Sabato, 19 Ottobre 2019
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Il 2 novembre - unica data italiana - giunge al Teatro Argentina di Roma la Ottoman Sufi Night, di Sheikh Bahauddin Adil, unendo canto, musica e saggezza tradizionale sufi in uno spettacolo animato da una costante tensione mistica.
Sheikh Bahauddin Adil è autorevole maestro di una delle più antiche confraternite sufi. Dal 2013 in poi ha registrato cinque album - il più recente nel gennaio 2018 - che hanno fatto conoscere a livello internazionale la grande bellezza e intensità della sua voce. Parallelamente, nei suoi scritti, racconta le progressive tappe del cammino spirituale sufi, noto in Occidente soprattutto grazie ai dervisci rotanti e alle poesie del mistico persiano Jalaludin Rumi. Nel corso dei suoi incessanti viaggi che lo hanno portato in decine di paesi, Sheikh Bahauddin affascina il pubblico con storie illuminanti narrate con una notevole vena di oratore e con la pratica del canto meditativo.

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La serie dei concerti del sabato della IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti viene inaugurata sabato 19 ottobre alle 17.30 nell’Aula Magna della Sapienza (ingresso da Piazzale Aldo Moro 4) dai sei Concerti Brandeburghesi di Johann Sebastian Bach nell’esecuzione della Zefiro Baroque Orchestra diretta da Alfredo Bernardini, tra i più raffinati e coinvolgenti interpreti della musica antica, la cui recente incisione di questi sei capolavori bachiani è stata recensita entusiasticamente dalle più prestigiose riviste discografiche e ha ottenuto vari riconoscimenti dalla critica internazionale, tra cui il Diapason d’or.
I Concerti Brandeburghesi, che costituiscono un vertice dell'arte di Bach, furono composti nel 1721 e inviati in omaggio con un'elegante dedica in francese a Cristiano Ludovico Margravio di Brandeburgo, e da questo deriva il nome con cui sono noti. Come avvenne a tutta la musica di Bach, il loro valore non fu compreso subito e solo dopo oltre cento anni il manoscritto fu riscoperto in una biblioteca: era ancora praticamente intonso, il che fa pensare che non fossero stati mai eseguiti, e la causa può essere attribuita sia all'incomprensione dei contemporanei di Bach sia alla grande difficoltà di esecuzione, che probabilmente andava oltre le possibilità dell’orchestra di corte del Brandeburgo.

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Sabato 12 ottobre la contrabbassista Joy Grifoni, in arte Pure Joy, presenta alla Casa del Jazz di Roma il suo nuovo album dal titolo "Firedance" prodotto dalla ABeat Records. Il nuovo disco sarà disponibile fisicamente presso i maggiori stores di dischi, e in download e streaming su tutte le principali piattaforme digitali.

Insieme a Joy Grifoni sul palco ci saranno Mattia Manzoni al pianoforte, Francesco Baiguera alla chitarra e Davide Bussoleni alla batteria, special guest, per questa occasione sarà Fabio Morgera alla tromba.

"Firedance" è un lavoro dedicato all'amore per gli elementi della natura come strumento di equilibrio con l'interiorità ed elemento guida per la persecuzione di un viaggio verso la pace. Il nuovo disco è la naturale prosecuzione del precedente album "Spirit of the Wood", un progetto di ricerca sonora e strumentale, teso alla scoperta di nuove suggestioni compositive, una sinergia creativa fra spunti mutuati dalla tradizione jazzistica e dalla Third Stream europea. Il repertorio proposto è interamente costituito da composizioni originali inedite tutte firmate da Joy Grifoni.

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La stagione concertistica 2019-2020 promossa dall’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” – e realizzata dall’Associazione Roma Sinfonietta con la direzione artistica del Maestro Luigi Lanzillotta – si inaugura mercoledì 16 ottobre alle 18.00 nell’Auditorium “E. Morricone” (Università di Roma “Tor Vergata”, Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1).

Il primo appuntamento della stagione è veramente eccezionale, anche per l’intervento del due volte premio Oscar Ennio Morricone e del Presidente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia Michele dall’Ongaro, che introdurranno personalmente il pubblico all’ascolto delle loro musiche.
Di Morricone si ascolteranno Mosè per violoncello e archi, Studio versione per contrabbasso e archi, Ut concerto per tromba, timpani, e archi, Musica per undici violini e Se questo è un uomo per voce recitante, violino solista, soprano e archi. Di dall’Ongaro Tre canzonette siciliane per violoncello e archi e l’intermezzo in un atto Bach Haus.

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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