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Interviste

 

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#intervista

Rosalia Misseri, classe ’79, nasce a Rosolini (SR) ed è una cantante mezzosoprano autodidatta. Nel 2001 debutta nel ruolo della zingara Esmeralda nell’opera popolare Notre Dame De Paris con musiche di Riccardo Cocciante per poi passare, sempre in ambito del teatro musicale, ad interpretare altri ruoli importati: nel 2003 Tosca nell’opera pop Tosca Amore Disperato con le musiche di Lucio Dalla e nel 2011 La Monaca di Monza nell’opera moderna I promessi sposi per la regia di Michele Guardì.

RUN, dal 6 al 9 aprile 2017 in scena al Teatro Studio Uno 

Barbara Caridi e Claudia Salvatore, regista e attrice. Da poco sono andate in scena al Teatro Studio Uno di Torpignattara, una delle realtà più vivaci del panorama teatrale romano, con RUN.                                      

“Un moto rivoluzionario, il tentativo di sostenere il proprio sguardo”. Così viene presentato uno spettacolo che indaga, senza presunzione, il movimento come azione non solo estremamente pratica, ma come concetto e motore di vita.                    

Il 6 e 7 aprile 2017 il DOIT festival ha chiuso la sua stagione con un momento performativo. Direttamente dalla Puglia, la Piccola Compagnia Impertinente scambia due parole con noi de La Platea.

A chiusura del Doit festival va in scena I don’t care. Da dov’è nata l’intuizione per questa performance?

Il primo istinto fu quello di lavorare con la luce degli smartphone, considerarla alla stregua di quella di un faro teatrale. Da lì nacque il desiderio di raccontare o provare ad interpretare la realtà dei social, attraverso la dipendenza dal mezzo stesso, dall'uso che se ne fa e dagli effetti che la vita sui social ha sulla qualità delle relazioni umane. 

#intervista

Da stasera fino al 13 aprile, al Teatro della Pergola di Firenze, sarà possibile assistere allo spettacolo Istruzioni per non morire in pace di Paolo Di Paolo per la regia di Claudio Longhi. Si tratta dell'ultimo capitolo di un lunghissimo progetto (Carissimi Padri...Almanacchi della "Grande Pace" 1900-1915) che ha impegnato il regista e il suo gruppo di attori per oltre un anno e mezzo a Modena e provincia in laboratori teatrali, letture a puntate de La Montagna incantata di Thomas Mann, concerti, conferenze, edizione di riviste e bollettini e molto altro. Un lungo percorso di studi e incontri che ruota attorno al tema della Prima Guerra Mondiale, culminato con lo spettacolo in questione nato da un'idea del direttore di ERT (Emilia Romagna Teatro Fondazione – Fondazione Teatro della Toscana), Pietro Valenti, che ne firma la produzione.

#intervista

Sarà in scena fino al 2 aprile al teatro della Pergola di Firenze e dal 19 al 30 aprile al teatro Franco Parenti di Milano lo spettacolo teatrale tratto dal libro di Walter Veltroni Ciao. Prodotto dalla Fondazione Teatro della Toscana il regista Piero Maccarinelli dirige Massimo Ghini e Francesco Bonomo in una pièce che racconta dell’incontro con un padre mai conosciuto. Si tratta del dialogo che Walter Veltroni ha immaginato di avere con suo padre, morto quando lui aveva solo tre anni. Un modo per superare un’assenza ed allo stesso tempo una scusa per intraprendere un viaggio alla ricerca delle radici della propria vita.

Il 25 e il 26 Febbraio, al Barnum Seminteatro di Roma, è andato in scena “Colloqui. Risate a tempo determinato”, uno spettacolo scritto da Marco Ceccotti, Fulvio Maura, Angelo Sateriale e Valerio Vestoso e interpretato da Angelo Sateriale e Fulvio Maura, che si racconta a La Platea.

Raccontami del vostro spettacolo?
“COLLOQUI. Risate a tempo determinato” è uno spettacolo fatto di sketch che rimbalzano tra due attori e che, in maniera ironica e divertente, rappresentano tante storie diverse, ciascuna delle quali converge, però, verso una sola traiettoria, ossia raccontare l’impossibilità che l’uomo del nostro tempo ha di sottrarsi alla macchina del giudizio incessante e implacabile.

Parla ai nostri microfoni il Romeo innamorato dell’amore nello spettacolo Romeo e Giulietta di Andrea Baracco in scena al teatro Eliseo dal 14 febbraio al 3 marzo 2017

In una intervista su IoDonna hai dichiarato che il “tuo” Romeo lo hai conquistato a suon di provini cercando di spiegare ad Andrea (Baracco, il regista n.d.r.) e Alessandro (Preziosi) chi fosse, ai tuoi occhi, Romeo Montecchi. Spieghi anche a noi chi è Romeo Montecchi?

Io ho fatto due provini belli tosti, non tanto per il provino in sé e per sé ma perché Andrea mi disse questo: “Shakespeare ci presenta Romeo perdutamente innamorato di Rosalina ma che, comunque, non ci fa mai vedere. Romeo è disposto a morire per lei, infatti si perde in una serie di elucubrazioni sciorinando fiumi di parole con Benvolio, poi vede Giulietta alla festa e improvvisamente dimentica Rosalina.