Recensione della prima mondiale di ‘La Ragazza Imprudente’ a Trapani
Il Teatro Tonino Pardo di Trapani ha visto prendere forma la prima assoluta de "La ragazza imprudente", opera da camera in cinque scene e un intermezzo del compositore Joe Schittino.
Grande apprezzamento per il l’ Ente Luglio Musicale Trapanese che ha scelto di puntare alla musica contemporanea e di valorizzare un compositore interessante come Schittino, peraltro siciliano, che ha un significativo seguito in Europa, ma che per fortuna appare , anche se meno di quanto meriterebbe, anche nei calendari italiani.
Musicista eclettico, dai tanti riferimenti, riesce a realizzare una partitura dalla grande personalità, complessa nella costruzione ed ardua da eseguire per i cantanti, ma molto coinvolgente all’ascolto, senza forzature esagerate o sperimentalismi egoreferenziali.
Una musica che conduce per mano in una narrazione audace e per nulla scontata: Angela è una ragazza in cerca di amore e di esperienze. Accanto a lei due amiche, Ghita e Sofia, che vivono esperienze sentimentali che paiono essere giunte al capolinea. L'arrivo dell’aitante Diego scatena una serie di turbamenti e desideri, in un raffinato gioco di attrazioni; di sogni, ora negati, ora vissuti; di aspettative e di speranze. Senza facili moralismi o stereotipate preclusioni.
Schittino riesce a descrivere con grande intensità questo rincorrersi emozionale, grazie ad una scrittura coraggiosa, ad un gioco sapiente di richiami, ad una articolazione sonora realmente preziosa, ad una suggestiva alternanza fra pagine solistiche, duetti e momenti d’insieme.
Un lavoro decisamente riuscito, che speriamo venga presto ripreso da altri teatri.
La regia di Giuseppe Amato, che firma anche l’elegante soluzione scenica ed i costumi, ha scelto una lettura didascalica della vicenda, sfiorando soltanto la chiave sensuale, che in realtà secondo noi sarebbe stato necessario affrontare con ben altra determinazione, in particolare nell’intenso intermezzo, nel quale la musica suggerisce situazioni più articolate ed interessanti di quelle risolte con un ilare coreografia e nel potente finale, solennemente immobile.
Forse il contesto, forse la ritrosia dei cantanti ad esporsi, ma certamente il racconto del desiderio si è assaporato, forte e coinvolgente, con le orecchie, ma non con gli occhi.
Un peccato, perché la potenza del lavoro avrebbe meritato suggestioni più forti delle belle scene ben illuminate ed un gioco di movimenti, appropriati e professionali, ma che si limitano alla descrizione di posizionamenti e spostamenti.
Il testo di Gianni Rigamonti è ben costruito e sicuramente lo spettacolo avrebbe trovato ulteriore giovamento dalla proiezione dei soprattitoli, che avrebbero permesso di fruire al meglio della prosa messa in campo.
Il Maestro Mirco Reina ha diretto con sicurezza e sensibilità l'Ensemble strumentale dell'Ente Luglio Musicale Trapanese, individuando i volumi corretti per dare il giusto spessore alla partitura ed allo stesso tempo supportare con efficacia i cantanti, che avevano un compito decisamente complesso, vista la natura della scrittura.
Il cast è stato all’altezza delle richieste ed ha regalato l’adeguato spessore, sia vocale che scenico, ai sei personaggi.
Grazia Sinagra (Ghita) e Silvia Regazzo (Sofia) sono state le due amiche della protagonista. Entrambe si sono mosse con disinvoltura ed hanno saputo superare senza difficoltà le diverse insidie vocali, regalando pagine suggestive, in particolare nei duetti, ricchi di colori.
Analogo il discorso per David Costa Garcia (Alfredo) e Massimo Modoni (Armando), due voci di baritono dalle sfumature ambrate, particolarmente in sintonia nei pezzi d’insieme.
Paola Vero era Angela, la ragazza imprudente. Ha cesellato con grande naturalezza scenica una figura interessante. Ha saputo gestire con sicurezza la parte, che richiedeva escursioni vocali ardite, dalle note basse quasi sulfuree a quelle alte che trovavano sfumature aspre, in un viaggio di suoni che percorreva una tavolozza vasta e ben risolta.
L’oggetto del desiderio era il sempre affidabile Blagoj Nacoski, cantante solido e potente, che ha saputo porsi al centro della storia con autorevolezza vocale, eleganza scenica, figura scultorea e grandi capacità interpretative. Non è la prima volta che il tenore di Skopje, genovese d’adozione, incontra la musica di Schittino e dimostra di aver perfettamente colto le potenzialità di questo intenso musicista e di saperle tradurre in un suono attento, studiato, verrebbe da dire plasmato, dando vita ad un credibile e mai ovvio Diego.
Alla fine tanti applausi. Meritati. Per tutti: direttore, regista, cantanti e naturalmente compositore, che era presente in sala.
Complimenti all’Ente Luglio Musicale Trapanese, che ha dimostrato quanto la musica lirica possa essere attuale e viva. Purchè si scelgano le giuste opere e degli artisti veri, come in questo caso.
Gianluca Macovez
16 ottobre 2025
informazioni
Teatro Tonino Pardo, Trapani, 11 ottobre 2025
LA RAGAZZA IMPRUDENTE
Musica di Joe Schittino
Libretto di Gianni Rigamonti
Direttore Mirco Reina Regia
scene e costumi Giuseppe Amato
Luci Riccardo Errera
Personaggi e interpreti :
Angela Paola Vero
Ghita Grazia Sinagra
Sofia Silvia Regazzo
Diego Blagoj Nacoski
Alfredo David Costa Garcia
Armando Massimo Modoni
Ensemble strumentale dell'Ente Luglio Musicale Trapanese:
VIOLINO PRIMO Lavinia Tassinari
VIOLINO SECONDO Germano Maniscalco
VIOLINO TERZO Silvia Bertolino
VIOLINO QUARTО Marco Nerenti
VIOLA PRIMA Salvatore Giuliano
VIOLA SECONDA Stefania Di Biase
VIOLONCELLO PRIMO Paloma Garrote Velez
VIOLONCELLO SECONDO Vincenzo Toscano
FLAUTО Arianna Musso
OBOE Vincenzo Venezia
CLARINETTO Marco Pennisi
FAGOTTO Umberto Filineri
CORNO Dante La Fata
PRODUZIONE IN PRIMA MONDIALE ASSOLUTA