Domenica, 09 Agosto 2026
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“E’ la mente sia lo strumento di immaginazione più potente”. (Loris Seghizzi)

 

Per chi vi scrive e che è a Lari per la prima volta in occasione del “Festival Collinarea”, l’impatto con questa piccola perla sulle colline pisane è sconvolgente. La prima cosa che salta all'occhio è come il concetto di spazio cambi completamente le regole del gioco. Non si tratta semplicemente di dire che è un paese "piccolo" in termini di metri quadri o abitanti, la vera magia è come la sua geografia condiziona la percezione di chi lo attraversa.

Lari è una lezione vivente di architettura spontanea e psicologia dello spazio. Geometricamente, Lari sviluppa la sua pianta urbana attorno al suo punto più alto: il Castello dei Vicari. I vicoli e le strade non seguono una griglia ortogonale, ma avvolgono la collina in una struttura a spirale. In un luogo così raccolto si innesca un paradosso percettivo affascinante: il micro-spazio si dilata, mentre il macro-spazio si avvicina.

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Il teatro Comunale ‘ Mario Del Monaco’ di Treviso ha presentato la prossima stagione lirica e sinfonica.

Realtà eccellente, propositiva, seria, attenta alla qualità, sensibile verso il pubblico, si conferma un autentico motore del  panorama culturale italiano, proponendo un cartellone ricchissimo: tre opere, un’operetta, quattordici concerti, due spettacoli per famiglie, una matinée per le scuole e il Premio Paolo Silveri.

Nel corso della conferenza di presentazione, vivace ed impreziosita da diversi ospiti apprezzatissimi, il Sindaco di Treviso, Mario Conte ed il direttore artistico, il Maestro Stefano Canazza,  hanno ricordato che nel corso degli ultimi cinque anni il numero degli abbonati è aumentato di oltre il 50%, gli incassi sono cresciuti del 30% ed il trend  complessivo è in continua crescita.

Al  punto che una istituzione che nel 2019 rischiava la chiusura, oggi è diventata esempio di autentica eccellenza, a dimostrazione che quando passione ed efficienza trovano la giusta sinergia i risultati sanno essere entusiasmanti.

La stagione  lirica si aprirà, preceduta da una replica per gli studenti,   il 23 e 25 ottobre con  La traviata di Giuseppe Verdi .

Si tratta di nuova produzione del Comune di Treviso - Teatro Mario Del Monaco, del Comune di Padova - Teatro Verdi e del Comune di Rovigo - Teatro Sociale, inserita nel concorso Toti Dal Monte che ha selezionato gli interpreti per   cinque dei ruoli: Svilen Denchev sarà Giorgio Germont, Anna Cimmarrusti canterà Annina, Matteo Urbani impersonerà Gastone, Alejo Guiomar Alvarez  vestirà il ruolo del Marchese d’Obigny e Huigang Liu  sarà il Dottore di Grenvil.

La complessa parte di  Violetta Valéry sarà affidata a   Federica Guida, mentre Alfredo avrà la voce preziosa di  Davide Tuscano, vincitore del 50° Concorso Toti Dal Monte.

A completare il cartellone:  Marta Pluda (Flora Belvoix) e Gianmarco Durante (Barone Douphol).

La regia, le  scene ed i  costumi saranno firmati da Paolo Giani Cei.

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Nei giorni scorsi è avvenuta la presentazione della prossima stagione dei teatri aderenti alla rete Ert Friuli Venezia Giulia.

Una realtà importante, che continua a crescere: le sale aderenti sono diventate addirittura 33, a testimonia una vitalità brillante ed un interesse crescente.

L’idea è sempre di portare grandi spettacoli in realtà decentrate, artisti famosi che difficilmente potrebbero essere contattati per una sola replica, magari in alta montagna; ma anche proporre titoli nuovi, spesso internazionali, che sicuramente  per un teatro singolo, magari di un paese di poche migliaia di abitanti, sarebbero irraggiungibili; portare avanti una politica pluriennale di formazione,  anche condivisa fra più realtà.

Insomma una politica culturale illuminata, attenta, saggia, libera da schieramenti partitici, prese di posizione inutili e polemiche che , forse, servono ai singoli, ma certamente non al territorio, che invece viene fecondato da centinaia di spettacoli, comunque interessanti, ogni anno.

Per capire il valore, ma anche l’enorme lavoro che devono affrontare i pochi ma attentissimi dipendenti , questo l’elenco dei comuni coinvolti: Artegna, Camino al Tagliamento, Casarsa della Delizia, Cividale del Friuli, Codroipo, Cordenons, Fagagna, Forni di Sopra, Gemona del Friuli, Grado, Latisana, Lestizza, Lignano Sabbiadoro, Maniago, Monfalcone, Muggia, Palmanova, Polcenigo, Pontebba, Povoletto, Precenicco, Premariacco, Reana del Rojale, Sacile, San Daniele del Friuli,San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sedegliano, Spilimbergo, Talmassons, Tavagnacco, Tolmezzo, Zoppola. Sono tutte sale con caratteristiche differenti, stagioni diverse, pubblici e tempistiche autonome.

Eppure tutto funziona in maniera infallibile. Tanto è vero che già qualche minuto prima dell’inizio della conferenza di presentazione, per ogni teatro c’erano on line i titoli degli spettacoli in stagione, le date, i riassunti e qualche foto.

Tenuto conto che le campagne abbonamenti partiranno solo a settembre, è evidente che il motore per tanta bravura siano la passione e la competenza. Che sono la condizione necessaria per proseguire sulla via del rinnovamento culturale in modo credibile.

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Il teatro Verdi di Trieste ha presentato la Stagione Sinfonica 2027-28.

 

E’ la prima firmata dal direttore artistico Valerio Vicari, che l’ha descritta con passione e competenza, e già da un primo sguardo si notano diverse novità. Interessanti.

La prima, per certi versi quella che ci pare più rilevante e che è emersa anche dalle parole del Sovrintendente, è che i cambiamenti sono anche la risposta alle osservazioni di alcuni degli abbonati.

Se si vuol mantenere, anzi incrementare, il rapporto fra le istituzioni culturali ed il pubblico, è fondamentale che gli appassionati si sentano considerati, ascoltati, che abbiano la sensazione di non essere numero di un bilancio . Aver detto di aver tenuto presente le loro osservazioni è già un notevole passo avanti.

La stagione, sostanzialmente una novità, si articola nel corso dell’intero anno, da settembre a maggio. Certamente una scelta impegnativa dal punto di vista organizzativo, ma decisamente interessante.

Inoltre ci sarà una inedita apertura alla musica contemporanea: quasi tutte le serate avranno in programma un brano contemporaneo, breve ma significativo,  in maniera da avviare il pubblico ad una ‘musica nuova’, una sorta di percorso guidato,  senza forzature, puntando alla formazione ed al dialogo.

Idea interessante e stimolante, che certamente merita l’appoggio  di un pubblico che sa apprezzare la qualità esecutiva e premiare i grandi interpreti.

Undici gli appuntamenti.

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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