Martedì, 07 Febbraio 2023
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I libri  per accumulare i desideri e restare giovani

 

“Chi accumula libri accumula desideri; e chi ha molti desideri è molto giovane, anche ad ottant’anni. “ Ugo Ojetti

Ogni libro è un desiderio e più libri accumuliamo e più siamo giovani ? Un motivo in più per comprare tanti libri e leggere che renderà felici tutti i lettori accaniti.  Secondo Ugo Ojetti infatti ogni libro che compriamo e aggiungiamo alla nostra libreria è un nuovo desiderio che esprimiamo.  Un desiderio che non ci fa invecchiare e ci fa restare giovani sin da giovani. Allora cosa aspettate? Iniziate a scegliere i vostri desideri partendo dai libri selezionati per voi.

 

Ecco a voi la nostra selezione:

 

Narrativa

 

La portalettere di Francesca Giannone, Nord

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Salento, giugno 1934. A Lizzanello, un paesino di poche migliaia di anime, una corriera si ferma nella piazza principale. Ne scende una coppia: lui, Carlo, è un figlio del Sud, ed è felice di essere tornato a casa; lei, Anna, sua moglie, è bella come una statua greca, ma triste e preoccupata. Persino a trent'anni da quel giorno, Anna rimarrà per tutti «la forestiera», quella venuta dal Nord, quella diversa, che non va in chiesa, che dice sempre quello che pensa. E Anna, fiera e spigolosa, non si piegherà mai alle leggi non scritte che imprigionano le donne del Sud. Poi, nel 1935, Anna fa qualcosa di davvero rivoluzionario: si presenta a un concorso delle Poste, lo vince e diventa la prima portalettere di Lizzanello. La notizia fa storcere il naso alle donne e suscita risatine di scherno negli uomini. «Non durerà», maligna qualcuno. E invece, per oltre vent'anni, Anna diventerà il filo invisibile che unisce gli abitanti del paese.  Senza volerlo - ma soprattutto senza che il paese lo voglia - la portalettere cambierà molte cose, a Lizzanello. Quella di Anna è la storia di una donna che ha voluto vivere la propria vita senza condizionamenti, ma è anche la storia della famiglia Greco e di Lizzanello.Ed è la storia di due fratelli inseparabili, destinati ad amare la stessa donna.

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Intervista alla Libraia felice Monica Maggi fondatrice del movimento Pagine Viaggianti.

 

Monica Maggi è una giornalista, scrittrice ed ex libraria con un amore così grande per i libri che ha deciso, dopo aver chiuso la sua attività, di creare un’associazione denominata Libra e un progetto, Pagine Viaggianti, che  le permettessero di salvare i libri dal macero e  farli arrivare anche a coloro che non amano o non possono frequentare le librerie.  

Per conoscerla meglio e  far conoscere il suo progetto ecco a voi l’intervista:

 

Come è nata l’idea di Pagine Viaggianti? 

L’idea di Pagine viaggianti è nata immediatamente dopo la chiusura della mia libreria. Io ho avuto una libreria proprio classica, quella con le scaffalature, il registratore di cassa, il classico  negozio di libri, a Morlupo. Ovviamente si reggeva solo con le mie forze è dopo tre anni è stata chiusa. Però nel frattempo avevo fatto l’esperienza che mi ha cambiato la vita, avevo capito che gli italiani, la gente, soprattutto le donne  leggerebbero molto di più se avessero una disponibilità dei libri diversa. Il che vuol dire una disponibilità economica, di spazio, di tempo, di situazione, che permetta di trovare il libro non  soltanto in biblioteca o in libreria ma bensì ovunque. Il libro diviene così  alla portata di tutti.  Ho scoperto inoltre che i libri in offerta sul mercato erano poco appetibili, il lettore ama soprattutto i classici, i libri a cui non pensiamo da anni. Certo qualcuno ama anche le ultime uscite ma i classici russi e tedeschi sono i più richiesti. Così  ad un anno esatto dalla chiusura della libreria mi sono inventata questo progetto. Ho raccolto  tutti i libri che avevo nel mio magazzino e ho chiesto il permesso all’Atac per due fermate della linea  A e B in zone periferiche e mi sono messa 12 ore, dalle 7 di mattina alle 7 di sera, il 23 aprile del 2013 a donare libri. È stato un successo travolgente, è come se io avessi toccato con mano che la gente non aspettava altro.

