Mercoledì, 17 Giugno 2026
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 La Chunga” per la regia di Carlo Sciaccaluga, al Teatro India di Roma

 

 

A neanche un anno dalla morte dello scrittore Mario Vargas Llosa, il Teatro India rende omaggio all’autore peruviano con lo spettacolo “La chunga”, il testo del narratore più rappresentato in Italia, dove la protagonista è un personaggio secondario estratto dal libro “La casa verde” del 1966. Testo teatrale curato direttamente da Llosa a cui probabilmente il direttore della Fondazione Teatro Roma, Luca De Fusco, vista la sua prima rappresentazione in questa versione per la regia di  Carlo Sciaccaluga, presentata per la prima volta a Catania nell’ambito di un progetto dedicato all’artista peruviano, proprio quando De Fusco era direttore dello Stabile etneo. E il successo di pubblico di questi giorni, mostra che non solo la scelta è stata azzeccata, grazie anche alle tematiche affrontate, che sono ne fanno un prodotto assolutamente attuale. La Chunga, è il nome del personaggio principale della pièce, donna scontrosa e urticante, proprietaria di un bar, nella città di Piura, nel nord del Perù, dove lo scrittore abitò da bambino. Un luogo desolato, circondato da distese di sabbia, con cui il narratore probabilmente ha dovuto fare i conti. E tutta la desolazione emerge non solo dai personaggi, ma anche dalla scenografia di Anna Varaldo, che racconta come un libro illustrato l’intento della storia, non solo nella scarna e iconica presenza di oggetti di scena fortemente simbolici, ma anche per il gioco di piani che si sdoppiano, dando esattamente l’effetto di una seconda scena, quella del ricordo, onirica e rarefatta.

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Recensione dello spettacolo ‘Il clown dei clown’ inserito con grande successo nella stagione Ert FVG 2025-26

 

Lo spettacolo di David Larible, considerato il più grande interprete mondiale del clown Augusto, è un incontro tangibile con la poesia.

In un’ora e mezza assistiamo al dipanarsi della storia di un addetto alle pulizie che sogna di diventare un artista circense ed alla fine, nonostante gli ostacoli  dell’arcigno direttore, interpretato dal bravo Andrea Ginestra, riesce a coronare il suo sogno, almeno per un attimo.

Riesce a far ridere la gente, strappa un applausone, ma poi  ritorna al suo posto, togliendosi gli abiti di scena e riprendendo il secchio.

Ci si diverte moltissimo, si ride di gusto, perché Larible ha confezionato uno spettacolo attento, dai tempi perfetti, mai banale, ricco di allusioni, con una interazione fitta con il pubblico, spesso invitato a salire sul palcoscenico a sorpresa.

Ma soprattutto si pensa, si riflette, ci si commuove.

Manca luoghi comuni, banalità, stereotipi.

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Recensione dello spettacolo Dracula – A comedy of Terrors in scena al teatro Spazio Diamante dal 19 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026

 

Le Cattive Compagnie tornano con una parodia irresistibile

Al termine dello spettacolo viene da pensare che le Cattive Compagnie hanno l’intelligenza di non sbagliare un colpo. Dopo il successo di I 39 gradini, questi cinque brillanti attori tornano a dissacrare un classico della lettura mondiale, il Dracula di Bram Stoker, e lo fanno a modo loro: riempiendo la sala di risate. Questa nuova messinscena si rivela una commedia degli errori dove l'errore non è un difetto ma un metodo: travestimenti che vanno storti, cambi scena che si vedono, effetti speciali dichiaratamente low-tech. 

Un'operazione così dichiaratamente orientata all'intrattenimento come Dracula – A Comedy of Terrors non ha pretese di profondità: non cerca né intende aggiungere nulla di nuovo sul mitico vampiro né vuole indagare il rapporto tra Eros e Thanatos. È una rappresentazione che ha come unico scopo quello di far ridere, costruita certamente con precisione artigianale ma senza ambizioni se non l’essere una commedia, un “canto della festa” appunto, come la definì Aristotele. Alcuni momenti rivelano una certa ripetitività nella struttura delle gag, e qualche battuta appoggia più sul riconoscimento della citazione che sulla sua reale efficacia comica. Tuttavia, questo Dracula piace e funziona, e permette al pubblico di rivendicare il diritto alla leggerezza e al divertimento puro almeno per una serata.

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Recensione dello spettacolo Qualcosa è andato storto in scena al Teatro Sala Umberto di Roma dal 16 dicembre 2025 al 11 gennaio 2026

 

Un microcosmo familiare tra risate e amarezza

È uno spaccato di quotidianità familiare quello che Carlo Buccirosso porta in scena nel suo nuovo spettacolo Qualcosa è andato storto. La rappresentazione, che ha debuttato il 16 dicembre al teatro Sala Umberto di Roma, si presenta al pubblico come un congegno drammaturgico che funziona su due livelli: da un lato la commedia brillante degli equivoci e delle rivalità domestiche, dall'altro induce il pubblico a una riflessione amara su come il denaro, o la sua assenza, possa corrodere anche gli affetti più profondi. Tra l'eredità persa nel gioco, un gratta e vinci che promette riscatto e i parenti serpenti, Buccirosso costruisce un microcosmo disfunzionale in cui riconoscersi è inevitabile e ridere è spontaneo, anche se con un nodo alla gola.

 

Carlo Buccirosso è Corrado Postiglione: l'avvocato delle cause perse

Il personaggio di Corrado Postiglione, interpretato dallo stesso Buccirosso, è un avvocato di provincia specializzato in cause perse, un uomo schiacciato da una famiglia invadente, opportunista e incapace di riconoscergli la giusta autorevolezza. Quello che subito si evince è un ambiente domestico quasi claustrofobico, all'interno del quale i vari parenti si rivelano man mano come un vero bestiario umano, più vicino alla tragedia quotidiana che alla pura comicità.

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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