Domenica, 21 Luglio 2019
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Recensione dello spettacolo La Gabbia in scena al Teatro Brancaccino dal 2 al 12 maggio 2019


È fatta di fili di ferro e nylon la gabbia di Max e Pier. Sospesa in una dimensione spazio-temporale indefinita, La Gabbia è il microcosmo entro cui si consuma il dramma dei due protagonisti. È la scatola nera dentro cui lo spettatore ritrova schemi e paure quotidiane che lo paralizzano in un eterno presente da cui sembra impossibile andare avanti.

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Recensione di Otello in scena al Teatro Quirino dal 30 aprile al 5 maggio 2019

 

Laddove si rinuncia alla parola, si ricorre al corpo, eliminare il verbale per far spazio al non verbale diventa una scelta mirata quando si tenta la coraggiosa operazione di trasporre nel linguaggio della danza una delle più intricate opere di Shakespeare. La danza contemporanea è lo strumento scelto a questo scopo da Luciano Carratoni, direttore del Balletto di Roma che, con l'ausilio delle coreografie di Fabrizio Monteverde, coglie e trasmette la complessità delle emozioni, delle dinamiche relazionali e dei vissuti interiori orbitanti attorno all’Otello di Shakespeare, caratterizzata da una tematica quanto mai attuale, quella del femminicidio.

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Recensione dello spettacolo Non c’è mai pace tra gli ulivi, di Antonio Ornano, Carlo Turati, Simone Repetto e Matteo Monforte. Con Antonio Ornano. Regia di Davide Balbi. Andato in scena al Teatro Ambra Jovinelli dal 3 maggio 2019 al 4 maggio 2019

 

È vero, è difficile trovare pace tra gli ulivi, specie quando questi alberi secolari sono metafora di noi stessi, con le nostre contraddizioni e i nostri eccessi, a volte comicamente nascosti dietro un’ipocrisia da circostanza sempre meno credibile. E’ davvero complicato decifrare, di fronte ad un ideale specchio, chi siamo veramente, e la prima battaglia avviene proprio nel “dentro di noi”, scenario di conflitto tra l’essere e apparire.

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Recensione dello spettacolo “Di tanto amore”, in scena al Teatro Trastevere dal 30 al 5 Maggio 2019

 

Maša, rinchiusa in un sanatorio psichiatrico, custodisce in un baule gli abiti che appartennero ai personaggi di una storia dolorosa e ogni giorno li estrae, nell’illusione di far rivivere i giorni in cui amò non riamata e l’uomo oggetto di tanto amore. Irina Nikolaevna Arkadina, Konstantin Gavrilovič Treplev, Nina Michailovna Zarečnaj, Boris Alekseevič Trigorin: i nomi dei suoi fantasmi, che riconducono immediatamente gli amanti del teatro ad una trama eterna e sempre cara.

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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