Sabato, 24 Gennaio 2026
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Allo Spazio Diamante in scena Dracula – A comedy of Terrors: un vampiro che fa morire dal ridere

Recensione dello spettacolo Dracula – A comedy of Terrors in scena al teatro Spazio Diamante dal 19 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026

 

Le Cattive Compagnie tornano con una parodia irresistibile

Al termine dello spettacolo viene da pensare che le Cattive Compagnie hanno l’intelligenza di non sbagliare un colpo. Dopo il successo di I 39 gradini, questi cinque brillanti attori tornano a dissacrare un classico della lettura mondiale, il Dracula di Bram Stoker, e lo fanno a modo loro: riempiendo la sala di risate. Questa nuova messinscena si rivela una commedia degli errori dove l'errore non è un difetto ma un metodo: travestimenti che vanno storti, cambi scena che si vedono, effetti speciali dichiaratamente low-tech. 

Un'operazione così dichiaratamente orientata all'intrattenimento come Dracula – A Comedy of Terrors non ha pretese di profondità: non cerca né intende aggiungere nulla di nuovo sul mitico vampiro né vuole indagare il rapporto tra Eros e Thanatos. È una rappresentazione che ha come unico scopo quello di far ridere, costruita certamente con precisione artigianale ma senza ambizioni se non l’essere una commedia, un “canto della festa” appunto, come la definì Aristotele. Alcuni momenti rivelano una certa ripetitività nella struttura delle gag, e qualche battuta appoggia più sul riconoscimento della citazione che sulla sua reale efficacia comica. Tuttavia, questo Dracula piace e funziona, e permette al pubblico di rivendicare il diritto alla leggerezza e al divertimento puro almeno per una serata.

C'è un istante, a circa metà rappresentazione, in cui uno degli attori esce di scena urlando. L'urlo continua mentre attraversa il retropalco, e termina proprio nel momento in cui rientra dall'altro lato trasformato in un altro personaggio. Si tratta di uno di quei momenti di pura magia scenica che riassume perfettamente lo spirito di Dracula – A Comedy of Terrors: un meccanismo comico ben oliato in cui la tecnica si mette al servizio del divertimento confidando sempre sull'intelligenza dello spettatore.

La traduzione di Luttmann: quando l’adattamento supera la fedelta letterale

Il testo di Gordon Greenberg e Steven Rosen, successo internazionale in contemporanea su quattro continenti, arriva finalmente in Italia nella traduzione di Enrico Luttmann, e lo fa con l’audacia di chi conosce le regole del gioco farsesco alla perfezione. L'umorismo anglosassone, si sa, è basato su giochi di parole e doppi sensi linguistici che, tradotti letteralmente, rischiano sempre di naufragare. Ma non in questo caso. Luttmann sceglie la strada della libertà creativa: laddove la sceneggiatura originale non funzionerebbe in italiano, inventa soluzioni nuove, mantiene lo spirito del testo senza fossilizzarsi sulla traduzione letterale, regalando al pubblico un testo godibile che parla italiano pur restando fedele alle intenzioni originali.

Cinque corpi, dodici personaggi e novanta minuti di anarchia organizzata

La premessa è semplice quanto geniale: cinque attori raccontano l’intera storia di Bram Stoker, dalla Transilvania alle nebbie londinesi in quasi due ore di rappresentazione. Alessandro Di Somma, Ermenegildo Marciante, Diego Migeni, Yaser Mohamed e Marco Zordan non si limitano a interpretare più ruoli, ma costruiscono una macchina comica vorticosa dove i personaggi si moltiplicano, si sovrappongono, e si contraddicono. Il Conte Dracula non è più il temibile predatore che tutti conosciamo, ma diventa un personaggio a metà tra l'erotico e il grottesco, tra la seduzione da rockstar e la goffaggine da villain cinematografico.

La regia di Leonardo Buttaroni dimostra di aver appreso bene le lezioni dei maestri della parodia come i Monty Python e Mel Brooks, ma al contempo sa anche quando lasciare che gli interpreti respirino, concedendo loro anche uno spazio di improvvisazione controllata che rende ogni messinscena leggermente diversa. I ritmi sono volutamente serrati: non c'è un momento morto o un attimo di pausa che non sia funzionale alla gag successiva. 

L’allestimento tecnico tra omaggio e parodia

La scenografia di Paolo Carbone crea fin da subito un'atmosfera gotica à la Tim Burton, mentre i costumi di Francesca Burattini prendono spunto dall'immaginario vittoriano contaminato dal goth contemporaneo. Le musiche originali di Samuel Desideri completano un quadro scenico che è insieme omaggio e parodia, citazione e dissacrazione.

Conclusioni: perché vedere Dracula – A Comedy of Terrors allo Spazio Diamante

La forza dello spettacolo sta nel suo essere dichiaratamente la promessa implicita del titolo: dissacra il terrore, lo smonta del tutto e lo restituisce al pubblico sotto forma di energia teatrale allo stato puro. È un teatro accessibile senza essere banale, divertente senza essere stupido, leggero senza essere vuoto. 

In un periodo dell'anno in cui il teatro italiano si riempie di commedie natalizie stanche e prevedibili, Dracula – A Comedy of Terrors arriva come una ventata di aria fresca. La compagnia Cattive Compagnie dimostra ancora una volta di possedere quella qualità sempre più rara: il mestiere. Questi attori sanno come stare in scena, sanno gestire i tempi comici, sanno quando accelerare e quando rallentare. E soprattutto sanno che il teatro è essenzialmente un patto tra chi sta sul palco e chi sta in platea. Un patto che qui viene rispettato con generosità e professionalità.

 

Diana Della Mura

23 dicembre 2025 

 

 

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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