Giovedì, 14 Novembre 2019
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Il 19 luglio scorso in anteprima esclusiva mondiale su Netflix è uscita la terza stagione della Casa di Carta (la casa de Papel) serie spagnola ideata, diretta e in parte prodotta da Álex Pina. Le prime due stagioni di 15 episodi terminate nel 2017 hanno avuto ampia risonanza a livello internazionale con diversi premi ricevuti in giro per il mondo e ovazioni varie di critici e spettatori.

Un successo planetario per una serie partita in sordina ed esplosa senz'altro molto più delle rosee aspettative di produzione, regista e attori.

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Dopo due anni di attesa (insoliti per una serie tv) Big Little Lies ci riporta sulle spiagge della bella Monterey, California. Il finale della seconda stagione è andato in onda lo scorso martedì 23 luglio, alle 21 su Sky Atlantic. La prima serie è stata acclamata dalla critica come uno dei migliori prodotti HBO, trionfando agli Emmy del 2017 e ai Golden Globe del 2018.

 

L’Oceano. La Pacific Coast Highway. Il Big Sur. Monterey è più splendente che mai. La sigla di Big Little Lies – Cold Little Heart di Michael Kiwanuka – ci culla e ci accompagna in questa nuova, attesissima stagione.

Dal montaggio, alla fotografia, alla scelta della colonna sonora. Tutti fattori che concorrono a renderla una delle serie più belle prodotte da HBO (di cui, en passant, ci teniamo a ricordare le top series I Soprano, Sex&The City, Il Trono di Spade, True Detective). 

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Dopo il debutto della prima puntata, non delude la seconda di Chernobyl, stavolta costruita come una sorta di diario a raccontare le ore successive all’ incidente.

Corretta la scelta di far iniziare la puntata con un riferimento al momento in cui, anche dall' accademia di scienze di Minsk, ci si accorge di strane polveri presenti nell’ aria, quindi il successivo interesse della scienziata ad approfondire l' origine di quelle polveri presenti nell' aria e effettuare relative indagini; intanto, nei pressi di Chernobyl, gli ospedali cominciano a riempirsi di gente che si sente sempre più male, mentre i vertici politici ignorano la gravità dell’ incidente.

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Boom di ascolti per “Chernobyl” che in onda su Sky Uno lunedì sera totalizza oltre 550mila spettatori diventando già al suo debutto la miglior serie di sempre su SKy. 

 

Dopo tanta attesa è finalmente arrivata anche in Italia la nuova serie TV di Sky e HBO sul disastro che ha colpito la centrale di Chernobyl, in Ucraina, la notte del 26 aprile 1986. La serie narra dell’esplosione avvenuta nella centrale nucleare quella notte, durante l’esecuzione dei test di sicurezza, che interesserà  uno dei quattro reattori che da soli producono il 10% dell’energia elettrica dell’Ucraina, precisamente il reattore numero 4, in cui verranno disabilitati i relativi dispositivi di sicurezza: qualcosa durante i test andrà storto, forse un errore umano, che provocherà l’esplosione del reattore; quest’esplosione libererà una gran quantità di grafite e provocherà un incendio che porterà alla dispersione nell’aria di isotopi radioattivi.

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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