Domenica, 09 Agosto 2026
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La forza dei legami: 1976/2026, la presentazione della stagione ert FVG 26-27

Nei giorni scorsi è avvenuta la presentazione della prossima stagione dei teatri aderenti alla rete Ert Friuli Venezia Giulia.

Una realtà importante, che continua a crescere: le sale aderenti sono diventate addirittura 33, a testimonia una vitalità brillante ed un interesse crescente.

L’idea è sempre di portare grandi spettacoli in realtà decentrate, artisti famosi che difficilmente potrebbero essere contattati per una sola replica, magari in alta montagna; ma anche proporre titoli nuovi, spesso internazionali, che sicuramente  per un teatro singolo, magari di un paese di poche migliaia di abitanti, sarebbero irraggiungibili; portare avanti una politica pluriennale di formazione,  anche condivisa fra più realtà.

Insomma una politica culturale illuminata, attenta, saggia, libera da schieramenti partitici, prese di posizione inutili e polemiche che , forse, servono ai singoli, ma certamente non al territorio, che invece viene fecondato da centinaia di spettacoli, comunque interessanti, ogni anno.

Per capire il valore, ma anche l’enorme lavoro che devono affrontare i pochi ma attentissimi dipendenti , questo l’elenco dei comuni coinvolti: Artegna, Camino al Tagliamento, Casarsa della Delizia, Cividale del Friuli, Codroipo, Cordenons, Fagagna, Forni di Sopra, Gemona del Friuli, Grado, Latisana, Lestizza, Lignano Sabbiadoro, Maniago, Monfalcone, Muggia, Palmanova, Polcenigo, Pontebba, Povoletto, Precenicco, Premariacco, Reana del Rojale, Sacile, San Daniele del Friuli,San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sedegliano, Spilimbergo, Talmassons, Tavagnacco, Tolmezzo, Zoppola. Sono tutte sale con caratteristiche differenti, stagioni diverse, pubblici e tempistiche autonome.

Eppure tutto funziona in maniera infallibile. Tanto è vero che già qualche minuto prima dell’inizio della conferenza di presentazione, per ogni teatro c’erano on line i titoli degli spettacoli in stagione, le date, i riassunti e qualche foto.

Tenuto conto che le campagne abbonamenti partiranno solo a settembre, è evidente che il motore per tanta bravura siano la passione e la competenza. Che sono la condizione necessaria per proseguire sulla via del rinnovamento culturale in modo credibile.

In questo senso plauso a tutti. Al presidente Pitton che, oltre ad illustrare con garbo, eleganza e misura le caratteristiche della stagione ha letto il messaggio dell’Assessore Anzil, in rappresentanza di una Regione che in questo caso ha saputo scegliere con oculatezza ed efficacia. Al direttore Alberto Bevilacqua che nel suo discorso, che da uomo di teatro ha trasformato in un monologo efficace, oltre a ricordarci tante volte che l’anno prossimo sarà il suo ultimo anno da direttore, ha descritto con attenzione è precisione gli spettacoli e le ragioni che lo hanno condotto alla scelta.

Ma vanno anche ringraziati tutti quegli operatori che seguono lo spettacolo in sala, raccolgono pareri ed opinioni, sentono la risposta del pubblico, pesano il gradimento. Che riescono ad accogliere le richieste di un pubblico composito, spesso imprevedibile. Come va reso merito ad un ufficio Comunicazione come è raro trovare, non solo per efficienza, ma per passione, competenza, responsabilità. Un lavoro enorme, perché oltre alla stagione ERT FVG , di 265 serate, ci sono moltissime altre attività, come ‘Piccoli Palchi’, festival musicali , eventi speciali, stagioni estive. Il tutto sostanzialmente sulle spalle di tre sole persone: Fulvio Floreani, Paola Compagno ed Angela Caporale.

A dimostrazione che la cultura ha bisogno di qualità. E di un po’ di eroismo, stakanovista ed entusiasmante.

Moltissimi, si diceva, gli spettacoli, con un terzo di produzione regionale. Che vuol dire saper valorizzare senza ostinate chiusure, dannosi egocentrismi e sterili egoreferenzialità.

