In mostra a Palazzo Bonaparte a Roma “HOKUSAI. Il grande maestro dell’arte giapponese” dal 27 marzo al 29 giugno 2026
Non è semplice per gli occidentali capire lo spirito del Giappone e dei suoi abitanti. Bisogna dimostrare una certa sensibilità oltre che un’approfondita conoscenza della cultura nipponica, tanto da rendere una mostra dedicata a uno dei maestri dell’arte pittorica giapponese non solo una piacevole scoperta ma un vero e proprio viaggio nell’anima più antica e poco nota del Sol Levante. Questa esposizione regala al suo pubblico non solo delle preziose xilografie ma regala una visione inedita su quello che era il Giappone tra il Settecento e l’Ottocento.
Realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale di Cracovia — da cui provengono le oltre duecento opere esposte — prodotta e organizzata da Arthemisia e curata da Beata Romanowicz con la consulenza di Francesca Villanti, entrare nelle sale di Palazzo Bonaparte per la mostra “HOKUSAI. Il grande maestro dell’arte giapponese” è un po’ come attraversare una soglia invisibile: Roma resta fuori, e davanti agli occhi si apre un Giappone sospeso, intimo, vibrante. Per chi, come me, sente questo Paese come una seconda casa dell’anima, non è solo una mostra. È un incontro.
Già dalla prima sala è possibile percepire le sensazioni e le emozioni che quelle opere sapranno trasmettere. Il percorso, costruito con reale maestria e cura, porta il visitatore a immergersi gradualmente nel mondo di Katsushika Hokusai e a viverlo attraverso i suoi occhi. Insieme a Kitagawa Utamaro, Utagawa Hiroshige e Tōshusai Sharaku, Hokusai è stato il grande protagonista della stagione artistica del periodo Edo (1603–1868), l’epoca cui appartiene la cultura del “mondo fluttuante”, l’Ukiyo-e, destinata a trasformare profondamente l’immaginario giapponese e, in seguito, quello occidentale.
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