Martedì, 29 Settembre 2020
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La vicenda della commedia è nota; i soliti tre: il marito, la moglie, l´amante. Il marito, Leone Gala, s´è separato amichevolmente dalla moglie; egli continua ad essere ufficialmente il marito; ma vive per conto proprio in una casa che è quasi un romitaggio. Ogni sera tanto per salvare le apparenze, passa dal portinaio della signora, domanda se c´è niente di nuovo e se ne va. La moglie fa due cose: si prende, o continua a tenersi un amante preso in precedenza, e si annoia. Si annoia perché è libera, sì, ma in fondo la sua libertà è relativa.

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Una donna qualsiasi, di nome V, nata un giorno qualsiasi in modo funambolico ripercorre, follemente, comicamente, la sua vita, alla ricerca del suo pezzo mancante W. 

V è perciò una parte che cerca il suo tutto e in questo monologo paradossale, ridicolo e doloroso, cerca una spiegazione al suo senso di infelicità e incompletezza. Nel farlo si interroga su povertà e guerra, amicizia e intolleranza, giustizia e amore: “Sono stata con Wolmer 6 anni e 2 mesi. Abbiamo totalizzato 12.346 baci e 854 coiti con una media di orgasmi per lui del cento per cento, per me del sedici per cento, media complessiva, secondo lui, del cinquantanove per cento, che non è male”. Tutto sembra sfaldarsi attorno a lei: scompare il coniglietto Walter, viene a mancare il nonno Wilfredo, sfuma l´amicizia con la compagna di scuola Wilma e si chiude squallidamente la storia d´amore con il fidanzato Wolmer. 

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Vincenzo Salemme torna al Teatro Olimpico con Il diavolo custode. 

Il nostro “diavolo custode” un giorno sale sulla terra per chiederci se vogliamo una seconda possibilità, l’ambita seconda chance che tutti invochiamo senza immaginare i risvolti inattesi che ci potrebbe riservare… Il mattatore napoletano sa come stuzzicare la voglia che abbiamo di sorridere dei nostri difetti umani. 

E voi, vendereste l'anima per un'altra opportunità? 

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Dopo il grande successo della passata stagione, tornano Valerio Mastandrea, Valerio Aprea e Mattia Torre per riproporre uno spettacolo feroce e vitale al tempo stesso.

In un paese dove se fai un incidente con qualcuno, a parità di torto o di ragione, quello è già un tuo nemico, “Qui e ora” racconta lo scontro tra due individui sopravvissuti a un incidente in scooter, alla periferia estrema di una grande città, nella sfiduciata attesa dei soccorsi, che infatti non arrivano – dice Mattia Torre.

E la pièce racconta infatti di un incidente appena avvenuto in una strada secondaria di un’isolata periferia romana, vicina al grande raccordo anulare, completamente deserta, senza passanti, né case, nei campi, nel nulla.

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Stanza a tre

Vincitore terza edizione concorso #inplatea

10/11 dicembre 2019- teatro Trastevere (Roma)

 

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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