Martedì, 14 Luglio 2020
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La Cappella Sistina risplendeva non soltanto per gli affreschi dei più grandi pittori ma anche per le composizioni dei più grandi musicisti dell’epoca, che saranno i protagonisti del concerto dei Tallis Scholars diretti da Peter Phillips, sabato 16 novembre 2019 alle 17.30 nell’Aula Magna della Sapienza (Piazzale Aldo Moro 5, Roma) per la stagione della IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti.
La polifonia cinquecentesca è uno dei culmini della musica di tutti i tempi, sia nel campo profano - a cui la IUC dedica in questa e nella prossima stagione il ciclo dei Madrigali di Gesualdo da Venosa – sia nel campo sacro, a cui è dedicato questo concerto, che offre una straordinaria panoramica sui maggiori compoasitori di musica da chiesa del tempo, che venivano convocati a Roma dall’Europa intera per fornire la musica alle funzioni celebrate nella Cappella Sistina dal papa in persona.

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La pianista cinoamericana Claire Huangci, astro nascente del pianoforte, debutta a Roma martedì 12 novembre 2019 alle 20.30 nell’Aula Magna della Sapienza per i concerti della IUC, con un programma molto impegnativo, che spazia dal Settecento di Scarlatti a Schubert, a Brahms e all’estremo romanticismo di Rachmaninov.

Nata nel 1990 a Rochester da genitori cinesi, Claire Huangci ha studiato con grandi maestri in una delle eccellenze accademiche americane, il Curtis Institute di Philadelphia. Poi, cercando una completa maturazione più che l’immediato successo, si è perfezionata in Germania. Nel 2018 si è presentata ad uno dei concorsi più selettivi e prestigiosi, il “Geza Anda” di Zurigo, vincendo il primo premio e altri premi accessori. Allora le si sono aperte le porte delle più importanti sale da concerto di Parigi, Berlino, Vienna, Budapest, Tokyo e dei festival più prestigiosi come Salisburgo e Lucerna. Solo ora, a quasi trent’anni, si è sentita ormai pronta ad affrontare la faticosa carriera del virtuoso giramondo, suonando in America del Nord e del Sud, Europa ed Asia. Subito ha incontrato l’entusiasmo del pubblico e le sono giunti i più lusinghieri riconoscimenti della critica: “Virtuosismo radioso, sensibilità artistica, acuto senso comunicativo e sottile drammaturgia sonora”, “capacità immaginativa che sfocia in un’interpretazione poetica”.

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Uno, nessuno, centomila Vivaldi. Una figura proteiforme, immersa in un caleidoscopio di stili, modelli, forme che affluiscono nel grande porto della Serenissima Repubblica di Venezia. A questo musicista enigmatico, famosissimo ma ancora in gran parte da scoprire, è dedicato il concerto di mercoledì 13 novembre 2019 alle 18.00 nell’Auditorium “E. Morricone” (Università di Roma “Tor Vergata”, Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1) per la stagione di Roma Sinfonietta presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. Ne sono protagonisti l’orchestra Barocca Musica Antiqua Latina, con il direttore e violoncello solista Giordano Antonelli, il violino solista Luca Giardini e il mandolino barocco Emanuele Buzi.


Così il direttore Giordano Antonelli presenta questo concerto: “Il cosmopolitismo della città lagunare fluisce nelle opere di Vivaldi in un vocabolario stilistico che dalle forme nord-europee si tinge di colori esotici e levantini. Nato e vissuto vita natural durante nel quartiere diremmo oggi multietnico della Riva degli Schiavoni, nei pressi di San Giovanni in Bragora, in mezzo al viavai di Greci, Dalmati, Valacchi, Turchi, giocoforza ne trae una inventiva immaginifica ai limiti del visionario. Nella infinita varietà delle innumerevoli composizioni e degli organici più stravaganti si può evidenziare l’utilizzo di un contrappunto scarno ma sapientissimo, a favore di melodie rusticane, di giochi ritmici irregolari, di atmosfere rarefatte, di virtuosismi zigani”. Il programma Vivaldi Project-Concertanti – continua Giordano Antonelli - delinea “un percorso alternativo, tra inediti come la Sinfonia RV125 Anh.56, conservata nell’Archivio storico di Berlino, mancante della parte dei bassi (ricostruita ‘filologicamente’ dal nostro ensemble) ed opere in cui possiamo apprezzare lo sguardo verso il linguaggio germanico, o splendide passacaglie di sapore seicentesco con influssi napoletani. Il violino, strumento elettivo del Prete Rosso, cuspide di un magistero tecnico insuperato, in questo programma ‘concerta’ con lo strumentario vivaldiano più onirico, come il mandolino lombardo, il flauto dritto, il fagotto, il colascione, la tiorba”.

