Lunedì, 03 Agosto 2020
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Ritorniamo con un nuovo appuntamento della rubrica #checlassico in cui proveremo ad analizzare una delle opere più discusse e controverse della letteratura italiana: Il Principe di Niccolò Machiavelli. Nel 1559 l’opera fu inserita, nel clima del Concilio di Trento, all’interno dell’Indice dei libri proibiti. Per secoli il messaggio machiavelliano è stato tradotto con la riduttiva e, per certi aspetti, banalizzante formula: “Il fine giustifica i mezzi”. Il pensiero che si cela dietro Il Principe, ad un esame accurato risulta molto più complesso, originale, anticonformista di quanto si è creduto nei secoli.

Lo sguardo penetrante, scevro del velo dell’ipocrisia, con cui l’autore ha indagato la politica, è un elemento rivoluzionario nella trattatistica del Cinquecento e di rottura irreparabile col passato. L’orizzonte culturale in cui si muove Machiavelli, non aveva mai osato dubitare dell’immagine ideale di un governante, presentato sempre come l’incarnazione della morale vigente.

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Recensione del libro L’ultima canzone del naviglio di Luca Crovi, edito da Garzanti libri, una delle più note case editrici italiane.

 

Gennaio 1929. Mentre il Generale Inverno assedia Milano e la avvolge di bianco, il pugno di ferro della milizia fascista cala sulla città che sta cambiando da un giorno all’altro. Automobili invadono le strade, vicoli cedono il posto ai boulevard e il Naviglio interno soccombe sotto le nuove coperture in pietra. Ma non tutti piegano il capo. Alla Scala Arturo Toscanini si rifiuta di eseguire gli inni al re e al duce. Nei vecchi quartieri i “bravi ragazzi” della mala meneghina rispondono agli sgherri di Mussolini. E nella questura di piazza San Fedele il commissario Carlo De Vincenzi non si lascia ingannare da chi vuole depistarlo. Una donna è stata trovata cadavere davanti alla Colonna del Diavolo, vicino alla basilica di Sant’Ambrogio, e il caso rischia di compromettere alcuni membri del Partito. La successiva morte di un barcaiolo, che sta trasportando un ultimo carico di carta verso il Tombon de San Marc, prima dell’interramento del Naviglio, sembra a tutti un incidente. Ma non a De Vincenzi, e nemmeno ai malnatt della ligéra che della gran Milan conoscono l’anima e la lingua segreta.

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Recensione di Troppo Lontano per andarci e tornare di Stefano Di Lauro. Il libro è edito da Exòrma edizioni, una case editrice indipendente che pubblica letteratura, letterature di viaggio e saggistica.

 

Fulminea come un salto di balena, da un ripostiglio della memoria proruppe una frase: 

“Anche un’opera d’arte ispirata dalla disperazione nutre di vita l’animo di un uomo”.

Nounours, capelli biondini piuttosto sottili, iridi blu oltremare, cute glabra e chiara, un panama calcato sulla testa per proteggersi dal sole, vaga senza meta tra i boulevard di Arles rimuginando su arte e vita, su reale e immaginario, chiedendosi “cosa fare domani”. Un incontro fortuito lo porterà al piccolo circo Au Diable Vauvert che diventerà il suo porto sicuro, la sua famiglia. Il Diable è un microcosmo di esseri unici, dediti al culto della meraviglia, i cui nomi evocano la magia dell'arte, della "loro" arte itinerante, vissuta sulle strade di Francia fin-de-siecle tra sordide periferie punteggiate di vicoli ambigui e luoghi memorabili. o, del surreale.

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Rimedio cartaceo alla noia da quarantena

In questo periodo un po’ surreale che stiamo attraversando, a causa del dilagare del Covid-19, i libri possono essere la nostra ancora di salvataggio contro la noia e la solitudine. Proprio per questo la nostra redazione sta proponendo varie proposte letterarie: la nuova rubrica checlassico, libri di teatro e come sempre le novità più interessanti del momento. È vero non è possibile uscire e andarli a comprare in libreria, ma si può sempre acquistare un ebook od ordinare un libro online. Chiusi in casa con un bel libro, una copertina e un bicchiere di vino o una tisana tutto vi sembrerà più bello. Allora che aspettate ? Leggete! #iorestoacasa #ioleggo.

 

Ecco le novità del momento:

 

Narrativa

 

Le parole lo sanno di Marco Franzozo, Mondadori

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Alberto scopre di avere un male incurabile: invece di condividere l'inquietudine con chi lo circonda si procura un bastone e degli occhiali da cieco e si rifugia in un luogo già remoto, al riparo anche da se stesso. Entra in un parco, si siede su una panchina. Qui trova, forse per la prima volta, lo stupore di essere vivo. Accanto a lui si siede una giovane donna, Flavia. Si parlano. Flavia si racconta e si confessa. Nasce qualcosa di semplice, inatteso, che sembra parlare con la voce profonda del destino. L'intesa, il desiderio di ritrovarsi, l'attrazione: l'amore insomma, che nessuno dei due cercava e che li sorprende senza difese. Tuttavia se il suo drastico intervento abbia liberato o condannato all'infelicità la donna che ama non è dato sapere. Perché Flavia, com'è arrivata, un giorno come un altro scompare per sempre. Ad Alberto non resta che scrivere: affidare a un diario il racconto di ciò che è accaduto, ormai sicuro che "le parole sanno sempre dove andare" e che quindi, in un modo a lui ancora sconosciuto, prima o poi arriveranno a Flavia.Una dichiarazione d'amore per la letteratura, perché scrivere – e leggere – realizzano il passaggio del testimone più universale e intimo. D'altra parte, si sa, chi legge ama.

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Stanza a tre

Vincitore terza edizione concorso #inplatea

10/11 dicembre 2019- teatro Trastevere (Roma)

 

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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