Lunedì, 17 Giugno 2024
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Recensione le Libraie di Kichijoji di Aono Kei edito da Einaudi

 

 

Un antica libreria in pericolo di fallimento, rivalità e invidia tra donne, antagonismo tra uomo e donna, questi sono gli ingredienti principali delle Libraie di Kichijoji. Un romanzo pervaso dall’amore per i libri e dalla voglia di combattere per superare le avversità.

Due donne diverse in tutto. Specie nel modo di amare la carta, l’inchiostro, i libri. Ma, a unirle, la volontà di salvare dalla rovina un’antica libreria nel cuore di Tokyo. . Riko Nishioka, vicedirettrice di una libreria nel quartiere di Kichijoji, da qualche tempo ha difficoltà a gestire Aki Obata, la sua giovane subordinata. Al centro dei loro battibecchi, due caratteri opposti: testarda, stacanovista e invidiata dai colleghi l’una; spensierata, ottimista e sicura di sé l’altra. Il loro scontro causerà una frattura in apparenza insanabile. Ma tra discussioni sui generi letterari, scaffali da allestire e presentazioni con gli autori da organizzare, Riko e Aki dovranno imparare ad ascoltarsi per sventare l’improvviso pericolo di fallimento della libreria.

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“Il segreto è essere felici - disse. Comunque. Provarci. È possibile. Col tempo diventa sempre più facile. Non ha niente a che fare con le circostanze. Non immagini nemmeno quanto sia bello. Accetta quel che viene e la tragedia sparisce. O almeno diventa più leggera, e tu ti lasci trasportare dalla vita". Alice Munro

 

In questi giorni è venuta a mancare Alice Munro, una grande scrittrice canadese, insignita del premio Nobel per la letteratura nel 2013 e volevamo dedicarle un pensiero. Fu scrittrice di short stories, racconti, asciutti e taglienti e ottenne il nobel  proprio per la narrativa breve poiché riconosciuta capace “di racchiudere in  poche pagine l’intera complessità epica del romanzo”.

Ora vi segnaliamo altrettanti capolavori che forse chissà un giorno riceveranno anch'essi un premio.

 

Ecco a voi:

Narrativa

 

L’ultimo mago di Francesca Diotallevi, Neri Pozza

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È la notte di Capodanno del 1960 e, in un lussuoso appartamento affacciato sul parco del Valentino, un gruppo di persone siede attorno a un tavolo. L’aria è quasi elettrica e nessuno osa emettere un fiato. Aspettano l’inizio di quelli che il padrone di casa chiama «esperimenti» ma che per chi è lì hanno un valore inestimabile, soprannaturale. Gustavo Rol ha l’eleganza garbata e poco esibita di chi cammina con naturalezza in qualunque stanza del mondo, e il pubblico pende dalle sue labbra. Solo un uomo lo guarda con sospetto, è sicuro che ci sia un trucco e vuole svelarlo. Nino Giacosa è un uomo rotto, in fuga: dai debiti di gioco, dai fantasmi della disfatta di El Alamein, da Miriam, la donna che ha amato. Da sé stesso. Dopo tanti sogni infranti, tuttavia, ha trovato qualcosa che può riempire il vuoto della sua esistenza: una storia. La storia che sta scrivendo giorno e notte nella squallida stanza di una pensione è quella di un grande imbroglio, celato dalle mani sapienti di un illusionista. Ed è con questo atteggiamento scettico che Nino inizia a partecipare alle serate di Rol. Ma tra i due uomini, all’apparenza così diversi, si crea presto una complicità imprevista. E nelle passeggiate attraverso una Torino gelida e impenetrabile, Rol racconta a Nino la propria vita, il «dono» che ha scoperto grazie a un polacco conosciuto a Marsiglia, gli studi e lo scoramento all’idea di essere ammirato ma mai compreso.

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Recensione del romanzo Hard Rain Falling di Don Carpenter edito da Edizioni Clichy.

