Venerdì, 30 Ottobre 2020
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Maurizio Scaparro ci parla del suo intervento a TRADIZIONE il teatro di domani. "Un teatro senza giovani non è teatro"

Come si pone l'intervento di Maurizio Scaparro, regista e direttore artistico di diverse realtà teatrali, all'interno di TRADIZIONE il teatro di domani?

Io credo che il colloquio che faremo in questi giorni  dovrebbe avere l'obiettivo di far capire a ognuno di noi che l'innovazione passa anche per la conoscenza. Così come per saper scrivere bisogna prima necessariamente avere studiato almeno l'alfabeto e la grammatica, per recitare bisognerebbe aver prima studiato le basi elementari della conoscenza e della tecnica teatrale. In questi giorni ci si dovrebbe porre anche davanti ad un altro interrogativo possibile: quale sarà il Teatro per il domani che ci aspetta? O se volete, come comunicheremo agli altri i nostri sogni e le nostre emozioni?

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In occasione di OPEN CALL #43, all'interno di Attraversamenti Multipli 2015, abbiamo incontrato e intervistato Anna Dora Dorno e Nicola Pianzola, al secolo gli Instabili Vaganti, che ci hanno parlato sia di loro e del workshop che hanno tenuto dal 6 all'8 ottobre, sia della loro attività performativa itinerante.


La Platea ha già avuto a che fare la passata stagione con gli Instabili Vaganti, seguendo il loro lavoro Megalopolis #43, ma quando e come nasce il progetto Instabili Vaganti?

Nicola Pianzola: La Compagnia nasce ufficialmente dal nostro sodalizio artistico nel 2004 a Bologna. Instabili Vaganti proprio perché in quel momento non avevamo uno spazio per il nostro lavoro basato sulla ricerca, sull'arte dell'attore, sul training quotidiano e sulla sperimentazione dei linguaggi performativi. Abbiamo bisogno di lavorare quotidianamente al di là dei periodi dedicati alla produzione di uno spettacolo o di un progetto, per cui ci sentivamo un po' itineranti, andavamo a cercare questi spazi anche fuori dall'Italia, in Europa e nel Mondo.

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Intervista a Fabio Morgan, Direttore artistico del Teatro dell'Orologio, che ci parla della stagione 2015/2016 e dello spettacolo "HITCHCOCK. A love story", in scena dal 15 al 25 ottobre, del quale ha curato la scrittura.

L'anno precedente, il 2014, in piazza dell'Orologio un "matrimonio" tra il Teatro e gli Spettatori, quest'anno, il 2015, una sala da te all'inglese (sotto la pioggia) con la promessa di "cambiamenti reali". In una sola stagione sotto la tua direzione artistica, quanto è cresciuto il Teatro dell'Orologio?

La stagione 2014 - 2015 ha permesso al Teatro dell'Orologio di crescere tantissimo, nella misura in cui, attraverso la programmazione di 25 spettacoli di lunga tenitura, abbiamo potuto definito la nostra linea, la nostra idea di teatro. Il nostro scopo era quello di imporci come una (tra le tante) istituzioni culturali romane, un luogo in cui tornare e avere la sicurezza di trovare qualcosa di bello e interessante da vedere.

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Intervistiamo Giorgio Lupano, che ci parla dello spettacolo Figli di un Dio minore, per la prima volta in scena in Italia, al teatro Sala Umberto di Roma, dal 10 novembre 2015.

Perché è importante portare anche in Italia, dopo il successo europeo, "Figli di un Dio minore"?

Vorrei prima di tutto ricordare ai lettori che Figli di un Dio minore nasce come testo teatrale nel 1980 grazie alla penna di Mark Medoff e che è stato consacrato con il successo internazionale nel 1986 con la versione cinematografica di Randa Haines.

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Stanza a tre

Vincitore terza edizione concorso #inplatea

10/11 dicembre 2019- teatro Trastevere (Roma)

 

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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