Mercoledì, 30 Novembre 2022
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Recensione di La damnation de Faust di Berlioz in scena  alla Concert Hall Great Amber di Liepaja il 28 ottobre 2022

 

Questa breve recensione si riferisce ad uno spettacolo che non visto in teatro, ma seguito in leggere differita, grazie ad una  specie di trasmissione ‘pirata’. Vantaggi della tecnologia.

Fatta la premessa che le opere vanno viste e soprattutto ascoltate in teatro, questo caso merita una eccezione , per l’entusiasmante risultato di questa sofisticata operazione teatrale e registica, che ha saputo essere moderna, simbolica, senza essere mai gratuita od eccessiva.

Parliamo  di un coinvolgente allestimento di “La damnation de Faust” di Berlioz, spettacolo   con il quale si sono chiusi i festeggiamenti per il centenario della “Liepāja Opera”. 

Il teatro della città lettone, scelta come capitale europea della cultura per il 2027, ha messo  in scena una suggestiva versione scenica, diretta con grande bravura  dalla regista i Juana Ines Crespo Restepo, che riesce a realizzare uno spettacolo moderno ma non sfrontato, aiutata dagli splendidi costumi di Anna Heinrihsone, autrice anche delle efficaci scene, che rinunciavano ad inutili orpelli per consegnare  all’azione un racconto  scarno ed intenso, che il sapiente gioco di luci rendeva molto coinvolgente.

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Recensione dello spettacolo Grassa e Viva di Miranda Angeli, in scena al Teatro Lo Spazio dal 24 al 27 novembre 2022

                                                                                            

In primo piano, la figura di una donna che giace, nuda, coperta solo da un velo impalpabile a ricordare i monumenti classici, e che sembra celebrare, apparentemente, l’amore di un marito per la moglie, sfidando il tempo e rendendola immortale. Tekla, la protagonista, moglie di un fotografo in crisi, è distesa come se fosse un monumento in marmo dal raffinato gusto gotico, ma si proietta anche al futuro grazie al forte senso plastico che Christian Angeli e Maria Gorgoglione, registi di Grassa e Viva della drammaturga Miranda Angeli, ci fanno respirare in scena, in contrasto con la fissità delle foto della protagonista femminile in bianco e nero che fanno da parete alla stanza. 

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Recensione dello spettacolo Amleto, in scena al teatro Argentina di Roma dal 15 novembre al 4 dicembre 2022

 

Se ci dovessimo domandare come può un grande classico del teatro fare breccia su una folta platea di adolescenti, la risposta sarebbe l’Amleto di William Shakespeare secondo Giorgio Barberio Corsetti. 

È un giovedì pomeriggio e siamo al teatro Argentina di Roma per seguire la replica pomeridiana. Con noi alcune classi di un liceo di Anguillara Sabazia. Un nutrito gruppo di ragazzi e ragazze che a fatica riescono a tenere in tasca il telefono nonostante i continui richiami delle mascherine. Mascherine che girano per la Platea già esaurite ben prima dell’inizio dello spettacolo: assegnazione dei posti non rispettati, smartphone al massimo della luminosità e ragazzi con le cuffiette alle orecchie pronti a seguire in streaming la partita dei mondiali Portogallo-Ghana che, sventura della sorte, inizia proprio alle 17.00, come lo spettacolo che sta per cominciare.

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Recensione dello spettacolo “A che servono questi quattrini?” in scena al Teatro Sala Umberto di Roma dal 16 novembre al 4 dicembre 2022

 

Quando Armando Curcio ha scritto questa commedia non avrebbe mai immaginato che a distanza di più di 80 anni sarebbe stata ancora attuale, eppure mai come oggi bisognerebbe rivivere a teatro le emozioni e i pensieri che questa commedia dolce-amara suscita per poterli esorcizzare. 

Sul palco del Sala Umberto rivive la vicenda del marchese Eduardo Parascandolo, detto il Professore che, dopo aver dilapidato tutti i suoi averi, si diletta nel dolce far niente: secondo la sua filosofia di vita il denaro è inutile ed è come una malattia tanto che, per evitarla, prescrive ai suoi discepoli solo contemplazione e riposo. Il lavoro per accumulare ricchezze è una perdita di tempo. E di questo ha convinto anche Vincenzino, un povero spiantato che vive insieme alla zia, e che ha lasciato il lavoro da quando conosce il professore per rincorrere il suo sogno di sposare la bella Rachelina (Loredana Giordano), sorella di Ferdinando De Rosa, contrario a un’unione tra i due. Proprio per dimostrare la correttezza delle sue teorie, decisamente stravaganti e controcorrente, il professore architetta una messinscena paradossale con cui riesce a convincere tutti dell’inutilità del denaro.

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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