C’è di tutto nelle stagioni, che sono costruite con la collaborazione fondamentale dei comuni, perché, come bene ha detto l’ Assessore regionale alla cultura e allo sport Mario Anzil, l’Ert ‘propone un'idea di regione nella quale ogni teatro conserva il proprio carattere e, allo stesso tempo, partecipa a un disegno comune con una cultura vicina e radicata nei Comuni», in una rete di teatri che sono  «luoghi essenziali della vita collettiva».

 

La scorsa stagione si era aperta con ‘Tragudia’, spettacolo di deflagrante bellezza. Quest’anno la scelta è legata alle celebrazioni dei cinquant’anni dal terremoto. Ogni sala verrà  inaugurato da una serata del  progetto La forza dei legami: 1976/2026, dedicato ai cinquant’anni dal Terremoto del Friuli.

Si sta lavorando da settimane ad un  documentario a cura di Paolo Patui, con musiche di U.T. Gandhi, che esplorerà il valore determinante di quel sisma nella storia, anche culturale, della regione e che verrà proiettato in molte delle sale.

In altre ci saranno altre iniziative. Spettacoli, come Orcolat ’76, di e con Simone Cristicchi con le musiche di Valter Sivilotti eseguite dalla FVG Orchestra accompagnata dal Coro del Friuli Venezia Giulia; I Turcs tal Friùl di Pier Paolo Pasolini, nella regia di Alessandro Serra; il concerto Rinascita della FVG Orchestra; Friuli, 1976: voci della terra con l’Orchestra di Fiati della Livenza; Il Terremoto del Friuli, con disegni dal vivo di Paolo Cossi e direzione musicale di Francesco Bearzatti; il concerto di Dario Zampa, autentica voce musicale di quegli anni, di cui in troppi si sono dimenticati, rapiti dalle pailettes filotelevisive  di cantanti  che con il terremoto ed il Friuli nulla hanno avuto a che fare.

 

Dopo questa ‘overture’ a tema si passa alla proposta decisamente multidisciplinare: 265 le serate con 90 titoli: 61 di prosa, 17 di musica, 6 di danza e 6 di circo contemporaneo. Impossibile elencare tutto e tutti.

Si possono individuare dei filoni.

Iniziamo con i grandi classici.

Si parte con il teatro classico riletto in chiave contemporanea: Sette a Tebe. Questo terribile amore per la guerra, tratto da Eschilo, è diretto da Gabriele Vacis con le giovani attrici e i giovani attori di PoEM; Eumenidi, secondo capitolo del progetto di Serena Sinigaglia sulla tragedia greca .

Ci sono due spettacoli di  Eduardo De Filippo:  Ditegli sempre di sì, e  Non ti pago, con Salvo Ficarra, Carolina Rosi, Nicola Di Pinto e la Compagnia di Luca De Filippo. 

Anche Molière ha due titoli: Il malato immaginario e Tartufo.

William Shakespeare sarà riletto in Falstaff (l’arte di farla franca) ed in Shakespeare and me, spettacolo di e con Andrea Pennacchi.

Pirandello sarà presente con L’uomo, la bestia e la virtù di Luigi Pirandello con Vanessa Gravina, magnifica protagonista anche di Pazza..

Tanti gli adattamenti: Ispettore in casa Birling, da John Boynton Priestley, con Ettore Bassi, Galatea Ranzi e Stefano Santospago; Oltre il giardino, dal romanzo di Jerzy Kosinski, con Claudio Greg Gregori, Michela Andreozzi e Fabrizio Coniglio; Il bar sotto il mare, da Stefano Benni, con Antonio Ornano e Gaia Elisa Rossi; Perfetti sconosciuti, che sarà la prima regia teatrale di Paolo Genovese; lo struggente Argo, che già tanto successo ha avuto la scorsa stagione.

Grande spazio avrà la commedia, fra spettacoli storici, ritorni, conferme: Win for life, degli Oblivion; Buongiorno, Ministro! con Enzo Iacchetti e Carlotta Proietti; A qualcuno piace caldo, adattamento dal film di Billy Wilder con Euridice Axen, Giulio Corso e Gianluca Ferrato; Nemici come prima con Francesco Procopio; Totalmente incompatibili di e con Corrado Nuzzo e Maria Di Biase; Terzo tempo, tratto dal romanzo di Lidia Ravera, con l’accoppiata stimolante Lucia Vasini e Paolo Hendel; Cari genitori, con Amanda Sandrelli e Giulio Scarpati; Contrazioni pericolose di Gabriele Pignotta con Rocío Muñoz Morales e Giorgio Lupano, spettacolo applauditissimo di cui abbiamo già scritto entusiasticamente su questa pagina.

