Lunedì, 03 Agosto 2020
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Ventiduesima edizione per il Moncalieri Jazz Festival, che quest’anno si svolgerà dal 2 al 16 novembre tra Moncalieri e Torino. La storica rassegna, che si pregia di far parte della neonata Federazione Nazionale “Il Jazz Italiano” attraverso l’Associazione “I-Jazz”, che raggruppa i più importanti Festival di Jazz in Italia, dedicherà i suoi appuntamenti musicali del 2019 al genio di Leonardo da Vinci, in occasione del cinquecentenario. Come di consueto, la manifestazione si svilupperà su due filoni principali: Aspettando Il Festival con la Notte Nera del Jazz - che quest’anno sarà “La Notte di Leonardo” - e darà il via ufficiale agli appuntamenti musicali; e il Festival vero e proprio, che nelle serate conclusive vedrà avvicendarsi grandi nomi del jazz nazionale ed internazionale.

L’inaugurazione di sabato 2 novembre vedrà coinvolti ben 100 musicisti, che si esibiranno nei locali e nelle vie del centro della città, oltre ad un concerto che coinvolgerà circa 300 coristi nazionali ed internazionali che occuperanno interamente la piazza centrale del Centro Storico.

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Un appuntamento con alcune tra le più belle pagine della lirica e non solo affidate alle splendide voci di due giovanissimi cantanti: il mezzosoprano Beatrice Amato  e il  baritono Filippo Rotondo  entrambi già conosciuti dai palcoscenici italiani ed esteri, accompagnati al pianoforte dal M° Maria Silvana Pavan, Maestro collaboratore presso teatri quali Teatro alla Scala di Milano, Teatro Grande di Brescia, Teatro Fraschini di Pavia, Teatro Sociale di Como, Ponchielli di Cremona, Teatro Verdi di Salerno…

 

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Giuseppe Albanese, uno dei migliori e più affermati pianisti italiani di questi anni, eseguirà capolavori dell’Ottocento (Beethoven e Schumann) e del Novecento (Stravinskij, Debussy, Ravel), alcuni dei quali sono stai da lui incisi nel concept album intitolato “Fantasia”, pubblicato dall’etichetta discografica più prestigiosa in ambito classico, Deutsche Grammophon.
Di Ludwig van Beethoven eseguirà la famosissima Sonata “Quasi una fantasia” op. 27 n. 2, più nota col titolo apocrifo “Al chiaro di luna”. Di Robert Schumann la Fantasia op. 17, che, come l’opera di Beethoven che la precede, è in realtà un ibrido tra una Fantasia e una Sonata. La seconda parte del concerto flirta invece con la musica di balletto e la danza. Prima una suite dal balletto “L’uccello di fuoco” di Igor Stravinskij nella trascrizione per pianoforte di Guido Agosti. Poi la “Suite Bergamasque” di Claude Debussy e in chiusura “La Valse”, uno dei brani più famosi e travolgenti di Maurice Ravel.

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Il 2 novembre - unica data italiana - giunge al Teatro Argentina di Roma la Ottoman Sufi Night, di Sheikh Bahauddin Adil, unendo canto, musica e saggezza tradizionale sufi in uno spettacolo animato da una costante tensione mistica.
Sheikh Bahauddin Adil è autorevole maestro di una delle più antiche confraternite sufi. Dal 2013 in poi ha registrato cinque album - il più recente nel gennaio 2018 - che hanno fatto conoscere a livello internazionale la grande bellezza e intensità della sua voce. Parallelamente, nei suoi scritti, racconta le progressive tappe del cammino spirituale sufi, noto in Occidente soprattutto grazie ai dervisci rotanti e alle poesie del mistico persiano Jalaludin Rumi. Nel corso dei suoi incessanti viaggi che lo hanno portato in decine di paesi, Sheikh Bahauddin affascina il pubblico con storie illuminanti narrate con una notevole vena di oratore e con la pratica del canto meditativo.

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Stanza a tre

Vincitore terza edizione concorso #inplatea

10/11 dicembre 2019- teatro Trastevere (Roma)

 

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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