Martedì, 17 Febbraio 2026
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Dal 22 gennaio al Teatro Roma va in scena un Amleto inedito, in bilico tra ironia e teatro dell’assurdo, raccontato dalla servitù del castello di Elsinore

 

Una visione originale della celebre tragedia shakespeariana è quella che va in scena al Teatro Roma (Via Umbertide, 3) dal 22 gennaio al 1° febbraio 2026, con le vicende di Amleto Principe di Danimarca narrate da un punto di vista inedito, quello delle cucine. Con ‘Amleto in salsa piccante’ finiscono sotto la lente d’ingrandimento non solo i temi classici dell’opera, ma anche le dinamiche umane che avvengono nei luoghi più intimi e quotidiani. Accanto ai nobili personaggi del capolavoro shakespeariano, qui rappresentati in chiave ironica, gravitano numerosi cuochi e personale di servitù, partoriti dalla fantasia audace e geniale di Aldo Nicolaj e capitanati dal cuoco Froggy (Massimiliano Vado), sua moglie Cathy (Claudia Ferri), la cognata Inge (Veronica Milaneschi), aiutati dalla sguattera Brecka (Danila Stàlteri). 

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Ale&Franz, il duo comico italiano per eccellenza, torna a teatro con un nuovo originale spettacolo che ne ripercorre la trentennale carriera, affiancando ai loro personaggi più iconici e surreali nuovi ospiti disposti ad entrare nel loro strambo universo con l'ironia che da sempre li contraddistingue. Il duo comico rilancia e raddoppia con un lavoro che confonde le carte e segna l'inizio di una nuova era. Un ennesimo CAPITOL’HO della nostra storia. Unica costante? Sarà il pubblico a scoprirlo...

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Una nuova edizione lo spettacolo cult di Filippo Timi. Una rilettura dove ogni gesto o parola diventano gioco e voce personale, provocazione intelligente. L’artista stravolge il testo shakesperiano, rovescia passioni e personaggi nella stessa gabbia da circo all’interno della quale si consuma un elogio della follia.

Un Amleto spiazzante, comico, furibondo, colorato, dove la tragedia si trasforma in commedia, tra potere e oblio, tra frivolezza e pazzia. Quello di Timi è un Amleto annoiato, che non ha più voglia di interpretare la monotona storia familiare, non ha più voglia di amare Ofelia, non ha più voglia di niente. Voci fuori campo lo richiamano, invano, al suo destino. Intorno a lui si muovono i personaggi scaturiti dalla sua instabile mente interpretati d Mascino, Rocco e Lietti, sue storiche sodali artistiche.

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Il sipario si apre su un treno lanciato nella notte: il leggendario Orient Express, diretto da Parigi a Istanbul. Il ladro più temuto e affascinante del mondo è tornato, e con lui un nuovo, audace colpo: il Tulipano di Ahmed III, un gioiello di valore inestimabile, è svanito dalla sua cassaforte.

 

Il furto, questa volta, non sembra un semplice gioco di abilità. Tutto indica che sia legato alla giovane Isabelle, un’orfana parigina per la quale Lupin prova un sentimento raro e sincero, conquistata giorno dopo giorno da un gesto lieve e poetico: un tulipano donato con discrezione.

Isabelle lavora come operaia in una fabbrica di cioccolato, un luogo che promette meraviglia ma nasconde un’anima grigia. Tra i suoi corridoi si celano segreti, complotti e ombre che solo il viaggio verso Istanbul potrà dissipare. E quando il treno avrà compiuto il suo percorso, ogni mistero troverà finalmente la sua risposta.

 

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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