Giovedì, 12 Febbraio 2026
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La poesia del clown: David Larible in tournée in Italia

Recensione dello spettacolo ‘Il clown dei clown’ inserito con grande successo nella stagione Ert FVG 2025-26

 

Lo spettacolo di David Larible, considerato il più grande interprete mondiale del clown Augusto, è un incontro tangibile con la poesia.

In un’ora e mezza assistiamo al dipanarsi della storia di un addetto alle pulizie che sogna di diventare un artista circense ed alla fine, nonostante gli ostacoli  dell’arcigno direttore, interpretato dal bravo Andrea Ginestra, riesce a coronare il suo sogno, almeno per un attimo.

Riesce a far ridere la gente, strappa un applausone, ma poi  ritorna al suo posto, togliendosi gli abiti di scena e riprendendo il secchio.

Ci si diverte moltissimo, si ride di gusto, perché Larible ha confezionato uno spettacolo attento, dai tempi perfetti, mai banale, ricco di allusioni, con una interazione fitta con il pubblico, spesso invitato a salire sul palcoscenico a sorpresa.

Ma soprattutto si pensa, si riflette, ci si commuove.

Manca luoghi comuni, banalità, stereotipi.

Anche quando si propone l’aria ‘Vesti la Giubba’,  che è un grande classico, i graffi del disco sembrano disegnare la fatica per essere liberi di essere se’ stessi.

Anche quando pare di essere in un film di Fellini, senza che non sia citata nessuna scena, nessuno dei suoi personaggi.

All’inizio c’è un gioco con secchio e scopa che fa sorridere, ma allo stesso tempo si fa metafora delle tante gabbie mentali in cui ci infiliamo nostro malgrado. Il pubblico già dal quel gesto si rende conto che la serata è speciale, che nulla di quell’incontro va sprecato.

Normalmente le nostre recensioni sono dettagliate, si soffermano  sui vari momenti dello spettacolo, analizzano, spiegano.

Qui vogliamo fare un’eccezione. Perché è uno spettacolo troppo bello per rubare, a chi andrà a vederlo, la gioia della sorpresa. Ci piace consigliarlo, per farsi rapire dalla magia di questo uomo, quasi settantenne e non proprio longilineo, che si nuove con l’eleganza di un airone; che salta dentro i sogni; capace di farci innamorare di un gesto della mano, che pare schiudere il sipario dell’Infinito; che balla, canta, suona, sempre convincente e sempre stupefacente.

Tecnicamente  siamo davanti ad una tavolozza di espressioni infinite, per colori e varietà; i tempi teatrali sono infallibili e quello che ci ha stupito è stata anche la capacità di prendere dal pubblico alcuni spettatori assolutamente ignari di cosa fare sul palcoscenico e di dirigerli, sottovoce, in diretta, senza che la platea se ne rendesse conto, intuendo potenzialità e punti di forza di assoluti sconosciuti, che pur ritrosi si sono affidati senza grosse resistenze, incantati dal carisma di un Artista di razza, come se ne trovano sempre meno. Distinti signori ed eleganti signore hanno sputato, cantato, duellato, si sono corteggiati, hanno suonato strumenti, campanelli, sono diventati orchestra, cantanti lirici, modelli, senza mai eccedere, senza mai apparire fuori luogo. Tutti interpreti di un rito magico che si chiama : teatro.

Il  Maestro Mattia Gregorio, che ha offerto uno sfondo sonoro importantissimo a tutto lo spettacolo, ha consentito all’assoluto mattatore anche di cantare alcune canzoni, da una fantasmagorica ‘My Way’ plurilingue ad una commovente versione di ‘La Vita è Bella’ di Piovani.

Ancora qualche considerazione: David, alla fine dello spettacolo, ha festeggiato la nipotina, portandola   in palcoscenico. Ha raccontato che per lui la tappa di San Daniele del Friuli sarebbe rimasta incisa nella sua memoria perchè era la prima volta che la piccolina andava ad uno spettacolo nel nonno e questo lo commuoveva profondamente. Vestiti entrambi da clown Augusto, pareva quasi che si passassero il testimone, continuando la tradizione circense plurisecolare dei Larible.

Questa dimensione familiare, domestica, profondamente autentica dello spettacolo, del teatro come casa degli artisti veri, nel quale attore e pubblico  si sentono complici per il tempo della rappresentazione ,troppo spesso si perde.

I cartelloni sono farciti di nomi dal curriculum televisivo, che recitano facezie; da attori che si parlano addosso, tesi a costruire monumenti  autoreferenziali che si rivelano di cartapesta; da interpreti spaesati che recitano le parti senza viverle.

Nulla di tutto questo all’auditorium ‘Alla Fratta’: abbiamo assistito ad una serata di gigantesco Teatro ed ad una pagina poetica di passione ed ostinata fiducia.

Spettacoli così sapientemente costruiti sono rari ed un plauso va all’Ert FVG che lo ha inserito nel suo calendario, consentendo a numerosi piccoli teatri  di ospitare un artista che ha fatto 120.000 presenze in un solo week end al Madison Garden, ma che non ha avuto nessuna ritrosia a regalarsi a spazi minuti e periferici.

Perché l’Arte è tale se la si sa seminare, regalare, diffondere.

Certo non è da tutti saperlo fare. Non a caso, certamente, quella di David Larible è prima di tutto poesia.

Se potete, non perdetevi l’occasione di farvi inebriare dalla sua magia.

 

 

Gianluca Macovez

17 gennaio 2026

 

 

informazioni

San Daniele del Friuli, auditorium ‘Alla Fratta’, 14 gennaio 2026

Il clown dei clown

scritto, diretto e interpretato da David Larible
con Andrea Ginestra
al piano M° Mattia Gregorio

Logoteatroterapia

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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