Sabato, 18 Settembre 2021
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Recensione dello spettacolo La famiglia Malocchio, liberamente tratto da Sante Stern dalle novelle di Pirandello. Regia di Sergio Ammirara. In scena al Teatro Anfitrione dal 13 febbraio al 1 marzo 2020

 

Forse non sappiamo più quale sia la nostra vera identità, smarrita in qualche palcoscenico della vita dove ci troviamo costretti a recitare più ruoli divenendo tante maschere all’interno di un unico “giuoco”: quello delle parti. In tale ribalta, si recitano tanti ruoli quanti sono gli sguardi che li contemplano, ognuno con il diritto di vedere secondo la propria verità mai univoca, ma terribilmente soggettiva. Guai a pensarci diversi da come la collettività ci vuole, guai ad imporre la nostra verità. È necessario per sopravvivere recitare fino in fondo quel ruolo per i quali siamo stati scritturati da altrui regìe, decidendo però noi la trama e soprattutto il finale della stessa.

Grande ed indistricabile risulta il conflitto interiore del giudice Igino D’Andrea nel voler tutelare un pover’ uomo condannato dal destino e dai suoi simili. Rosario Chiarchiaro è additato ingiustamente dalla comunità come “iellatore” poichè vittima di coincidenze che lo hanno visto sempre presente in occasione di tragedie e strani avvenimenti: tale reputazione è costata lui anche il posto di lavoro. Esasperato dalla situazione che ha il suo apice negli odiosi atteggiamenti scaramantici della gente al suo passaggio, egli denuncia due giovani, paradigmi di un’intera comunità che sarebbe dovuta essere denunciata in toto.

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Recensione dello spettacolo Spettri (un dramma familiare), in scena al Teatro Palladium dal 20 al 23 febbraio 2020

 

Casa Alving è popolata di spettri. Non gli eredi di un remoto passato, ma i suoi stessi abitanti. Perché ognuno può diventare lo spettro che aleggia nella vita del prossimo. La realtà del nostro essere non può essere esplicita, la necessità dell'ordine sociale lo impedisce. Ma essa permane, come una presenza fantasmatica appunto, inafferrabile, incontrollabile, ma inevitabilmente incombente.

Quando in una piccola cittadina norvegese ci si appresta a celebrare la inclita memoria dell'Onorevole Alving, con l'inaugurazione di un asilo intitolato al suo nome, in modo repentino si scopre la verità su di lui e le tremende conseguenze che il suo operato ha avuto sulla sua famiglia. La scintilla che appicca l'incendio (che poi si materializzerà realmente) è il ritorno da Parigi di Osvald (Igor Mattei), il figlio che ha deciso di sfuggire all'Ordine imposto, seguendo l'estro di artista. Il severo giudizio del pastore Sanders (Giorgio Crisafi), che quell'Ordine impersona, e le accuse da lui rivolte alla madre Helene (Micaela Esdra) danno la stura a una tempesta di rivelazioni, che travolgerà tutti, compresa la giovane cameriera Regine (Dalila Reas), vittima finale.

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Recensione dello spettacolo Sherlock Holmes e i delitti di Jack lo squartatore in scena al Teatro Sala Umberto dal 18 febbraio al 8 marzo 2020

 

E’ raro poter assistere a uno spettacolo noir a teatro perchè è un genere che riesce ad avere un maggiore riscontro se adattato per il grande o piccolo schermo, poiché gli sceneggiatori hanno la possibilità di sbizzarrirsi con la trama offrendo eccezionali mix di ansia, timore e terrore. Ecco perchè quando arriva a teatro un giallo che coinvolge uno dei personaggi letterari più noti al mondo quale Sherlock Holmes, è impossibile perderselo soprattutto quando coinvolge anche un personaggio realmente esistito come Jack lo Squartatore. L’accostamento tra questi due personaggi non è certo nuovo al pubblico, dato che già alcuni film come ‘Assassinio su commissione’ e ‘Sherlock Holmes: notti di terrore’ hanno proposto lo stesso plot mettendo insieme nella stessa storyline i due personaggi, ma mai il tentativo è stato fatto a teatro.

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Recensione dello spettacolo Giorni felici, di Samuel Beckett. Regia di Andrea Renzi. In scena all’Auditorium Parco Della Musica dal 12 al 23 Febbraio 2020

Nell’arida desolazione del deserto, metafora dell’umana condizione, dove vivere sembra un miraggio ed il silenzio domina l’orizzonte preannunciando morte, Winnie sembra contrapporsi alla non vita della melanconia dei giorni sempre uguali. Bloccata e immersa fino alla vita all’interno di una protuberanza rocciosa: così la bionda Winnie si presenta a noi. Alle sue spalle e ai piedi di tale ammasso, incapace di camminare ma solo di strisciare, c’è suo marito Willie di cui lei può solo udire la voce.

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Stanza a tre

Vincitore terza edizione concorso #inplatea

10/11 dicembre 2019- teatro Trastevere (Roma)

 

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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