Recensione della presentazione del CD ‘Vox Humana’ della cantautrice friulana Elsa Martin
Il 31 maggio, in un posto magico, chiamato Le (Serre, che un tempo era una falegnameria ed oggi è diventato luogo di ‘semina culturale’, Elsa Martin ha presentato il suo nuovo disco: ‘Vox Humana’.
L’incontro, da tempo sold out, si è aperto con una interessante presentazione, guidata dal musicologo Alessio Screm e con gli interventi della cantante e di Stefano Amerio, dalla quale è emerso ancora più potente il grandissimo substrato culturale di questo progetto, somma di almeno cinque anni di lavoro intenso, autentico, profondissimo, a volte deflagrante.
La Martin , che si è esibita ‘a voce sola’, utilizzando dei sintetizzatori e costruendo le basi in diretta, ha proposto i brani come fossero una lunga suite, chiedendo al pubblico di applaudire solo alla fine.
Una scelta che da un lato ha sicuramente reso ancora più faticosa la performance vocale, peraltro inappuntabile tecnicamente e strepitosa dal punto di vista interpretativo, ma dall’altro ha generato una carica emotiva che si faceva fatica a tenere a bada.
Non è un caso che alla fine sia stato un autentico trionfo di applausi e lacrime. Trionfali i primi, liberatorie le seconde. Per l’interprete ma anche per molti degli intervenuti, coinvolti dal carisma potente e dalla fantasmagorica vocalità della Martin.
Partiamo però da una considerazione amara.
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