e Movimento. La trilogia è accompagnata da un manifesto artistico che si sviluppa a partire dal corpo e dalla sua logica in sette principi. Questo manifesto è la base del nuovo linguaggio che hanno creato.

Per definire il loro lavoro, la loro originalità – in cui uniscono il rigore della ricerca e la forza dell’immaginazione – hanno inventato un nuovo termine: «Extremalism».

Emio Greco e Pieter C. Scholten, sin dagli albori della loro compagnia, battezzata EG I PC, hanno sviluppato un linguaggio contraddistinto da tensione e sincronicità che attinge tanto al vocabolario classico quanto alla danza postmoderna.

La teatralità delle loro creazioni, le originali coreografie e la forza della tecnica dei danzatori, sono strettamente inquadrati nella partitura coreografica costruendo in ogni pièce enigmatiche finzioni col corpo. Il corpo, questo sconosciuto, con le sue implicazioni, sembra dunque riflesso, come se fosse l’autore medesimo di queste narrazioni, assorto, immerso in spazi inaspettati, misteriosi che la scenografia luminosa, con giochi di colore o con la monocromia contribuisce a svelare, in dialogo con le musiche. 

Tra le loro creazioni più recenti: HELL (2008), La Commedia (2011), Rocco (2011), Passione in Due (2012), Double Points: Extremalism (2012), Addio Alla Fine (2012), Double Points: Verdi (2013), A Man without a Cause (2013), I Soprano (2014), Le Corpsdu Ballet National de Marseille, Boléro, Extremalism, Passione (2015), Momentum (2016), Corpi Ingrati, Apparizione (2017), Rocca (2018).

Nel corso della loro carriera, Emio Greco e Pieter C. Scholten hanno ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. Spesso le loro creazioni sono coprodotte da importanti festival e vengono presentate in tournée internazionali. 

Nel 2009, hanno fondato ICK a Amsterdam, Centro Internazionale d’arte coreografica, una piattaforma interdisciplinare e internazionale per talenti emergenti o già noti. 

Nominati nel 2014 alla direzione del Ballet National de Marseille, il loro comune progetto ruota attorno alla tematica del corpo, sotto diverse angolazioni: “il corpo in rivolta”, ossia il posto dell’artista nella società, “il corpo del balletto”, ossia la ricerca di una nuova forma di balletto contemporaneo.

 

Museo Nazionale Etrusco, Rocca Albornoz, Piazza della Rocca, 21b - 01100 Viterbo

tel +39 0761 325929

 

 

sabato 8 settembre ore 19.00 | Teatro | Museo Archeologico Nazionale - Civitavecchia (RM)

LA BALLATA DEL VECCHIO MARINAIO 

a cura di Fortebraccio Teatro

da Samuel T. Coleridge

vocee regia Roberto Latini

musiche originali Gianluca Misiti

luci e tecnica Max Mugnai

traduzione Mario Luzi

 

Monodramma affondato nelle parole de “la ballata del vecchio marinaio” di Samuel T. Coleridge e costruito nel ritmo poetico di un viaggio epico e glaciale.

Il senso di vastità, di colpa, di espiazione, di morte e lo spiritualismo visionario di un testo non nato per la scena è trasferito in una drammaturgia possibile come quella del racconto.

Al respiro che si articola in parole e suoni è affidata la vicenda del vecchio marinaio, condannato a raccontare la sua storia, nel parallelismo lirico del teatrante che va in scena sera dopo sera, di fronte a un pubblico sempre diverso, per replicare un se stesso mai uguale.

Fortebraccio Teatro traduce scenicamente uno dei capolavori della letteratura romantica.

Coleridge rivisitato nella scansione ritmica di un lavoro che coniuga la parola al verso e la musica alle immagini

 

Fortebraccio Teatro è una compagnia teatrale riconosciuta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo dal 1999. Volta alla sperimentazione del contemporaneo, alla riappropriazione dei classici e alla ricerca di una scrittura scenica originale, vive della collaborazione artistica di Roberto Latini, Gianluca Misiti e Max Mugnai.

 

ROBERTO LATINI - direzione artistica

Attore, autore e regista, si è formato a Roma presso Il Mulino di Fiora, Studio di Recitazione e di Ricerca teatrale diretto da Perla Peragallo, dove si è diplomato nel 1992.

