Domenica, 15 Marzo 2026
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“DISTOPIK” AL TEATRO TRASTEVERE: UNA SOCIETÀ DISTOPICA, MA NON TROPPO

Recensione dello spettacolo “Distopik”, in scena al Teatro Trastevere dal 12 al 15 Febbraio 2026.

La società distopica va in scena è al Teatro Trastevere. La raccontano nello spettacolo “Distopik” le compagnie Sputnik e Lumik con due atti unici da loro realizzati, due testi di colore diverso, ma che trovano alla fine della narrazione un’intima correlazione.

In “133 metri sul livello del mare”, per la regia di Giovanni Caloro, la scena si apre su Francesca (Francesca Pimpinelli), trentenne dalla loquela inarrestabile, che insegue il sogno di una casa per sé e contemporaneamente si culla sui ricordi del suo giovane passato. I colori tenui delle sue speranze e della sua voglia di vita si stagliano però sul cupissimo sfondo di una tragedia in corso e di un mondo inesorabilmente sommerso dall'innalzamento del livello dei mari. E, mentre il suo allegro ciarlare è intervallato dello squittio delle nutrie, le acque che sommergono uno dopo l'altro i quartieri della capitale la costringeranno a traslocare sempre più in alto. Prima un attico diventato simile a una palafitta, dove un gabbiano è l'unica compagnia possibile. L’ultimo rifugio sarà sul punto più alto di Roma, a 133 metri sul livello del mare, il luogo che, per sua natura, nasceva per essere il più vicino al cielo.

Il secondo atto unico “Controllo 26” è un dialogo serrato fra due dipendenti di un ufficio che ha il compito di monitorare i comportamenti sociali, analizzando astrusi parametri. L'Intelligenza Artificiale ha l'ambizione di organizzare una società perfetta, secondo algoritmi impeccabili. Anna, la capufficio (Ludovica Apollonj Ghetti) li segue con fede incrollabile, anche di fronte allo scetticismo di Francesca (Francesca Pimpinelli), inseritrice di dati dallo spirito libero.

Tutto sembra perfetto finché non cominciano ad apparire, sempre più frequenti ed allarmanti, fenomeni antisociali: aggressività, pansessualismo, drastica riduzione della natalità, perdita di scopo, comportamenti che portano rapidamente la società al collasso. Il riferimento è ai famosi studi di John Bumpass Calhoun, l'etologo che creò artificialmente un mondo perfetto per i suoi ratti da laboratorio, Universo 25, dove constatò che la sovrappopolazione conseguente alle condizioni di vita ideali portava le sue cavie a comportamenti distruttivi e rapidamente all'estinzione della intera comunità. Di quella che fu definita in sociologia la "fogna del comportamento", l'autore del testo, il regista Michele De Maria ravvisa i sintomi nella società attuale e non solo ammonisce, ma prova a dare una soluzione, magari palliativa.

Anna, sebbene ligia alle regole, intimamente già conosce l'esito infausto di quella velleitaria sperimentazione e ha scelto come collaboratrice Francesca proprio perché nel suo desiderio di trasgressione possiede l'arma per poter sperare in una salvezza. Se, come crediamo, è la stessa Francesca del primo monologo (ecco la sintesi fra i due testi) continuerà, finché le è possibile, a inseguire sogni e ricordi dal suo punto di osservazione a 133 metri sul livello del mare, quello più vicino di tutti al cielo. Ad Anna resterà il tardivo sollievo di una dolce, ultima trasgressione.

Le due protagoniste Francesca Pimpinelli e Ludovica Apollonj Ghetti riescono con una recitazione sempre serrata, ma dagli accenti radicalmente diversi a rendere efficacemente l'impostazione di questi due testi mantenendosi con sicurezza in bilico tra una disperata ricerca di leggerezza e l'incombenza del racconto drammatico.

“And you tell me over and over and over again, my friend
Ah, you don’t believe we’re on the eve of destruction”

Le nostalgiche note di “Eve of destruction” di Barry Mac Guire ci accompagnano all’uscita, riportandoci ad un'epoca in cui potevamo credere che la distruzione fosse portata dalle guerre; oggi dobbiamo temere di estinguerci per colpa di tutto ciò che abbiamo accettato e condiviso. Era una società distopica quella che abbiamo visto al teatro Trastevere? Forse non troppo.

 

Valter Chiappa

15 febbraio 2026

 

 

informazioni

Dal 12 al 15 Febbraio 2026

TEATRO TRASTEVERE

DISTOPIK

Sputnik Teatro

“133 metri sul livello del mare”

di: Giovanni Caloro e Francesca Pimpinelli

regia: Giovanni Caloro

con: Francesca Pimpinelli

Lumik Teatro

“Controllo 26”

di: Michele Demaria

regia: Michele Demaria

con: Ludovica Apollonj Ghetti, Francesca Pimpinelli

 

 

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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