Giovedì, 23 Maggio 2024
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Recensione dello spettacolo La lezione in scena al teatro Basilica dal 6 al 10 marzo 2024

 

La messinscena, per la regia di Antonio Calenda, viene giocata sull'ironia costante e sull'iperbole della situazione e delle battute, che gli attori riportano con efficacia in uno spettacolo paradossale, quello di Eugène Ionesco.

L'opera di questo autore francese risale al dopoguerra, e rientra pienamente nel “Teatro dell'Assurdo” di cui egli assieme a Samuel Beckett e Harold Pinter è il principale esponente. 

Qui si rompe lo schema della logicità, soprattutto a livello linguistico, la storia sembra andare verso un nonsense continuo che in realtà nasconde significati umani profondi come l'incomunicabilità tra persone e la perdita del senso della realtà in totale alienazione.

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Recensione dello spettacolo La valle della paura in scena al teatro Ciak dal 2 Febbraio al 3 Marzo 2024

 

Anna Masullo in collaborazione con “Lo Stabile del Giallo” porta in scena uno dei quattro gialli cult del personaggio leggendario Sherlock Holmes, assieme a “Uno studio in rosso”, “Il mastino dei Baskerville” e “Il segno dei quattro”, tutti opera del grande Arthur Conan Doyle. Nei panni del mitico risolutore di enigmi e crimini abbiamo Paolo Romano, attore ormai negli anni “abbonato” ai gialli in diversi ruoli scenici.

“La valle della paura”, storia divisa in due parti apparentemente indipendenti, è forse il romanzo più misterioso e sorprendente dell'autore britannico. Essa narra una classica indagine di omicidio del nostro celebre detective di Baker Street, legata ad un passato insospettabile della vittima, cioè di infiltrato d'una crudele loggia massonica negli Stati Uniti.

Curioso che la vicenda letteraria prenda spunto da fatti realmente accaduti nel 1800 in Pennsylvania e relativi all'organizzazione criminale “Molly Maguires”.

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Recensione dello spettacolo “Salveremo il mondo prima dell’alba”, in scena al teatro Vascello dal 5 al 17 Marzo 2024

 

Carrozzeria Orfeo sposta il suo obiettivo. Non siamo più nella bidonville di Cous Cous Klan, abbiamo lasciato il seminterrato invaso dai liquami di Miracoli metropolitani. In scena non ci sono più reietti, emarginati, scarti della società. La vicenda è ambientata in un lussuoso centro di riabilitazione, dove alcuni rappresentanti dei piani definiti alti della società sono in cura per liberarsi da dipendenze di ogni tipo. Per essere meglio osservato dalla lente dell'entomologo, lo spazio della rappresentazione viene isolato addirittura dal pianeta Terra: siamo su un satellite orbitante.

Il parterre dei pazienti è quanto mai eterogeneo: c’è Jasmine (Alice Giroldini), una popstar dipendente da sesso e tranquillanti, in calo di consensi dopo aver espresso opinioni impopolari; una coppia omosessuale composta da Omar (Sergio Romano), cinico produttore di farine di insetti, incapace di staccarsi dal telefono e dagli affari e dal tenero compagno Patrizio (Roberto Serpi), logorroico, insicuro e desideroso di paternità; William (Ivan Zerbinati) è un misterioso creatore di fake news al servizio dei governi mondiali, accompagnato dal suo cameriere indiano Nat (Sebastiano Bronzato), giovane, idealista ed appassionato di etologia. A prendersi cura di loro, l'estroso psicologico Coach (Massimiliano Setti). Mentre i nostri si curano coltivando piantine e snocciolando i loro drammi esistenziali, il mondo, visto da un oblò, va a rotoli.

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Recensione dello spettacolo “Sei personaggi in cerca d'autore di Luigi Pirandello”, in scena al teatro Sala Umberto dal 29 febbraio al 10 marzo 2024

 

Mettere mano a Pirandello è un'operazione di fronte alla quale Michele Sinisi non si tira indietro. È assolutamente condivisibile l'idea di rigenerare un classico che, restando cristallizzato nella sua epoca storica, rischia di vedere attenuato il suo impatto dirompente. I Sei personaggi è l'opera che forse maggiormente sviscera la tematica pirandelliana del dualismo realtà/finzione. Appare corretto ridiscutere il copione originale in un'epoca in cui sia l’oggettività che il rapporto con la sua antagonista sono profondamente cambiati. L'avvento della realtà virtuale e le inquietanti potenzialità dell’Intelligenza Artificiale impongono una profonda ridiscussione della tematica. Il vero e la finzione sono ormai profondamente compenetrati e spesso indistinguibili. E d'altra parte, cos'è una diretta Facebook, se non metateatro? Anche quella compagnia che, guidata dal capocomico, si accinge alle prove di Il giuoco delle parti, può apparire oggi come una raffigurazione letteraria. Ed allora Sinisi allestisce il prologo alla commedia come un happening dove attori, regista, scenografo veri o veritieri inscenano usuali dinamiche. Il palcoscenico è arredato con supporti tecnologici, schermi su cui scorrono compilation di YouTube adatte al contesto o immagini dei protagonisti in scena. I Personaggi irrompono direttamente dalla platea, dove le luci restano a lungo accese e, durante la rappresentazione, tornano ad aggirarsi fra le poltrone creando un coinvolgimento diretto di tutti i presenti. L’irruzione di ospiti ogni sera diversi, Eva Cela e Andrea Perroni nella rappresentazione a cui abbiamo assistito, mantiene questo clima di imprevedibilità in cui l’attenzione, o meglio la presenza, dello spettatore è chiamata a mantenersi attiva.

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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