Tra gli altri, ha ricevuto il Premio Sipario nell'edizione 2011, il Premio Ubu 2014 come Miglior Attore e il Premio della Critica 2015. Direttore del Teatro San Martino di Bologna dal 2007 alla primavera del 2012, è il fondatore della compagnia Fortebraccio Teatro. Ha ricevuto il Premio Ubu 2017 come Miglior Attore o Performer per lo spettacolo Cantico dei Cantici.

 

GIANLUCA MISITI - musica e suono

Musicista e compositore, lavora per il cinema e per il teatro. Ha ricevuto nel 2015 il premio speciale Telesio D’Argento al Festival “La Primavera del Cinema Italiano” per la colonna sonora del film di E. Leo Noi e la Giulia.

Ha ricevuto il Premio Ubu 2015 nella categoria Miglior progetto sonoro o musiche originali, e di nuovo il Premio Ubu 2017 nella stessa categoria per lo spettacolo Cantico dei Cantici.

 

MAX MUGNAI - luci e tecnica

Inizia a lavorare nell'ambito teatrale nel 1991 come tecnico luci al Teatro di via Speroni (Roma). Dal 1995 ad oggi collabora con l'attrice regista Ilaria Drago. Dal 1998 al 2001 è stato l’elettricista di Maurizio Viani nella compagnia di Leo de Berardinis.

Ha collaborato con diverse compagnie di teatro e danza del panorama italiano, tra cui Le Belle Bandiere, Sistemi Dinamici Altamente Instabili, Diablogues, Marco Manchisi, Farneto Teatro. Ha firmato le luci de L’onorevole (2015) e di Assassina (2017) per la regia di Enzo Vetrano e Stefano Randisi.

 

Museo Archeologico Nazionale, Largo Cavour, 1 - 00053 Civitavecchia (RM)

tel +39 0766 23604

Ingresso libero fino a esaurimento posti

 

 

PROGRAMMA I BAMBINI ED ARTCITY:

 

Tutti gli spettacoli saranno preceduti da un incontro di accompagnamento alla visione e breve visita del sito della durata di 2 ore.

L’accesso è gratuito per i bambini.

Gli adulti possono accedere con il biglietto d’ingresso del sito, ove presente.

 

Per info e prenotazioni

tel. 345.5523049 – 333.4954424

 

domenica 8 luglio ore 19.00 | Narrazione | Bagnaia

Dai 6 anni. Durata 60 minuti circa.

STORIA D’AMORE E ALBERI

Liberamente ispirato a L’UOMO CHE PIANTAVA GLI ALBERI

di Jean Giono

di Francesco Niccolini

con Luigi D’Elia

regia Francesco Niccolini e Luigi D’Elia

scene Luigi D’Elia

con l’amichevole collaborazione di Enzo Toma, Luci Paolo Mongelli

una produzione Thalassia

distribuzione INTI

Terzo classificato Premio Nazionale EOLO Awards 2011 per il Teatro Ragazzi, Menzione speciale al Festival Festebà 2011

 

Ai giardinieri di Dio Un piccolo uomo dal passo da pinguino entra in sala, si aggira nello spazio, chiede conferma a chiunque incontri che lì troverà dei bambini, che quello è un teatro, una scuola, un festival, una piazza. È un po’ confuso e soprattutto sporco. Ha una valigia recuperata chissà dove, tenuta insieme da spago e ricordi. Un barbone, verrebbe da pensare. Eppure quando parla sa essere molto tenero, e ti vien voglia di ascoltarlo, tanto sembra indifeso e bisognoso di aiuto. Ma chi è? Quando la sala è piena, guarda i bambini, tira un grosso sospiro e insieme alla sua valigia e alla sua strana andatura va in proscenio. È emozionato: vorrebbe parlare ma ha paura. Non trova il coraggio di iniziare. Poi, finalmente, attacca e racconta, racconta, racconta… racconta di nuvole perdute, cieli e montagne, ma soprattutto racconta di un grande uomo, piccolo giardiniere di Dio, della sua poetica resistenza e della sua ostinata generosità.

Racconta dell’uomo che piantava gli alberi.

 

Villa Lante - Via Jacopo Barozzi, 71 - 01100 località Bagnaia (VT)

tel +39 0761 288008

Per info e prenotazioni tel. 345.5523049 – 333.4954424

 

mercoledì 18 luglio ore 21.00 | Teatro d’attore | Roma

Dai 6 anni. Durata 60 minuti circa.

