Giovedì, 29 Ottobre 2020
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Recensione di Papà Gambalunga di Nadine Brun-Cosme e Aurélie Guillerey  edizioni Clichy. 

Clichy è una casa editrice che nasce a Firenze nel 2012 con una marcata francofilia, pubblica varie collane che fanno appassionare differenti tipologie di lettori ed è specializzata in editoria per l’infanzia. 

 

Matteo e il suo papà, al mattino, raggiungono l’asilo con la vecchia automobile verde targata PAPA007. È una mattina come tante ma la vecchia macchina stenta a partire. Arrivato all’asilo, dopo aver baciato la guancia del padre, Matteo riflette ad alta voce sulle difficoltà che si sono verificate nell’accensione dell’autovettura ed esprime le proprie perplessità al suo babbo. Il padre, senza esitare neppure un minuto, con voce ferma e confortante, gli risponde tranquillizzandolo,  che all’uscita del nido, nel caso in cui la macchina non dovesse partire, ugualmente ci sarà e verrà a prenderlo con il trattore del vicino. Ma i dubbi di Matteo permangono e le sue richieste di rassicurazione continuano: se il trattore sarà stanco accorrerà quel  gran pigrone dell’orso Martino e qualora lui abbia ancora sonno chiederà aiuto a tutti gli uccelli del giardino che si precipiteranno in volo; se loro non saranno disponibili perché impegnati con i loro piccoli allora il vicino aprirà al massimo l’acqua, con la sua sistola farà in modo che si formi un piccolo ruscello e remando sarà dal piccolo, se il vicino non vorrà prestargli l’acqua allora chiederà  a due coniglietti di scavare un tunnel sotto al giardino; se i conigli saranno andati a trovare la loro nonna il drago dalle grandi ali lo porterà all’asilo ma se il drago fosse impegnato in una battuta di caccia allora papà si metterà in marcia perché le sue gambe non saranno mai troppo stanche per venirlo a prendere.

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Recensione di Il caffè alla fine del mondo di John P. Strelecky edito da Vallardi A. - casa editrice italiana nata nel 1750 a Milano che si occupa principalmente di dizionari, ma anchedi libri di filosofia, matematica e storia.

 

Il caffè alla fine del mondo è un libro di self help che fornisce degli spunti per conoscere se stessi e scoprire se si è davvero felici. John P. Strelecky offre una riflessione sul senso profondo della felicità che ci insegna come a volte sia importante perdersi per ritrovare se stessi.

Se qualcuno oggi ti chiedesse se sei soddisfatto della tua vita, cosa risponderesti? A volte nella vita quello che sembrava un fastidioso imprevisto può rivelarsi una scorciatoia verso la felicità. È ciò che accade a John, il protagonista di questo libro, un uomo che va sempre di fretta ma che un giorno, per colpa del traffico, è costretto a rallentare e imboccare un cammino secondario, reale e metaforico, ignaro che quello che sta per incontrare - un misterioso caffè in mezzo al nulla - lo cambierà per sempre. Sì, perché il caffè alla fine del mondo esiste ed è dentro di noi, è il luogo dove tutte le nostre domande trovano risposta, dove i nostri desideri appaiono nitidi e raggiungibili, e dove finalmente troveremo il coraggio di cambiare. Un libro da tenere sul comodino, da leggere e rileggere, per non scordarci mai che affrontare noi stessi è l'unica via verso la felicità.

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I libri che non vorrete smettere di leggere

 

Cosa provate quando finite di leggere un buon libro? Vi piange il cuore a leggere l’ultima pagina oppure pensate subito al libro successivo? Quando si ha nelle mani un buon libro a volte si vorrebbe che non finisse mai. Ci sono infatti quei libri che ti riscaldano il cuore e occuperanno per sempre un posto speciale, quei racconti che rileggeresti tante volte senza stancarti mai. Ma la voglia di leggere continua e siamo qui proprio per proporvi tra le ultime novità alcuni tra i libri più interessanti che potrebbero diventare il vostro libro del cuore. Non bisogna mai smettere di leggere anche perché non si può mai sapere… il prossimo libro potrebbe piacervi anche più del precedente.

 

Ecco la nostra selezione:

 

Narrativa

Cose che succedono la notte di Peter Cameron, Adelphi

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Questo libro è fatto di buio e di neve. Di un treno nella notte, e di una coppia senza nome che scende in una stazione deserta del Grande Nord. Di un immenso, lussuoso albergo nel cuore di una foresta. Delle sue stanze chiuse, dei suoi infiniti corridoi, dell'isola di luce del suo bar. Dei suoi due unici frequentatori – una vecchia cantante che tutto ha visto, e un losco uomo d'affari con un suo crudele disegno. E ancora, di un sinistro orfanotrofio, e di un enigmatico guaritore. Non tutti gli scrittori avrebbero saputo trasformare questa materia in un grande, misterioso romanzo. Ma Peter Cameron, questo nel tempo lo abbiamo imparato, non è uno scrittore come tutti.

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Recensione de La seconda vita di Missy Carmichael di Beth Morrey edito da Garzanti

 

Un romanzo d’esordio come pochi, un libro toccante, ricco di emozioni che ci ricorda che nella vita tutti possono avere una seconda possibilità se riescono ad aprirsi e fare entrare gli altri.

“La mia casa è grande. Troppo grande. Ma io non sento la solitudine. La mia vita mi piace così. Uguale, giorno dopo giorno. Non ho bisogno degli altri. La maggior parte di loro, comunque, non si accorge di me. E io non faccio nulla perché questo accada. Eppure una mattina al parco qualcuno si è avvicinato. Due donne mi hanno vista persa nei miei pensieri e mi hanno offerto un caffè. Niente di che. Un piccolo gesto. Qualcosa che nessuno faceva per me da tanto tempo. Una gentilezza dopo la quale nulla è stato come prima. La mia seconda vita ha avuto inizio. La mia casa non è più così grande, se intorno al tavolo della cucina siamo in tanti. Com’era una volta. Le mie passeggiate sono diventate più lunghe, se fatte con qualcuno accanto. Ho aperto uno spiraglio nel guscio in cui mi ero rifugiata. Ma all’inizio l’ho richiuso subito, per paura che qualcuno potesse conoscere i segreti che non ho mai confessato a nessuno. Sono sempre stata brava a nasconderli. A poco a poco, però, ho scoperto la magia del fidarsi e del lasciar andare. Anche gli sbagli. Anche il dolore. Perché le persone sono pronte non solo a giudicare, ma anche a starti vicino. Basta permetterglielo.”

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Stanza a tre

Vincitore terza edizione concorso #inplatea

10/11 dicembre 2019- teatro Trastevere (Roma)

 

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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