Domenica, 20 Ottobre 2019
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Recensione dello spettacolo Ragazzi di vita in scena al Teatro Argentina dal 15 al 27 ottobre 2019

 

Debutto di stagione col botto per il Teatro Argentina che ha visto il pubblico nuovamente affascinato dalla pièce tratta dal romanzo di Pier Paolo Pasolini. Già presentato in occasione dei quarant’anni dalla morte dell’autore, lo spettacolo è diventato un vero e proprio caso teatrale perché ha saputo riproporre le atmosfere e il lirismo del testo pasoliniano grazie al grande lavoro di adattamento operato da Emanuele Trevi e all’ottima regia di Popolizio, che si conferma ancora una volta un ‘direttore dei lavori’ esemplare.

Portare nuovamente in scena un testo così impegnativo non è facile, in questo caso, però, non importa quante siano state le repliche contate finora, perché questa pièce ancora una volta è riuscita ad affascinare e spiazzare gli spettatori.

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Recensione dello spettacolo Il silenzio grande in scena al Teatro Quirino dal 15 al 27 ottobre 2019

 

È una strana cosa il silenzio. Uno strumento di comunicazione unico a differenza di tutti gli altri mezzi di comunicazione messi a disposizione dell’uomo. Unico perché naturale, ontologico nell’essere umano, non ci si serve di un oggetto, di un dispositivo elettronico o telegrafico o di un calamaio per dire qualcosa a qualcuno.
Nel silenzio si dicono tante cose. Ma nessuno è in grado di comprendere quest’idioma alla portata di tutti.
Esistono tante forme di silenzio: alcuni sono tanti silenzi piccoli che, col passare del tempo, diventano silenzi grandi.

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Recensione dello spettacolo Gente di facili costumi, di Nino Manfredi e Nino Marino. Con Paola Tiziana Cruciani e Pietro Longhi. Regia di Silvio Giordani. In scena al Teatro Roma dal 15 ottobre 2019 al 27 ottobre 2019

 

A volte le storie personali si incontrano tra loro, e nell’ apparenza della diversità si riconoscono come parti di un’anima comune e della stessa solitudine. Succede, a volte, che un destino benevolo soffia una brezza favorevole su due vite invisibili a se stesse e agli altri, incoraggiandone l’incontro.

È una persona esasperata e sola quella che in piena notte busserà all’inquilina del piano di sopra, pretendendo con ogni mezzo di farle abbassare il volume della radio dalla quale escono dolci note ad un volume assolutamente intollerabile. Lui, Armando, professore all’ Accademia di Belle Arti, è costretto ora a scrivere scadenti film di sesso e violenza per il cinema, allo scopo di compiacere, per una manciata di lire, il produttore Gargiulo, uomo mediocre dalla scarsa moralità.

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Recensione dello spettacolo La dolce guerra, andato in scena al Teatro Biblioteca Quarticciolo il 12 e 13 Ottobre 2019

 

Gli Italiani erano indifferenti alla Grande Guerra. Barlumi di benessere nell’aria effervescente di una Belle Époque nostrana infondevano ottimismo. La nuova Arte meravigliosa, il Cinema, faceva sognare. Altro che slanci patriottici: al di là dei solenni proclami del Vate D’Annunzio, la Guerra fu decisa, come sempre, al di sopra delle teste del popolo. Ne beneficiò la nascente industria, che in quegli anni, con le commissioni belliche, vide moltiplicarsi i suoi fatturati. Con buona pace degli operai delle fabbriche, all’uopo necessari ed esentati dal servizio. A diventare carne da cannone andarono i contadini, per conquistare pochi brandelli di terra di cui non conoscevano nemmeno l’esistenza.

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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