L'amore è cieco ma il Codice Civile ci vede benissimo. Al Teatro Prati arriva "Coppie", commedia di e con Fabio Gravina, tra gelosie, vizi e paradossi in chiave divertente, ma con qualche riflessione.
Dal 17 ottobre al 9 novembre 2025 Teatro Prati, Roma con Fabio Gravina, Sara Religioso, Mario Lasorella.
Se è vero che “L’amore è cieco”, come recita un vecchio adagio popolare, il Codice Civile ci vede benissimo. Parte con questo presupposto e un pizzico di ironia lo spettacolo “Coppie”, un grande successo del Teatro Prati che torna in scena, dal 17 ottobre al 9 novembre 2025, per raccontare le storie di mariti e mogli, tra paradossi e momenti esilaranti. La commedia, prodotta da L’Arte del Teatro, scritta e diretta da Fabio Gravina che è anche Direttore Artistico dello spazio culturale situato nel cuore del quartiere Prati, si compone di ben 3 atti unici che mettono in evidenza gelosie, vizi e paradossi delle coppie. Sul palco con lo stesso Gravina anche Sara Religioso e Mario Lasorella, con le musiche originali di Mariano Perrella. Il sipario si apre sulla prima commedia: "Non ti lascio!", in primo piano c'è una coppia, lui tradisce la propria moglie e lei lo scopre. Il nostro caro marito, mantenuto oltremodo dalla moglie, per non perdere il benessere economico inizierà a trovare una serie di scuse e giustificazioni che porteranno ad un finale paradossale che Vi sorprenderà.
Il Sovrintendente Polo ed il direttore artistico Rodda presentato la programmazione 2025/26 del principale teatro lirico del Friuli Venezia Giulia
Da diverse settimane è stata presentata la stagione 2025/26 del Teatro Verdi di Trieste. Abbiamo aspettato un po’ di tempo per scriverne perché era auspicabile conoscere qualcosa sui secondi cast, e su alcuni ruoli determinanti, come quello di Azucena, ma ancora non ci sono chiarimenti al riguardo e, vista l’apertura delle vendite degli abbonamenti e tenuto conto di diversi elementi d’interesse, abbiamo deciso di procedere illustrando le caratteristiche di questa proposta con i dati finora comunicati.
L’apertura è un esperimento : affidare a Pier Luigi Pizzi due titoli: ‘Il Barbiere di Siviglia’ e ‘Le Nozza di Figaro’, domandandogli di inventare un ambiente unico, in modo da poterli alternare di sera in sera senza difficoltà tecniche.
Certamente puntare ad una colonna del Teatro del Novecento come Pizzi è scelta vincente. Se il comunicato stampa parla di ‘vero debutto’ del Maestro al Verdi, noi ricordiamo di aver assistito a pagine di storia del teatro realizzate per il pubblico triestino: le scene per una leggendaria ‘La Dama di Picche’ con Magda Olivero e per il ‘Macbeth’ con l’accoppiate Zanasi/Gulin, entrambe nel 1973; gli scenari di ‘Otello’ con Cappuccilli e Cossutta, nel 1975, ripreso a furor di popolo nel 1980 e, nel 1978, quelli per ‘Cavalleria Rusticana’ con Santunione e Cecchele. Scene, costumi e regia di un ‘Rigoletto’ dalla forte personalità, notturno e sofferto, con Nucci, nel 1979 ed anche l’anno dopo; l’arrivo a Trieste nel 1982 di ‘Semiramide’ nell’allestimento che ha girato il mondo; nel 2009 una suggestiva ‘L’Italiana in Algeri’, ricca, raffinata, dotta, lussuosa.
Un ritorno dopo quindici anni ed un esperimento così ardito come questa accoppiata dimostrano sia come i novantacinque anni del Maestro siano solo un aspetto burocratico, sia che il teatro Verdi sta cercando una sua cifra che lo riporti nel novero delle principali istituzioni liriche italiane.
Una conferma della politica culturale attenta e raffinate del teatro trevigiano
Il 17 luglio anche il teatro ‘Mario Del Monaco’ di Treviso ha presentato la sua stagione che, prendendo a prestito le parole del sindaco di Treviso Mario Conte, “Si preannuncia una stagione di altissimo livello, ricca, sempre votata alla qualità, al talento e alla valorizzazione dei giovani accanto ai grandi nomi del panorama internazionale.’
Premessa importante da fare è che questo prezioso spazio è un ‘teatro di tradizione’, ovvero non è inserito nel gruppo selezionato delle fondazioni liriche, accede a finanziamenti meno ponderosi, non gode di organici fissi dai grand numeri.
In definitiva corre il rischio di risultare subalterno a realtà più decantate, in questo caso oltretutto vicinissime, come La Fenice, l’ Arena ed il Filarmonico di Verona, senza pensare a quelle raggiungibili in poco più di un’ora di macchina, come Trieste e Bologna.
Treviso non cade nel tranello e si conferma invece come una realtà dalla fortissima identità, amatissima dal pubblico che lo scorsa stagione ha fatto segnare una sequela di sold out portentosa, ma soprattutto si distingue per alcuni elementi distintivi che la caratterizzano: una chiarezza della politica culturale, che sa unire qualità musicale e vivacità della proposta; una rete di sinergie con il territorio e gli altri teatri, non solo del Veneto, che permetta scelte di spessore senza costi esagerati; un lavoro mirato verso il pubblico attraverso percorsi di formazione, con conferenze ed incontri di grande interesse, prima di ogni rappresentazione.
Fiorenza Cedolins confeziona una stagione stimolante e per nulla scontata.
Il teatro ‘Giovanni da Udine’ ha presentato la programmazione 2025- 26 per Prosa, Musica e Danza, Operetta ed Opera, firmati rispettivamente da Roberto Valerio, Paolo Cascio e Fiorenza Cedolins.
Per quel che concerne Opera, Operetta e Danza, diciamo subito che la proposta ideata dal celebre soprano friulano è molto stimolante, perché propone spettacoli che non sarà possibile vedere altrove, oppure grandissimi interpreti che non è frequente vedere in Italia.
Insomma una serie di serate che siano autentici eventi, occasioni preziose, che portino Udine al centro dell’attenzione di appassionati ed esperti.
In effetti si parte alla grandissima: la danzatrice Natalia Osipova , da dodici anni Prima Ballerina al Royal Ballett di Londra. Una vera regina dell’arte coreutica, formatasi al Bol'šoj, della cui compagnia fece parte per diversi anni, per poi passare all’American Ballet. Tantissime le collaborazioni con le principali compagnie mondiali. Moltissimi i premi ricevuti. Solo per citarne alcuni: per tre volte insignita del National Dance Award, due volte Maschera d’Oro, ha ottenuto sia il Premio Léonide Massine – Positano Premia la Danza che il Prix Benois de la Danse , il principale riconoscimento per un danzatore.
Ad Udine proporrà una serata con alcuni fra i momenti di danza cui è più legata, nello spettacolo ‘Force of Nature’, che si terrà il 9 novembre, alle 18,.00.
Una collocazione oraria che testimonia l’attenzione anche il pubblico che certamente verrà anche da lontano per poter ammirare questa primadonna della danza, che al momento non ha annunciato altre date italiane.