Domenica, 15 Marzo 2026
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Roberto Latini torna al teatro Vascello con un Antigone familiare e simbolica

Recensione dello spettacolo Antigone in scena al teatro Vascello dal 21 al 30 Novembre 2025

 

Qual è il limite tra politica, giustizia e umanità?

Questo è uno degli interrogativi che Roberto Latini ci pone con la sua messa in scena di Antigone, partendo dall'interessante e raffinata riscrittura moderna di Jean Anouilh del mito di Sofocle.

Il contesto sfocia nel mondo moderno, passando da una “striscia” di grossolana sabbia ad una strada con simboliche strisce pedonali, suoni d'auto e lampioni sotto i quali si svolge un dialogo intimo e confidente, molto familiare, surreale per ambientazione, tra l'accusata Antigone e lo zio re Creonte.

Per i toni usati potrebbe essere una discussione tra le quattro mura, il pubblico si sente a casa e si ritrova nel proprio quotidiano, se non fosse per i temi trattati di grande spessore e conflittualità..

Si mostra insolitamente la faccia umana del potere la quale mostra la propria fragilità e paura di fronte allo scontro tra gli interessi personali e la Legge che il governo ha il dovere di far rispettare.

Dall'altro lato del contenzioso si pone invece chi come Antigone mette gli ideali di giustizia e umanità, la pietas e la morale al di sopra di tutto. Pronta a morire per un bene più grande. 

Colei che si ribella alla legge a priori, chi sfida una legge fredda che và applicata a tutti i costi senza eccezioni, senza parametri e valutazioni. A volte poi si tratta d'una legge decisa da una sola persona, la massima autorità e per fini politici.

Ideale, morale e umanità contro “ragion di stato”.

C'è una “Hybris” evidente in entrambi i caratteri che non ha spazio per ascolto e compromessi con l'altro, che procede a spada tratta verso il suo credo.

La regia di Latini passa dal moderno al simbolismo in un batter d'occhio rendendo la rappresentazione sfaccettata e ricca di stimoli. 

Mantiene la sua cifra sperimentale e di rottura degli schemi, in modo semplice ma evocativo.

Non disturbano i riferimenti testuali al moderno che scardinano la classicità del mito, quali “Polinice festaiolo, il più veloce con le auto” e i saggi riferimenti alla vita, alla sua interpretazione, fatalità, felicità e impotenza, ingenuità e speranza giovanile, tutti temi ricchi di significato che lo stesso Latini cavalca creativamente con immagini e trovate sceniche nel suo spettacolo.

Il maschile e femminile si scambiano in scena, non conta la separazione e l'identità di genere, conta il messaggio, l'essenza umana o non.

Il culmine dello spettacolo si concretizza nel tema della scelta, elemento che determina il nostro futuro, la nostra nuova e presente essenza.

 

Demian Antonio Aprea

28 Novembre 2025

 

informazioni

dal 21 al 30 Novembre 2025

 

Teatro Vascello

 

ANTIGONE

 

Testo : Jean Anouilh
Traduzione : Andrea Rodighiero

Regia : Roberto Latini 

Con : Silvia Battaglio, Ilaria Drago, Manuela Kustermann, Roberto Latini, Francesca Mazza

Scene : Gregorio Zurla

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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