Recensione dello spettacolo Sons, Ser o no Ser in scena alla Fabbrica del Vapore di Milano dal 29 Novembre al 14 Dicembre 2025
L'intento della compagnia catalana, in scena per la settima volta a Milano dal 1991, è altamente provocatorio e riflessivo rispetto alla realtà odierna dell'uomo e del mondo. La modalità prescelta è lo schock visivo e uditivo, l'azione d'impatto che sconvolge il pubblico e lo invita a reagire, cifre tipiche delle opere de la “Fura”.
Corpi multiformi che si plasmano, volano, s'incelofano, scivolano tra il fango, corrono all'impazzata, bare a rotelle che riportano il costante dialogo con la morte. Tutti lanci metaforici nella follia quotidiana e assurdità del mondo.
Si crea un susseguirsi di momenti dinamici e plastici in mezzo ad un pubblico, a tratti divertito, a tratti bombardato e scomposto mentalmente. Rotta la “quarta parete” la fauna spettatrice può scegliere di spostarsi all'interno della sala post-industriale, loco prescelto per la rappresentazione, per seguire meglio l'azione incisiva e dirompente degli attori.
L'intento è di cercare una reazione degli spettatori come sottolinea uno dei capostipiti della compagnia Carlus Padrissa, in prima linea dalla fine degli anni '70 dello scorso secolo quando la formazione artistica aveva mosso i primi passi. Un percorso pluriquarantennale divenuto internazionale e premiato con riconoscimenti e la consacrazione ai giochi olimpici del 1992 nella cerimonia di apertura.
Lo stesso Padrissa parla della necessità di spingere la gente ad “vivere e agire” e “d'una urgenza di contatto umano e esperienza diretta in un'epoca dominata degli schermi”. E questi abbondano e invadono la scena, il pubblico e gli attori sono immersi nell'esperienza digitale ininterrottamente tramite una steadycam che riprende e proietta in modo ridondante. Lo scopo è di denuncia rispetto al potere manipolatorio dei media.
La bellezza e abilità del gesto acrobatico, ricercato, simbolico, voluttuoso si accompagna ad una atmosfera cupa e misteriosa e a suoni e rumori evocativi, a parole e frammenti di Amleto, di Sogno di Calderon de La Barca e considerazioni di attualità legate a capitalismo, miseria ed ecologia da un lato, al senso e interpretazione della vita dall'altro. Rigorosamente in lingua italiana, anche se forse sarebbe stato più efficace l'uso della madrelingua spagnola o catalana, con sottotitoli, come fatto in altri spettacoli dalla compagnia.
Emblematiche l'immagini d'un Amleto sospeso e confezionato sottovuoto che pronuncia il suo monologo più famoso e sembra quasi intendere “nascere o non nascere” e d'una montagna di corpi infangati, primordiale quasi infernale.
C'è spazio per il metateatro e per la componente di “rischio della vita in scena” già vissuta in spettacoli passati e quindi cifra stilistica de la “Fura”.
Il teatro dice Padrissa è occasione di sperimentare la collettività. Di stimolare la “proattività” nella realtà.
Demian Antonio Aprea
12 dicembre 2025
informazioni
il 11 Dicembre 2025
Fabbrica del Vapore
SONS, SER O NO SER
Regia: Carlus Padrissa
Assistenti alla regia: Tamara Joksimovic, Mireia Romero
Coreografia: Mireia Romero
Scenografia e Costumi: Tamara Joksimovic
Video e Creazione Audiovisiva: Eyesberg Studio, con regia video di José Vaaliña


