Venerdì, 13 Dicembre 2019
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Si definisce DUELLO il combattimento consensuale e prestabilito che scaturisce per la difesa dell'onore, della giustizia e della rispettabilità; e che si svolge secondo regole accettate in modo esplicito o implicito tra uomini di medesimo ceto sociale e armati nel medesimo modo.

Si definisce DUELLO il combattimento consensuale e prestabilito che scaturisce per la difesa dell'onore, della giustizia e della rispettabilità; e che si svolge secondo regole accettate in modo esplicito o implicito tra uomini di medesimo ceto sociale e armati nel medesimo modo. Il duello non è dissimile ad un rito dunque: al pari dell'esperienza scenica. 

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Dal 17 al 22 febbraio al Teatro India debutta FURIA AVICOLA, il nuovo progetto italiano del drammaturgo e regista argentino Rafael Spregelburd che, in collaborazione con Manuela Cherubini sua traduttrice e qui anche co-regista, compone in un unico spettacolo due atti unici sulla fine dell’arte e sull’assurdità della burocrazia, passando per un intermezzo quasi burlesco sulla babele delle lingue. Furia avicola è una potente riflessione sul senso e le conseguenze della crisi nel nostro tempo, proprio a partire dal fatto di cronaca di una anziana parrocchiana che decide arbitrariamente di “restaurare”, deturpandolo, un Ecce Homo, affresco della cappella di Borja, paesino non lontano da Saragoza. 

Il lavoro dell’anziana “restauratrice” scatena un polverone nel mondo dell’arte occidentale, dividendo critica e pubblico. Un piccolo scandalo che sembra aver spazio più nella rete che nella vita reale, e che senza dubbio racchiude le domande fondamentali sulla fine di questa pratica che siamo soliti chiamare “arte”. Nell’intermezzo vediamo una straniante scenetta su una caotica e babelica fila di cabine di traduttori simultanei alle prese con un discorso totalmente paradossale; a seguire ci ritroviamo in un ufficio pubblico con i suoi impiegati che, in un momento di follia, o forse di lucidità, si ribellano al simbolo dei simboli: il denaro. E sopra questa perdita di senso, può arrivare all’improvviso anche l’aviaria, il male dei mali che decimerà l’umanità, o forse l’ennesima invenzione mediatica di una realtà che non esiste più.

Il progetto nasce come proseguimento produttivo dell’esperienza dell’Ecole des Maîtres, il corso europeo di perfezionamento teatrale che il regista argentino ha diretto nell’estate 2012. «Mentre nell’ambito dell’Ècole des Maîtres lavoravamo con un gruppo di attori provenienti da quattro paesi europei alla creazione di uno spettacolo intitolato La fine d’Europa – raccontano Rafael Spregelburd e Manuela Cherubini – la Babele delle nostre lingue ci istigava alla formulazione di domande sull’identità, l’appartenenza e sul concetto di fine. Lo spettacolo Furia avicola è una delle derive di questo percorso, e porta con sé, trasformandole e rinnovandole, quelle domande insieme ad alcune riflessioni». La Fine è un mito, in un mondo che sempre più mostra la sua complessità e mette a dura prova la sua rappresentazione, aggiungono Spregelburd e Cherubini: «Tutto cambia e si trasforma, i miti di unità e definizione cui siamo affezionati si mostrano inadeguati a incarnare la trasformazione, perché strumenti riduzionisti di fronte a una realtà complessa, così come ci dimostrano le basi della scienza della complessità».

Il 18 febbraio (ore 18) nella Sala Squarzina del Teatro Argentina si terrà la presentazione del libro di Rafael Spregelburd Il teatro, la vita e altre catastrofi. Domande, ipotesi, procedimenti (Bulzoni Editore). Intervengono Igiaba Scego e Massimo Marino. Saranno presenti l’autore e i curatori Manuela Cherubini e Giovanni Iorio Giannoli.

 

redazione

12 febbraio 2015

 

 

Informazioni

Dal 17 al 22 febbraio gennaio al Teatro India 

FURIA AVICOLA

di Rafael Spregelburd

traduzione Manuela Cherubini

regia Rafael Spregelburd e Manuela Cherubini

con Rita Brütt, Fabrizio Lombardo, Luisa Merloni, Laura Nardi, Amândio Pinheiro

video Igor Renzetti - immagini Ale Sordi - musica originale Zypce

 

Produzione CSS Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia e Fattore K

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“Flebowsky, storie di ordinaria corsia” è un manuale di degenza ospedaliera tratto da un libro scritto da un vero paziente che ha deciso di ridere delle proprie malattie per ristabilire un sano rapporto tra malati, medici, ospedali, con la certezza che la prima medicina necessaria in un ospedale è la buona volontà delle persone.

Lo spettacolo racconta di pigiami, di camici, di reparti. Un’antropologia della flebo che traduce le esperienze di corsia sul palco e le trasforma in un momento di riflessione.

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Il teatro per i più piccoli_ ULTIMO WEEKEND dedicato al Carnevale! 

Per festeggiare il Carnevale, Mangiafuoco porta in giro nelle piazze del paese il suo teatrino. Tutto sembra essere nella norma se non che tutto è alla rovescia: il burattinaio è infatti un burattino e i burattini del suo teatrino sono dei burattori in carne ed ossa!

Una rassegna di esilaranti scene della commedia dell’arte, in una parata che vedrà protagoniste tutte le più celebri maschere del nostro teatro, riproposta appunto in un teatro di burattini, anzi... di burattori!

Informazioni

Sabato 14 febbraio alle ore 16.00 

Domenica 15 febbraio alle ore 16.00 e alle ore 18.00 

 www.teatrolemaschere.it 

TEL. 06 58 33 08 17

info@teatrolemaschere.it

Teatro Le Maschere 

Via Aurelio Saliceti, 1/3 

00153 Roma

 

redazione

12 febbraio 2015

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Ossesso

Vincitore terza edizione concorso #inplatea

10/11 dicembre 2019- teatro Trastevere (Roma)

 

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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