Domenica, 21 Luglio 2019
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Dopo il debutto della prima puntata, non delude la seconda di Chernobyl, stavolta costruita come una sorta di diario a raccontare le ore successive all’ incidente.

Corretta la scelta di far iniziare la puntata con un riferimento al momento in cui, anche dall' accademia di scienze di Minsk, ci si accorge di strane polveri presenti nell’ aria, quindi il successivo interesse della scienziata ad approfondire l' origine di quelle polveri presenti nell' aria e effettuare relative indagini; intanto, nei pressi di Chernobyl, gli ospedali cominciano a riempirsi di gente che si sente sempre più male, mentre i vertici politici ignorano la gravità dell’ incidente.

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Boom di ascolti per “Chernobyl” che in onda su Sky Uno lunedì sera totalizza oltre 550mila spettatori diventando già al suo debutto la miglior serie di sempre su SKy. 

 

Dopo tanta attesa è finalmente arrivata anche in Italia la nuova serie TV di Sky e HBO sul disastro che ha colpito la centrale di Chernobyl, in Ucraina, la notte del 26 aprile 1986. La serie narra dell’esplosione avvenuta nella centrale nucleare quella notte, durante l’esecuzione dei test di sicurezza, che interesserà  uno dei quattro reattori che da soli producono il 10% dell’energia elettrica dell’Ucraina, precisamente il reattore numero 4, in cui verranno disabilitati i relativi dispositivi di sicurezza: qualcosa durante i test andrà storto, forse un errore umano, che provocherà l’esplosione del reattore; quest’esplosione libererà una gran quantità di grafite e provocherà un incendio che porterà alla dispersione nell’aria di isotopi radioattivi.

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Informazioni: SHOWTIME - ANNO 2017 – DRAMA THRILLER – STAGIONE 3 – EPISODI 18 – DURATA EPISODI 60 MIN

È finita.
Come tutte le cose belle doveva finire.
Rimane ovviamente un velo di nostalgia e di sconforto, ma anche la consapevolezza di aver assistito ad uno degli eventi mediatici più potenti e importanti che il ventunesimo secolo ci potrà mai regalare:
Diciotto ore “pure e dure”, senza filtri o censure del genio incondizionato di David Lynch.

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#SerieTv #Legion 

Un trentenne schizofrenico, reduce da un tentato suicidio, che ha trascorso la maggior parte della sua vita fra terapie psichiatriche e cattive amicizie che a stento lo hanno tenuto lontano dal suo lato più oscuro. Questo il profilo di David Haller che facilmente delineiamo fin dalle prime battute. Ma subito viene proposta un’altra possibile versione dei fatti. David è il più forte mutante di tutti i tempi, in grado con un semplice sguardo di far fuori un plotone di soldati preparati e armati fino ai denti. Qual è la verità? Siamo davanti a uno schizofrenico o a un mutante?

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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