Sabato, 18 Aprile 2026
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Recensione del libro la sposa in fotografia di Lee Geum-Yi, Mondadori

 

Una storia dolceamara che racconta di un periodo buio delle storia coreana -l’occupazione giapponese - in cui le donne per tentare la fortuna, si sposavano lontano da casa con sconosciuti visti solo in fotografia. Una scelta fatta per necessità, speranza e azzardo.

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Recensione del libro L’inverno della levatrice di Ariel Lawhon, Neri Pozza

 

Dagli antichi diari di un’autentica levatrice del 1700 Lawhon ci regala  un romanzo intenso che dona dolore e allo stesso tempo speranza. Viviamo le vicissitudini di una levatrice, Martha Ballard, intenta a svolgere un lavoro spesso invisibile nella comunità.

Una storia profonda che coinvolge il lettore  e lo porta in un mondo duro  e spesso silenzioso: quello delle donne della maternità e della sopravvivenza in una delle stagioni più difficili della vita. L’inverno stesso  è uno dei protagonisti del racconto, una stagione fredda severa che rende molto difficile la vota della levatrice e degli altri protagonisti. Si apre infatti li romanzo con il grande gelo e il ritrovamento di un corpo... Joshua Burgess.

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Recensione del libro "Teatro, arte di felicità" di Cecilia Moreschi, edito da Intra, piccola casa editrice nata nel gennaio 2020 come dipartimento editoriale di Intra – Formazione tra Innovazione e Tradizione. Il catalogo è un eclettico mix di narrativa e saggistica di epoche e generi diversi.

 

Nel suo nuovo lavoro, "Teatro, arte di felicità", Cecilia Moreschi, formatrice teatrale e ideatrice della Logoteatroterapia, racconta trent’anni di laboratori con bambini e adolescenti. Un percorso che unisce esperienze concrete, neuroscienze e pedagogia in un unico grande racconto. A conferma del suo valore come strumento di crescita civile e culturale, il libro ha vinto il “Premio Letterario Nazionale Agrorinasce - Letteratura per il Sociale e la Legalità”, un riconoscimento per porre l’attenzione sui temi sociali e sulla legalità.

“Un racconto in prima persona che ripercorre quasi trent’anni di lavoro dell’autrice con il laboratorio teatrale e l’età evolutiva. Dopo una breve introduzione che illustra i principi fondamentali dell’arte scenica e la sua accessibilità, il volume propone esperienze reali e stralci di drammaturgie originali nate con i ragazzi, mostrando come il teatro sia uno strumento prezioso per la crescita armoniosa di bambini e adolescenti. Attraverso numerosi richiami alle più recenti scoperte scientifiche – dal sistema specchio (mirror) alla neuroplasticità, dall’intelligenza emotiva alle intelligenze multiple – emerge come il fare teatro agisca profondamente sull’ascolto, l’empatia, la condivisione, la tolleranza alla frustrazione e molto altro ancora.  Il Teatro Ragazzi, in questa visione, si rivela un percorso educativo capace di formare persone centrate, consapevoli, curiose, pronte a dialogare e ad affrontare le sfide del mondo. Perché il Teatro Ragazzi non forma attori “Forma persone.”

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Recensione di Gridare amore dal centro del mondo di Kyoichi Katayama, Salani Editore

 

Cosa resta di un amore quando la vita ci strappa via chi amiamo? Gridare amore dal centro del mondo, piccolo gioiello della narrativa giapponese contemporanea, prova a rispondere a questa domanda con una delicatezza rara e disarmante.

"Stamattina quando ho aperto gli occhi piangevo. Come al solito. Di tristezza, forse, non so. È che i sentimenti non li ho più, li ho pianti insieme alle lacrime".

Scritto da Kyoichi Katayama, questo romanzo ha fatto breccia nel cuore di milioni di lettori in Giappone e non solo, diventando un cult per chi cerca storie d’amore intense e profonde, ma mai troppo sdolcinate. La trama segue Sakutarō, un adolescente che ripercorre con toccante lucidità il legame con Aki, la ragazza che ha amato più di ogni altra cosa e che ha perso troppo presto per una malattia.

“Sakutaro sta andando in Australia. Non è una semplice gita: porta con sé le ceneri di Aki, suo primo indimenticabile amore, morta a soli diciassette anni di leucemia. Quando Sakutaro e Aki si incontrano per la prima volta hanno dodici anni e frequentano la stessa classe. Condividono i piccoli grandi doveri della scuola; si vedono tutti i giorni, tornano a casa insieme, ognuno è parte della vita quotidiana dellʼaltro. Finché un giorno, per la prima volta, Sakutaro vede Aki con altri occhi: non più semplice amica, ma giovane donna, bella e intensa, e si accorge che la loro quieta familiarità si è trasformata, ineluttabilmente e per sempre, in una passione purissima e assoluta. Una passione che si rispecchia in una vicenda antica, quella del nonno di Sakutaro, che ha amato a sua volta, per cinquant'anni, una donna che non ha mai potuto sposare e al cui ricordo è incrollabilmente fedele, fino a spingersi a compiere un atto estremo. Ma il loro amore non è l'imitazione di un sentimento: Sakutaro e Aki vivono una felicità totale, che la malattia crudele di Aki esalta nel dolore, e che la sua morte recide d'un colpo, lasciando nellʼanima di Sakutaro un silenzio assordante.

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Logoteatroterapia

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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