Recensione di ‘Una notte al Cotton Club’, con la Trieste Early Jazz Orchestra nella stagione ERT FVG
A San Daniele del Friuli viene proposta ‘Una notte al Cotton Club’, con la Trieste Early Jazz Orchestra.
Si tratta di uno spettacolo inserito nella categoria ‘Musica’ dell’Ert ed è abbastanza complesso recensire la serata.
Non per la qualità della proposta musicale. L’orchestra, fondata oltre dieci anni fa da Livio Laurenti ed ora diretta con sicurezza da Tom Hmeljak , suona benissimo, anche grazie a diversi eccellenti solisti. Ci sono una voce solista di buona resa, Paolo Venier ed una ballerina , Greta Rizzotti, che riesce con garbo ed eleganza a fare sfoggio di tecnica solida ed energia pirotecnica.
I brani sono presentati, a coppie, con ricchezza di dati ed una crescente ironia dall’appassionato Livio Laurenti.
Il pubblico applaude con convinzione e pare divertirsi.
Se quello cui abbiamo assistito è un concerto, potremmo dire che la serata, dalla forte impronta didascalica e didattica, è riuscita.
Una interessante lezione sulla musica jazz in America, negli anni fra i Venti ed i Trenta.
Siamo entrati impreparati, questa la convinzione più volte reiterata dal bravo presentatore, ma all’uscita avevamo un’idea chiara sui ritmi di Duke Ellington, Fletcher Henderson e George Gershwin.
Se invece avrebbe dovuto essere uno spettacolo che voleva condurci nell’atmosfera fumosa del Cotton Club, allora l’obiettivo, secondo noi, non è stato centrato appieno.
Avremmo voluto sentirci raccontare il senso storico e sociale del jazz, respirare la fatica ed il coraggio dei musicisti neri, le umiliazioni quotidiane di chi era ‘buono’ per intrattenere il pubblico, ma non poteva mangiare o bere nella stanza dove si servivano i bianchi.
Ci sarebbe piaciuto sentire raccontare cosa si cantava, farci svelare il significato recondito di certe frasi ‘in codice’, gustare il coraggio di alcuni passaggi che incitavano alla disobbedienza, se non alla rivolta.
Non abbiamo trovato l’ironia che poteva rileggere alcuni celebri brani, come ‘Honolulu baby’, ma tutto era cantato e suonato con grande rigore, rispetto, precisione.
Certamente frutto di entusiasmo e passione.
Ma di fatto inibendo la componente dell’improvvisazione, che nel jazz non è cosa da poco: era un modo di sfuggire alla censura, al controllo preventivo; era la maniera che i musicisti avevano per gridare al mondo il loro diritto alla libertà.
Abbiamo guardato una cartolina sonora dal Cotton Club, ma non siamo entrati in quel locale mitico, non abbiamo respirato quel clima strano, fra divertimento e lacrime, quell’isola fuori dagli schemi in cui i ricchi borghesi bianchi ammiravano quegli stessi neri che oltraggiavano se li incontravano per le strade della città.
Musica bellissima, ben eseguita, per una serata che è una festa per le orecchie. Peccato non sia riuscita ad essere anche poesia per i nostri cuori, in un tempo in cui abbiamo tanto bisogno di esempi di coraggioso eroismo anche in Arte.
Gianluca Macovez
20 marzo 2026
informazioni
San Daniele del Friuli, Auditorium alla Fratta, 18 marzo 2026
Una notte al Cotton Club
con la Trieste Early Jazz Orchestra:
Nicola Mansutti, violino
Lorenzo Marcolina e Elias Faccio, sax alto
Nevio Zaninotto, sax tenore
Andrej Strekelj e Roberto Santagati, tromba
Matija Mlakar, trombone
Daniele Spano, bassotuba
Tiziano Bole, chitarra e banjo
Giulio Scaramella, pianoforte
Pietro Sponton, batteria
Paolo Venier, voce.
direttore: Tom Hmeljak
ballerina: Greta Rizzotti
conduce la serata: Livio Laurenti


