Mercoledì, 30 Novembre 2022
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Recensione dello spettacolo The wasp, in scena al Teatro Belli dal 7 al 9 Novembre 2022, nell’ambito della XXI edizione della rassegna Trend - Nuove frontiere della scena britannica.

 

L'incontro dopo 15 anni di due ex compagne di scuola appare da subito enigmatico.

Carla (Miriam Galanti) ed Erica (Guenda Goria) non potrebbero essere più diverse. La prima si arrangia per vivere, è smargiassa nei modi e sforna figli; la seconda è ricca, elegante e combatte con i tormenti di un marito infedele e di una gravidanza che non arriva. Da ragazze le due erano ancora più distanti: Carla violenta e prepotente; Erica sottomessa e complessata. Dopo i primi, difficili convenevoli, si arriva al punto: Erica ha da proporre un affare.

Rivelando anche con una stringata sinossi la trama di “The wasp”, in scena al Teatro Belli fino al 9 Novembre nell’ambito della rassegna “Trend”, si farebbe un grave torto allo spettatore. Il testo della sceneggiatrice e drammaturga inglese Morgan Lloyd Malcolm è un martellante susseguirsi di colpi di scena e rivelazioni scioccanti. Una pièce che tiene incollati alla poltrona, che investe il pubblico con una gragnuola di colpi sempre più duri, sempre più fitti.

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Recensione de Il Mercante di Venezia di William Shakespeare in scena al Teatro Quirino dal 2 al 6 novembre 2022

 

È noto che la trama del Mercante di Venezia non è una creazione originale di Shakespeare, ma si tratta di una rielaborazione di una novella trecentesca di Ser Giovanni Fiorentino, Il Giannetto, prima novella della giornata quarta della raccolta di cinquanta detta Il Pecorone. L’apporto del Bardo, nel contempo, l’ha resa estremamente innovativa inserendo la caratteristica speculazione filosofica sul senso dell’esistenza, delle relazioni umane, e con l’accuratezza, la profondità e la musicalità del linguaggio. Come in tutte le opere dello scrittore inglese, le vicende narrate sono solo una mera occasione per scandagliare tutte le inclinazioni dell’animo umano e per aprire degli interrogativi insoluti, come nel periodo ipotetico espresso da Antonio all’inizio dell’opera: “Se il mondo è un palcoscenico, ciascuno ha una parte da recitare. La mia è una triste”. Antonio è uno dei personaggi cardini dell’opera insieme a Bassanio e Shylock.

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Recensione dello spettacolo Qualcuno volò sul nido del cuculo in scena al Teatro Sala Umberto dal 3 al 13 novembre 2022

 

È andata in scena al Sala Umberto di Roma una grande rappresentazione che ha messo alla prova non solo gli attori ma anche il pubblico in platea: nonostante le chiare defezioni in sala, si è assistito al ritorno del vero Teatro, con la t volutamente maiuscola, che non possiamo che promuovere.

È stata un’operazione complessa quella che ha operato Alessandro Gassmann in questa personalissima ed elegante trasposizione del romanzo di Ken Kesey di cui ha conservato intatta la forza visionaria. Già nel 1971 Dale Wasserman scrisse il testo teatrale per metter in scena la pièce con Kirk Douglas, e lo stesso è diventato poi la sceneggiatura del film vincitore di Oscar diretto da Miloš Forman con un superbo Jack Nicholson come protagonista. Oggi a rielaborarlo in un modo più contemporaneo, quasi per presentarlo alle nuove generazioni rigenerato, è lo scrittore Maurizio De Giovanni che con Gassmann sembra aver instaurato un idillio artistico attento a restituire al luogo “teatro” il suo valore e la sua dignità ma soprattutto il suo ruolo. 

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Recensione dello spettacolo “La difficilissima storia della vita di Ciccio Speranza”, in scena al Teatro Cometa Off dal 2 al 20 Novembre 2022

 

Nella famiglia Speranza è proprio quest’ultima a non esserci.

Nella loro misera fattoria, la vita è scandita dal susseguirsi ciclico delle stagioni e dal ripetersi quotidiano dei medesimi grami compiti: raccogliere le uova depositate dall’unica gallina, mungere l'ultima vacca rimasta, dalle mammelle sempre più avvizzite e soprattutto spalare merda, merda ovunque. Nella famiglia Speranza non c'è una donna - la madre è andata via per sempre - e anche questo qualcosa dovrà pur dire.

Dennis (Federico Bizzarri) e Ciccio (Francesco Giordano), i due figli, vivono con un padre autoritario (Alberto Gandolfo), da cui sono soggiogati. Unica loro proprietà il corpo. Ma se Dennis, sottomesso al paterno dettame della quotidiana sopravvivenza, ne appaga semplicemente i bisogni primari, complice l'unica pecora della fattoria, per Ciccio la stazza – nomen omen - elefantiaca è una prigione, che rinchiude senza via di uscita un animo delicato.

Non c’è spazio per i sogni nella fattoria degli Speranza.

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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