Lunedì, 26 Ottobre 2020
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L’Opera incontra i linguaggi della fashion, photography e del design upcycle.

 

 

Giuseppe Fortunino Francesco Verdi detto Giuseppe Verdi è nato a Roncole di Busseto, fra le nebbie della Bassa parmigiana, il 10 ottobre 1813 ed è considerato il più grande compositore italiano di tutti i tempi. Genio burbero e romantico, sospettoso e riservato, permalosissimo e persino un po’ ipocondriaco. Adorato, invidiato, adulato, detestato, sbeffeggiato, corteggiato dai potenti, inseguito dai gossip, dagli impresari e dagli ammiratori, sempre sulla cresta dell’onda e sulle pagine dei giornali di tutto il mondo come un’odierna pop star.

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Dal 19 settembre al 20 ottobre Tevereterno e William Kentridge in mostra al Teatro Valle con BEYOND TRIUMPHS AND LAMENTS. Un’iniziativa che vuole puntare i riflettori sul futuro dello spazio fluviale romano di “Piazza Tevere”, e del muraglione che ne ospita la celebre creazione, e allo stesso tempo vuole essere un’occasione pubblica per lanciare il nuovo progetto che dà il nome all’evento, a tre anni dall’inaugurazione dell’opera site-specific realizzata dall’artista sudafricano. Beyond triumphs and laments è difatti il titolo dell’inedito progetto di riscrittura creativa da realizzare sui muraglioni del Tevere, con la stessa tecnica e sullo stesso tema, ma con nuovi artisti e nuove visioni.

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Recensione della mostra Al norte de la tormenta presso il MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo dal 22 maggio all’8 settembre 2019

 

La rottura con la tradizione, il superamento dei linguaggi artistici precedenti, l’accostamento di tecniche e produzioni molto differenti tra loro: Al norte de la tormenta vuole essere sintesi ed espressione di questi aspetti dell’arte dal Novecento fino ad oggi. L’allestimento predispone un percorso che si divide tra i singoli artisti a cui sono dedicati ampi spazi illuminati. S’incontrano infatti le opere proveniente dall’IVAM Di Valencia, in cui vengono espletati i nuovi messaggi, la nuova grammatica dell’arte contemporanea declinata in varie forme.

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Recensione della mostra Luigi Boille. Luoghi di luce, scrittura del silenzio. Opere 1958 – 2015 presso i Musei di Villa Torlonia dal 21 giugno al 3 novembre 2019

 

Il segno, la pennellata, la traccia pittorica: sono questi i protagonisti del percorso dell’artista contemporaneo Luigi Boille (Pordenone 1926 - Roma 2015). Un processo creativo lungo 57 anni, racchiuso in 80 opere esposte al Casino dei Principi di Villa Torlonia a cura di Bruno Aller e Claudia Terenzi. Ma chi è Boille? Un pittore spesso solitario, che ha lavorato lontano dai riflettori. Solo negli ultimi anni gli si è resa giustizia, riconoscendo il contributo da lui apportato alla corrente Informale in Italia nel Secondo Dopoguerra. 

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Stanza a tre

Vincitore terza edizione concorso #inplatea

10/11 dicembre 2019- teatro Trastevere (Roma)

 

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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