Mercoledì, 30 Novembre 2022
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Recensione dello spettacolo Il bradipo e la carpa, in scena dal 20 al 23 ottobre 2022 al teatro Cut, all'interno del Fringe Festival di Catania.

"Il bradipo e la carpa" è l'adattamento teatrale di "Due eroi in panchina" di Roberto Quartarone ed è la storia di un'amicizia tra due allenatori, Istvan Toth e Geza Kertesz, che cresce con lo sfondo della seconda guerra mondiale. Una storia che ha  la forma di un racconto incrociato tra le vite dei due protagonisti che si alternano sui campi di calcio di Trieste, Catania, Budapest e altri, con una guerra che bussa alle porte e che li troverà prigionieri insieme.

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Recensione dello spettacolo Dio non parla svedese, in scena dal 20 al 23 ottobre, teatro Cut, all'intento del Fringe Festival Catania

La corea di Huntington è una malattia degenerativa che insorge in età adulta provocando una serie di sintomi, tra cui il mancato controllo dei movimenti. "Dio non parla svedese" è il racconto dell'insorgere di questa malattia che inizia ad abitare il corpo di un giovane generando aggressività, sconvolgimento, isolamento. Il giovane Diego Frisina, diretto da Ludovico Buldini cavalca il palco rumorosamente, travolgendo lo spettatore in un groviglio di sensazioni, a volte anche difficili da recepire; il male avanza e il giovane Frisina ce lo fa sentire tutto.

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Recensione dello spettacolo Quel che resta, di Daniele Trombetti e Daniele Locci. Regia di Daniele Trombetti In scena al Teatro Lo Spazio dal 20 al 30 Ottobre 2022   

 

A volte il passato non si chiude come vorremmo e  i suoi spifferi riecheggiano nel presente a reclamare una degna sepoltura e ad offrirci, chissà per quale dinamica karmica, una seconda possibilità. Tre ex compagni di scuola, Linda ( Francesca Bellucci), Enrico ( Daniele Locci) e Silvano ( Daniele Trombetti), ai tempi inseparabili amici, si ritrovano a condividere  a distanza di anni l'esperienza di un lungo viaggio in macchina per onorare la volontà e la memoria di Antonello (Federico Capponi), un loro amico prematuramente deceduto, anch'egli compagno di avventure ai tempi della scuola. La destinazione  è il nord Europa  e l'idea è di spargere le ceneri del loro amico  nel lago di Stettino, il posto in cui ha sempre sognato di andare, affascinato dall'aurora boreale. Purtroppo la relazione dei tre nel presente risente di ciò che è avvenuto nel passato di cui Silvano porta ancora le cicatrici. Egli infatti, dopo otto anni di fidanzamento, è stato lasciato da Linda che, fidanzatasi poi con  Enrico,  ha fatto scivolare  Silvano in un buco nero caratterizzato da depressione, psicofarmaci e rancore mai elaborato verso la nuova coppia. Il percorso in automobile, già accidentato da numerosi inconvenienti, diviene quindi ancor più scomodo e precario dall’imbarazzo della coppia causato dai repentini ed impulsivi cambiamenti d'umore di Silvano.  

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Recensione dello spettacolo Shuma, in scena dal 20 al 23 ottobre 2022 al teatro Brancati, all'interno del Fringe Festival 2022 di Catania

 

Immaginate un cantastorie, di quelli antichi, che vi srotola  davanti il cartellone e mette in scena la sua favola. Ecco "Shuma" ha esattamente questo intento, così come dichiara Peppe Macauda che scrive, dirige e interpreta una storia dolorosa che si veste da favola e la rende morbida e profondamente toccante. Dall'incontro con Peppe Macauda emerge l'urgenza emotiva di portare in scena questa storia, una storia che l'ha cercato e nel quale si è immerso calzandola fino in fondo alle viscere. Il fatto di cronaca è noto, il bambino migrante ritrovato in mare con la pagella nel petto. Questo bambino in "Shuma" continua a vivere nel fondo degli abissi, incontrando le creature del mare che attraversano il corpo del bravo Macauda e che lui traduce in gesti, ombre, voci, silenzi. Macauda afferma di non avere una formazione accademica, di aver scelto se vivere di teatro, se cavalcare una passione; ebbene ha scelto di farlo e a nostro parere nulla di più azzeccato. Un approccio con il teatro che mostra un percorso di conoscenza di sé, dei limiti e delle potenzialità del proprio corpo, senza artificiose forzature, senza tensioni, ma con una sorprendente morbidezza che poi è la cararatteristica di tutta la messa in scena.

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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