Lunedì, 11 Maggio 2026
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Recensione di Grammatica di un desiderio di Vanessa Tonnini, Neri Pozza

 

“C’è una paura più grande, che al solo avvicinarsi disarciona il corpo, si prende il respiro, e resta invincibile nel tempo. È la paura di ciò che ho perduto.”

 

Un esordio letterario profondo e malinconico sui tumulti dell’adolescenza, una storia  sulla scoperta del desiderio. 

Vanessa Tonnini, autrice e sceneggiatrice, ci racconta con una storia di pura fantasia, la vita, le vicissitudini e i desideri di un ragazzo che pian piano diventa uomo e si riappacifica con la vita.  Il romanzo inizia con Nicaredda, il protagonista, che decide di narrare ciò che gli era accaduto  dagli inizi del Novecento agli anni Settanta. Dopo avere tenuto per tutta la vita tutto dentro sente il bisogno di rivelare cose che non aveva mai raccontato neanche a sua moglie e inizia a scrivere.

Come si cresce se non si hanno parole per dire il mondo, i propri pensieri e i propri desideri? Nicaredda è nato in una famiglia di sei figli, il padre morto in miniera e la madre soffocata dai doveri e dalla fame. Gli hanno insegnato solo le poche parole necessarie a sopravvivere e, nei primi anni della sua vita, non ha sentito il bisogno di conoscerne altre. Quando però viene mandato alla solfatara, tutto per lui cambia. La nuova vita è fatta di buio, cunicoli stretti che levano il fiato e paura. È fatta anche di corpi, di ragazzi come lui, i muscoli guizzanti e lo sguardo profondo, e Nicaredda sente nascere dentro di sé qualcosa a cui non sa dare un nome. Se è nel buio soffocante della miniera che conosce il desiderio, è altrove tuttavia che le pulsioni si trasformano in gesti, l’istinto si fa sentimento. Fuggito da quel luogo di morte, lo attende una nuova prigionia. Alle Tremiti, dove il regime fascista manda al confino i dissidenti, ma anche quelli come lui, in un inverno tiepido che sembra primavera scopre un’esistenza che non è pura sopravvivenza. Perché tra le violenze e i soprusi trova spazio anche un’idea di futuro. E perché su quell’isola scordata dal mondo incontra Ruggero, e i pensieri confusi diventano parole, la paura lascia filtrare il coraggio. 

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I libri che sanno d’estate

 

 

Bentrovati! Ora che siamo in piena estate siamo qui per proporvi i libri con cui rinfrescare le vostre calde giornate. C’è però una piccola novità, proporremo un libro in primo piano che ci ha entusiasmato e vogliamo segnalarvi.

 

Il libro di questa estate è: il figlio peggiore di Peter D’Angelo e Fabio Valle, Fandango. 

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Un noir-inchiesta, ideato prendendo spunto dai documenti del ROS, dalle testimonianze di un ex agente del SID relativi all’inchiesta Blue Moon. Il figlio peggiore è ambientato nei  tumultuosi anni 70 in Italia e più precisamente a Roma e racconta del traffico di eroina che da inesistente nel  1970 è passato a predominante nel 1975. Gli eroinomani sono diventati 20.000 in pochi anni e ci sono stati i primi morti, ma come è successo? Dovrà scoprirlo il protagonista del romanzo, Carlo, cronista trentenne del Giornale della sera che si farà aiutare da vari personaggi tra cui: un amico d’infanzia immischiato nella malavita, un medico, un commissario di polizia dedito alla giustizia e Silvia una fotografa di stampa alternativa. Riveleranno, non senza difficoltà, che dietro il boom di droga c’è un piano ben orchestrato con uno scopo ben preciso...

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Recensione le Libraie di Kichijoji di Aono Kei edito da Einaudi

 

 

Un antica libreria in pericolo di fallimento, rivalità e invidia tra donne, antagonismo tra uomo e donna, questi sono gli ingredienti principali delle Libraie di Kichijoji. Un romanzo pervaso dall’amore per i libri e dalla voglia di combattere per superare le avversità.

Due donne diverse in tutto. Specie nel modo di amare la carta, l’inchiostro, i libri. Ma, a unirle, la volontà di salvare dalla rovina un’antica libreria nel cuore di Tokyo. . Riko Nishioka, vicedirettrice di una libreria nel quartiere di Kichijoji, da qualche tempo ha difficoltà a gestire Aki Obata, la sua giovane subordinata. Al centro dei loro battibecchi, due caratteri opposti: testarda, stacanovista e invidiata dai colleghi l’una; spensierata, ottimista e sicura di sé l’altra. Il loro scontro causerà una frattura in apparenza insanabile. Ma tra discussioni sui generi letterari, scaffali da allestire e presentazioni con gli autori da organizzare, Riko e Aki dovranno imparare ad ascoltarsi per sventare l’improvviso pericolo di fallimento della libreria.

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“Il segreto è essere felici - disse. Comunque. Provarci. È possibile. Col tempo diventa sempre più facile. Non ha niente a che fare con le circostanze. Non immagini nemmeno quanto sia bello. Accetta quel che viene e la tragedia sparisce. O almeno diventa più leggera, e tu ti lasci trasportare dalla vita". Alice Munro

 

In questi giorni è venuta a mancare Alice Munro, una grande scrittrice canadese, insignita del premio Nobel per la letteratura nel 2013 e volevamo dedicarle un pensiero. Fu scrittrice di short stories, racconti, asciutti e taglienti e ottenne il nobel  proprio per la narrativa breve poiché riconosciuta capace “di racchiudere in  poche pagine l’intera complessità epica del romanzo”.

Ora vi segnaliamo altrettanti capolavori che forse chissà un giorno riceveranno anch'essi un premio.

 

Ecco a voi:

Narrativa

 

L’ultimo mago di Francesca Diotallevi, Neri Pozza

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È la notte di Capodanno del 1960 e, in un lussuoso appartamento affacciato sul parco del Valentino, un gruppo di persone siede attorno a un tavolo. L’aria è quasi elettrica e nessuno osa emettere un fiato. Aspettano l’inizio di quelli che il padrone di casa chiama «esperimenti» ma che per chi è lì hanno un valore inestimabile, soprannaturale. Gustavo Rol ha l’eleganza garbata e poco esibita di chi cammina con naturalezza in qualunque stanza del mondo, e il pubblico pende dalle sue labbra. Solo un uomo lo guarda con sospetto, è sicuro che ci sia un trucco e vuole svelarlo. Nino Giacosa è un uomo rotto, in fuga: dai debiti di gioco, dai fantasmi della disfatta di El Alamein, da Miriam, la donna che ha amato. Da sé stesso. Dopo tanti sogni infranti, tuttavia, ha trovato qualcosa che può riempire il vuoto della sua esistenza: una storia. La storia che sta scrivendo giorno e notte nella squallida stanza di una pensione è quella di un grande imbroglio, celato dalle mani sapienti di un illusionista. Ed è con questo atteggiamento scettico che Nino inizia a partecipare alle serate di Rol. Ma tra i due uomini, all’apparenza così diversi, si crea presto una complicità imprevista. E nelle passeggiate attraverso una Torino gelida e impenetrabile, Rol racconta a Nino la propria vita, il «dono» che ha scoperto grazie a un polacco conosciuto a Marsiglia, gli studi e lo scoramento all’idea di essere ammirato ma mai compreso.

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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