Recensione dello Spettacolo Meno di Due presso Spazio Diamante a Roma dal 13 al 18 gennaio 2026
Si ride, a Spazio Diamante, grazie alla coinvolgente naturalezza interpretativa di Anna Bellato, e alla sua fragorosa e a tratti inaspettata risata, che contagia immediatamente il pubblico, e di Francesco Colella, che la spalleggia con complicità e intesa. "Meno di due", scritto e diretto da Francesco Liegi, con Francesco Colella, Anna Bellato e Leonardo Maddalena della compagnia Teatrodilina, torna a teatro, nella periferia est di Roma, dal 13 al 18 gennaio: è la storia dell'incontro tra un uomo e una donna dopo mesi di conversazioni online; è il racconto di una relazione reale, del coraggio di un primo vero appuntamento, delle speranze e dei timori, delle vittorie e delle sconfitte, degli slanci e dei rifiuti, delle illusioni e delle delusioni, delle fragilità e delle vulnerabilità che, sembra suggerire il regista, rendono, a volte, due persone un po' meno di due. Nel buio della sala (sala White), che alla prima conta il tutto esaurito, un altoparlante annuncia l'arrivo del treno alla stazione di Padova, circa un'ora di distanza da dove abita Anna, una donna single, senza figli, apparentemente indipendente, forte ed entusiasta; otto ore di viaggio, invece, da Catanzaro, città natale di Francesco, un uomo divorziato, con una figlia adolescente, professore di greco, alla soglia dei cinquanta. È autunno inoltrato, fuori la pioggia scivola dal cielo senza tregua. È il loro primo incontro, nel bar della stazione di Padova. L'imbarazzo della prima volta dal vivo è palpabile: mentre l'ombrello continua ad aprirsi tra le mani nervose di Francesco, che tenta invano ripetutamente di chiuderlo, la timidezza e l'agitazione di Anna, frenetica ed eccitata, si manifestano al primo gesto, quello di voler offrire un caffè, senza però conoscere davvero in fondo i gusti di Francesco. I dialoghi rimangono incerti, interrotti da silenzi sospesi e scomodi o da frasi di circostanza.
Si conoscono da mesi, in verità, eppure non si sono mai davvero presentati, stretti la mano, guardati negli occhi, annusati, accarezzati, abbracciati, toccati, non hanno mai danzato insieme. Complice un'app di dating, la loro relazione è cresciuta a distanza, mascherata dai filtri dello schermo, che appiana rughe e delusioni, inventando nuove versioni di sé e proiezioni dell’altro, che si sovrappongono e confondono l'identità, generando, a volte, fantasie e aspettative irreali e irrealizzabili.
Add a comment
