Sabato, 18 Aprile 2026
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Si è tenuta oggi presso la Sala Caduti di Nassirya Palazzo Madama - Senato della Repubblica di Roma la conferenza stampa della VII edizione di Amenanos Festival – Ciclo di rappresentazioni Classiche Greche e Latine che si terrà al Teatro Greco Romano di Catania dal 28 maggio al 4 giugno.  Tra gli ospiti presenti che sono intervenuti: il Sen. Salvo Domenico Antonio Pogliese - Senatore della Repubblica, l’On. Annunziata Luisa Lantieri - Vicepresidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, il Dott. Giuseppe D'Urso - Direttore del Parco Archeologico e Paesaggistico di Catania e della Valle dell'Aci, il Dott. Carmelo Nicotra - Direttore del Parco Archeologico di Morgantina e della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, il Dott. Paolo Di Caro - Direttore Direzione Cultura, Comune di Catania, il Dott. Luca Sangiorgio - Assessore all’Urbanistica, Mobilità, Decoro Urbano e Rapporti con l’Università- Comune di Catania, l’Avv. Letterio Luca Buceti - Presidente della Commissione Urbanistica di Catania, il Dott. Michele Di Dio - Produttore Amenanos Festival, Presidente Associazione Culturale DIDE e Michele Di Dio Management, la Prof.ssa Annamaria Raccuglia - Sindaco di Aidone, l’Avv. Massimiliano Giammusso - Presidente del Parco dell'Etna, il regista Daniele Salvo, l’attrice Melania Giglio, l’Avv. Salvatore Di Dio - Vicepresidente Associazione Culturale TETIDE e Responsabile Festival dei Giovani , il Dott. Davide Crimi - Direttore Gruppo Europeo di Coordinamento Territoriale ARCHIMED, Consulente letterario per Amenanos Festival, il Dott. Radoslav Iliev - Assistente Professore Università di Sofia, Presidente Fondazione Teatro Antico Ognian Radev.

 

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Dopo sei anni di assenza, cresce l’attesa per il ritorno di Luciana Frazzetto nella sua Roma Il Teatro delle Muse la accoglierà insieme a Elisa Torri in uno spettacolo ironico, divertente ed emozionante che promette di coinvolgere il pubblico sin dalle prime battute

La commedia racconta l’incontro tra due donne dai mestieri e dai mondi completamente opposti unite soltanto da un passato segnato da relazioni sentimentali complesse e tutt’altro che serene Teresa e Pia si scontrano in un vortice di dispute non solo verbali ma anche fisiche che, passo dopo passo, lascia spazio a un percorso di confronto e di crescita fino alla nascita di un’amicizia leale e sincera.

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Susy Laude e Dino Abbrescia in una commedia sentimentale che alterna ironia e profondità.

 

Kate, una giornalista brillante e disillusa, stanca degli uomini narcisisti e manipolatori, incontra Steve ad una festa in maschera. Nasce una storia inattesa.

Tra aspettative romantiche, genitori ingombranti, fidanzati invadenti e matrimoni disastrosi lo spettacolo mette in scena con ironia la sfida dell’essere coppia esplorando i temi dell’identità, della parità e della libertà di essere sé stessi, anche - e soprattutto - in amore.

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Dopo il successo degli allestimenti dedicati a classici come La locandiera di Goldoni e La bisbetica domata di Shakespeare – per cui Tindaro Granata è stato candidato al Premio Ubu –, l’attore siciliano e il regista Andrea Chiodi tornano a collaborare lavorando su uno dei testi più fortunati di Molière, Il malato immaginario.
Il 1673 è l’anno di composizione dell’opera: un nuovo attacco di Molière contro i medici, che testimonia, ancora una volta, il suo odio viscerale per questa categoria.
“Molière – scrive Giovanni Macchia, tra i francesisti più autorevoli del Novecento – è uno scienziato delle nevrosi”. È un uomo malato, che teme di morire, ma che sa anche che ridere e far ridere è una difesa contro quelli che erano i suoi stessi mali: la gelosia, il dolore, l’ansia, la malinconia. C’è, dunque, dietro commedie che sembrano fatte di comicità persino farsesca, l’ombra di un autoritratto, un gioco, dice Macchia, “tra assenza e presenza”.

“La mia esplorazione e curiosità per questo testo – dichiara Andrea Chiodi – inizia da questa battuta di Molière: ‘Quando la lasciamo fare, la natura si tira fuori da sola pian piano dal disordine in cui è finita. È la nostra inquietudine, è la nostra impazienza che rovina tutto, e gli uomini muoiono tutti quanti per via dei farmaci e non per via delle malattie’. Una visione che fa un po’ paura, ma che, allo stesso tempo, mi intriga moltissimo”.

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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