IL DIARIO DI ADAMO ED EVA

di Dario De Luca

liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Mark Twain

con Elisabetta Raimondi, Lucchetti e Davide Fasano

assistenza alla regia Gianluca Vetromilo

 

La guerra dei sessi è antica quanto l’umanità. Ed è quello che scopre Mark Twain traducendo il manoscritto originale – come lui racconta con il suo consueto senso dell’umorismo – dei diari di Adamo ed Eva. Partendo da questa “storica” traduzione, lo spettacolo racconta le inquietudini ed il modo di pensare dei primi due abitanti del pianeta, Adamo ed Eva, che cercheranno di intendersi nonostante le loro evidenti diversità. Trasformeremo una storia di costole, serpenti e mele in una dissertazione sulle relazioni tra uomo e donna usando le armi dello humor e del nonsense.

 

Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti Decorative, il Costume e la Moda dei secoli XIX e XX – Giardino - Via Boncompagni, 18 Roma

tel. +39 06 42824074

Per info e prenotazioni tel. 345.5523049 – 333.4954424

 

lunedì 13 agosto ore 21.00 | Narrazione | Nemi

Dai 6 anni. Durata 60 minuti circa.

L’UNIVERSO È UN MATERASSO. E LE STELLE UN LENZUOLO

diretto e interpretato da Flavio Albanese

scritto da Francesco Niccolini

collaborazione artistica e luci Marinella Anaclerio

scena da un idea di Marco Rossi e Paolo Di Benedetto

assistente alla regia Vincenzo Lesci

foto e video DIANE Ilaria Scarpa Luca Telleschi

consulenza scientifica Prof. Marco Giliberti

consulenza musicale Roberto Salah-addin ReDavid

 

Questo è il grande racconto del Tempo, diviso in quattro Capitoli. Il primo racconta il tempo in cui il Tempo non esisteva ancora: l’origine del tutto attraverso il mito, in particolare la teogonia di Esiodo. Il secondo descrive il tempo in cui la realtà era ciò che il buon senso e l’occhio umano potevano cogliere: al mattino il Sole nasce a est, la sera tramonta a ovest, dunque il Sole gira intorno alla Terra. Il tempo di Aristotele e Tolomeo. Il terzo racconta la rivoluzione copernicana in cui l’uomo scopre che la realtà non è quella che sembra. Ovvero: il Sole è il centro del mondo e la Terra immobile non è. L’ultimo è sul Novecento, da Einstein ai Quanti, quando l’uomo ha compreso che non solo le cose non sono come sembrano, ma probabilmente tutto – come in teatro – è solo illusione. Tutto questo raccontato da Crono - il Tempo in persona - prima imperatore dell’Universo e poi, sconfitto dal figlio Zeus, sempre più in disparte. Fino a sparire.

 

Museo Nazionale delle Navi Romane - Via del Tempio di Diana, 13 - 00040 Nemi (RM)

Tel +39 06 9398040

Per info e prenotazioni tel. 345.5523049 – 333.4954424

 

sabato 25 agosto ore 19.00 | Narrazione e teatro di figura | Tarquinia

Dai 6 anni. Durata 60 minuti circa.

IL FIORE AZZURRO

di e con Daria Paoletta,

costruzione del pupazzo Raffaele Scarimboli 

consulenza artistica Nicola Masciullo

da un racconto popolare zigano 

 

Un viaggio attraverso la storia di un popolo, quello tzigano, attraverso l’accettazione del diverso, il superamento delle avversità della vita, l’amicizia e la capacità di immaginare che il proprio destino non sia scritto ma è in continuo cambiamento. Tzigo, il pupazzo protagonista della storia, decide di mettersi in cammino sulla strada ‘alla ricerca della fortuna e della felicità’. Un viaggio iniziatico, una ricerca identitaria. La narratrice accompagna Tzigo che dal bosco si ritrova a casa della strega, dalla tomba della sua mamma alla caverna dei nanetti. Attraverso le stagioni, il giorno e la notte e l’incontro con alcuni aiutanti magici, parla del tempo della crescita, delle paure e dei silenzi, e di alcune domande. Cosa sono la fortuna e la felicità? Cosa significa essere zigano, oggi? Chi ha scritto la sua storia? Una fiaba a teatro per condurre anche i più piccoli alle domande della vita, senza retorica, senza da un racconto popolare zigano

 

Museo Archeologico Nazionale - Piazza Cavour 1 - 01016 Tarquinia (VT)

tel +39 0766 856036

Per info e prenotazioni tel. 345.5523049 – 333.4954424

 

sabato 1 settembre ore 19.00 | Prosa | Roma

Dai 6 anni. Durata 60 minuti circa.

NASCITA DI ROMA.

