Il teatro Verdi di Trieste ha presentato la Stagione Sinfonica 2027-28.
E’ la prima firmata dal direttore artistico Valerio Vicari, che l’ha descritta con passione e competenza, e già da un primo sguardo si notano diverse novità. Interessanti.
La prima, per certi versi quella che ci pare più rilevante e che è emersa anche dalle parole del Sovrintendente, è che i cambiamenti sono anche la risposta alle osservazioni di alcuni degli abbonati.
Se si vuol mantenere, anzi incrementare, il rapporto fra le istituzioni culturali ed il pubblico, è fondamentale che gli appassionati si sentano considerati, ascoltati, che abbiano la sensazione di non essere numero di un bilancio . Aver detto di aver tenuto presente le loro osservazioni è già un notevole passo avanti.
La stagione, sostanzialmente una novità, si articola nel corso dell’intero anno, da settembre a maggio. Certamente una scelta impegnativa dal punto di vista organizzativo, ma decisamente interessante.
Inoltre ci sarà una inedita apertura alla musica contemporanea: quasi tutte le serate avranno in programma un brano contemporaneo, breve ma significativo, in maniera da avviare il pubblico ad una ‘musica nuova’, una sorta di percorso guidato, senza forzature, puntando alla formazione ed al dialogo.
Idea interessante e stimolante, che certamente merita l’appoggio di un pubblico che sa apprezzare la qualità esecutiva e premiare i grandi interpreti.
Undici gli appuntamenti.