Lunedì, 11 Maggio 2026
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Cantando sotto la pioggia al Brancaccio: il musical, tra nostalgia e ironia, diventato iconico

Recensione dello spettacolo Cantando sotto la pioggia, The Broadway Musical in scena al Teatro Brancaccio dal 15 al 26 aprile 2026

 

Dopo il grande successo ottenuto negli ultimi anni dai musicals nei teatri italiani, Fabrizio di Fiore Entertainment & FdF GAT danno vita a una nuova produzione: Cantando sotto la pioggia.

Il debutto romano al teatro Brancaccio, con la regia di Luciano Cannito.

Ci sono film che appartengono al loro tempo e altri che lo superano, diventando icone senza età. Singin’ in the Rain (1952), diretto da Stanley Donen e Gene Kelly, appartiene con pieno diritto alla seconda categoria. Non è soltanto un musical, è una dichiarazione d’amore al cinema stesso: un inno all’arte di sognare con le immagini, con la musica e con il corpo in movimento.

Per capire l’essenza del musical bisogna tornare all’epoca che racconta: la fine degli Anni Venti.
Fino al 1927, Hollywood viveva la sua età dell’oro del cinema muto: attori come Greta Garbo o Rudolph Valentino erano divi assoluti, capaci di conquistare platee mondiali senza pronunciare una sola parola: il loro linguaggio era fatto di espressioni, gesti, mimica: un’arte universale che non aveva bisogno di traduzioni.

Tutto cambiò con l’arrivo del sonoro.

Quando la Warner Bros. produsse The Jazz Singer, la prima pellicola con dialoghi sincronizzati, l’intera industria cinematografica fu costretta a reinventarsi. Il pubblico si innamorò subito delle voci, ma molti attori del muto si trovarono improvvisamente impreparati: c’era chi aveva una dizione scadente, chi una voce stridula, chi non riusciva a sincronizzarsi con le nuove tecnologie.

È esattamente questa rivoluzione che Cantando sotto la pioggia racconta, con una miscela irresistibile di nostalgia e ironia.

Don Lockwood (Lorenzo Grilli), star del cinema muto, deve reinventarsi con l’avvento del sonoro. Al suo fianco c’è Cosmo Brown (Vittorio Schiavone), amico musicista e instancabile spalla comica, mentre l’amore entra in scena con Kathy Selden (Flora Canto), giovane attrice e cantante di talento.

Il grande ostacolo? La diva Lina Lamont (Martina Stella), bellissima ma con una voce sgraziata e fastidiosa, inadatta al nuovo mondo sonoro, mentre in scena ballano i talentuosi Maurizio Semeraro e Sergio Mancinelli.

Dopo un test negativo, Brown suggerisce a Simpson di cambiare il titolo dell’opera e il suo genere, dove la Selden andrebbe a doppiare i dialoghi di Lina. Nel frattempo, Lockwood si innamora della cantante, dopo averla vista esibirsi in uno spettacolo di cabaret. La relazione nascente non viene vista di buon occhio da Lina, che per rappresaglia minaccia di sabotare la loro storia d’amore.

La vocalità e la simpatia di Selden, (Flora Canto) coinvolgono e lasciano sbalordito il pubblico, davvero una grande prova da protagonista.

Martina Stella nel ruolo di Lina Lamont convince, la sua voce nel recitativo, l’espressività che apporta come attrice comica è esilarante, dando personalità al ruolo che interpreta.

Ma in Cantando sotto la pioggia vince soprattutto la coralità e la ricchezza del varietà. Più ancora degli attori, vanno citate le scenografie coreografie vivaci, brillanti, modernissime con tanto di inserti in bianco e nero (Italo Grassi), e i costumi (Silvia Califano).

La direzione musicale è affidata a Ivan Lazzara, il disegno luci è curato dal visionario Valerio Tiberi e il disegno Audio a Franco Patimo. Tutti nomi di punta nel panorama dei grandi allestimenti internazionali. Il cast e l’ensemble sono stati selezionati tramite audizioni nazionali, garantendo un livello eccellente di talento vocale, danza e recitazione.

Tutto perfetto e, via via che scorrono i minuti, sempre più un crescendo di intensità e coralità.

I ballerini, ottimi performers tutti, danzano con tecnica, padronanza e talento, e la qualità del lavoro del Maestro Cannito è visibile in ogni insieme, in ogni dinamica e in ogni quadro coreografico che rimanda ai fasti del varietà, cui lo spettacolo strizza l’occhio. Questa versione si distingue per un tono ancora più comico, divertente e gioioso, grazie alla brillante regia e all’adattamento dello stesso Cannito, che cura anche le coreografie.

Lo spettacolo ironizza anche sui tecnicismi del cinema: i microfoni nascosti nei cespugli, gli errori di sincronizzazione, i problemi di registrazione. Scene che, sebbene esagerate, riflettono realmente le difficoltà incontrate da Hollywood tra il 1927 e il 1930.

In questo senso, il musical è anche un documento storico, travestito da commedia musicale.

Una produzione scintillante, coinvolgente e piena di energia.

La scena madre, quella che dà il titolo allo spettacolo, è uno dei momenti più celebri della storia del cinema. Don Lockwood, innamorato e felice, esce per strada sotto un acquazzone notturno e, invece di cercare riparo, si abbandona alla gioia: canta, balla, gioca con l’acqua, trasforma un banale lampione in partner di danza.

Non c’è bisogno di parole: è la rappresentazione della felicità assoluta, che nasce non dall’assenza di ostacoli, ma dalla capacità di cantare e danzare… nonostante la pioggia.

 

Alessandra Perrone Fodaro

16 aprile 2026

 

Informazioni

Teatro Brancaccio

CANTANDO SOTTO LA PIOGGIA

THE BROADWAY MUSICAL

Produzione Fabrizio di Fiore Entertainment & FdF GAT

Traduzione e adattamento di Luciano Cannito

Regia LUCIANO CANNITO

Coreografie Luciano Cannito

Scene Italo Grassi | Costumi Silvia Califano

Traduzione e adattamento Luciano Cannito

Direzione Musicale Ivan Lazzara

Traduzione liriche Luciano Cannito e Laura Galigani

Disegno Luci Valerio Tiberi

Disegno Audio Franco Patimo

Con

Flora Canto (Kathy Selden)

Lorenzo Grilli (Don Lockwood)

con la partecipazione di

Martina Stella (Lina Lamont)

Altri Interpreti: Vittorio Schiavone (Cosmo Brown), Maurizio Semeraro (Rolfo Simpson), Sergio Mancinelli (Roscoe Dexter)

Nota: basato sul film della Metro-Goldwyn-Mayer, per gentile concessione di Warner Bros. Theatre Ventures, Inc. | musiche pubbliche da EMI, tutti i diritti amministrati da Sony/ATV Music Publishing LLC (coreografie originali del film di Gene Kelly Stanley Donen), prodotto in collaborazione con Maurice Rosenfield, Lois F. Rosenfield e Cindy Pritzker, Inc. In accordo con Music Theatre International www.mtishows.eu

In scena dal 15 al 26 aprile 2026

 

 

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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