LA NASCITA DI UNA CITTÀ DALL’AMICIZIA TRA GLI ESSERI VIVENTI

con Veronica Pavani, Camilla Dell’Agnola,Andrea Maurizi

drammaturgia e regia di Sista Bramini

costumi di Chiara Nordio

burattini di Marilena Muratori

luci in teatro di Carlo Oriani

 

Un fico, un picchio e una lupa alquanto malmessi vengono a sapere che il bosco nel quale vivono sta per essere tagliato. Al suo posto sorgerà un centro commerciale! I tre, disperati, in un sussulto di orgoglio, decidono di creare uno spettacolo per raccontare come i loro antenati, divennero geni protettivi di Roma. Furono loro a salvare i due gemellini, Romolo e Remo, urlanti in una cesta mentre stavano per affogare tra i flutti del Tevere! Fidando nella capacità del teatro di commuovere gli animi e scuotere le coscienze i tre cominciano le prove. Riacquistate miracolosamente le energie e le abilità di un tempo - grazie alle invocazioni degli dei antichi o al loro ritrovato entusiasmo? -, con canti, balli, litigi, capacità istrionica e momenti poetici i nostri eroi rievocheranno tutta l’incredibile vicenda: dalle profezie sul destino di Roma fino al drammatico litigio tra Romolo e Remo prima della fondazione di Roma....

 

Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo - Lungotevere Castello, 50 - 00193 Roma

tel. +39 06 6819111

Per info e prenotazioni tel. 345.5523049 – 333.4954424

 

domenica 2 settembre ore 19.00 | Prosa senza parole con musica | Grottaferrata

Dai 3 anni. Durata 60 minuti circa.

ODE ALLA VITA

di e con Manuela Capece e Davide Doro

produzione Compagnia Rodisio

in collaborazione con Unicorn Theatre, Espace600, Teatro alla Corte/UOT, Centre d’Animation de la Cité

 

Una coppia di simpatici vecchietti racconta la propria vita quotidiana, fatta di semplicità e purezza dei sentimenti. Calma apparente, ma solo al primo sguardo. Lo spettacolo, infatti, ci rivela la meraviglia e lo stupore nelle piccole cose prima di esplodere in un’inaspettata allegria, in un vortice di brio e di vivacità, fino a debordare nell’immaginazione, nella forza della creatività e nella follia dell’arte. Un’ode alla vita in piena regola dedicata a chi sa sognare e a chi vuole guardare il bello che ci circonda, che si conclude con una festa da ballo animata dall’energia del pubblico. Un vecchio e una vecchia ci raccontano la loro vita, senza parole. Hanno una meravigliosa piccola storia da raccontare. Sono fragili e forti al tempo stesso. Fatti di puro spirito, libertà e anarchia. Sono pieni di felicità e gioia. E ci raccontano di piccoli e profondi sentimenti. Ci raccontano della bellezza, con purezza e grazia. E follia.

 

Abbazia Greca di San Nilo - Corso del Popolo, 128 - 00046 Grottaferrata (RM)

tel. +39 06 9459309

Per info e prenotazioni tel. 345.5523049 – 333.4954424

 

venerdì 7 settembre ore 19.00 | Narrazione | Caprarola

Dai 8 anni. Durata 50 minuti circa.

LA SCOPERTA DELL’AMERICA

SOLO PATATE E TIGNA

di e con Valerio Malorni

scene e consulenza alla regia di Fabrizio Pallara

tratto da Cesare Pascarella

 

Un uomo e la sua avventura, un viaggio verso ciò che ancora non si conosce; un racconto intimo, in una cucina, dentro la quotidianità e i gesti semplici. Come una fiaba presa tra le maglie della Storia la scoperta del nuovo mondo diventa occasione per guardare alla condizione dell’essere umano, alla sua natura tra vizi e talenti. Le speranze, le opportunità, le delusioni vengono attraversate in una narrazione tra realtà e fantasia.

Il lavoro, scritto da Cesare Pascarella all’indomani dell’Unità d’Italia, evidenzia con affetto le qualità della cultura e del carattere italiano. Cinquanta sonetti in cui la musica delle parole, in romanesco semplice e diretto, dà forza e valorizza un racconto lontano. Dal sogno della partenza all’illusione del ritorno, uno sguardo sulla costanza e la tenacia di un navigatore. 

 

Palazzo Farnese - Sala del Mappamondo - Piazza Farnese, 1 - 01032 Caprarola (VT)

tel. 0761 646052

Per info e prenotazioni tel. 345.5523049 – 333.4954424

 

 

Enrico Ferdinandi

5 luglio 2018

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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