Lunedì, 03 Ottobre 2022
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Recensione della mostra Caravaggio e Artemisia: la sfida di Giuditta. Violenza e seduzione tra Cinquecento e Seicento dal 26 novembre 2021 al 27 marzo 2022 presso Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini 

 

L’episodio biblico di Giuditta e Oloferne è il vero protagonista della mostra Caravaggio e Artemisia: la sfida di Giuditta. L’uccisione da parte di Giuditta del condottiero dell'esercito assiro che assediava Betulia, è il soggetto unico, rappresentato dalle singole prospettive degli autori. Ma quanto può cambiare la realtà in base al punto di vista dell’osservatore? Se guardiamo tutti i dipinti presenti all’interno della mostra, potremmo rispondere che le differenze tra le molteplici raffigurazioni di Giuditta e Oloferne sono notevoli. Ciascun artista concepisce l’oggetto della sua creazione in base alla propria sensibilità, alla propria interpretazione della vicenda, dandogli vita con le proprie tecniche. Visitare quest’evento, dà l’impressione di essere calati in una tela cubista dove la realtà è scomposta su più piani prospettici: in questo caso, Giuditta, Oloferne e la serva, sembrano riflettersi in numerosi specchi che rimandano l’immagine con particolari, colori, tecniche, tutti diversi come frammenti prospettici della medesima realtà. Nella prima sezione intitolata Giuditta al bivio tra Maniera e Natura, tra le opere del Cinquecento, troneggia il dipinto di ampie dimensioni di Tintoretto in cui si evidenzia l’eleganza dei panneggi, al centro Giuditta vestita d’azzurro accanto al corpo sensuale del decapitato Oloferne. Sullo sfondo l’apertura sull’esterno, lo scorcio di un paesaggio in lontananza, allarga la prospettiva sulla scena del delitto. Il dramma prosegue nella seconda sezione dedicata a Caravaggio e i suoi primi interpreti: nella stanza dedicata l’attenzione è catturata magneticamente dal capolavoro assoluto del Merisi in fondo e tutti i suoi interpreti sui lati sembrano brillare di luce riflessa.

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Recensione della mostra Una rivoluzione silenziosa. Plautilla Bricci pittrice e architettrice dal 5 novembre 2021 al 19 aprile 2022 presso Gallerie Nazionali di Arte Antica – Galleria Corsini - Roma

 

L’esposizione scelta per celebrare la riapertura al pubblico della Galleria Corsini, dopo un considerevole intervento di restauro, ha come protagonista Plautilla Bricci: artista nota ai più grazie al romanzo L’architettrice di Melania Mazzucco. Riunendo per la prima volta tutta la sua produzione grafica, pittorica e un ritratto che - verosilmente - la rappresenta, la mostra Una rivoluzione silenziosa. Plautilla Bricci pittrice e architettrice va oltre le pagine del libro. Addentrandosi tra le pieghe della Storia dell’Arte per svelarne una figura decisamente originale e, a suo modo, rivoluzionaria. 

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Recensione della mostra Giuseppe Loy. Una certa Italia. Fotografie 1959-1981 dall’8 dicembre 2021 al 27 febbraio 2022 presso Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini 

 

 

«I nostri figli si sono abituati a vivere con un tale enorme numero di immagini piatte 

(stampate, proiettate, etc.) che perderanno il senso della dimensione. 

Sarà a loro praticamente impossibile comunicare con chi non ha subito quelle valanghe. 

Mancherà loro, per esempio, l’intuizione dello spessore, l’intelligenza della profondità?»

(Giuseppe Loy)

 

Sono passati quarant’anni dalla scomparsa di Giuseppe Loy, fratello del più celebre Nanni. L’Italia ha, oggi però, la possibilità di scoprire la sua fotografia attraverso la prima retrospettiva a lui dedicata e allestita nei rinnovati spazi della Sala delle Colonne e delle Cucine Novecentesche di Palazzo Barberini. Un risultato frutto di un grande sforzo di ricerca e archivio: morto di infarto nel 1981, l’artista lascia dietro sé settantamila scatti e un libro di poesie. Grazie all’impegno dei due curatori, il figlio Angelo Loy e Chiara Agradi, insieme alla Media Partnership di Rai Scuola vengono digitalizzati e della sistematizzati ben 1.565 rullini in bianco e nero, 338 rullini a colori, 1.800 stampe e documenti. In questo modo l’archivio fotografico Giuseppe Loy è in grado di realizzare un’esposizione che conta 135 stampe originali in bianco e nero, documenti, poesie, epigrammi, immagini di famiglia e un video dedicato al grande rapporto di amicizia che legò Loy ad Alberto Burri, Afro e Lucio Fontana.

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Dies di Alessandro D’Ercole e Tatsiana Pagliani presso l’associazione Massenzio Arte dal 13 al 19 novembre 2021

 

La mostra bipersonale Dies di Alessandro D’Ercole e Tatsiana Pagliani, a cura di Federica Fabrizi è patrocinata dall’Associazione Art G.AP. Modern & Contemporary Art di Roma e dalla prestigiosa Accademia dei Romani di Guidonia.

Alessandro D’Ercole, sculture, e Tatsiana Pagliani, pittrice, si confrontano sul tema del tempo scandito dai giorni della settimana. Qual è l’origine dei nomi dei giorni della settimana? Tutto ha inizio dai Babilonesi che crearono un Ordine di Venerazione Settimanale che poi, successivamente, è stato ereditato dai Romani. Gli astrologi dell’epoca credevano che i corpi celesti governassero a turno la prima ora del giorno, così decisero di associare il nome di ogni giorno al pianeta dominante nella rispettiva giornata. Nell’antichità quelli che noi oggi chiamiamo pianeti, che Tolomeo sosteneva girare intorno alla terra, erano considerati delle “stelle erranti” (la parola “pianeta” significa “errante”). Infatti per tale ragione, Dante Alighieri nella Divina Commedia adoperò la parola pianeta per indicare le stelle del nostro firmamento.

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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