Martedì, 17 Febbraio 2026
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Recensione dello spettacolo Qualcosa è andato storto in scena al Teatro Sala Umberto di Roma dal 16 dicembre 2025 al 11 gennaio 2026

 

Un microcosmo familiare tra risate e amarezza

È uno spaccato di quotidianità familiare quello che Carlo Buccirosso porta in scena nel suo nuovo spettacolo Qualcosa è andato storto. La rappresentazione, che ha debuttato il 16 dicembre al teatro Sala Umberto di Roma, si presenta al pubblico come un congegno drammaturgico che funziona su due livelli: da un lato la commedia brillante degli equivoci e delle rivalità domestiche, dall'altro induce il pubblico a una riflessione amara su come il denaro, o la sua assenza, possa corrodere anche gli affetti più profondi. Tra l'eredità persa nel gioco, un gratta e vinci che promette riscatto e i parenti serpenti, Buccirosso costruisce un microcosmo disfunzionale in cui riconoscersi è inevitabile e ridere è spontaneo, anche se con un nodo alla gola.

 

Carlo Buccirosso è Corrado Postiglione: l'avvocato delle cause perse

Il personaggio di Corrado Postiglione, interpretato dallo stesso Buccirosso, è un avvocato di provincia specializzato in cause perse, un uomo schiacciato da una famiglia invadente, opportunista e incapace di riconoscergli la giusta autorevolezza. Quello che subito si evince è un ambiente domestico quasi claustrofobico, all'interno del quale i vari parenti si rivelano man mano come un vero bestiario umano, più vicino alla tragedia quotidiana che alla pura comicità.

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Recensione dello spettacolo Il Maestro e Margherita I manoscritti non bruciano di Miranda Angeli e Alfio Montenegro in scena al Teatro Trastevere dal 16 al 21 dicembre 2025

 

Mosca, 1931.  In una società segnata dalle guerre del primo Novecento, dalla fame e dalla miseria, fra i letterati e i borghesi anti rivoluzionari di un popolo che sposa l’ateismo e lo scetticismo, fa la sua comparsa Satana in persona. 

Chi è realmente costui che si palesa come un sinistro “realizzatore di desideri”? Una creatura del male, un ricattatore come può apparire all’inizio o in fin dei conti una voce della coscienza giunta ad offrire un’irripetibile possibilità di redenzione? Molteplici le interpretazioni per questa pièce che gioca su diversi livelli psicologici e metaforici. 

Sotto le vesti di un cittadino esperto in magia nera, il diavolo non è solo protagonista di eventi bizzarri e di disordini in città, ma è salvatore di una grande storia d’amore: quella fra il Maestro e Margherita. Uno scrittore tormentato dall’insuccesso del romanzo per il quale ha dedicato la vita e che lo porterà alla depressione e al manicomio. Una donna che non si dà pace per aver perso le tracce dell’uomo che ama ed è disposta a tutto per ritrovarlo. 

Come credere che quel professore straniero, esperto di magia nera, sia davvero il diavolo, anche se si attornia di personaggi inquietanti come il gatto Behemot e il sicario Azazello? Come dare credito alle figure fantastiche che passeggiano noncuranti per il centro di Mosca? La città, grazie alla prosa di Bulgakov, si trasfigura in un paesaggio affascinante ma anche doloroso, dove il Maestro vive il suo isolamento come una condanna, impossibilitato a pubblicare il suo libro su Jeshua e Ponzio Pilato perché ostracizzato dal mondo delle lettere sovietico, mentre l’unica persona rimasta a credere in lui è Margherita che lui ha abbandonato per rinchiudersi volontariamente in manicomio. 

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Recensione ad ‘Argo’, spettacolo della stagione ERTFVG, in scena a Lestizza il 17 dicembre 2025

 

L’Ert FVG ha fra le sale della sua rete anche l’Auditorium Comunale di Lestizza, che è un comune di circa 3500 abitanti.

Certamente una realtà del genere non sarebbe in grado di produrre una stagione così ricca di appuntamenti di prestigio se non si appoggiasse all’Ente Regionale Teatrale, ma non può non far riflettere il fatto che la sala, in occasione di ‘Argo’, fosse stracolma: circa 300 posti, che percentualmente vuol dire  quasi il 10% degli abitanti.

Queste risposte alle sollecitazioni culturali devono far riflettere: seminando qualità, i raccolti sono abbondanti, ricchi, fecondi.

Se le istituzioni, in primis i Comuni, sanno ascoltare i cittadini, se hanno una politica culturale mirata, attenta, calibrata, verrebbe da dire autenticamente responsabile, nascono le condizioni per cui gli addetti ai lavori  abbiano il piacere di puntare in alto, rischino con la soddisfazione di sapere che ne vale la pena, riescano ad alzare sempre di più l’asticella dell’offerta.

Da questo connubio nascono certe serate che  non si dimenticano.

Questa è stata una di quelle ed il primo dei tributi va riconosciuto proprio ad Amministrazione ed Ert FVG, che hanno saputo individuare uno spettacolo di  grande impatto e straordinario coinvolgimento.

‘Argo’ è un testo di Letizia Russo,  ispirato al libro di Maria Grazia Ciani,  che  affronta apparentemente il tema della memoria, ma in realtà è ricchissimo di spunti, coraggiosi, intensi, mai scontati.

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Recensione dello spettacolo Sons, Ser o no Ser in scena alla Fabbrica del Vapore di Milano dal 29 Novembre al 14 Dicembre 2025

 

L'intento della compagnia catalana, in scena per la settima volta a Milano dal 1991, è altamente provocatorio e riflessivo rispetto alla realtà odierna dell'uomo e del mondo. La modalità prescelta è lo schock visivo e uditivo, l'azione d'impatto che sconvolge il pubblico e lo invita a reagire, cifre tipiche delle opere de la “Fura”.

Corpi multiformi che si plasmano, volano, s'incelofano, scivolano tra il fango, corrono all'impazzata, bare a rotelle che riportano il costante dialogo con la morte. Tutti lanci metaforici nella follia quotidiana e assurdità del mondo.

Si crea un susseguirsi di momenti dinamici e plastici in mezzo ad un pubblico, a tratti divertito, a tratti bombardato e scomposto mentalmente. Rotta la “quarta parete” la fauna spettatrice può scegliere di spostarsi all'interno della sala post-industriale, loco prescelto per la rappresentazione, per seguire meglio l'azione incisiva e dirompente degli attori.

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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