Venerdì, 20 Settembre 2019
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La Casa di Carta 3: il sequel che forse si poteva risparmiare

Il 19 luglio scorso in anteprima esclusiva mondiale su Netflix è uscita la terza stagione della Casa di Carta (la casa de Papel) serie spagnola ideata, diretta e in parte prodotta da Álex Pina. Le prime due stagioni di 15 episodi terminate nel 2017 hanno avuto ampia risonanza a livello internazionale con diversi premi ricevuti in giro per il mondo e ovazioni varie di critici e spettatori.

Un successo planetario per una serie partita in sordina ed esplosa senz'altro molto più delle rosee aspettative di produzione, regista e attori.

Il pubblico ha tuttavia da sempre mostrato una certa attrazione per le bande di criminali e questo genere di storie, basti pensare a Gomorra e Romanzo Criminale, serie italiane campioni d'incassi che per temi forse più si avvicinano al più recente “cugino” spagnolo, ma anche a grandi cult del grande schermo come Ocean's 11 e i suoi sequel, dove il fulcro narrativo ruota sempre attorno ad un gruppo di malviventi.

L'esito straordinario della prima grande rapina ordita dal Professore (Álvaro Morte) e dal suo fedele seguito composto da un riuscito mix tra attori ben noti - soprattutto nel cinema iberico - come la bellissima Úrsula Corberó (Tokyo), Pedro Alfon (Berlin) e Itziar Ituño (Lisboa) e alcuni ottimi “caratteristi” come Alba Flores (Nairobi), Darko Peric (Helsinki) e Jaime Lorente (Denver), ha convinto Netflix a prendere in esclusiva il prosieguo della Casa di Papel che si concluderà nel 2020 con gli ultimi 8 episodi della quarta stagione.

Che ci fosse grande attesa tra gli estimatori di Tokyo e compagni lo si era capito dal tam tam sui Social che ha preceduto il release. I dati dello share e il clamore mediatico seguito all'uscita ufficiale sulla piattaforma d'intrattenimento non ha fatto invece altro che confermare il grande apprezzamento tra i fan incalliti dei banditi con la maschera di Dalí.

La critica, prodiga d'elogi nei primi due capitoli, ha invece in questo caso scatenato una tempesta di commenti e recensioni negative che, senza a tutti costi dover svolgere la parte dei tifosi e sapendosi attestare su posizioni neutrali, potrebbe essere in qualche modo compresa seppur non del tutto condivisa. Chi infatti ha avuto modo di comparare i nuovi episodi a quelli più stagionati, sin dalle prime battute, avrà senz'altro potuto constatare quello che potrebbe essere definito, semplificando, un eccesso di zelo...

Visti forse anche i generosi finanziamenti del nuovo “sponsor” si è infatti calcata decisamente un po' troppo la mano puntando sulla spettacolarizzazione in salsa hollywoodiana di un prodotto che trovava invece nella sua candida semplicità uno dei suoi punti di forza. Sfarzosi effetti speciali e pacchiane tinte granguignolesche che alla luce dell'opaco risultato finale potevano essere francamente quasi del tutto risparmiati. Anche se alcuni critici, forse esagerando, hanno addirittura ritenuto questo sequel quasi lesivo per la reputazione complessiva dell'opera, effettivamente un po' di sconcerto potrebbe emergere tra i puristi de La Casa di Papel e più in generale tra gli amanti dell'azione senza troppi fronzoli.

Nonostante ciò, dopo due anni di palpitante attesa alcuni voli pindarici (come i dirigibili daliniani che nel primo episodio sorvolano Madrid lanciando mazzi di banconote mentre il Professore arringa la folla sui grandi schermi di Callao) sono delle trovate geniali capaci di proiettare lo spettatore con grande efficacia – sia in termini di tempistica che di effetto visivo - nel mood della serie. Veri anche gli appunti sulla ripetitività della trama che tuttavia paradossalmente, come si è avuto modo di ricordare in precedenza, resta uno dei punti di forza del prodotto (il soggetto non poteva del resto ammettere brusche sterzate). Il finale, che si eviterà di spoilerare in questa sede, lascia aperta la porta ad un quarto ed ultimo capitolo che con uno sforzo di normalizzazione potrebbe regalare l'ennesimo piccolo capolavoro riappacificando così anche i fan più costernati. Intanto in Spagna lo scorso 28 luglio è stata annunciata l'uscita di un romanzo basato sulla serie, prevista in autunno per la casa editrice Planeta, sintomo che l'opera di Álex Pina ha ancora molto da dire.

 

 

Riccardo Croce

21 agosto 2019

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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