Martedì, 16 Aprile 2024
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Donatella di Pietrantonio racconta (tutte) le età fragili

Recensione del libro Le Età fragili di Donatella di Pierantonio, edito da  Einaudi

 

Ci sono luoghi che dovrebbero rimanere sempre immuni dalle brutture e  ci sono età che sono estranee ai mali. E poi, ancora, ci sono età fragili: in un modo o nell'altro, ecco che siamo catapultati nel reale, invischiati nei giorni, faccia a faccia con dolori e paure che non sapevamo neppure esistessero;“Ma c'è un momento preciso, quando ci buttiamo nel mondo, in cui siamo esposti e nudi, e il mondo non ci deve ferire”: così Donatella di Pierantonio parla della sua ultima fatica “L'età fragile”, pubblicata per Einaudi dopo “Borgo Sud” e “L'Arminuta”.

Pagine che parlano, a partire dal titolo, della fragilità. Il lettore che inizi il romanzo, come promesso dalla soglia liminare della copertina, aspetta di conoscere quale sia, tra le tante dell'uomo, l'età fragile. Terminato il suo percorso nel racconto, si renderà conto di non aver avuto la risposta che aveva ricercato sin dall'inizio. Su questo, l'autrice è molto franca: tutte le età sono età fragili, ognuna a suo modo. È fragile Amanda, la figlia di Lucia, quasi respinta e ferita dopo il suo primo slancio nell'età adulta: Amanda aveva lasciato il paese per studiare a Milano ed al paese torna, quasi fuggendo dalla sua stanza da fuori sede. Negli occhi più nessuna vitalità, un pigiama e le ore passate al buio nella stanza che l'aveva vista bambina. È fragile Lucia, voce narrante, tirata da ogni parte, confusa, nel mezzo, è fragile come madre che non comprende, ed è fragile come figlia. È fragile il padre di Lucia, nel senso canonico: vecchio e malato, ma non arreso, dotato d'una speciale affettività nascosta.

Tre personaggi che diventano la spina dorsale del libro. Forte l'argomento generazionale, ed in particolar modo intergenerazionale. Quello della comunicazione di padre in figlio è un tema caro alla letteratura di ogni tempo. Qui , la comunicazione tra Amanda e Lucia, figlia e madre, non avviene, avviene in ritardo, quando avviene è fugace e fraintesa. La comunicazione tra Lucia e il padre sembra avere le stesse connotazioni, anche se temperate nell'intensità dall'età adulta dei due. Anche qui aleggiano, percepibili al lettore, quasi dei non-detti che regolano il rapporto. È quanto viene taciuto ad assumere, paradossalmente, maggiore rilevanza.

Le altre rotaie su cui il romanzo corre sono il binomio presenza del male \ assenza del male, ossia innocenza ed età adulta. In particolar modo, le due entità sono collocate nella dimensione temporale e quindi colte nel momento di passaggio dall'innocenza della giovinezza alla presa di coscienza. Questo momento di passaggio, anche se rottura per come procede il racconto sarebbe un termine più corretto, avviene una sera d'estate durante i vent'anni di Lucia. Doralice, compagna eletta per Lucia, e due altre ragazze del campeggio del Dente del Lupo sono scomparse nei boschi, sulle pendici della montagna. Da quella notte non si torna più indietro.

Quanto all'asse temporale, la complessità del ricordo di Lucia è evocata nella forma dall'intreccio: le sequenze temporali legate al piano del presente - Lucia adulta ed Amanda post-adolescente complicata - si alternano ai momenti passati, che compongono il racconto di quella notte nera.

Oltre al tempo, scopriamo  un altro tassello del romanzo: i luoghi. Quel che c'è di sconvolgente , in quella notte sopra evocata, è che rompe un incanto; il borgo, il campeggio, i boschi, non sono immuni dal male. Il fatto di cronaca che romperà l'idillio della giovinezza di Lucia capita in posti fino a quel punto definiti sicuri. Anche la città, in questo caso la città di Milano, viene descritta come un labirintico aggrovigliarsi di pericoli dal quale Amanda fuggirà presto, nella quiete apparente del paese. Ed è sulla tematica del luogo che converge la fine del libro: il campeggio dev'essere venduto? Le tre generazioni si fronteggiano, si supportano, hanno, nella faccenda della compra-vendita, un ruolo ben preciso. E tutto, o quasi, sembra tornare a posto.

 

 

Donatella Pierantonio vive e lavora a Penne, in Abruzzo. Tra i suoi romanzi, ricordiamo i più celebri: L'Arminuta, tradotto in più di 30 paesi e vincitore di numerosi premi, tra cui il Campiello, Bella Mia, vincitore del premio Brancati, e Borgo Sud, finalista al Premio Strega 2021.

 

 

 

Serena Garofalo

22 febbraio 2024

 

 

Informazioni

L'età fragile

Donatella di Pietrantonio

176 pagine

Libro cartaceo 18,00 € 

Ebook 9,99 € 

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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