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Domenico Nordio, violinista italiano acclamato in tutto il mondo, e il pianista russo Mikhail Lidsky sono i protagonisti del concerto di sabato 9 novembre 2019 alle 17.30 nell’Aula Magna della Sapienza per la stagione della IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti. In programma musiche di Mendelssohn, Beethoven e Prokof’ev.
Domenico Nordio è stato un bambino prodigio, ha dato il suo primo concerto a dieci anni, a sedici ha vinto il prestigioso Concorso Internazionale “Viotti” e a diciassette il Gran Premio dell'Eurovisione, che lo ha lanciato a livello internazionale. Ora è un artista maturo che si esibisce nelle più importanti sale del mondo, come Carnegie Hall di New York, Salle Pleyel di Parigi, Teatro alla Scala di Milano, Barbican Center di Londra, Suntory Hall di Tokyo, Concertgebouw di Amsterdam, Teatro Colon di Buenos Aires e ancora a Mosca, San Pietroburgo, Istanbul, Mumbai, São Paulo, Melbourne e Shanghai. Incide per Sony Classical.


Anche Mikhail Lidsky è stato molto precoce, esibendosi per la prima volta come solista con un’orchestra tredici anni. A ventuno anni ha vinto il primo premio all’ All-Russia Piano Competition, iniziando da allora una carriera internazionale che lo ha portato­ - oltre che in Russia - in Belgio, Germania, Italia, Francia, Finlandia, Turchia, Taiwan, Giappone e altri paesi ancora, spesso in duo con celebri strumentisti.
Sarà forse perché sono stati entrambi così precoci che iniziano il loro recital con la Sonata in fa maggiore composta nel 1820 dall’undicenne Felix Mendelssohn, che fu un fanciullo prodigio non meno straordinario di Mozart. È veramente difficile immaginare che questa Sonata in tre movimenti, dalla solida forma classica e dalla felice invenzione melodica, sia stata composta a soli undici anni!
Nordio e Lidsky passano poi a un brano composto nel 1812 daLudwig van Beethoven nel pieno della sua maturità artistica, la Sonata in sol maggiore op. 96, decima e ultima delle sue Sonate per questo duo strumentale. Messa in ombra dalla famosissima Sonata “a Kreutzer”, la cui celebrità è dovuta anche a fattori extramusicali, come il romanzo di Tolstoj dallo stesso titolo, questa Sonata è in realtà il capolavoro di Beethoven in questo genere musicale: qui i due strumenti sono messi sullo stesso piano e valorizzati al massimo delle loro possibilità, dando vita a un dialogo serrato e apparentemente libero, ma governato dalle regole di chiarezza ed equilibrio proprie dello stile classico.
La seconda parte è interamente dedicata a Sergej Prokof’ev, russo come Lidsky. Si ascolteranno due dei brani più rappresentativi della sua musica per violino e pianoforte. Le Cinque Melodie op. 35 bis sono il suo primo importante lavoro per violino e pianoforte, composto nel 1925: in realtà non si tratta di pezzi originali, ma di trascrizioni delle sue Cinque Melodie senza parole eseguite per la prima volte nel 1921 New York dalla cantante Nina Kochitz e da Prokof’ev stesso al pianoforte. Sono cinque brevi brani in forma libera e di umore sempre mutevole, ora meditativo, ora malinconico, ora misterioso, ora appassionato, ora scherzoso. Segue la Sonata n. 2 in re maggiore op. 94 bis: è anch’essa una trascrizione di un precedente lavoro, la Sonata per flauto e pianoforte del 1943 , ma è profondamente diversa dalle Cinque melodie per la sua ampia architettura in quattro movimenti, che si rifà allo stile classico. Questa trascrizione fu fatta da Prokof’ev su richiesta del grande violinista David Oistrach, in piena seconda guerra mondiale, quando il compositore ebbe a dichiarare: “Quello che ora occorre fare è della grande musica, cioè della musica che tanto nella forma quanto nel contenuto risponda alla grandezza dell'epoca: non è facile trovare il linguaggio giusto, ma è certo che esso dovrà essere espresso con una melodia chiara e semplice”.

 

Redazione
5 novembre 2019

 

Informazioni


Il duo italo-russo Nordio-Lidskin in tre Sonate,
composte dal giovanissimo Mendelssohn,
da Beethoven nel pieno della sua maturità
e da Prokof’ev nei cupi tempi della guerra, su sollecitazione del grande Oistrach

Aula Magna dell'Università La Sapienza
Città Universitaria - Palazzo del Rettorato
Piazzale Aldo Moro 5, Roma

BIGLIETTI:    Interi: da 15 euro a 25 euro, più prevendita
                        Giovani: under 30: 8 euro; under 18: 5 euro

tel. 06 3610051/52
www.concertiiuc.it - botteghino@istituzioneuniversitariadeiconcerti.it           

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Vincitore terza edizione concorso #inplatea

10/11 dicembre 2019- teatro Trastevere (Roma)

 

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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