Qual è l’obiettivo del progetto?

L’obiettivo del progetto è far innamorare della lettura chi non ha mai letto o quantomeno chi non ha mai pensato di andare in una libreria. Se uno prende un libro in mano scatta qualcosa sempre. Certo, ci sono quelli che non vogliono leggere e il libro non lo prendono neanche in mano ma il mio  obiettivo è stato far innamorare tutti della lettura, recuperare i libri ed evitare che finiscano al macero, distrutti e  abbandonati. Recuperare anche i classici, le letture un po’ dimenticate e dare la possibilità economica a tutti di leggere. Un progetto quindi che tocca più aspetti, più valori: l’aspetto economico, sociale, culturale ed ecologico. Mi sono trovata tra le mani un progetto che altro non è che quello che io provo nei confronti del libro. Poi alla fine sono io la prima fruitrice di questo progetto che sta crescendo moltissimo proprio perché ha questi quattro puntelli fondamentali.

 Le iniziative che realizzate sono numerose, può dircene qualcuna che per lei è più significativa?

Le iniziative non sono solo a Roma,dove ho un punto fisso all’interno di un mercato, ma sono iniziative che si realizzano proprio attraverso questi libri recuperati. Faccio un esempio banale: mi chiamano e io vado a recuperare tantissimi libri. Tra l’altro con l’associazione  che si chiama Libra sono accreditata nell’elenco delle biblioteche comunali di Roma che sono tenute  dopo un po’ di tempo a svecchiare i libri. L’alternativa alla mia associazione è il macero, dovrebbero per legge chiamare una ditta che li prenda e li porti via. Quindi io vengo costantemente chiamata sia da privati, sia da istituzioni ( come le biblioteche) che mi donano questi libri. Sono molto di più i libri che ricevo rispetto a quelli che riesco a dare via. Allora ho aperto un altro canale, un canale di donazione.  Per esempio in Calabria sono state realizzate quattro  piccole biblioteche scolastiche in quattro scuole medie nell’Aspromonte. Oppure nelle carceri come il carcere di Rieti, o all’ospedale San Giovanni di Roma nella sala d’attesa. Cerco di realizzare con i miei libri altre situazioni simili dove c’è una richiesta di libri ma non c’è una libreria. Poi sono stata nel 2016-2017 anche nelle zone terremotate, ho portato moltissimi libri e ho contribuito a realizzare i primi punti lettura quando si sono ricostruite le prime realtà commerciali. È diventata non solo una distribuzione  al singolo individuo ma la costruzione di punti di lettura più generali. Mi stanno chiedendo anche le biblioteche di condominio, anche quello! È un po’ come un virus contagioso...

 

Pagine viaggianti sta salvando, grazie a lei e al contributo dei suoi collaboratori, molti libri, ma cosa significa per lei salvare un libro? 

Salvare un libro è salvare la nostra memoria, la nostra storia. Salvare un libro è come salvare più vite umane. Sembrerà una sciocchezza però salvo in qualche modo l’autore che ha scritto quel libro, i personaggi che sono all’interno, le mani che hanno sfogliato quel libro, gli occhi che lo hanno letto e il lettore a cui è stato regalato.  Io trovo tantissimi libri con le dediche all’interno o cartoline, lettere d’amore quindi salvo tutto questo. Io non penso mai a quanti non ne salvo altrimenti mi metterei a piangere. Salvo quello che salvo e per il resto spero che nascano tante altre realtà così, in grado di farlo. Un’altra situazione che sto realizzando nel paese dove vivo,   Riano,  è la creazione di piccole biblioteche all’interno degli esercizi commerciali che ne fanno richiesta. Per ora ci sono una  farmacia, un piccolo pub, due bar, delle realtà che si fanno il loro angoletto di libri. Io lascio un cartellino con scritto come funziona il progetto e come mettersi in contatto con me e partono.