 

La noia di quell’esistenza, la monotonia, il rumore costante e l’odore della prigione lo stavano facendo ammattire.”

 

Ripubblicato recentemente, dopo anni di oblio in USA, e inedito in Italia fino a un mese fa, Hard Rain Falling è stato più volte aggettivato (ma anche liquidato) dalla Critica Americana come romanzo poliziesco. Insomma rilegato più strettamente alla letteratura di consumo di massa che a quella con la L maiuscola. Non che la cosa interessasse all’Autore, però…

Un’opera prima fuori dai canoni, ieri come ancora oggi, nella quale convivono, senza ombra di dubbio, due nature biunivoche: Dostoevskiana e Beat. Entrambe riconducibili a un Realismo di matrice Popolare (più che Populista) spesso e volentieri di una crudezza disarmante. Talmente disincantato che se, nel 1966, fosse stato ancora vivo e attivo il Senatore Joseph McCarthy lo avrebbe sicuramente tacciato di Comunismo.

Inserire superficialmente  questo romanzo nel genere Hard Boiled per il semplice fatto che i protagonisti non fanno altro che entrare e uscire da orfanotrofi, riformatori, istituti penitenziari (per scontare pene più o meno gravi) e bische ha ben poco senso, è il modus operandi di chi elogia(va) ad occhi chiusi Norman Mailer ma non si accorge(va) di avere tra le mani un romanzo esplosivo.

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“Ché volontà, se non vuol, non s'ammorza,

ma fa come natura face in foco,

se mille volte vïolenza il torza.”

(Paradiso, canto IV, vv. 75 - 78)

 

In occasione del Dantedì, giornata internazionale dedicata a Dante Alighieri che si è festeggia ieri 25 marzo, ci faceva piacere aprire la nostra rubrica con una delle sue famose citazioni. Per i più curiosi la data scelta è quella in cui secondo gli studiosi Dante ha iniziato il suo viaggio nell’aldilà nella Divina Commedia. L’obiettivo di questa ricorrenza è promuovere la conoscenza e l’apprezzamento di Dante tra i giovani.

Ora a voi la nostra selezione di novità letterarie uscite in libreria tra febbraio e marzo:

 

 

Narrativa

 

Dove si riparano i ricordi di Jungeun Yun, Garzanti

 

Cosa faresti se fosse possibile cancellare il tuo ricordo più doloroso? Dalla cima della collina di un piccolo paese della Corea spunta una casa isolata. Da fuori non ha nulla di insolito, ma al suo interno c'è una lavanderia speciale, in cui è possibile lavar via anche le macchie che portiamo sul cuore. Ji-eun, la proprietaria, è lì ad aspettare con una teiera fumante. Fa accomodare chiunque entri e gli pone la stessa domanda: hai un ricordo doloroso che vuoi cancellare? Perché lei ha il potere di farlo, bisogna solo avere il coraggio di dar voce a quella sensazione, quel sentimento che non si può dimenticare. Così Jae-ha ricorda la propria infanzia, in cui spesso si è sentito abbandonato; mentre Yeon-hee rivive una relazione che l'ha fatta soffrire. Ji-eun li ascolta con attenzione, e poi accade l'inaspettato: Jae-ha e Yeon-hee comprendono che non basta eliminare i brutti ricordi per ritrovare la felicità. Le cicatrici che quelle esperienze hanno lasciato fanno parte di loro. Ma, con il tempo, da quelle cicatrici potrebbero sbocciare dei fiori. Così Jae-ha realizza che i genitori avevano buone intenzioni e Yeon-hee torna a credere nella magia dell'amore. La stessa Ji-eun capisce che deve smettere di nascondersi in un passato che non può cambiare. Tutti escono dal negozio più forti, sereni e consapevoli. Perché a volte guarire significa accettare il dolore. Significa amarsi nonostante gli errori commessi.

 

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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