Venerdì, 13 Dicembre 2019
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Arriva a Roma Crollasse il mondo il nuovo testo della giovane drammaturga Alessandra Mortelliti, che dopo il successo di La vertigine del drago diretto e interpretato da Michele Riondino, torna in scena questa volta con David Coco e la regia di Massimiliano Farau. Ancora una volta Alessandra Mortelliti delinea personaggi che faticano a trovare una collocazione nella società, immersi come sono in una poetica e a volte feroce visione della vita. 

Lo spettacolo ha debuttato a Enna al Teatro Garibaldi (7-8 febbraio) ed è andato in scena anche allo Stabile di Catania/Teatro Musco (10-15 febbraio 2015)

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Dopo i successi di "Erano tutti i miei figli" e "il giardino dei ciliegi" Giuseppe Di Pasquale dirige "L'uomo, la bestia e la virtù" nell'interpretazione di Geppy Gleijeses, Lello Arena e Marianella Bargilli a loro volta reduci dai grandi esiti di "Miseria e nobiltà", "A Santa Lucia" e "L'importanza di chiamarsi Ernesto" (con Lucia Poli)."L'uomo, la bestia e la virtù", coprodotto dai due organismi, Gitiesse Artisti Riuniti e Teatro Stabile di Catania, andrà in scena dal 24 febbraio al Quirino di Roma, dal 18 marzo al Delle Palme di Napoli e poi in tournèe. 

Pirandello francamente comico ma con risvolti di grande impotenza e di amarezza di fronte ai soprusi di un uomo prepotente e dispotico perpetrati nei confronti di una moglie debole e trascurata e di un modesto professore di lei innamorato. Il pubblico, che forse non si aspettava questa commedia di Pirandello dai toni farseschi e scollacciati, non accolse bene la prima rappresentazione dell'opera. Successivamente rivalutata dalla critica e dal pubblico, la commedia ebbe tanto successo in Italia e all'estero, da essere una delle più rappresentate della produzione teatrale pirandelliana. Il farsesco tema trattato dalla commedia è ben rappresentato dal titolo: l'uomo è la prima maschera, quella del professor Paolino che nasconde sotto il suo ostentato perbenismo la tresca con la signora Perella, che indossa la maschera della virtù, quella cioè di una morigerata e pudica madre di famiglia praticamente abbandonata dal marito, capitano di marina che appare agli occhi della gente con la maschera della bestia. Egli convive con una donna a Napoli e, nelle rare occasioni in cui incontra la moglie rifiuta, con ogni pretesto, di avere rapporti con lei.

La commedia in maschera potrebbe proseguire con piena soddisfazione di tutti se il destino e il caso non intervenissero a far cadere le false apparenze. La signora Perella rimane infatti incinta ad opera del professor Paolino che dovrà, al di là di ogni morale, rimettere in piedi l'ipocrita buon ordine borghese: dovrà convincere tutti che la signora Perella è rimasta incinta in una delle rare occasioni dal marito e quindi dovrà far sì che il recalcitrante capitano abbia almeno un rapporto sessuale con sua moglie. Tutto dovrà avvenire in una sola notte perché tanto è il tempo che il capitano soggiornerà in casa prima di ripartire e rimanere assente per due mesi. Il professore allora dovrà fare in modo che la sua pudica amante ceda alle voglie della bestia. Per essere sicuro del risultato il professore si farà preparare un afrodisiaco per stimolare i sopiti sensi del capitano e inciterà la vergognosa amante a mostrare le grazie che tiene virtuosamente nascoste. Tutto è ormai pronto per la trappola sessuale in cui dovrà cadere la bestia. Il professore se ne andrà lasciando libero campo per il capitano rimanendo d'accordo con la signora Perella che: "Verrò domattina all'alba, davanti alla tua casa. Se è sì fammi trovare un segno; ecco, guarda, uno di questi vasi di fiori qua, alla finestra della veranda." Ma la mattina successiva nessun vaso di fiori appare alla finestra… 

 

 

redazione

 

15 febbraio 2015

 

 

informazioni

 

Teatro Quirino

 

24 Febbraio 2015 / 15 Marzo 2015

 

Gitiesse Artisti Riuniti - Teatro Stabile Catania

 

GEPPY GLEIJESES

LELLO ARENA

 

MARIANELLA BARGILL

 

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“La tredicesima notte” nasce dall’esigenza di raccontare una condizione umana  che in ogni secolo si ripete e si ripropone in mille forme e manifestazioni: il rifugiato, il profugo, colui che lascia il suo ambiente naturale e familiare per causa di forza maggiore ed è costretto ad entrare in un limbo dove il passato non c’è più, è stato spazzato via, e il futuro è solo un’idea alquanto sfocata.

Mettere in questa condizione 8 personaggi di Shakespeare è una scelta fatta per amore.

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Dal 23 febbraio all’1 marzo al Teatro India va in scena il fascino, moderno e antico al tempo stesso, del teatro di uno dei più grandi autori contemporanei. TRITTICO JON FOSSE è il focus sulla drammaturgia del celebre autore norvegese che Teatro di Roma e Atcl propongono attraverso la messa in scena di tre testi – Suzannah, Io sono il Vento e Inverno – le cui regie sono affidate a tre giovani registi italiani, rispettivamente Thea Dellavalle, Alessandro Greco e Vincenzo Manna. 

 

Si comincia il 23 e il 24 febbraio (ore 21) con Suzannah per la regia di Thea Dellavalle che porta in scena tre donne che amano lo stesso uomo. Ma non un uomo comune, bensì il drammaturgo norvegese Henrik Ibsen. Le donne che lo aspettano e ne parlano per consumare l’attesa sono in realtà una sola donna: sua moglie Suzannah Thoresen. È proprio attraverso gli occhi della donna, in tre prospettive temporali, si tratteggia il ritratto dell’uomo e contemporaneamente si delinea il percorso del rapporto di coppia.

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Ossesso

Vincitore terza edizione concorso #inplatea

10/11 dicembre 2019- teatro Trastevere (Roma)

 

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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