 Un’ ultima  domanda per i nostri lettori: come si può contribuire al suo progetto?

Io sono sui social che sono potentissimi quando c’è bisogno di diffondere l’idea di un progetto. Mi trovano su facebook  e twitter come la “Libraia felice” e ho anche un blog che si chiama “Io sono una libraria”.  L’aiuto concreto è mettersi in contatto con me e poi dirmi come mi vorrebbero aiutare. Donando libri? Venendo  a prendere i libri? Creando una piccola biblioteca dove vogliono loro? Tesserandosi all’associazione? Facendo i volontari? C’è lavoro per tutti! Quindi l’importante è contattarmi e dire cosa si vuole fare.

 

 

Debora Fusco

1 dicembre 2022

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Recensione de Hotel Royal di Sakuragi Shino edito da Atmospere Libri

 

Il tempo è un giocatore. Il tempo è parte dell’oggi, non solo una misura del suo passare. La dimensione del tempo non è sempre evidente 

(Jeanette Winterson, Il cane di un giorno da Il mondo e altri luoghi)

 

Tutto ha avvio una mattina d’aprile…tutto ha inizio sì, ma siamo già oltre la fine dei fatti che il romanzo si accinge, con dovizia di particolari, a raccontare. Ma, vi chiederete, cosa siamo sul punto di leggere? La storia dell’Hotel Royal, un love hotelsospeso su un’altura tra il blu del cielo e il verde delle paludi della più settentrionale delle isole giapponesi”. La prefettura in questione, ovviamente, è quella dell'Hokkaidō, dove si coltiva la varietà di zucche kuri, tanto per intenderci, nonché regione dove è nata e, fino ad ora, sempre vissuta Sakuragi Shino.

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Che libro mi consigliate?

 

Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso”, Daniel Pennac

 

Ci sono tanti libri da leggere e tanti libri che potremmo consigliarvi ma non possiamo inserirli tutti così  facciamo per voi la nostra piccola, grande selezione. Ma la scelta finale sarà sempre la vostra  perché  anche la scelta è importante, qualcosa di quel libro deve attirare la vostra attenzione. Quel qualcosa che come dice Pennac può salvarvi anche da voi stessi. Allora non vi resta che seguire i vostri gusti e sensazioni  e selezionare il libro giusto.

 

Ecco a voi la nostra selezione:

 

Narrativa

L’isola dei battiti del cuore di Laura Imai Messina, Piemme

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Alle porte di Tōkyō, in una cittadina lambita dall'oceano e circondata dalle montagne, sorge la casa di Shūichi, un noto illustratore con una cicatrice nel petto. È ossessionato dal proprio cuore che si ausculta ogni sera e dalle memorie confuse che ha del passato. Sua madre, per proteggerlo dai dispiaceri, ne ha manipolato i ricordi d'infanzia. Ma se non si ha la certezza di aver sofferto in passato e di avercela fatta, da dove si ricava il coraggio di tentare ancora? È allora che Shūichi si accorge di un misterioso bambino che si aggira intorno alla casa. Questa strana presenza fa nascere in Shūichi molte domande: chi e quel bambino? E soprattutto: come si pesca un pesce-bambino? Shūichi scopre che il pesce-bambino si chiama Kenta, ha otto anni e vive prodigiose avventure nella solitudine più assoluta. Il pesce-bambino  e il disegnatore surfista stringono giorno dopo giorno una straordinaria amicizia e quell'incontro cambierà per sempre la loro vita. Li porterà in un luogo che batte al ritmo del cuore, pronunciato in tutte le lingue del mondo. È Teshima, un'isoletta remota nel sud-ovest del Giappone, dove sorge l'Archivio dei Battiti del Cuore. Un edificio in cui sono catalogate le pulsazioni del cuore di decine di migliaia di persone, alcune vive altre già ombre. 

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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