Venerdì, 20 Settembre 2019
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La bella addormentata, è di Charles Perrault. Prima ancora di Perrault, l'italiano Giambattista Basile (nella raccolta "Lo cunto de li cunti") narra di una principessa addormentata per un incantesimo nel meridione dell'Italia. Al racconto di Basile, Perrault si ispira per la sua versione edulcorata e borghese. Da qui l’idea di Franzutti, uno dei coreografi più noti nel panorama nazionale, di riportare nel sud del paese le disavventure della bella principessa Aurora. Questo ha permesso, al coreografo salentino, quello che il critico Vittoria Ottolenghi ha definito: “una vera botta di teatro”, e cioè la sostituzione della puntura del consueto fuso con il morso della tarantola salentina.

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Aprile 1938. L' Austria è stata da poco annessa di forza al Terzo Reich, Vienna è occupata dai nazisti, gli ebrei vengono perseguitati ovunque. In Berggstrasse 19, celeberrimo indirizzo dello studio di Freud (Alessandro Haber), il famoso psicanalista attende affranto notizie della figlia Anna, portata via da un ufficiale della Gestapo. 

Ma l'angosciata solitudine non dura molto: dalla finestra spunta infatti un inaspettato visitatore (Alessio Boni) che fin da subito appare ben intenzionato a intavolare con Sigmund Freud una conversazione sui massimi sistemi. Il grande indagatore dell'inconscio è insieme infastidito e incuriosito. Chi è quell'importuno? Cosa vuole? È presto chiaro che quel curioso individuo non è un ladro né uno psicopatico in cerca di assistenza. Chi è dunque? Stupefatto, Freud si rende conto fin dai primi scambi di battute di avere di fronte nientemeno che Dio, lo stesso Dio del quale ha sempre negato l'esistenza. O è un pazzo che si crede Dio? La discussione che si svolge tra il visitatore e Freud, e che costituisce il grosso della pièce, è ciò che di più commovente, dolce ed esilarante si possa immaginare: Freud ci crede e non ci crede; Dio, del resto, non è disposto a dare dimostrazioni di se stesso come se fosse un mago o un prestigiatore. Sullo sfondo, la sanguinaria Freud a formulare la domanda fatale: se Dio esiste, perché permette tutto ciò?

 

Informazioni

 

ORARI SPETTACOLI

dal martedì al sabato ore 20.45

giovedì 27 novembre e mercoledì 3 dicembre ore 16.45

sabato 29 novembre ore 16.45 e ore 20.45

tutte le domeniche ore 16.45

 

25 novembre / 7 dicembre

ALESSANDRO HABER ALESSIO BONI

traduzione e adattamento Valerio Binasco

GOLDENART production

IL VISITATORE

e con Nicoletta Robello Bracciforti Alessandro Tedeschi

di Éric-Emmanuel Schmitt

musiche Arturo Annecchino

scene Carlo De Marino

costumi Sandra Cardini

regista assistente Nicoletta Robello Bracciforti

regia VALERIO BINASCO

 

personaggi e interpreti

Sigmund Freud Alessandro Haber

Il Visitatore Alessio Boni

Anna Freud Nicoletta Robello Bracciforti

Il nazista Alessandro Tedeschi

 

redazione

14 novembre 2014

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Giovanni è un bambino di Palermo Per il suo decimo compleanno il papà gli regala una giornata molto speciale: una gita attraverso la città, per spiegargli come mai per lui è stato scelto proprio il nome Giovanni. Tappa dopo tappa, nel racconto prendono vita i momenti chiave della storia di Giovanni Falcone, il suo impegno, le vittorie , le sconfitte, l´epilogo. Giovanni scopre che il papà non parla di cose astratte: la mafia c´è anche a scuola, è nel ragazzino prepotente che tormenta gli altri, è nel silenzio di complicità che ne avvolge le malefatte. La mafia è una nemica da combattere subito, senza aspettare di diventare grandi, anche se ti chiede di fare delle scelte e subirne le conseguenze.

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Un thriller mozzafiato. Bellissimo. Un classico imperdibile. Un duello arguto, perverso, ipnotico e selvaggio, assolutamente divertente. Uno spettacolo che inchioda lo spettatore alla poltrona col fiato sospeso,senza respiro, senza pause, un capolavoro del brivido a teatro. Un gioco al massacro in cui lo spettatore rimane intrappolato insieme ai protagonisti. La suspence si fa puro divertimento spingendo dall’angoscia alla risata in un sospiro. 

 

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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