Martedì, 17 Febbraio 2026
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Recensione del concerto ‘Music for the world’ al Teatro Sociale di Gemona del Friuli, l’11 febbraio 2026, all’interno della stagione ERT FVG.

 

Al teatro Sociale di Gemona del Friuli è andato in scena ‘ U.T. Gandhi & Strings- Music for the world’.

Un progetto importante, che l’ERT Friuli Venezia Giulia ha accolto in questa unica, preziosa data, che cesella un percorso musicale ed artistico di oltre quattro decenni, che hanno visto il batterista friulano collaborare con alcuni fra i musicisti jazz internazionali di maggior interesse, con realtà coreutiche di rilievo, con grandi cantanti ed orchestre prestigiose.

U. T. Gandhi in questi anni ha respirato musica in tutti i continenti, dall’Africa all’Estremo Oriente, dai paesi balcanici all’America, sia del Nord che del Sud.

Senza mai dimenticare la sua identità friulana, foriera di sonorità   arcane, armonie senza patria, tanto vi si riconoscono le tracce dei popoli che si sono avvicendati in questa terra di frontiera.

Ha saputo mescolare, senza mai perdere di vista il giusto modo ed il corretto atteggiamento, pop e soul, ritmi rock e melodie sinfoniche.

Non a caso per questo spettacolo si esibisce con il supporto dell’  Orchestra d’Archi dell’Accademia Musicale Naonis, diretta da Valter Sivilotti ed è affiancato dal sassofonista Nevio Zaninotto, compagno, negli anni, di ‘scorribande musicali ‘ di valore e ritrovato per questa occasione, che è al tempo stesso punto d’arrivo e di partenza.

Si tratta di un viaggio nel quale si intrecciano ricordi , suggestioni musicali, momenti biografici e racconti collettivi.

Sono le pagine di un diario di vita in musica, il libro  dei sentimenti segreti, che il musicista decide di aprire, di condividere con il coraggio dell’artista pronto a mostrarsi a nudo, nella sua potenza e nella sua fragilità.

Lo spettacolo è asciutto, potentissimo, con poche, pochissima parole e tanti fatti.

Un’ora e mezza abbondante di tanta musica importante, complessa da suonare, impegnativa da sentire. Non perché ‘pesante’, ma perché ti stordisce per la sua affascinante magia, per il rimpallo fra ruvidezze e ritmi suadenti, fra narrazione biografica e sogno.

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Recensione del concerto diretto dal Maestro Enrico Calesso, il 31 dicembre al Teatro Verdi di Trieste

 

Il teatro Verdi di Trieste chiude il 2025 calando un poker d’assi: il soprano Jessica Pratt, il bass- baritone Giorgio Caoduro, il tenore Marco Ciaponi , diretti dalla bacchetta sapiente di Enrico Calesso, impegnati in un concerto che è andato  sold out  in pochissime ore . 

Un pubblico straripante ha salutato un anno difficile per il teatro triestino, caratterizzato da un iter esageratamente lungo per la nomina, che è stata una riconferma, del Sovrintendente; tensioni interne evidenti; una incertezza anomala, che ha portato a comunicare i cast delle varie opere, oltretutto neanche completi,  solo a stagione avviata.

In tanta difficoltà, però, anche degli elementi molto positivi: il personale del teatro che ha saputo superare le criticità che man mano incontrava e mantenere attivo e vivace il rapporto con la città; gli appassionati che hanno dimostrato fiducia e rinnovato gli abbonamenti senza sapere gli interpreti ; l’acquietarsi, speriamo definitivo, delle tensioni dopo la conferma di Giuliano Polo e la nomina del nuovo direttore artistico, il Maestro Valerio Vicari, che certamente saprà continuare ed incrementare quella politica di rilancio e di qualità che tanto serve  al mondo della cultura.

Una pagina si è girata, si sono ottenute delle certezze che, al di là delle opinioni dei singoli , sono la base per ogni ripartenza e per qualsiasi decisione.

Simbolicamente  questo concert , poteva essere  l’occasione per la città di  abbracciare il teatro e per il Verdi di rassicurare il suo pubblico. Oppure l’ufficializzazione di una distanza ego referenziale   fra istituzioni ed appassionati.

Non ci sono dubbi che l’obbiettivo centrato sia stato il primo. Alla grande.

Da subito si coglie un’atmosfera di condivisione che coinvolge quasi tutti i presenti,  un entusiasmo tangibile, tanta appassionata partecipazione. 

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Recensione di una serata per festeggiare gli ottanta anni del cantautore romano

 

Il 24 dicembre Edoardo Da Angelis compie ottanta anni.

Figura importante del cantautorato romano, sfiorato dalla popolarità televisiva, ma mai abbagliato dal successo a tutti i costi, è artista autentico che ha saputo dare moltissimo al mondo della musica d’autore, che nei suoi confronti è sicuramente  in debito ed ha collaborato con molti nomi importanti della musica italiana.

Autore dai testi profondi, delicati, coraggiosi, poetici, gode della stima di tantissimi colleghi, e lo si è visto a Tricesimo, in Friuli, terra che ha accolto ripetutamente  De Angelis, tanto da diventarne una sorta di seconda casa.

Nel teatro Garzoni si sono ritrovati molti musicisti che negli anni hanno collaborato con Edoardo, per una straordinaria idea: un concerto a sorpresa. 

Appena arrivato da fuori regione, portato nella sala con una scusa, De Angelis arriva apparentemente a concerto iniziato.

In realtà uno straordinario team, coordinato dall’infaticabile Roswitha Del Fabbro, aveva segnalato l’arrivo del festeggiato al posteggio e  dato il via al primo degli ospiti: Aldo Giavitto, cantautore in lingua italiana e friulana,  vincitore nella III e della VII edizione del Premio Recanati, intellettuale colto ma mai compiaciuto, che propone ‘Acqua salata’, di cui ha tradotto una parte in friulano.

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Torna a Terni Visioninmusica, la rassegna che da ventidue edizioni propone il meglio della musica contemporanea tra jazz, crossover, canzone d’autore e nuovi talenti internazionali. Anche per il 2026, il palco dell’Auditorium Gazzoli ospiterà artisti capaci di coniugare virtuosismo, emozione e ricerca sonora in un calendario che si snoda da gennaio a maggio, con sette concerti principali, una masterclass fuori abbonamento e tre lezioni-concerto matinée dedicate alle scuole.

 

Con uno sguardo sempre più aperto al panorama europeo e alle eccellenze italiane, Visioninmusica si conferma come uno degli appuntamenti musicali più attesi del Centro Italia.

«Visioninmusica 2026 è un percorso sonoro che attraversa generi, confini e sensibilità diverse, accomunate da una profonda autenticità artistica», racconta la direttrice artistica Silvia Alunni. «Ogni concerto sarà anche per questa nuova edizione un invito all’ascolto profondo, alla scoperta di nuove sonorità e all’incontro con talenti eccezionali.»

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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