Lunedì, 04 Marzo 2024
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Caravaggio: il pittore inquieto

Michelangelo Merisi, meglio conosciuto come Caravaggio (1571-1610), è uno dei pittori italiani più apprezzati in tutto il mondo. Le sue opere sono conservate nei musei di buona parte del mondo, solo a Roma possiamo contare circa 30 opere dislocate in quattro chiese (San Luigi dei Francesi, Santa Maria del Popolo, Basilica di Sant’Agostino, Santa Maria Immacolata), nella Galleria Borghese, nella Galleria Doria Pamphilj, nella Pinacoteca Capitolina e nella Pinacoteca Vaticana. 

Nella nostra sezione arte abbiamo deciso di dedicare a questo importante artista uno spazio “speciale” attraverso un video, realizzato dal nostro affezionato lettore Antonio Cetronio, che unisce arte e musica creando un connubio perfetto. In questo modo si potranno ammirare le opere di Caravaggio accompagnate dalle note del Concerto Triplo Op. 56 di Beethoven. Le creazioni dei due artisti sembrano “combaciare” perfettamente  esprimendo assieme la stessa carica emotiva in coloro che ammirano l’arte e ascoltano le note in unisono. 

Il video si apre con alcune note ed osservazioni introduttive che delineano la figura e l’arte del pittore italiano. È stata scelta la lingua inglese perché lo scopo è quello di divulgare il più possibile la bellezza dell’arte di questo pittore in associazione alla musica di Beethoven. Ma qui di seguito riassumeremo in italiano quanto scritto nell’introduzione al video.

 

Caravaggio: 

Il pittore inquieto che si batté a voler raggiungere l’eternità  evidenziando in chiaro-scuro la verità 

Genio solitario a volte malvisto dalla Chiesa di Roma

Straordinariamente innovativo e rivoluzionario:

Dipinge la realtà in ogni sua forma, anche quella più brutale, e usa la luce per simbolizzare la presenza della verità divina;

A differenza dei suoi predecessori che dipingevano l’aspetto umano secondo il perfetto ideale di bellezza divina lui dipinge le divinità e la Cristianità attraverso la realtà e le persone che lo circondavano: poveri, imbroglioni, ladri, furfanti e prostitute.

In linea con i pensieri filosofici e scientifici del suo tempo, sembra dirci che la divinità si può solo raggiungere attraverso la realtà e la verità.

Forse un peccatore che ha preso il cristianesimo più seriamente di altri?

 

 

 

Alessandra Cetronio

6 maggio 2014

 

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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