Sabato, 04 Aprile 2020
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Debutta in prima nazionale assoluta al Teatro Lo Spazio di Roma, dal 18 febbraio al 1 marzo, Vita da Cani- L’Ultima Scommessa, spettacolo scritto da Simone Pulcini e Italo Amerighi , con la regia di Ariele Vincenti. Uno spaccato di vita e vite, una fotografia sulla problematica della ludopatia, affrontata con uno stile diretto e talvolta ironico, attraverso una risata amara che porta a riflettere.
Protagonisti sono sei amici, tutti diversi ma con una cosa in comune: Il Gioco Compulsivo. Il punto d’incontro delle loro vite è la Sala scommesse dove ognuno si cimenta nella sua specialità: calcio, slot machines, gratta e vinci, ippica e corse di cani virtuali, la nuova frontiera del gioco d’azzardo.

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Noi che siamo stati ragazzi spensierati e felici negli anni 80, gli anni del boom economico del quale non sapevamo niente ma ne respiravamo l'ottimismo e la positività, siamo diventati genitori in questi tempi pieni di incertezze, instabilità ma anche di progresso e connettività. Cosa ci portiamo dietro di quegli anni, quanto è rimasto in noi di quello sguardo positivo con il quale aspettavamo il futuro? Come le nuove tecnologie e procedure che i nostri figli utilizzano con disinvoltura, si sono inserite e hanno condizionato le nostre abitudini e il nostro modo di vivere la quotidianità?

Quante volte ci siamo scoperti a pensare che eravamo meglio noi, con le nostre telefonate dal fisso o dalla cabina telefonica (quando cercavamo un po' d'intimità ed eravamo riusciti a trovare i gettoni necessari), le feste il sabato pomeriggio a casa con i genitori che controllavano che tutto filasse liscio, le nostre interminabili partite al subbuteo, gli occhialetti dell'intrepido, i giornaletti e le videocassette porno riposte nei nascondigli più improbabili. Noi che per comprare parlavamo con il commesso e non con il corriere. Però, magari, un secondo dopo, ci scopriamo a usare le app per noleggiare la macchinetta del car sharing o a rinnegare la moca per farci il caffè più rapidamente con la cialda.

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Come Tre Aringhe è la storia di tre uomini comuni che semplicemente raccontano se stessi e, come nella miglior tradizione italiana, dal dramma nasce la commedia.

Nel mio adattamento sono andato a scavare nei personaggi per trovare alcune caratteristiche che l’uomo in momenti di difficoltà tira fuori, evidenziando aspetti caratteriali che sono tutto men che mai positivi: nel caso dei nostri personaggi, uno è cinico e intollerante, l’altro pignolo ed in attesa di un miracolo, e l’ultimo ormai illuso e deluso dal mondo. Mettere tre persone di questo tipo in una stanza non può che far nascere attrito dal quale la storia deve andare ad attingere per nutrirsi.

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È un gran ritorno ai monologhi dal vivo, dopo la parentesi dello spettacolo corale ‘’Il principe abusivo a teatro’’ con Christian De Sica.

La scelta di ritornare sulle tavole del palcoscenico è stata spinta soprattutto dalla voglia di potermi confrontare con il pubblico, perché lo spettatore è l’unico vero metronomo della vita di un artista. Sentire un applauso, una pausa, guardarsi negli occhi resta ancora l’unico deterrente contro l’incomunicabilità, oggi più che mai, accentuata dalla realtà virtuale.
In questo viaggio artistico non sarò da solo ma ad accompagnarmi ci sarà il maestro e compositore Umberto Scipione che dal vivo suonerà e segnerà le tappe cinematografiche della mia carriera da Benvenuti al Sud passando per il Principe Abusivo e si Accettano Miracoli per concludersi con Mister Felicità.

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Stanza a tre

Vincitore terza edizione concorso #inplatea

10/11 dicembre 2019- teatro Trastevere (Roma)

 

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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