Venerdì, 20 Settembre 2019
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Prende il via il 14 marzo la I edizione di Narratori – Festival di Narrazione, la manifestazione ideata e curata dal regista e attore Giancarlo FARES, con il sostegno del TEATRO EUTHECA, che si terrà fino al 6 APRILE al TEATRO EUTHECA, con il Patrocinio della Commissione Europea Rappresentanza in Italia Narratori porta in scena questioni d’attualità, urgenze che riguardano uomini e donne per condurre il pubblico ad una riflessione, ad una discussione intorno ad un tema “... Il mio mestiere è quello di raccontare storie agli altri. Devo raccontarle. Non posso non raccontarle. Racconto storie di altri ad altri. O racconto storie mie a me stesso o agli altri….”. Lo spettatore è chiamato a partecipare attivamente alla narrazione poiché l’attore gli chiede di ricomporre, attraverso la sua immaginazione, la storia presentata “… In qualsiasi modo racconterei, perché l’importante per me è raccontare le cose ad altri che ascoltano. Non capite che il mezzo per raccontare è solo un passaggio, un oggetto, un pretesto per parlare con gli altri di cose che ti stanno dentro?...”.

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Il mio nome finisce con l’inizio del nome della mia città, il nome della mia città finisce con l’inizio del mio nome, il nome della mia città comincia con la fine del mio nome, il mio nome  comincia con la fine del nome della mia città."Linapolina". Ho provato a dirlo come un unico suono, e sembra proprio di dire, di cantare, sempre… Napoli...senza fine, Napoli, all’infinito.

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In quel tragico e irrisolvibile gioco delle parti che è il Teatro Pirandelliano, un ruolo non trascurabile tocca al protagonista del “Il berretto a sonagli” che Eduardo De Filippo, con l’intelligente ardire che animava ogni sua impresa, ha tradotto in lingua napoletana.

Beatrice, donna gelosissima, sospetta che il marito sia l’amante della bella moglie di Ciampa, commesso del loro negozio. La donna fa denuncia al commissariato. Il marito viene effettivamente trovato in compagnia della donna, ma il verbale non lo definisce delitto flagrante e il delegato è pronto a rilasciare i due.

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"Il prigioniero della seconda strada" è di sorprendente attualità e ha per oggetto una famiglia aggredita dalla crisi economica.

Lui, il marito, è un piccolo uomo onesto; lei la moglie, una donna coraggiosa che sa volare alto, come solo le donne sanno fare. 

La pièce prende il via in una serata estiva e tremendamente calda a New York. Sul divano di casa sua, sulla Seconda Strada, Mel non riesce a dormire a causa di una serie di irresistibili ed esilaranti nevrosi scaturite dal troppo caldo fuori e dal troppo freddo dentro, da un condizionatore rotto e perennemente fermo a 4°, dallo sciacquone difettoso del gabinetto, da vicine rumorose e decisamente libertine, da cani che abbaiano e da vicini che si lamentano proprio del suo lamentarsi.

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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