Martedì, 17 Febbraio 2026
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Il Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma presenta Musica&Musei (7–17 dicembre 2025), una rassegna che porta la musica all’interno dei luoghi della cultura, offrendo traiettorie di ascolto capaci di trasformare l’esperienza di visita e di offrire ai pubblici nuove prospettive emotive e narrative.

Diretto ad interim da Luca Mercuri, l’Istituto propone un programma, curato da Anna Selvi, che coinvolge tre dei suoi luoghi della cultura – Casa Museo Mario Praz, Castel Sant’Angelo e il Pantheon / Basilica di Santa Maria ad Martyres.

 

Casa Museo Mario Praz apre Musica&Musei domenica 7 dicembre ore 17.30, con L’invisibile e la Follia, con Valeria Sturba (voce, violino, theremin) e Giuseppe Franchellucci (voce, violoncello). Un dialogo tra corde e onde, tra passato e futuro. Violino, violoncello, theremin e voci, intrecciano suoni che attraversano i secoli: dal lirismo barocco di Arcangelo Corelli alle raffinate architetture sonore di Luciano Berio, fino alle improvvisazioni e alle sperimentazioni timbriche che esplorano i confini dell'ascolto. Il concerto è un viaggio nella materia del suono: frequenze che si sfiorano, si fondono, si respingono. Ogni nota diventa gesto, ogni silenzio una risonanza. Un concerto che saprà stupire nato dalla collisione di due musicisti con anime diverse. Valeria Sturba, polistrumentista, cantante e compositrice - diplomata in violino, suona theremin, tastierine, minisynth, ama stropicciare in modo creativo effetti elettronici, looper e giocattoli sonori assortiti. I suoi orizzonti musicali spaziano dalla canzone d'autore al rock al jazz, dalla sperimentazione all'improvvisazione, e sono sempre innervati da vivificanti tensioni minimaliste. Giuseppe Franchellucci, violoncellista, si è diplomato presso l’Istituto musicale pareggiato «O. Vecchi» di Modena sotto la guida del M° Marianne Chen. Si perfeziona con i maestri Giovanni Gnocchi, Enrico Bronzi, Luca Signorini. Lo studio e l’interesse per la musica contemporanea e sperimentale lo hanno portato ad esibirsi con diverse formazioni in manifestazioni come «Nuova Consonanza» a Roma, «900 ed oltre» a Modena insieme al M° Enzo Porta.

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Ben 150 opere e allestimenti scenografici per raccontare Mucha tra la seduzione estetica e l'analisi critica

 

L'8 ottobre Palazzo Bonaparte riapre i battenti con un’esposizione a lungo attesa: Alphonse Mucha. Un trionfo di Bellezza e seduzione, retrospettiva che Arthemisia ha definito "la più ampia mai dedicata" al maestro ceco dell'Art Nouveau. Sono oltre 150 le opere prese in prestito dal Mucha Museum di Praga, tra manifesti iconici come Gismonda e Médée, le serie decorative che hanno reso l'artista celebre nel mondo si presenta un'occasione ghiotta per chi desidera immergersi nell'estetica della Belle Époque.

Dopo la tappa ferrarese presso il Palazzo dei Diamanti, la capitale agognava da tempo di omaggiare l'universo estetico dell'artista ceco che ha rivoluzionato l'immaginario visivo tra Otto e Novecento. Dai celebri manifesti teatrali per Sarah Bernhardt come l'iconica Gismonda del 1894, ai pannelli decorativi precursori della grafica moderna, passando per le serie The Stars e Pietre Preziose, ogni creazione testimonia il genio innovatore di Mucha, che ha saputo fondere arte e vita quotidiana.

La mostra, però, intende andare oltre la retrospettiva classica. In occasione del suo 25° anniversario, Arthemisia ha allestito un percorso inedito che lascia dialogare le figure femminili di Mucha con l’idea della bellezza femminile nell'arte: dalle opere archeologiche ai capolavori rinascimentali, dall'eleganza ottocentesca di Boldini alla sontuosità novecentesca di Saccaggi.

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Recensione della mostra Caravaggio 2025 allestita a Palazzo Barberini dal 7 marzo al 6 luglio 2025

 

Per chi avesse perso l’evento, c’è ancora qualche giorno di tempo per assaporare l’indiscussa bellezza di uno degli artisti più interessanti e seguiti dalla seconda metà del Novecento presente in Caravaggio 2025. Già il titolo apre qualche interrogativo sull’evento. Nell’intento dei curatori si tenta di accostare la kermesse all’anno del Giubileo, anche se l’accostamento appare un po’ forzato vista la spiritualità fuori dai canoni e dai conformismi ecclesiastici vissuta da Caravaggio. Questo titolo ci dà però qualche anticipazione sui contenuti della mostra, sono presenti infatti alcune opere di recente e ancora discussa attribuzione al pittore che si mescolano ad alcuni dipinti più noti e significativi della sua produzione artistica. Pertanto aggiungere l’anno 2025 al nome del pittore, ci attualizza la ricerca sull’artista dandoci una visione più completa della sua produzione. All’ingresso delle stanze dedicate al Bardo, colpisce immediatamente la calca presente per vedere i quadri. Si fa fatica a muoversi e a contemplare le opere esposte per un sovraffollamento dovuto probabilmente alla disposizione di un cospicuo numero di opere in poche stanze. Inoltre l’illuminazione non sempre eccelle, per cui alcune opere possono essere ammirate adeguatamente solo da alcune angolazioni a discapito dei visitatori che non posso godere di un percorso che risulta alquanto interessante per le scelte effettuate. Si è cercato infatti di delineare i momenti essenziali della produzione caravaggesca con molti dipinti noti provenienti sia dalla collezione interna di Palazzo Barberini, sia da collezioni presenti in altre parti in Italia e all’estero.

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Pescara, 7 febbraio – Un dialogo tra culture, per catturare, attraverso lo sguardo artistico, le “istantanee” di una società differente. La galleria Ceravento di Pescara, per la prima volta dalla sua apertura, ospita una residenza d’artista che andrà avanti dal 13 al 21 febbraio. Il protagonista è il giovane americano Luke Morrison, che concluderà il periodo di residenza con l’inaugurazione della sua prima personale in Italia, dal titolo Photo Booth.

L’evento inaugurale si svolgerà sabato 22 febbraio, dalle ore 17:00; sarà presente anche l’artista. La mostra poi sarà visitabile fino al 29 marzo, nei giorni di apertura della galleria: dal martedì al giovedì dalle ore 17:00 alle 19:00, il venerdì e sabato su appuntamento. La personale è accompagnata dal testo critico di Miriam Di Francesco.

Photo Booth si ispira al titolo di un’opera significativa di Morrison (la stessa selezionata per la locandina dell’evento) che racchiude il senso della residenza. In linea con i linguaggi d’elezione della galleria di pittura e disegno, il lavoro dell’artista è permeato dall’osservazione o immaginazione di dinamiche sociali. I soggetti spesso rappresentati nei dipinti svolgono lavori comuni, si muovono con ambiguità per le vie cittadine americane, generando suspense e incredulità nello spettatore. La sfida del soggiorno italiano per Morrison sarà, dunque, catturare le “istantanee” di una società e di abitudini in un differente contesto dal suolo americano. La mostra si svilupperà intorno ad un doppio nucleo centrale di dipinti acrilici e disegni precedentemente realizzati nel corso degli ultimi anni, insieme a una piccola selezione di lavori o interventi concepiti durante la residenza e pensati appositamente per Ceravento.    

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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