Lunedì, 26 Ottobre 2020
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David Bowie vive ancora. Quell’alieno caduto sulla Terra, come accaduto nel film “L’uomo che cadde sulla terra”, diretto da Nicolas Roeg nel 1976, ci guarda dallo spazio, e sprigiona ancora forza e vita attraverso la sua musica e la sua poesia.

“Sebbene sia lontano più di centomila miglia, mi sento molto tranquillo, e penso che la mia astronave sappia dove andare. Dite a mia moglie che la amo tanto, lei lo sa”. Queste parole sono tratte da “Space Oddity”, uno dei capolavori di David Bowie, pubblicata nel luglio del 1969. Il brano racconta di un astronauta che sta per avvicinarsi alla luna e che, durante la famosa passeggiata spaziale, si trova spaesato, ma sereno, di fronte all’immensità che ha di fronte. Questa canzone fu pubblicata sulla scia degli avvenimenti che stavano accadendo in quel periodo: non solo il primo uomo sulla luna, ma anche l’uscita del film “2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick.

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Roma, 8 maggio 2019 – Dal 21 maggio al 7 giugno gli spazi di Margutta Home ospitano Ultrareale, la personale con cui Giampiero Abate ci invita a riflettere su come, in una società votata alla perfezione, soprattutto estetica, l’arte trova il proprio spazio all’interno del dialogo tra il reale e l’ideale. Il bello artistico diventa così una domanda sui nostri bisogni e sulle nostre aspirazioni più profonde.

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Recensione della mostra The devil’s moustache presso Sacripante Gallery dal 9 maggio al 7 giugno 2019

 

"Hitler, privo di empatia e compassione per gli uomini, dimostrava invece una grande sensibilità e affettuosità per gli animali. Accanto a Hitler il suo cane, un pastore tedesco, Blondi, sul quale Hitler prova nel 1945 le capsule di cianuro prima di suicidarsi": così recita il testo a corredo del quadro intitolato La mostruosa tenerezza dell'orco e firmato da Heidrun Thate. L’artista tedesca lancia la sua sfida al Male Assoluto, rappresentato dal folle dittatore, con una mostra dall’eloquente titolo The devil’s moustache.

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Recensione della mostra Giacomo Balla. Dal Futurismo astratto al Futurismo iconico presso Palazzo Merulana dal 21 marzo al 17 giugno 2019

 

Allestita all’interno degli eleganti ambienti di Palazzo Merulana - un nuovo spazio espositivo di ben 4 piani, ricavato dall’ex-Ufficio di Igiene di Via Merulana 121 grazie alla sinergia tra la fondazione Elena e Claudio Cerasi e CoopCulture - Giacomo Balla. Dal Futurismo astratto al Futurismo iconico è la mostra che ripercorre le varie fasi che contrassegnano l’operato dell’artista all’interno di un movimento con cui ebbe rapporti strettissimi. Suo entusiasta protagonista - insieme al fondatore Filippo Tommaso Marinetti, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Gino Severini, Luigi Russolo, Fortunato Depero - si risolse poi ad abbandonarlo con una famosa missiva del 1937 al giornale Perseo. Tornando, di fatto, al figurativismo ma arricchendolo del suo personalissimo punto di vista.

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Stanza a tre

Vincitore terza edizione concorso #inplatea

10/11 dicembre 2019- teatro Trastevere (Roma)

 

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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