Martedì, 16 Aprile 2024
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I libri con cui crescere e alleggerirvi

 

Nell’agosto del 1945, subito dopo lo sgancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, Albert Camus disse: “Di fronte alle terrificanti prospettive che si aprono all’umanità, ci rendiamo sempre più conto che la pace è la sola battaglia per la quale valga la pena di combattere. Non è più una preghiera, è un ordine che deve salire dai popoli verso i governanti, l’ordine di scegliere definitivamente tra l’inferno e la ragione”.

Sono passati tanti anni e ancora continuano ad esserci scontri e guerre, come quello che sta accadendo nella striscia di Gaza e viene da chiedersi perché continua ad accadere, perché i governanti non ascoltano le parole di Camus?

Leggere può essere lo strumento per acquisire maggiore consapevolezza e per alleggerire la durezza di momenti come quelli che stiamo vivendo.

Ecco a voi i libri con cui crescere e alleggerirvi allo stesso tempo:

 

Narrativa

 

Le schegge di Bret Easton Ellis, Einaudi 

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Nel 1981 Bret ha diciassette anni e frequenta l’ultimo anno alla Buckley, la scuola della gioventù dorata di Los Angeles: feste in piscina, amori promiscui, Bmw, coca, vodka e succo di pompelmo. Un mondo falso e perfetto, ma tutto sommato piacevole, di certo eccitante. Almeno finché in classe non arriva uno studente nuovo  Robert Mallory. Robert è intelligente, bello, carismatico e presto entra a far parte della ristretta cerchia di amici di Bret. Robert però nasconde un segreto, indecifrabile anche per le persone che gli sono più vicine. Ammaliato dal fascino ambiguo di Robert, Bret sviluppa una vera e propria ossessione nei confronti del nuovo compagno. Ma Bret non può assecondare fino in fondo quell’attrazione perché c’è qualcuno, il cui pensiero lo sconvolge più di ogni altro: il Pescatore, un pericoloso serial killer che sta mietendo vittime a Los Angeles in quegli anni, e che sembra deciso a colpire il gruppo di amici di Bret, e Bret stesso… Minacce terrificanti, atti di violenza casuali, inquietanti coincidenze: questa serie di eventi va a comporre un quadro che viene continuamente interpretato da Bret attraverso il filtro della sua immaginazione di adolescente dalle grandi doti narrative. 

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Recensione di Zothique 14 Speciale 100 anni di Weird Tales! di AA. VV., edito da Dagon Press. Piccolissima realtà editoriale teramana fondata da Pietro Guarriello nel 2005 e portata avanti negli anni assieme a un gruppo di amici accomunati dalla passione per H. P. Lovecraft e la Letteratura Fantastica.

 

L’immaginazione dell’uomo, in materia di mostri, è limitata” (Jorge Luis Borges)

 

Costantemente attenta alle piccole realtà editoriali, La Platea, che sta sempre sul pezzo, recupera e segnala, per la gioia degli appassionati di genere, un volume uscito a marzo di quest’anno per i tipi di Dagon Press.

Tutto ebbe inizio nella seconda metà del ‘700 quando scrittori come Horace Walpole ed E. T. A. Hoffmann diedero il LA.

Da lì in a una sessantina d’anni, una seconda generazione di autori, del calibro di E. A. Poe Mary Shelley Ambrose Bierce e Jack London, si accordò sulla stessa frequenza d’onda dando il via, a loro volta, all’esplorazione di ciò che c’era (e continua ad esserci) oltre i confini della linea d’ombra dell’animo umano.

A raccogliere questa eredità letteraria negli anni venti del ‘900 ci penserà, come ci raccontano i vari contributi del numero 14 di Zothique, il pulp magazine emblema del Fantastico, in tutte (o quasi) le sue declinazioni, per eccellenza: Weird Tales.

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“Lei scrive, scrive, ma il guaio è che prova più gusto a scrivere che a leggere, mentre scrivere vuol dire dire partecipare a un lavoro collettivo, avere una propria idea della situazione della letteratura attuale e di una direzione verso la quale si vuole svilupparla. Se no le cose che Lei scrive, belle o brutte che siano, non entrano nel discorso generale, cioè non servono.” Così Calvino a Stelio Mattoni il 17 Maggio del 1965: tralasciando le circostanze specifiche che portano l'autore-editore-innovatore – di cui ricorre il centenario quest'anno- a scrivere a Mattoni, quel che interessa è la concezione emersa chiaramente in queste poche righe. Scrivere vuol dire non leggere ma aver già letto, aver chiaro dove sia già stata la letteratura e dove ancora possa stare. Il talento letterario non può che essere sostenuto da un'assidua frequentazione con i modelli: idea che accompagnerà Calvino fin negli ultimi anni. Come fatto notare efficacemente da Eraldo Bellini ( Calvino e i classici italiani, Eraldo Bellini, Edizioni Ets, 2019), tale predisposizione d'animo doveva essergli nata dal ruolo di editore e consulente che ricoprì per Enaudi ma ciò non toglie che tale convinzione fu talmente salda da guidarne la penna vita natural durante. Ancora illuminanti, a tal proposito, le pagine che aprono il catalogo della mostra di Tullio Pericoli Rubare a Klee, scritte vent'anni più tardi. La poesia nasce sempre da altra poesia, anche se tale nascita si configura necessariamente come un furto, anche se inconsapevole: è quanto sostiene lo scrittore in queste poche pagine. Quanto alla sua esperienza, Calvino si difende dalla mancanza di consapevolezza: io ho sempre avuto coscienza di prendere dei prestiti. Ed ancora, la suggestiva definizione di lettura :“ Forse la lettura è già questo un furto. C'è questa cosa lì, chiusa, questo oggetto da cui si carpisce qualcosa che c'è chiuso dentro. C'è uno scassinamento, c'è un furto con scasso in ogni vera lettura.”

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Recensione del libro Cleopatra e Frankenstein di Coco Mellors, edito da Giulio Einaudi editore.

 

Coco Mellors, giovane scrittrice inglese, con il suo romanzo d’esordio, Cleopatra e Frankenstein, ci stupisce narrandoci dell’amore in tutte le sue forme: verso se stessi, verso gli amici, verso la persona con cui si vuole passare il resto della vita, verso un ricordo… Un amore però realistico, sospeso, sotteso, quasi invisibile che tutti a loro modo agognano e non sempre  riescono a trovare. Un romanzo di successo restato allungo ai vertici della classifica inglese e da cui sarà tratta anche una serie tv.

Un romanzo sulle fibrillazioni dell’amore, su tutte quelle relazioni imperfette nate da serate inaspettatamente perfette e, soprattutto, su New York: ancora una volta sfrenata, eccessiva, meravigliosa, irraggiungibile. Quando Cleo e Frank si incontrano, nell’ascensore di un grattacielo a Manhattan la sera di Capodanno, non sanno che da lì a sei mesi si sposeranno e andranno a vivere insieme. Ma quello che appare come un idillio, finirà per essere un infelice punto di svolta nella loro vita e in quella degli amici più cari.”

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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