Recensione di ‘L’Olimpiade’ di Antonio Vivaldi al teatro comunale ‘Mario Del Monaco’ di Treviso
In occasione della conclusione delle Olimpiadi, due teatri veneti, a poca distanza fra loro, hanno allestito ‘L’Olimpiade’ di Antonio Vivaldi: il Ristori di Verona ed il Comunale di Treviso.
Se il primo ha optato per un allestimento noto, con alcuni interpreti dalla carriera già avviata da anni, Treviso ha scelto di puntare sui giovani con un progetto articolato ed ambizioso, che secondo noi ha centrato l’obiettivo.
Il teatro ‘Mario Del Monaco’ ha infatti ospitato lo spettacolo finale di un percorso preparatorio di tre settimane, basato sull’edizione curata dal professor Alessandro Borin, docente di Storia della Musica del Conservatorio di Castelfranco Veneto.
Il Conservatorio Steffani, peraltro, che ha avuto il ruolo di deus ex- machina, decisamente illuminato, di questo progetto formativo e di ricerca PNRR Musical Theatre and New Technologies, che ha coinvolto moltissime realtà culturali, come l’ Accademia Vivaldi della Fondazione Giorgio Cini, che ha scelto i cantanti borsisti, provenienti da sette differenti paesi; l’Accademia nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma per la messa in scena ed il progetto visuale; l’Accademia Teatro alla Scala di Milano, che garantirà la partecipazione di due borsisti come attrezzisti e tecnici di palcoscenico; la Libera Accademia di Belle Arti di Firenze per le riprese video.
Anche la Steffani International Orchestra, formata da 25 orchestrali selezionati tramite una call internazionale coordinata dal professor Damiano Lazzaron, dell’Ufficio Erasmus del Conservatorio Agostino Steffani, ha avuto una forte componente giovanile, cui si affiancavano i più esperti componenti dell’ensemble barocco I Sonatori de la Gioiosa Marca, orchestra tutor del progetto.
L’idea è di una sorta di fucina culturale, una grande ed appassionante master class, finalizzata al recupero di uno dei titoli di Vivaldi, ma anche alla nascita di specie di Agorà musicale, luogo di incontro, dialogo e scambio, che appassioni interpreti e pubblico.
Una continua interferenza fra ardori giovanili ed appassionata esperienza, che ha portato ad uno spettacolo apprezzato sia dalla critica che dal pubblico, accorso all’unica replica inserita, come evento fuori abbonamento, nella stagione 2025-26, firmata dal Maestro Canazza per il Teatro di Treviso.