Ci saranno anche delle serate che vedranno brillare popar interpreti : Marco Paolini con Bestiario Idrico; Paolo Calabresi con Tutti gli uomini che non sono; Gioele Dix con il nuovo Arrivato a questo punto; Max Pisu con Affetti instabili , solo per fare qualche nome dei tanti.

Come è giusto che sia non viene trascurata la drammaturgia contemporanea. Per esempio con: Madre per sempre, di Marta Barceló, con Marisa Laurito e Giorgia Wurth,  che porta in scena una storia di maternità, identità e legami familiari; Every Brilliant Thing, con Filippo Nigro, affronta il tema della fragilità e della ricerca di senso; Lo sciopero delle bambine, con Rita Pelusio e Rossana Mola, che racconta di emancipazione femminile del 1902. Si ricorderà anche  la figura eroica di Giorgio Perlasca con  Il coraggio di dire no.

La sezione In Scena! mette in discussione la forma tradizionale dello spettacolo e il rapporto tra palco e platea. Tra gli appuntamenti : Nel mezzo dell’Inferno; Una tazza di mare in tempesta; Drugačen svet / Un altri mont; La notte dei bambini, e l’interessante RiconoScienza, spettacolo ideato, scritto e interpretato da Mauro Ferrari e Piero Sidoti.

Il circo contemporaneo, sezione pirotecnica che regala sempre grandi sorprese, proporrà Sawa Sawa, festa acrobatica con  i Black Blues Brothers, acrobati kenioti già apprezzati dal pubblico friulano; Nuova Barberia Carloni del Teatro Necessario; PSS PSS della Compagnia Baccalà; Drum Brothers dei francesi Les Frères Colle; PaGAGnini di Yllana, compagnia spagnola che aveva proposto lo spassoso Opera Locos; Lebensraum degli Jakop Ahlbom Company, che mescola teatro cinema e musica dal vivo.

La danza da quest’anno viene assunta direttamente dall’Ert, dopo una lunga ed apprezzata collaborazione con  Walter Mramor e Artisti Associati.

Verranno  proposti Lo Schiaccianoci, con la compagnia Arearea nella coreografia di Marta Bevilacqua; Le Fenicie, produzione Balletto Civile con regia e coreografia di Michela Lucenti; il dittico composto da Ballet 3 k, Beats & Pointework e Rachmaninoff, strings for six dancers firmato dal Balletto di Siena. Di  respiro internazionale le proposte di Chotto Desh della Akram Khan Company; Area Jeune Ballet de Genève, con coreografie di Saadeck Berrabah ed Erion Kruj; Toren con i Sonics, che vanno ad aggiungersi alle proposte coreutiche di  Fagagna Dance Festival e Corpo al Confine.

La musica attraversa l’intera stagione.

Oltre agli  spettacoli di cui già abbiamo parlato, ricordiamo Jannacci e dintorni, con Simone Colombari e Max Paiella; It’s Christmas Time con Chiara Lo Presti che è la protagonista anche di  In un sogno, parole, musica e immagini oltre ogni confine; My name is Nina, di Valerio Marchi, con la voce raffinata di Graziella Vendramin; Voce umana di e con Eugenio Finardi; La variante di Lüneburg, dal romanzo di Paolo Maurensig, con musiche originali di Valter Sivilotti; e José Bragato. L’impronta friulana nella storia del tango.

Insomma una stagione dalle grandi aspettative. Innegabili l’impegno organizzativo, l’interesse della proposta, il coraggio di alcune scelte. Speriamo venga ripagato da un grande riscontro, che ci piacerebbe si concretizzasse in un aumento di abbonati, che è una categoria fondamentale per ogni organizzazione e che troppo spesso viene messa in discussione come categoria.

Abbonarsi non vuol dire essere prevedibili e scontati. Vuol dire essere propositivi ed avere fiducia nel teatro che si sceglie. Buon teatro a tutti e per tutti!

 

Gianluca Macovez

10 luglio 2026

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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