Giovedì, 24 Giugno 2021
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“I migliori compagni di viaggio sono i libri: parlano quando si ha bisogno, tacciono quando si vuole silenzio. Fanno compagnia senza essere invadenti. Danno moltissimo senza chiedere nulla.”

Tiziano Terzani

 

Siete una di quelle persone che va sempre in giro con un libro in borsa? Allora molto probabilmente i libri sono i vostri compagni di vita e di viaggio. Chi può assicurarvi di essere sempre lì con voi più di un libro? I libri possiedono una certa persistenza e durevolezza che può essere confortante. Non sono invadenti, parlano quando si ha bisogno e danno moltissimo come dice Tiziano Terzani. Certo nella vostra avite avrete anche altri amici, persone che vi accompagnano e vi hanno accompagnato ma i libri hanno il proprio perché, possono farvi sognare come pochi. Se il vostro attuale compagno letterario sta per finire non temete tra i libri che stiamo per proporre potrete trovare un nuovo amico inseparabile.

Eccoli a voi:

 

Gialli/Thriller

La disciplina di Penelope di Gianrico Carofiglio, Mondadori

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Penelope si sveglia nella casa di uno sconosciuto, dopo l'ennesima notte sprecata. Va via silenziosa e solitaria, attraverso le strade livide dell'autunno milanese. Faceva il pubblico ministero, poi un misterioso incidente ha messo drammaticamente fine alla sua carriera. Un giorno si presenta da lei un uomo che è stato indagato per l'omicidio della moglie. Il procedimento si è concluso con l'archiviazione ma non ha cancellato i terribili sospetti da cui era sorto. L'uomo le chiede di occuparsi del caso, per recuperare l'onore perduto, per sapere cosa rispondere alla sua bambina quando, diventata grande, chiederà della madre. Penelope, dopo un iniziale rifiuto, si lascia convincere. Comincia così un'appassionante investigazione che si snoda fra vie sconosciute della città e ricordi di una vita che non torna. Con questo romanzo – ritmato da una scrittura che non lascia scampo – Gianrico Carofiglio ci consegna una figura femminile dai tratti epici. Una donna durissima e fragile, carica di rabbia e di dolente umanità. 

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Recensione de “Il Convalescente” di Jessica Anthony edito da Pidgin Edizioni. Una casa editrice napoletana nata nel 2017 sotto forma di associazione culturale che si pone l’obiettivo di promuovere una letteratura diversa, più audace e spregiudicata, più sopra le righe e fuori dagli schemi..



“Il Silenzio, ho notato, mette la gente a disagio, e la musica torna sempre utile. Alla maggioranza delle persone non basta ascoltare il ronzio di un frigorifero pieno di carne.”
                                                                                                                     ( Rovar Àkos Pfliegman)

 

 

Come la nascita di un nuovo Universo, in una delle infinite pieghe del continuum spazio – temporale, tutto ha inizio col susseguirsi di una serie curiosa di rocambolesche coincidenze. Ma siamo solo (e già) in medias res, o giù di lì. Qualcosa (giustamente) non torna, anche se vedremo che, come in ogni storia ben scritta e narrata, alla fine tutti i nodi verranno al pettine e si scioglieranno. Tornando a noi, voltata pagina ci ritroveremo pressapoco alla fine del primo decennio del Terzo Millennio, ma finito il capitolo verremo catapultati nel IX secolo d.C., qualche pagina dopo nel 1985, e così via, di volta in volta, sarà un continuo viavai lungo la linea del tempo e gli intricati sentieri della Storia e dei ricordi.

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I libri con cui arricchire le nostre vita

 

 

“La letteratura, come tutta l’arte, è la confessione che la vita non basta.”

Fernando Pessoa

Come diceva Fernando Pessoa la letteratura è la conferma che la vita non basta? Forse si! Probabilmente in alcuni momenti la vita con tutto i suoi accadimenti non ci è sufficiente e quindi abbiamo un desiderio insito nel nostro profondo che ci spinge a leggere. Ma non è necessariamente vero, a volte si vivono momenti altamente emozionanti e leggere può diventare un modo per evadere da se stessi ed essere altri. In ogni caso leggere sembra sopperire ad una mancanza, un qualcosa che ci impedisce di essere pienamente appagati e quindi ci rivolgiamo all’arte e alla letteratura.

Per aiutarvi a scegliere l’opera con cui arricchire le vostre vite vi proponiamo a seguire la nostra consueta selezione delle novità letterarie.

 

Narrativa

 

Basta un caffè per essere felici di Tashikazu Kawaguchi, Garzanti

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L'aroma dolce del caffè aleggia nell'aria fin dalle prime ore del mattino. Quando lo si avverte, è impossibile non varcare la soglia della caffetteria da cui proviene. Un luogo, in un piccolo paese del Giappone, dove si può vivere un'esperienza indimenticabile. Basta entrare, lasciarsi servire e appoggiare le labbra alla tazzina per vivere di nuovo l'esatto istante in cui ci si è trovati a prendere una decisione sbagliata. Per farlo, è importante che ogni avventore stia attento a bere il caffè finché è caldo: una volta che ci si mette comodi, non si può più tornare indietro. È così per Gōtaro, che non è mai riuscito ad aprirsi con la ragazza che ha cresciuto come una figlia. Yukio, che per inseguire i suoi sogni non è stato vicino alla madre quando ne aveva più bisogno. Katsuki, che per paura di far soffrire la fidanzata le ha taciuto una dolorosa verità. O Kiyoshi, che non ha detto addio alla moglie come avrebbe voluto. Tutti loro hanno un conto in sospeso, ma si rendono presto conto che per ritrovare la felicità non serve cancellare il passato, bensì imparare a perdonare e a perdonarsi. 

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Recensione del libro Logoteatroterapia. Il teatro per la disabilità della comunicazione di Cecilia Moreschi edito da WriteUp Site. Piccola casa editrice che cura dalle pubblicazioni universitarie ai testi per bambini cercando di fare proprie alcune proposte del millennio: leggerezza, rapidità, visibilità e…

 

Logoteatroterapia è una parola lunghissima, anche difficile per certi versi, che ha però il dono di racchiudere un’esperienza sul campo densa di esperienze uniche, quelle della sua ideatrice Cecilia Moreschi. 

L’intento di questo libro è il fornire un manuale, teorico e fondativo della disciplina, con cui trasmettere le pratiche e le riflessioni volte all’utilizzo del teatro nella cura delle disabilità. Una sfida apparentemente impossibile che l’ideatrice applica tutti i giorni nelle scuole, nei centri di riabilitazione, con i piccolissimi e con gli adolescenti: un metodo che consentirà alle/agli insegnanti e agli/alle operatrici del settore di utilizzare il teatro non solo per imparare a gestire l’emotività, ma anche per intervenire in maniera efficace su una serie di patologie legate alla sfera della comunicazione e dell’apprendimento.

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Stanza a tre

Vincitore terza edizione concorso #inplatea

10/11 dicembre 2019- teatro Trastevere (Roma)

 

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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