Recensione dello spettacolo “Distopik”, in scena al Teatro Trastevere dal 12 al 15 Febbraio 2026.
La società distopica va in scena è al Teatro Trastevere. La raccontano nello spettacolo “Distopik” le compagnie Sputnik e Lumik con due atti unici da loro realizzati, due testi di colore diverso, ma che trovano alla fine della narrazione un’intima correlazione.
In “133 metri sul livello del mare”, per la regia di Giovanni Caloro, la scena si apre su Francesca (Francesca Pimpinelli), trentenne dalla loquela inarrestabile, che insegue il sogno di una casa per sé e contemporaneamente si culla sui ricordi del suo giovane passato. I colori tenui delle sue speranze e della sua voglia di vita si stagliano però sul cupissimo sfondo di una tragedia in corso e di un mondo inesorabilmente sommerso dall'innalzamento del livello dei mari. E, mentre il suo allegro ciarlare è intervallato dello squittio delle nutrie, le acque che sommergono uno dopo l'altro i quartieri della capitale la costringeranno a traslocare sempre più in alto. Prima un attico diventato simile a una palafitta, dove un gabbiano è l'unica compagnia possibile. L’ultimo rifugio sarà sul punto più alto di Roma, a 133 metri sul livello del mare, il luogo che, per sua natura, nasceva per essere il più vicino al cielo.
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