Martedì, 24 Maggio 2022
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Recensione dell'antologia Ballo di famiglia di David Leavitt edito da SEM, piccola casa editrice con sede a Milano che pubblica libri dal gennaio 2017 e si è fatta notare rapidamente: soprattutto perché il suo cofondatore Riccardo Cavallero veniva dall’essere stato direttore generale della più grande delle case editrici italiane, la Mondadori.

 

I classici sono libri che esercitano un'influenza particolare sia quando s'impongono come indimenticabili, sia quando si nascondono nelle pieghe della memoria mimetizzandosi da inconscio collettivo o individuale.” (Italo Calvino, Perché leggere i classici)

 

Si abbracciarono come fratelli; soltanto quando sono al sicuro nell'automobile della madre di Neil hanno il coraggio di baciarsi. Riconoscono l'odore dell'altro e tornano a sentirsi a loro agio
(David Leavitt, Territorio, in Ballo di famiglia)

 

Come tanti altri scrittori della New Lost Generation, Leavitt esordisce in modo sparso e disordinato all'alba della decade degli anni '80. Nel 1984 mette insieme parte del materiale pubblicato nei quattro anni precedenti e l'Editore Knopf dà alle stampe Ballo di famiglia. A 23 anni, non solo diventa, dall'oggi al domani, un autore di successo ma, neanche tanto inconsapevolmente, fa deflagrare, negli ambienti intellettuali d'oltreoceano, una vera e propria bomba che lo proietterà, cogliendolo notevolmente impreparato, nell'Olimpo dei più famosi scrittori americani.
È ironico notare come sia la sua scrittura sia la sua vita, sin dal principio sono state emblematiche del periodo storico nel quale si vanno a contestualizzare.

I nove racconti dell'antologia (in questa nuova traduzione ed edizione della SEM dieci) narrano con tenerezza e saggezza la fine di un'epoca di contestazione e messa in discussione, gli anni '70, e l'inizio di un'altra, gli anni '80, contrassegnata nel suo progredire e giungere a termine dall'edonismo, narcisismo e materialismo più sfrenati.

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Recensione de “Tutto a posto tranne l’amore” di Anna Premoli 2021, Newton Compton Editori.

 

La storia è ambientata nel periodo del lockdown dovuto alla pandemia da Covid-19 e ciascun lettore ritrova nel romanzo i difficili momenti dettati dall’emergenza epidemiologica in atto. I protagonisti, Ludovico e Ginevra, sono ormai due ex coniugi che vivono la quotidianità del tempo che trascorre molto lentamente tra le mura domestiche impegnati con lo smart working ed hanno la possibilità di riflettere sugli eventi felici del loro passato ripercorrendo, nella più perfetta solitudine, le loro vite. Il distanziamento sociale imposto dalla contingenza degli eventi consente loro di riflettere su quello che considerano un rapporto ormai chiuso e di dare una svolta definitiva alla loro storia. 

Il matrimonio ha permesso loro di potersi considerare, per un brevissimo tempo, una coppia stabile ma entrambi non hanno saputo mantenere viva la fiamma del loro amore. Il loro rapporto è mutato radicalmente in seguito ad alcune circostanze che lo hanno deteriorato definitivamente fino a portarli al divorzio.

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I libri che donano libertà

Come una lieve brezza che soffia leggera sul viso donando una sensazione di libertà, tornano i nostri consigli sulle novità letterarie  per offrirvi quel senso di libertà che solo un libro può regalare.  I libri infatti sono fautori di libertà perché aiutano a sviluppare il nostro senso critico e a renderci più consapevoli e coscienti di ciò che facciamo. Non vi resta che scegliere il libro giusto e acquisire così una maggiore presa di coscienza di voi stessi, del mondo che vi circonda e la libertà di scegliere consapevolmente.

Ecco la nostra selezione:

 

Narrativa

 

Le ragazze dell’atelier dei profumi di Charlotte Jacobi, Tre60

Amburgo, 1897. Sin da piccole, Marie e Anna Carstens hanno la passione per le fragranze floreali e le essenze profumate. Grazie a Berta, un’amica di famiglia, diventata titolare della famosa ditta di saponi Douglas, le ragazze vengono introdotte all’affascinante mondo dei profumi, scoprendo le tecniche e i segreti per ottenere essenze originali e raffinate. Quella passione ben presto si trasforma in un sogno: aprire una profumeria di lusso nel centro di Amburgo. Ma in un’epoca in cui l’unica prospettiva per una donna è quella di sposarsi, Marie e Anna devono affrontare l’ostilità della madre e la diffidenza del padre. A fronte della delusione per l’infrangersi di un sogno, fortunatamente la nonna le sostiene, anche economicamente. Dopo alcuni viaggi a Parigi e Bru­xelles, dove incontrano stilisti e maestri del profumo come Coco Chanel e François Coty, le due sorelle riescono finalmente a realizzare il loro progetto: nel 1910 inaugurano con grande successo la profumeria Douglas, un elegantissimo negozio di fragranze sul Neuer Wall, la via più prestigiosa di Amburgo. Grazie all’accostamento dei profumi all’arte, alla musica e alla letteratura, le ragazze attirano da subito i maggiori esponenti dell’alta società tedesca, creando un punto di riferimento culturale in città, e ponendo le basi di quello che, negli anni, diventerà l’impero delle profumerie Douglas.

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Recensione del libro il mondo è un alveare di Joanne Harris edito da Garzanti.

 

Dall’autrice di Chocolat un nuovo romanzo onirico, profondo, che vi farà volare con la fantasia e vi trasporterà in un mondo fantastico dove le api sono narratrici di storie.

 

C’è una storia che le api raccontano a cui è impossibile non credere. Una storia che si perde nei secoli. Ha inizio con la nascita di Re Crisopa, un uomo crudele e ingannatore, che trova la redenzione compiendo un lungo viaggio dentro sé stesso e nel cuore silenzioso del mondo. È qui che incontra individui straordinari, ognuno dei quali ha qualcosa da insegnare. La creatività è il primo regalo che riceve, da un abile giocattolaio che rincorre l’opera perfetta, perché incapace di sacrificare la purezza dell’arte in nome della cinica materialità. La conoscenza è il secondo dono e giunge da una principessa tenace il cui animo si riscalda con le parole del sapere e si inaridisce di fronte alle rigide regole di corte.

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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