Domenica, 15 Marzo 2026
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Al Teatro Basilica Roberto Latini e Federica Carra in Giulietta e Romeo. Stai leggero nel salto

Recensione dello spettacolo Giulietta e Romeo. Stai leggero nel salto in scena al Teatro Basilica dal 12 al 15 febbraio 2026

 

L’incontro: “esaudisci”, il balcone: “cento parole nella tua voce”, il matrimonio: “aria all’aria”, all’alba: “te ne vuoi andare?”, nella cripta: “sulle tue labbra”.  Sono cinque quadri musicali in cui Giulietta e Romeo si trovano soli a delineare la rilettura di Roberto Latini.  

Due microfoni delimitati da due fili rossi ben distinti che sembrano voler inseguire l’insegna al neon sempre di colore rosso “Rose” posta sul fondale insieme a due schermi, uno più grande e uno più piccolo; poi un vecchio registratore, qualche baule e una caffettiera. E se già dal titolo capiamo che assisteremo ad un rovesciamento, come del resto rivela la scena, ne siamo certi quando entrano in scena i due performer.

Prima Lei, Federica Carra in completo grigio, sospesa in un tempo e in un luogo indefinito; inebriata d’amore, ma di un amore alimentato da piccoli gesti quotidiani, di un incontro al mare, «un mare non mio, non suo. un mare nuovo, diverso».

 Poi Lui, Roberto Latini in costume disco paillettato anni ’70, parrucca, occhiali da sole e chitarra elettrica, magnetico e turbolento intona i versi shakespeariani; mentre lei, indugia davanti alla telecamera posta lateralmente e che trasmette le immagini del suo volto, compare alle spalle di lui attraverso il piccolo schermo posto sul fondo.

È un tempo indefinito in cui il registratore gira continuamente, i volti si ripetono sugli schermi, il rintocco della monetina segna ogni cambio quadro quasi a ridestarci.

 

Quello di Latini è un dispositivo scenico stratificato in cui piani spaziali e temporali s’intrecciano, in cui i linguaggi e personaggi si sovrappongono fino a fondersi; un continuo scambio di ruoli, abiti e intonazioni intensificato dal denso disegno luci di Max Mugnai e dalla penetrante drammaturgia sonora di Gianluca Misiti che ancor più muovono la parte viva degli spettatori.  Alla densa performance si sovrappongono (sullo schermo più grande) le testimonianze di giovani provenienti da tutto il mondo che raccontano di amore, tradimenti, solitudine, relazioni. Il video del Collettivo Treppenwitz si inserisce naturalmente in questo gioco di stratificazioni e la storia d’amore universale di Romeo e Giulietta diventa vicina, attuale, ripetibile.  

Eccola la tragedia del futuro mancato che s’insinua: un amore sospeso, sussurrato, indefinito. È proprio questa nostalgia in cui tutti ci riconosciamo che Latini vuole sovvertire:

 

«Allora può sembrarci vero che romeo e giulietta siamo noi, e l’unica tragedia è il tempo che passa e che ci allontana dai ragazzi che siamo stati, quando eravamo uno o l’altra o entrambi, in qualche slancio di vita e di cuore, quando la bellezza dell’amore poteva intercettarci pure nel disincanto, quando ci chiedeva di saltare e l’unica condizione, adesso come allora, è di stare leggeri.»

 

 

Caterina Matera

16 febbraio 2026

 

Informazioni

Giulietta e Romeo. Stai leggero nel salto

drammaturgia e regia Roberto Latini

con Federica Carra e Roberto Latini

musiche e suono Gianluca Misiti

luci e direzione tecnica Max Mugnai

costumi Daria Latini

video Collettivo Treppenwitz

produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi

 

Logoteatroterapia

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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